domenica 17 luglio 2011

Kill the Granny Comedy Collection

Kill The Granny Comedy Collection, di: Mengozzi & MarcoraScichiloneCangialosiOniBakaBolliStoraiAltimaniSpianelliDelladio – MoriciForza
Volume in brossura, 112 pag. a colori – euro 15,99 – Vittorio Pavesio Production

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“…Nulla è più ignorante di una scimmia in un igloo…”
Se ti piacciono i fumetti e non conosci Kill the Granny, saga giunta al quarto volume, significa che vivi in una grotta e leggi solo i fumetti che disegni tu stesso sui muri.

La fama di Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora – detti “i Tatini” – cresce costantemente e non solo in Italia (pubblicano anche in Francia), così come costantemente cresce il numero dei fan affezionati e ho potuto constatare di persona, all’ultima Torino Comics, le pile dei volumi di Comedy Collection esaurirsi velocemente, essere sostituite prontamente con altre pile di volumi che a loro volta andavano esauriti. Una bella soddisfazione per gli autori!


I quali peraltro hanno lavorato instancabilmente per tutta la durata della Fiera (tre giorni!) a disegnare per i fan, senza mai smettere di essere gentili, disponibili, sorridenti, insieme agli autori e alle autrici del quarto volume della saga, quel Comedy Collection di cui andiamo presto a parlare.

Mengozzi e Marcora sono partiti da un’idea tutto sommato semplice – ma non per questo meno originale – che riassumiamo qui per quei tre o quattro che ancora non la conoscono: Colui che vuole, appunto, “uccidere la Nonnina” è il Gattone protagonista indiscusso della saga che si è visto per volontà della padrona, privare dei suoi “attributi maschili …
Un normale caso di sterilizzazione felina diventa spunto per una saga diventata ampia, zeppa di personaggi, di situazioni e di clamorosi colpi di scena.
Nel primo volume della serie, intitolato I Gioielli del Gatto (quali siano questi “gioielli” è ormai sufficientemente acclarato, no?) assistiamo alla presentazione dei personaggi principali: il Gatto, la Nonnina,  Satana – proprio lui -, il Postino, il Temibile Ficario (fì fì, temibiliffimo!), e veniamo a sapere come il Gatto intende vendicarsi di colei che lo ha reso un “mezzo-gatto”.
Allo sfortunato Gattone non basteranno le proverbiali nove vite per raggiungere il suo scopo – buon per noi che così possiamo continuare a leggerne le avventure – e anzi il primo volume si chiude con un cliffhanger decisamente… horror!

Nel secondo volume – Anche i Gatti vanno all’Inferno – Mengozzi e Marcora si scatenano e realizzano delle gag divertentissime che si susseguono senza soluzione di continuità, e le arricchiscono con citazioni, inside jokes, “metafumetto” e gradite strizzate d’occhio ai fan della serie. Si ride parecchio, non mancano le situazioni scatologiche e abbondano i fluidi corporei, ma la caratteristica vincente resta quella di rendere vivi i personaggi, prendere sempre più confidenza con essi, renderli riconoscibili. Altro punto di forza è quello della rielaborazione in chiave comica di personaggi mitici (ehi, siamo all’Inferno!) come Caronte, Cerbero, il Minotauro, le Erinni ecc. Le nuove caratterizzazioni di questi vecchi miti risultano perfettamente riuscite, geniali in certi casi, e sono punto di partenza per risate incontenibili. Pare che stia esagerando un po’ con gli aggettivi, vero? Beh, il fatto è che personalmente ho riso davvero parecchio durante la lettura de Anche i Gatti vanno all’Inferno e la risata sonora leggendo dei fumetti per me non è una cosa comune… E’, questo, il mio volume preferito della saga, a tutt’oggi. Anche questo volume si conclude con un cliffhanger niente male!

