lunedì 25 aprile 2011

Il Morto


Il Morto, di R. GiovaccaStudio Telloli, creato da Ermete Librato – 128 pp, b/n -  € 2,00 – Menhir Edizioni
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Di solito è Dario Lopez che sperimenta, per lo meno per quel che riguarda le produzioni italiche, è lui che in edicola sovvenziona i lavori italiani, io raramente prendo qualcosa di nostrano, a meno che non sia targato Bonelli, non che io sia classista o cosa, figuriamoci, ma ho una latente passione per Zagor, Tex e Dylan Dog. Ed un malcelato scetticismo per tutto il resto.

Diciamo che se voglio leggere un buon fumetto ripiego sull’America, e se devo farmi una pizza, al contrario, non ho dubbi e al franchising “Pizza Hut”, preferisco le pizzerie di Spaccanapoli.
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E’ come dire “a ognuno il suo”, c’è chi è bravo a fare una cosa e chi eccelle a farne un’altra, in Italia, bisogna, essere onesti, i fumetti, a parte qualche mosca bianca, non li sappiamo fare.
Adesso non vi incazzate, ho appena ribadito che la pasta  alla carbonara romana  non ha rivali nel mondo, così come la pizza è buona solo a  Napoli,  e la polenta è affar dei nordici oltrepò.
Appunto come dicevo più su, “ad ognuno il suo”, noi saremo bravi ai fornelli, e ad aggirare la Costituzione, in America sono meno bravi ad armeggiare con le leggi ma in compenso sono bravissimi a far fumetti, film e telefilm.

Stamattina ho avuto come la spiacevole sensazione di non essere produttivo per la redazione, questo perchè ho deciso che il prossimo articolo verterà, su “Crisi Infinita” della DC Comics, ma prima che finisco di rileggerla e di rileggermi pure i vari Countdown, passerà un pò di tempo, ed ecco che mentre ero al bar nei pressi dell’autolavaggio, mentre facevo dare una ripulita alla mia Bat-Mobile, mi sono letto in 10 minuti un nuovo progetto italiano: Il Morto della Menhir Edizioni.
Mi ha colpito, il formato, la costina e l’impostazione della tavola è quello del sempreverde Diabolik, 2 euro per 130 pagine in bianco e nero.
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Il Morto sembra un nome più che adatto questo fumetto, il soggetto e la sceneggiatura di R. Giovacca sono lente, i dialoghi meccanici, ingenui, scontati, quella suspence che dovrebbero suggerire i titoli di copertina e l’incipit delle prime 5 pagine, latita per tutto l’albo, almeno per il lettore.
E’ come quando tamburellate sul tavolo l’aria di una canzone che vi gira in testa, e vi stupite che chi vi sta intorno non capisce che pezzo è, qui è lo stesso, sembra che la suspence e il “noir” sta solo nella testa degli autori.
I Disegni dello Studio Telolli non funzionano, sono poveri, in alcuni passaggi frettolosi e disarmonici, insomma non ci siamo per niente.
Il personaggio sembra il Kriminal di Max Bunker, solo con i colori invertiti.
Oltre che nel design, l’originalità vien meno anche anche nello sviluppo del personaggio, il solito uomo che non ricorda niente del suo passato, imprigionato per il solito crimine che non ha commesso, ormai sembra essere un ottima soluzione narrativa per quelle produzoni che nascono come “work in progress”, come dire intanto andiamo, poi qualcosa ci verrà in mente.
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Intanto per i nomi dei personaggi ci si poteva applicare un poco di più: Zaxan, il signor Peg, il signor Marchini, Mady, il Dottor Caini, insomma io pensavo che le sorelle Giussani avessero il monopolio dei nomi impropri nelle loro storie, ma direi che Ruva e co. sono sul punto di raggiungerli e di superarle, dipende da quanto sarà longevo questo mensile.
Insomma una lettura troppo veloce e troppo vuota.
Sinceramente trovo audace definire questo: un personaggio tutto nuovo creato per lettori che vanno pazzi per il genere noir. come si legge in rete, o forse sono troppo audace io nell’ essere così duro verso un fumetto che è solo al primo numero.
Ma se è vero che “il buongiorno si vede dal mattino”, preparate l’ombrello.

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Per chiudere, credo che gli autori abbiano ancora molto su cui lavorare prima di esporsi così, in una distribuzione nazionale.
Credo che il fumetto italiano possa aspirare a qualcosa in più, e che la rivoluzione principalmente deve partire prima dagli autori, finire in edicola non deve essere visto come un traguardo, ma come uno stimolo a dare di più.
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Freddina ed insipida anche la storia breve in appendice: “H.W. GRUNGLE Nostalgia di mare”.
Insomma se si ambisce a diventare un fumetto, bisogna far meglio, molto ma molto meglio.
Altrimenti “Il Morto” starà ai fumetti come “Libero” sta ai quotidiani.
Lascio ai più coraggiosi, la curiosità di proseguire per sapere chi è ‘sto Zaxan, e chi è questo signor Peg, io torno a leggere “Countdown a Crisi Infinita”.
Baci ai pupi.

Errata Corrige:
Per amor della precisione: Girando per la rete ho poi visto che “Il Morto” è arrivato addirittura al numero 4, e che quel primo numero che ho letto io, era in realtà già vecchio di un anno, (maggio 2010). Poco cambia. Si deduce che se da maggio dell’anno scorso sono usciti solo 4 numeri, il mensile, in realtà non è un mensile.
Ribacio i pupi.

Collegamenti Esterni:
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5 commenti:

  1. Ho letto solo ora l'articolo che è stato pubblicato sul Il Morto, ebbene, forse perché ho potuto leggere tutti i numeri (che fino ad ora sono 14) e trovo che il prodotto sia notevolmente migliorato sia a livello di storie sia a livello di dialoghi e disegni, quindi ti consiglierei di aggiornarti per poter dare un giusto valore a questo progetto.
    ciao

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    1. Farò sapere a Cardillo, l'estensore della recensione in oggetto.
      Saluti.

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  2. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  3. Ciao a tutti, sono Franco e concordo con il messaggio di anonimo scritto il 17 maggio, penso che questo fumetto meriti, sia a livello di storie sia in disegni, l'unica pecca forse è che non sempre riesco a trovarlo in edicola.

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    1. Salve.
      Quando non trovate un fumetto che v'interessa in edicola, dovete insistere con l'edicolante affinché ve lo faccia arrivare. Ci deve mettere un po' d'impegno, fare magari qualche telefonata, ma è il suo lavoro.
      Altrimenti... cambiate edicola ;-)
      Saluti.
      Orlando Furioso

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