sabato 16 aprile 2011

Torino Comics 2011

Torino è la mia città. (Un penny a chi coglie la citazione)
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Ogni fiera, mostra-mercato, manifestazione a tema fumettistico in Italia – e suppongo anche altrove – è bersaglio di critiche più o meno feroci, più o meno fondate, quasi come se non fosse possibile costruire questo tipo di manifestazioni se non sulle polemiche, le rivalità, i veleni. Poi però, alla fin fine, le moltitudini di appassionati ci vanno, alle fiere, mostre mercato, manifestazioni e – se posso basarmi sulla mia esperienza personale di osservazione partecipata, ci si divertono pure.

Torino Comics non fa eccezione: criticata finché si vuole, ma è un posto in cui ci si diverte, si ride e si scherza, si incontrano un mucchio di persone, si compra, si spettegola, si legge, si fotografano i cosplayer, si gioca. Soprattutto si parla e si chiacchiera.
Tutte le mie amiche e i miei amici sanno che in quei tre giorni all’anno, se mi vogliono, mi possono trovare qui, dal mattino alla sera, disponibile a chiacchierare, ma solo ed esclusivamente di fumetti e di altre simili facezie. Una full-immersion che aspetto per tutto l’anno.
Lascio uscire – più del solito intendo – la mia parte adolescenziale, e mi ci immergo beato… Ok, parliamo di Torino Comics, daccordo.

Don Rosa disegna… e disegna, e disegna, e disegna…
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Quest’anno la stella più brillante di tutte, non me ne vogliano le altre stelle, è stata quella di Don Rosa, il più grande “autore Disney” vivente, che fu già ospite nell’edizione del 2002 (nella quale il sottoscritto ebbe l’onore di chiacchierare un po’ con lui e di riportarne un’ottima impressione oltre che come artista, come persona) e che non ha smesso di disegnare e chiacchierare coi fan per tutti i tre giorni della manifestazione. In cambio di… di nulla, se non del contatto con le persone. Non perché Don Rosa sia una specie di santo, ma forse semplicemente perché non è uno di quegli artisti con la puzza sotto il naso, o forse ancor più semplicemente perché ama disegnare e ama farlo per divertire e rendere felici gli altri, oltre che se stesso. Non mi pare ci fosse alcun suo volume in uscita sul mercato italiano, quindi possiamo tranquillamente escludere gli “scopi pubblicitari”.
Il mio amico Claudio, che ha avuto la fortuna (beh, e la pazienza… vista la coda di ore…) di farsi fare un disegno da Don Rosa, mi ha raccontato che traspariva in modo lampante quando l’artista si sentiva in sintonia con la persona per la quale stava disegnando oppure quando si sentiva un po’, come dire,  forzato. E’ stata comunque una bella esperienza anche solo starlo a guardare mentre disegnava, vedere quei disegni nascere e crescere sotto gli occhi ammirati e divertiti dei fan.

Fulvio Gatti, Silver e Vittorio Pavesio

Altro autore importante ospite di questa edizione è stato Guido Silvestri, in arte Silver, creatore dell’immarcescibile Lupo Alberto, icona del fumetto umoristico italiano e del relativo merchandising. Ho assistito soltanto a una parte dell’incontro tra Silver e il numeroso pubblico presente, quando l’autore ha elargito preziosi consigli ai giovani che gli hanno posto domande. Le domande magari non erano originalissime (un po’ le solite “come farsi conoscere”, “come proporsi agli editori”, “servono o no le scuole di fumetto”, “come si riconosce il talento” ecc.), ma le risposte di Silver sono state tutt’altro che banali, anzi. Risposte concrete, senza inutili e dannosi edulcoramenti: i giovanotti aspiranti fumettisti hanno sicuramente tratto molto più beneficio dalla sincerità, e dall’esperienza e dalla conoscenza, di Silver che da millemila “complimentini” sui rispettivi blog e le pagine facebook.
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Altri autori coi quali ho avuto la fortuna di interagire sono stati Francesca Mengozzi e Giovanni Marcora, i creatori del fortunato Kill the Granny, che a Torino Comics presentavano l’ultimo volume della serie: Kill the Granny Comedy Collection, volume realizzato “a più mani” del quale potrete leggere a brevissimo la recensione qui su Fumetti di Carta. Francesca e Giovanni, insieme con gli altri giovani autori della Comedy Collection (anche di costoro leggerete nella prossima recensione), si sono letteralmente “dati in pasto” al pubblico, instancabilmente, con enorme generosità e al limite del crollo fisico. Questo è quello che io chiamo vero amore per ciò che si fa, vera passione. E poi, insomma, mi stanno simpatici, ok?