Prima di arrivare a Comedy Collection c’è il terzo volume, intitolato Il Gatto delle Meraviglie, parodia dell’Alice di Lewis Carrol, come si evince facilmente dal titolo. La parodia si fa più ardita, l’umorismo per certi versi più sottile (n.b. si continua comunque a ridere parecchio), più acuta l’introspezione, psichedelico l’ambiente e i personaggi, proprio come nell’Alice originale. I Tatini si appropriano della storia e pur rispettandone la consecutio temporale, la stravolgono a loro – e soprattutto a nostro – piacimento col loro ormai inconfondibile marchio di fabbrica, cioè la caratterizzazione dei personaggi, anche qui riuscita nel migliore dei modi. Personalmente ho trovato impagabili la sequenza del Bruco e dei… funghetti e quella del Cappellaio Matto, con ospiti sorprendenti (e divini)!

Una delle cose che i tre volumi hanno in comune è la perizia tecnica dei Tatini: storytelling che funziona, livello dei disegni ottimo, colori azzeccati, cura editoriale minuziosa, ma soprattutto personaggi vivi e scalcianti, con personalità tridimensionali, che trasudano simpatia. A questo punto mi tocca confessare che quando, diverso tempo fa, avevo dato una prima veloce e molto distratta sfogliata del primo volume di Kill the Granny non ero rimasto catturato nella rete tessuta con abilità dai Tatini… Sì, ok, i disegni e i colori erano davvero, davvero graziosi, questo lo avevo capito subito, ma insomma… i soliti animaletti parlanti, mah… Ebbene: mi è bastato sprofondare in poltrona e immergermi nella lettura, questa volta in modo non distratto, per diventare in prima persona un fan della serie e attendere con ansia l’uscita dei successivi volumi!
…E dopo i mea culpa arriviamo finalmente a Kill the Granny Comedy Collection, quarto volume della serie.

Si tratta, per dirla coi Tatini, di “una raccolta di storie extra sul passato dei personaggi di Kill the Granny, disegnato in collaborazione con 10 amici e autori di talento!”
Una siffatta compilation può accadere e funzionare solo se esiste quello di cui sopra, cioè personaggi vivi.
Si tratta, nello specifico, di nove racconti più un prologo e un epilogo, tre “intermezzi” e alcuni “omaggi”.
Prologo ed epilogo sono interamente opera dei creatori della serie, i Tatini Francesca Mengozzi (soggetto, testi e colori) e Giovanni Marcora (disegni); soggetti e sceneggiature dei nove racconti e degli intermezzi sono di Francesca Mengozzi, in alcuni racconti coadiuvata dai disegnatori/disegnatrici, mentre i disegni sono degli autori e autrici i cui nomi leggete accanto al titolo.
Nel Prologo i Tatini narrano di come ebbero l’idea di Kill the Granny (e della Comedy Collection).



Nel primo racconto, disegnato da Eloisa Scichilone, assistiamo all’infanzia (tragicomica, ovviamente) del nostro Gatto; una storia quasi senza parole, tutta giocata sulle immagini, che in qualche modo ricordano piacevolmente lo stile di Hello! Spank. Finalmente sappiamo com’è avvenuto il primo, fatale incontro tra il Gatto e la Nonnina Evelina



Dopo una tavola di Intermezzo disegnata da Francesca Follini – protagonisti Caronte e Flegias – Ciro Cangialosi ci accompagna nella nuova casa di Evelina e del suo nuovo micio: una casa che si rivelerà infestata da spiriti non proprio benevoli… Lo stile di Cangialosi è tagliente, moderno, iperdinamico, ricorda certe esuberanze  “street art”.



Onibaka, pseudonimo di Davide de Rose Veltri, illustra giocando con ambientazione e stilemi nippofili, la nascita dell’Aiutante di Satana (il buffissimo Ficario del fecondo volume). Anche in questo caso tanto dinamismo e umorismo a valanghe, oltre a disegni di ottimo livello.



All’illustrazione-omaggio di Natascia Raffio, segue quella che a giudizio di chi scrive è uno degli episodi meglio riusciti di Comedy Collection, cioè la storia che coinvolge Aletto – una delle tre Erinni o Furie – disegnata da un’Elisa Bolli in stato di grazia. Il personaggio di Aletto mi aveva già colpito molto positivamente nel secondo volume della saga: qui, seguendo una narrazione in versi, scopriamo molto del contenuto del cuore dell’Erinni e delle sue macchinazioni (e della sua sofferenza, perché chi l’ha detto che le Furie non conoscono dolore?). La storia è toccante, i disegni di Bolli sono perfetti, immersi in un’atmosfera che se non ci fosse un abuso del termine potremmo definire “gotica” nel senso migliore del termine. Assente giustificato, l’umorismo. In questa bella storia avrebbe decisamente stonato.



