mercoledì 20 luglio 2011

DC Origini Superman

DC Origini Superman , di Geoff Johns e Gary Frank –  cartonato, 226 pp., col., 20 euro – Planeta De Agostini
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.Diciamoci la verità: non credo che qualcuno stesse trattenendo il respiro nell’attesa dell’ennesima riproposizione delle origini dell’Azzurrone, perché di questo tratta l’opera in oggetto. Evidentemente ai piani alti della DC pensano sia utile (leggi: conveniente) ripresentare ogni tot anni la genesi del proprio eroe più popolare. 

Nel corso degli anni sono state molte, infatti, le riscritture delle origini dell’ultimo figlio di Krypton: considerando solo il periodo 1985 – 2011, ovvero dalla monumentale Crisi sulle terre infinite di Marv Wolfman e George Perez ad oggi, possiamo contare nel 1986 la fondamentale miniserie Man of Steel dell’allora superstar John Byrne, la controversa e per lo più rimossa Birthright di Mark Waid e Leinil Francis Yu del 2003/2004, i vari Secret files and Origins e infine le origini in pillole che hanno popolato le appendici di opere collettive come ad esempio 52.

Ultima della lista è appunto questa Superman: secret origin, miniserie di sei numeri uscita negli USA tra il novembre del 2009 e l’ottobre del 2010, ad opera dello scrittore Geoff Johns e del disegnatore Gary Frank, che ora la Planeta De Agostini propone in Italia in un unico volume, pregevole nella veste grafica (davvero notevoli le 12 splendide cover dell’edizione originale, 6 regular e 6 variant, proposte in un’unica soluzione ripiegabile al termine del tomo) ma purtroppo non esente da errori di lettering.
Prima di procedere a un’analisi della storia soffermiamoci brevemente a parlare degli autori, perché  sono loro a costituire uno dei motivi di richiamo del volume, o forse l’unico.
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Non è la prima volta che Johns e Frank fanno squadra insieme, i due avevano già collaborato, e proprio sullo stesso personaggio, firmando due importanti saghe su Action Comics: Superman e la legione dei Super-eroi (in USA nn. 858-863, in Italia Superman Planeta nn. 16-18) e Brainiac (in USA nn. 866-870, in Italia Superman Planeta nn. 26-28). In esse i due hanno dimostrato di entrare in buona sinergia, portando ognuno le proprie ormai assodate caratteristiche: da un lato Johns, oramai diventato un architrave della Distinta Concorrenza non solo a livello artistico ma anche dirigenziale, capace di mettere in circolo gli elementi più classici, tratti dalla Silver se non addirittura dalla Golden Age, e di collegarli con tematiche e gusti contemporanei; dall’altro Gary Frank, disegnatore britannico dal tratto pulito e plastico, che ben si sposa alle trame di Mastro Geoff; il suo Superman, chiaro e meritevole omaggio al compianto Christopher Reeve, è uno di più eleganti ed aggraziati che si siano mai visti in più di sette decadi di versioni grafiche del nostro eroe (assai lontano, per esempio, da quello iperanabolizzato e fortemente cartoonistico di Ed McGuinness).
Ora i due si ritrovano per la terza volta su Supes, e lo fanno per raccontarne le origini.

La storia inizia con un Clark Kent adolescente che nella natia (si fa per dire) Smallville rompe involontariamente un braccio ad un amico durante una partita di football. Inizia così un doloroso percorso di presa di coscienza da parte del protagonista, con gli amorevoli genitori adottivi che lo mettono al corrente della verità e con l’iniziale e comprensibile reazione di rifiuto, a cui segue uno dei momenti più drammatici e commoventi del racconto: davanti all’astronave che lo ha trasportato ancora in fasce dal morente pianeta Krypton fino alla Terra e agli ologrammi dei genitori biologici con Jor-El che gli rammenta che egli può sembrare un essere umano ma non lo è, il giovane Clark che scappa in lacrime nei campi, Johathan Kent lo raggiunge e, di fronte al ragazzo disperato che dichiara di voler essere solo suo figlio, lo abbraccia dicendo: «Tu sei mio figlio».