Fabio Ruotolo
Due parole le ho fatte anche con Fabio Ruotolo, disegnatore de I Custodi del Maser su testi di Frezzato, che a Torino Comics ha presentato Vita di Montagna, volume realizzato con varie tecniche e produttore di effetti comici irresistibili… ma veramente irresistibili (parliamo di dolori alla pancia dal ridere!). Padrone di una tecnica artistica sopraffina, passa con disinvoltura dallo stile realistico a quello umoristico e dal bianco e nero al colore, sempre con risultati encomiabili.
Per gli altri autori ospiti della manifestazione vi rimando al blog di Torino Comics.
Anche per le Case Editrici presenti vi rimando allo stesso blog perché io, come già detto, sono stato farfallone e distratto.
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Ma non tanto da non notare la presenza della 001 Edizioni di Antonio Scuzzarella e della Q Press di Giuseppe Peruzzo, entrambe glorie torinesi, sempre presenti a Torino Comics e sempre con novità (che potete scoprire sui loro siti, vedi link più in basso).  Per l’uscita di Nuovo Mondo, la 001 ha portato il suo autore Enrique Breccia ospite a Torino. Presente anche la Allagalla, realtà editoriale ancora giovane ma già molto promettente. E naturalmente c’era la Vittorio Pavesio Production del patron della manifestazione, Vittorio Pavesio appunto, come sempre instancabile e presente, disponibile a fare due chiacchiere con chiunque nonostante la mole di lavoro che l’ha tenuto impegnato durante la fiera.
E certamente c’erano altre Case Editrici che in questo momento mi sfuggono, daltronde non ho mai detto che questa era una relazione scritta dettagliata su Torino Comics.
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Gli incontri ai quali ho partecipato quest’edizione non sono stati numerosi come al solito, forse preché ho privilegiato il contatto umano individuale (o forse perché ero più svampito e svaccone del solito…) e avevo una gran voglia di girellare e curiosare tra gli stand e osservare i cosplayer, come sempre originali, divertenti, coloratissimi.

Salvatore "Tao" Taormina
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Non mi sono però perso l’incontro annuale con Salvatore Taormina, detto “il Tao”, patron di Cronaca di Topolinia, che oltre a presentare il volume Guida Pratica al Collezionimo 8, terminato ma non ancora uscito (manca comunque poco), ha discusso coi presenti sul presente e soprattutto sul futuro del mercato del fumetto e in particolar modo del mercato del collezionismo e delle tavole originali. Mi piace sempre stare a sentire il Tao perché a  prescindere se uno concorda o meno con lui, propone sempre delle posizioni, delle idee molto personali e magari un po’ “fuori dal coro” e le propone sempre con una grande e indiscutibile passione, preoccupandosi di coloro che verranno e di lasciar loro qualcosa  degno di essere letto, goduto, collezionato.
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Tornando ai cosplayer, a parte le solite polemicucce, trite e oramai noiosissime, sul “cosa-centrano-i-cosplayers-coi-fumetti” (domanda che per quanto mi riguarda non merita nemmeno la fatica di una risposta), anche quest’anno i cosplayer hanno rallegrato la manifestazione dandole un colore che altrimenti non potrebbe avere. Certi costumi sono una vera e propria gioia per gli occhi e ricordiamo che non si comprano da nessuna parte, quei costumi, quegli incredibili accessori; sono “semplicemente” il frutto di una grande, rispettabilissima passione che molto spesso comporta anche grandi sacrifici.

"Ursula", primo premio concorso Cosplayer Torino Comics 2011 e Laura Spianelli (o la cosplayer di Laura Spianelli?...)