Ma niente paura, l’umorismo lo ritroviamo subito, nella successiva storia disegnata da Niccolò Storai, protagonista il Minotauro (altro personaggio infernale), nella sua particolare declinazione trav-trans. Storia deliziosa e molto divertente, perfetta per lo stile grafico di Storai, con quel segno che strizza l’occhio a certo “underground” colto. Uno stile che personalmente amo molto.



Il segno che tutti i personaggi della saga Kill the Granny sono importanti ce lo da il racconto disegnato da Simone Altimani, che parla di Pierluigi, lo sfortunato postino, che qui scopriamo in aspetti finora insospettabili… Una storia di terrore e morti non proprio completamente morti, disegnata ottimamente con efficace stile cartoonesco e atmosfere noir.



E ora la parte difficile per chi scrive… E’ possibile commentare l’opera di persone cui si è legati affettivamente da profonda amicizia restando neutrali e obiettivi (sempre tenendo conto che di opinioni soggettive stiamo parlando)? Secondo me no, lo dico chiaro. Ma ci provo lo stesso, sforzandomi di ignorare per qualche minuto l’amore che provo per Spianelli e Delladio. I quali sono rispettivamente la disegnatrice e il colorista della storia che ha come protagonista, volevo dire protagonisti… no no, -ista… o –isti?… Insomma: la “divina Trinità”, nientemeno! Per la prima volta nella storia vediamo un illuminante pezzo dell’infanzia di Dio (Padre), apprendendo scioccanti rivelazioni in merito! Facciamo poi la conoscenza del Figlio e dello Spiritoso Santo e ridiamo a crepapelle, anche grazie ai disegni multi-effetto di Spianelli, capace di rappresentare fino a quattro espressioni di una stessa faccia (contemporaneamente, intendo). Irriverenza e umorismo a go-go. Perfetti i colori di Delladio.



Dopo l’Intermezzo disegnato dal bravissimo Fabio Ruotolo, nuovamente protagonisti Caronte e Flegias, arriva la storia disegnata da Francesca Morici, che racconta nientemeno che… la nascita di Satana (precedentemente conosciuto come Lucifero)! Cui per inciso va senz’altro la nostra simpatia, essendo stato bellamente ingannato e calpestato dal Direttore in persona. Belli ed efficaci i Disegni di Morici, con splendidi colori, appunto, infernali.



Altra storia che amo particolarmente è quella disegnata da Morena Forza. La storia è “a due voci”, quelle cioè di Evelina (la nonnina) e il suo attualmente defunto marito. Anche in questa storia non c’è umorismo perché è una storia di incomprensioni, mancanza di coraggio, travisamenti e amore nascosto. E naturalmente di grande sofferenza. I bellissimi disegni “espressionisti” di Forza sono immersi in un’atmosfera livida e dura, i colori sono cupi e scuri, tranne che per qualche particolare colorato vivacemente, una vivacità che accentua maggiormente il dolore e la cupezza della storia. E’ un racconto crudele che tocca profondamente chi legge e che contribuisce a rendere ancora più tridimensionale questa saga. Davvero una degna conclusione…



…Conclusione vera e propria che arriva però solo con l’Epilogo dei Tatini, che usando nuovamente il loro particolare stile “kawaii” riportano immediatamente il sorriso in chi legge!
Concludono il volume una serie di omaggi ai Personaggi di Kill the Granny da parte di Scichilone, Emanuela Badagliacca, Alessandro Giovagnoli, Mirka Andolfo, Emanuele Tenderini, Paul Karasik, Luca Boschi, Vittorio Pavesio e Forza.

Ci tengo a concludere con la profonda saggezza racchiusa nella frase della Cuoca del terzo volume della serie, convinto come sono che queste parole illumineranno ognuno e ognuna di Voi che leggete: “Ahraghadaghawhararara pentola! Agrhagrhargarhargah padella!”


Collegamenti Esterni:
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Nessun felino ha subito maltrattamenti durante la stesura di questo commmento





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