domenica 8 maggio 2011

Vedova Nera: il Ragno Piccino Picciò

Vedova Nera: il Ragno Piccino Picciò (Black Widow: The Itsy Bitsy Spider) testi: Devin Grayson; disegni e copertine: J.G. Jones; colori: Dave Kemp, Brian Haberlin, Ian Hannin e Andy Troy - Edizione originale: Black Widow: The Itsy Bitsy Spider 1/3, giugno/agosto 1999 – Marvel Comics (Marvel Knights)
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A volte qualcuno pensa che una donna possa dedicarsi ai personaggi femminili meglio di quanto possa fare un uomo. La sensibilità femminile può forse aiutare a rendere le figure femminili più credibili, a fornire loro uno spessore psicologico che le rende più umane, più vere.
Chissà se la pensavano così anche Joe Quesada e Jimmy Palmiotti quando nel 1999, all’epoca in cui si occupavano della collana “Marvel Knights“, affidarono alla scrittrice Devin Grayson il rilancio di Vedova Nera, un personaggio apparso per la prima volta su “Tales of Suspense” 52, uscito nell’aprile 1964. I testi erano di Stan Lee e N. Korok (pseudonimo di Don Rico), mentre l’autore dei disegni era Don Heck.



.“Marvel Knights” era una linea di collane lanciata dalla Marvel Comics nel 1998 con l’obiettivo di proporre personaggi e storie con tematiche più adulte rispetto alle serie tradizionali, una collana per un target maturo in cui vennero coinvolti diversi autori di prestigio coordinati da Axel Alonso e supervisionati da Quesada e Palmiotti. Inizialmente composta da quattro serie (“Pantera Nera“, “Daredevil“, “Punisher” e “Inhumans“), in seguito al successo riscontrato il parco testate fu allargato e vennero realizzati numerosi archi narrativi con diversi personaggi. Tra questi c’era proprio Vedova Nera: la sua story-arc s’intitola “Il ragno piccino picciò” ed è composta da 3 episodi, usciti tra il giugno e l’agosto 1999.
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.Ultima discendente della famiglia di zar russi, dopo un’infanzia burrascosa Natalia Alianomvna Romanova diventa prima ballerina del teatro Bolshoi. Quando Alexei Shostakov, il pilota collaudatore con cui era sposata, viene dichiarato morto in seguito ad un incidente in un test, decide di entrare nel KGB, dove viene allenata nella Red Room Accademy dal Soldato d’Inverno (con cui avrà una storia d’amore) fino a diventare il miglior agente del servizio segreto russo. Le viene inoltre somministrato il Siero del Supersoldato, una sostanza che rallenta l’invecchiamento e che permette di rimanere in perfette condizioni fisiche a lungo.  Innamoratasi di Occhio di Falco, durante la Guerra Fredda si scontra spesso con Iron Man, ma dopo una serie di vicissitudini decide di lasciare il KGB e allearsi con gli Stati Uniti. Qui, assunto il nome di Natasha Romanoff, continua la sua carriera di agente speciale prima come membro dei Vendicatori e successivamente dello S.H.I.E.L.D. Terminata la storia con Occhio di Falco, intraprende una lotta al crimine come vigliante a New York. La sua strada s’incrocia così con quella di Daredevil: i due si legano sentimentalmente e combattono insieme il crimine tra le strade della Grande Mela. Quando la relazione tra i due finisce Natasha entra a far parte dei Campioni, ma ben presto il gruppo si scioglie e la donna torna a far parte dello S.H.I.E.L.D.
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Il Ragno Piccino Picciò è ambientato proprio durante questo periodo. Quando il governo statunitense viene a sapere che nel Rhapistan è stata creata una pericolosissima bio-arma chiamata Endless Fury, invia Vedova Nera a recuperare il potente siero e ad uccidere lo scienziato che l’ha creato. Ma qui Natasha ha a che fare con qualcuno che ha il suo stesso compito: si tratta di Yelena Belova, la nuova Vedova Nera che il K.G.B. ha addestrato dopo il tradimento di Natasha. L’esordio editoriale di Yelena era avvenuto pochi mesi prima sul quinto numero di “Inhumans”, disegnato da Jae Lee su testi di Paul Jenkins ed uscito nel marzo 1999.
