lunedì 14 marzo 2011

Quando iniziai a tifare Inter

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E' un bel momento per essere tifosi dell'Inter. Quest'anno la squadra di Massimo Moratti ha portato a casa Coppa Italia, scudetto e Coppa dei Campioni (oh, io la chiamo ancora così), impresa mai riuscita a nessuna squadra italiana.
Quindi è un bel momento anche per me, perché anch'io tifo Inter, anche se sono un tifoso moderato, non uno da caroselli per strada e bandierone alla finestra in caso di vittoria. Se si vince bene, se non si vince pazienza, magari ha avuto la meglio una squadra più forte, quindi io come spettatore ho comunque vinto perché ho visto giocare bene qualcuno. Sono stati anni interessanti, a partire dalla stagione 2001/02 con Hector Cuper in cui la squadra perse il campionato all'ultima giornata solo per leggerezza, perché la sostanza c'era, un allenatore bravo pure... niente male anche la stagione successiva, con un buon piazzamento in Coppa (semifinale persa contro chi avrebbe poi ottenuto il titolo). E poi Roberto Mancini e le Coppe Italia, gli scudetti, e dico quelli veri, quello a tavolino non l'ho mai sentito molto mio, la sfida infinita con la Roma, unica capace di tener testa a questa corazzata, Josè Mourinho e i famigerati tre tituli. Sempre o primi o protagonisti, una continuità di risultati invidiabile, al livello del Milan degli Invincibili o... esagero? Del Grande Torino.

 E mi sembra anche giusto, essendo l'Inter una società tra le più importanti del calcio italiano, una di quelle che hanno fatto la storia di questo sport nel nostro Paese. Un anno può anche non vincere lo scudetto, ma magari arriva seconda o terza, vince la Coppa Italia, si qualifica per la coppa con le orecchie grandi... insomma, c'è e agli altri fa paura perché è uno squadrone e con gli squadroni non si scherza.
L'articolo si intitola “Quando iniziai a tifare Inter.” Ecco, appunto: quando iniziai a tifare Inter?

Non troppo tempo fa: nel 2000. Ehi, vedo qualche interista davanti allo schermo che si sente male, uno che chiama la mamma, uno che piange. Non erano proprio giorni paragonabili a quelli che viviamo ora, eh?
Volevate scordarveli per sempre? Mi dispiace, forse dovreste chiudere queste pagina (ma non andate su altri siti! Fumettidicarta avrà sicuramente altri articoli che non riporteranno a galla ricordi dolorosi).
Non seguivo molto il calcio, un po' di anni fa. Al massimo guardavo qualche partita di Coppa e seguivo le squadre meritevoli. Quindi Milan di Capello, Juventus di Lippi, Lazio di Eriksson.

Fu appunto seguendo la Lazio del 2000, quella che avrebbe vinto lo scudetto all'ultima giornata, che mi misi a guardare la finale d'andata di Coppa Italia. Lazio - Inter. Finì due a uno.
Quando fu il momento della finale di ritorno la guardai pensando che “Per la Lazio non sarà facile conservare il risultato: all'Inter basterebbe anche un 1-0 per vincere, grazie al gol fuori casa”. Capito? Un solo gol. Volete venirmi a dire che una squadra importante come l'Inter, se ben motivata, non avrebbe fatto un gol in casa alla Lazio?
Finì zero a zero.

Ne bastava UNO! Era così difficile? Sì. Sì, per quell'Inter lo era. Mi fecero un po' pena, i giocatori, l'allenatore, Moratti... quella sera decisi che avrei tifato per l'Inter per motivi umanitari: è troppo facile stare dalla parte dei più forti. E' molto più divertente sostenere chi, perdendo sempre, alla fine ti sembra anche più simpatico di quel che è. Sarà che a me sono sempre piaciuti i disgraziatissimi Wyle E. Coyote e Daffy Duck, e Bugs Bunny e il Road Runner non li ho mai sopportati... ecco, l'Inter era il Coyote calcistico.
I veri tifosi dell'Inter, quelli che non hanno chiuso la pagina, a questo punto avranno una cattivissima opinione di me, a meno che non siano persone che stanno allo scherzo.

Su, cercate di vedere i vantaggi: se tifi per una squadra poco competitiva, sai che non dovrai mai stare fino all'ultima giornata a chiederti se può vincere lo scudetto, perché conoscendola sarà fuori dai giochi già da settimane! Quindi potrai seguire il campionato senza angosciarti e essere contento se a vincerlo sarà chi merita (poi avrei imparato che anche noi interisti possiamo soffrire fino all'ultima giornata, ma questa è un'altra storia).

Una squadra “riposante” per chi la segue, vincente quel tanto che basta per trovarsi un posticino in Uefa, ma non abbastanza per farti provare troppe emozioni forti. Fossi stato un cardiologo, l'avrei suggerita ai miei pazienti.