Successivamente il giovane kryptoniano inizia a far uso dei suoi poteri ai fin di bene, barcamenandosi tra una Lana Lang innamorata di lui, una madre adottiva che gli confeziona il primo costume (che lo mette non poco in imbarazzo), un giovane e già diabolico Lex Luthor e, soprattutto, uno speciale gruppo di amici venuto dal futuro…la Legione dei Super-eroi!
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La parte ambientata a Smalville si conclude con l’arrivo di una seconda astronave, intercettata dal giovane Clark, che rimane piacevolmente sorpreso quando dall’interno di una carlinga sente abbaiare….
Subito dopo la scena cambia repentinamente, forse troppo: ci ritroviamo qualche anno dopo a Metropolis con un timido e impacciato Clark Kent al suo primo giorno di lavoro presso la redazione del Daily Planet, dove facciamo la conoscenza con Jimmy Olsen, Steve Lombard, la signorina Grant, il direttore Perry White e, last but not least, la splendida e determinata Lois Lane. Quest’ultima, impegnata in una appassionata battaglia giornalistica contro il dominus della città Lex Luthor, coinvolge immediatamente il nuovo assunto in un’indagine d’assalto che li porterà dritti nella tana del lupo. Qui Lois viene smascherata degli sgherri di Luthor e, nel tentativo di fuggire, precipita del tetto del palazzo. La bella reporter viene salvata da un uomo volante, vestito di rosso e blu, con il mantello e una grande S su sfondo giallo sul petto. Tra i due scatta subito qualcosa.
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Durante i giorni successivi le grande città si interroga sul nuovo arrivato, con un Lex furibondo per l’entrata in scena di un pericoloso e potenziale avversario; il suo genio malefico, roso dall’invidia verso Superman, non rimane con le mani in mano e crea due superesseri in grado di dare del filo da torcere all’Azzurrone: Parassita e Metallo. Il primo, ex uomo delle pulizie al Planet, diventa un essere mostruoso affamato di esseri umani, apparentemente dopo aver mangiato una ciambella contaminata (!) all’interno dei laboratori di Luthor.

Il secondo, invece, è il sergente John Corben, fedele collaboratore del Generale Lane, padre di Lois, ottuso militarista desideroso di sposare la bella giornalista, naturalmente non corrisposto. Il borioso sottoufficiale viene convinto dalle macchinazioni del generale Lane e di Luthor a essere trasformato in Metallo, orrendo mix di uomo e macchina con un cuore di kryponite verde, minerale letale per il nostro eroe.

Superman riesce a sconfiggere facilmente entrambi i cattivi di turno e, cosa ancora più importante, supera le diffidenze dei cittadini di Metropolis e della stessa Lois, sconvolti dalla rivelazione, messa in circolo dal solito Lex Luthor, che egli in realtà sia un alieno.
Il volume si conclude con un eroe felice che inizia, con le sue imprese, a rendere più umana e ospitale una città che prima non lo era. Quasi a voler suggerire che il vero superpotere del protagonista non risiede nel volo, nella superforza o nella vista calorifica, ma nella potenza dell’esempio, capace di ispirare e plasmare le azioni altrui.

In conclusione, che giudizio dare di quest’opera?
Essa risulta piacevole alla lettura, testi e disegni procedono di pari passo dando un senso di unità senz’altro piacevole. Emerge con chiarezza il tentativo meritorio, da parte di Johns, di amalgamare elementi classici e contemporanei, da Jerry Siegel e Joe Shuster al serial TV Smalville. Non mancano, però, alcune debolezze: certi cambi di scena appaiano troppo bruschi, ad esempio tra la fine del periodo a Smalville e l’inizio di quello a Metropolis, e la genesi di alcuni personaggi troppo repentina e francamente troppo inverosimile anche per un fumetto, vedi quanto scritto per Parassita. In compenso possiamo ammirare una Lois Lane veramente sexy e affascinante, anche se non è chiaro se il merito di ciò sia da attribuire più alle battute che le mette in bocca Johns o alle gambe che le disegna Frank…
Se volete cimentarvi nella risoluzione di tale dubbio, e se vi interessa una buona storia, anche se non eccelsa e originale, l’acquisto è consigliato.


Collegamenti Esterni:
-Planeta DeAgostini

 

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