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Il battesimo del fuoco della nuova Vedova Nera è di quelli con il botto, dal momento che Devin Grayson decide di metterla subito a confronto con Natasha. Ben addestrata ma ancora ingenua, Yelena è sostanzialmente ossessionata da Natasha al punto da intralciarne i piani e perdere di vista la vera missione. Missione che per Natasha diventa un fastidio e per Yelena un’occasione per imparare dai propri errori. Le caratterizzazioni psicologiche fornite dalla Grayson sottolineano questo aspetto in quasi tutte le occasioni in cui le due arrivano faccia a faccia, con Natasha che (in un modo o nell’altro) riesce sempre ad uscirne vincitrice. Se la psicologia delle protagoniste è ben inquadrata, non si può dire lo stesso della trama. Il plot è fin troppo semplice e la storia si riduce ad essere un continuo mordi e fuggi tra le due agenti. In più manca il ritmo: alle scene di azione se ne alternano altre che rallentano la scansione dei tempi e spezzano i ritmi di narrazione troppo frequentemente. Di contro, questi difetti si possono forse giustificare con il fatto che nell’arco di soli tre numeri non si poteva impostare una trama più articolata. E soprattutto sarebbe stato difficile gestirla in maniera più efficace. Il lavoro della Grayson risulta così in chiaroscuro, riuscito solo a meta. Gli spunti d’interesse ci sono, ma l’unico vero colpo di scena (in chiusura al secondo episodio) che dovrebbe dare una svolta alla trama produce effetti abbastanza prevedibili. Da segnalare un’apparizione dello S.H.I.E.L.D. e un brevissimo cameo di Devil.
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I disegni di J. G. Jones sono uno spettacolo per gli occhi di tutti i lettori ed in particolare per gli occhi di quelli che amano il disegno realistico e dal taglio cinematografico. Il disegnatore sfodera una delle migliori performance della sua carriera con uno stile maturo caratterizzato da realismo, tratteggio pulito, ricchezza e cura dei particolari, oltre che da un grande senso compositivo sia all’interno di ogni vignetta che nell’economia della pagina. Il suo lavoro sembra quasi non avere difetti ed il suo stile risulta molto più adatto a queste spy-story piuttosto che al classico genere supereroistico. La sua abilità nel disegnare scene d’azione, sparatorie, inseguimenti, mezzi meccanici, armi, ambientazioni e figure femminili lo dimostra chiaramente. Jones, inoltre, sembra dedicare particolare attenzione alle due protagoniste in una ricerca continua di pose dinamiche che esaltano le anatomie sensuali e le loro divise in latex, disegnate in ogni singola piega con un sapore vagamente fetish. L’efficace colorazione è in linea con il suo stile e valorizza al meglio il suo lavoro.
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Alle ragazze che vogliono diventare veline eravamo abituati, a quelle che vogliono diventare killer professioniste o agenti segreti con licenza di uccidere pure. Almeno nel mondo del fumetto.
Yelena Belova è quindi solo l’ennesima rappresentante di questa folta schiera di dark ladies che ha le sue origini già nei comics degli anni Trenta. Una rappresentante in erba nemmeno troppo autorevole, alle prese con una precedentrice troppo grande con cui confrontarsi.
Yelena non è all’altezza di Natasha ma è più giovane. E’ alta, bella, bionda, una ragazza dal corpo atletico e sensuale. Alla luce degli scarsi risultati della sua missione in Rhapistan, con queste caratteristiche fisiche avrebbe fatto forse meglio a cercare di diventare velina.
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Collegamenti Esterni:
- Marvel Comics

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