Io personalmente il massimo della felicità l’ho raggiunto quando sono riuscito a farmi fotografare con Sailor Moon (e per me in quel momento lei era la vera Sailor Moon, fatemi pure causa). Ma moltissimi erano i costumi degni di nota, primo tra i quali il meritatissimo… primo premio, una fenomenale – e squisita – Ursula la Strega dei Sette Mari!
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Domenica 10 Aprile, ultimo giorno della 17esima edizione di Torino Comics, sono riuscito a partecipare all’incontro di presentazione del volume di racconti fantastici Alia 6, del quale sono già felice possessore e avido lettore da svariate settimane. Massimo Citi, Silvia Treves, Massimo Soumaré e Fulvio Gatti, tutti autori di Alia (Citi ne è anche l’editore) hanno intrattenuto il pubblico presente prima facendo a gara a chi riusciva a suddividere i generi letterari in più sottogeneri possibile (credo abbia vinto Soumaré, anche se non ci giurerei) e poi finalmente illustrando a grandi linee il volume. Io sono stato parecchio combattuto tra l’intervenire e il tacere… e alla fine, pentendomene successivamente, ho scelto il silenzio, quindi non ho potuto strillare quello che avevo in mente di dire, che sarebbe stato più o meno un “ma siete scemi che non vi siete ancora comprati l’ultimo Alia e tutti gli arretrati disponibili?!? Ma volete o no leggere racconti fantastici di autori internazionali, vivaddio finalmente di elevata qualità?!? Ma cosa volete di più, i buoni sconto del supermercato???”… perché ogni tanto ci vorrebbe proprio il lettore entusiasta che, al di là di tutte le menate sui generi e la carenza di lettori e la crisi, tutta roba giustissima per carità, dice agli altri che, semplicemente, quei racconti sono fantastici in tutti i sensi, la loro qualità è davvero elevatissima e non è facile trovare in giro un prodotto del genere. Prodotti di tale fattura, quando ci sono, vanno sostenuti per la semplicissima ragione che narrativa fantastica di quella qualità, in italiano (perché vogliamo confessarcelo che non tutti/e possono leggere “in lingua originale”? Se poi teniamo conto che in queste raccolte le “lingue originali” comprendono, oltre che l’inglese, anche il cinese e il giapponese…) è introvabile se non lì, su Alia!
Poi, per carità, se non vi piace o non vi interessa la letteratura fantastica, beh, è un problema (grosso) tutto e solo vostro e non venite poi a lamentarvi perché vi sentireste rispondere un “ve l’avevo detto!”.

presentazione di Shinigami e della nuova versione di Icomics a Torino Comics 2011

Ultimo incontro cui ho assistito è stata la presentazione di Shinigami, la nuova rivista di fumetti – e altro – dell’orrore pubblicata da Kawana Editore e diretta da Paolo Di Orazio e della nuova veste di Icomics, rivista di fumetti edita anch’essa da Kawana, che fa capo alla Scuola Internazionale di Comics. Non conosco nessuna delle due riviste – anche perché una delle due è appena uscita; limite mio. Ho assistito all’incontro, cui ha partecipato anche Lorenzo Bartoli, che con la sua ottima verve ha discusso coi presenti di molte cose, dal fumetto in generale alla crisi del mercato al “fallimento” (come mission) delle fumetterie al fatto che i fumetti che vendono di più si trovano in edicola e alle vendite dei fumetti che l’editoria di varia se le sogna e nonostante questo dato i fumetti vengono ancora snobbati (perché costano poco, a un certo punto ha detto; come lettore non posso proprio essere daccordo con lui: non son mica masochista!).
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…e poi, girellando tra gli stand, ho finalmente conosciuto Nicola Pesce della Nicola Pesce Editore – non dimentichiamo che il blog di Fumetti di Carta, quello che state leggendo, è ospitato da Comic-soon, il cui “patron” è proprio Nicola Pesce [1].
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Infine, desidero ringraziare Vittorio Pavesio, organizzatore e responsabile di Torino Comics, per la sua cortesia (e per le risate che ci siamo fatti in un momento di relax!) e per la sua ospitalità.
E naturalmente grazie anche a Maria, Laura, Simone e Chiara.


“Ma se ne andassero tutti a fare in culo ‘sti stronzi in costume” [Frase detta - sottovoce - all'indirizzo di un gruppo di cosplayer, da un orrido tizio obeso e unto dello stand di una casa editrice. Detto tra noi: se ne andassero a fare in culo 'sti stronzi orridi obesi nemici dell'acqua e sapone dello stand di una certa casa editrice]
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Collegamenti Esterni:
- Torino Comics
- Salvatore Taormina
- (info su) Alia 6
- 001 Edizioni
- Q Press
- Allagalla
- Vittorio Pavesio Production



lettore di questo articolo alla fine della lettura di questo articolo…


Note:

[1] "ERA ospitato...", visto che poi da un giorno all'altro il "patron" ha buttato fuori TUTTI i blog che ospitava, lasciando ai gestori degli stessi (per esempio a me) centinaia di articoli da rimettere online altrove (su questo blog per es.), con migliaia di immagini perse per sempre [meno male che salvo tutto, o quasi...] e centinaia di link da modificare. Ewwiwa!
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