E forse avrei sbagliato. Altro che cardiologo... qui ci voleva uno psichiatra. Subito dopo l'allegra finale di Coppa Italia l'Inter doveva giocarsi l'ultimo posto in Champions. Era arrivata quarta insieme al Parma, e una sarebbe andata tra i grandi, una in Uefa. Era chiaro che avrebbe vinto il Parma perché... beh, perché giovava contro l'Inter. La partita la mandarono in tv, su RAI 2, quindi l'avrei vista anch'io che non avevo (e non ho) il satellite. Al massimo una volta finita ci ridevo su.

Inter 1999-2000

Finora mi ero scordato di ricordare il fatto che in quell'Inter giocava Roberto Baggio. E quello sì che era un motivo serio per seguirla: Baggio è stato per me il più grande campione italiano del dopoguerra, che avrà vinto anche poco, ma in campo ha sempre fatto magie.

Con quella partita di spareggio avrebbe lasciato l'Inter, e per lui forse non era neanche un male, visto che era allenata da Marcello Lippi... e si sa che tra i due i rapporti non fossero proprio buonissimi.
Sta di fatto che Baggio fece due gol uno meglio dell'altro e l'Inter andò ai preliminari della coppa che conta. Ma come, l'altro giorno non mi avete fatto nemmeno un gollettino e stavolta siete stati grandi?
Che squadra folle! Appunto, ci voleva lo psichiatra, non so bene se per loro o se per i tifosi.

E da lì in poi tanti alti e bassi, tra bidoni che non si ricorda più nessuno (Vampeta), eliminazioni a ripetizione dalle coppe, pareggi stentati con squadre da oratorio (Inter-Reggina 3-3, prima partita del campionato 2000/01, con Lippi che parla a ragione di calci nelle terga), giocatori che oggi ti fanno la partitissima, domani frignano perché non gli va di giocare (Recoba), meteore da Paesi in cui hanno imparato giusto ieri come si tira un calcio al pallone (Hakan Sukur), allenatori che cambiano tutti i giorni (Lippi, Tardelli, Cuper), derby umilianti (6-1 col Milan nel 2001).
Insomma, c'era di tutto e di più, meno le vittorie. Nulla, nemmeno una Uefa, una Coppa Italia, dai, a questo punto anche l'Intertoto va bene.

Da una società che esiste da oltre 90 anni e che ha dato tanto al calcio italiano uno si aspetterebbe di più, no?
Eppure, nonostante tutto, io a quell'Inter sono affezionato. Era la “mia”, quella alla quale mi ero avvicinato. E si muoveva in un contesto calcistico che trovavo interessante, ovvero un campionato in cui avevi le romane che si riorganizzavano e diventavano davvero competitive (scudetto a Roma per due anni di fila), alcune piccole che non si accontentavano delle briciole (Perugia, Udinese), una piccolissima che sbatteva in faccia al calcio ipermiliardario che a volte per andare avanti basta poco (Chievo)... e ovviamente in solito Baggio, che andava a chiudere la sua carriera al Brescia e salvava la squadra per due anni di fila dalla B. C'era anche la Fiorentina che falliva, e secondo logica, visto che erano anche più deboli e sfortunati dell'Inter, avrei dovuto tifare per loro, ma ormai ai nerazzurri mi ero affezionato...

Ora facciamo un ragionamento assurdo.
Ieri l'Inter non vinceva. Oggi sì.
Come ho appena detto io sono affezionato all'Inter di dieci anni fa e a quel calcio italiano, alla fine sono ricordi che non rinnego e anzi mi sono divertito a parlarne qui... ma non farei mai a cambio con quella di oggi: questa Inter che ha appena perso Mugugno e ha vinto tutto, è rispettata in Europa e non ha paura di nessuno è la squadra dei miei sogni, quella che vale la pena di seguire. Una specie di Nankatsu del mondo reale, con campioni del calibro di Milito, Sneijder e Julio Cesar. Oggi non saprei immaginarmi niente di meglio... fino al mese scorso avrei pensato al Barcellona, ma ora mi sembra poco appropriato, chissà perché. E come avevo accennato più in alto, è giusto così, una squadra storica può avere un periodo no, ma alla fine deve essere competiva, deve vincere almeno qualcosina o mettere in difficoltà le altre. Non parliamo del Bari o del Lecce, parliamo dell'Inter, gloriosa società che nella sua storia ha vinto un cospicuo numero di trofei e ha fatto giocare eccellenti giocatori.

Ecco allora il ragionamento assurdo: non sarebbe da pazzi e io dicessi “Ma non mi importa se ora vince, rivoglio la squadra che ho iniziato a seguire IO?”.
Dovrei avere davvero qualche problema a chiedere all'Inter di rinnegare la sua tradizione solo per rivivere certi ricordi lontani, importanti solo per ME.
Quindi, da tifoso, dico che sono felicissimo di avere un'Inter vincente, concreta e competitiva, perché è così che deve essere, è questa l'Inter.

E questo vale ovviamente per tutte le squadre più blasonate... io non sono un tifoso “anti”, quindi la crisi della Juventus, da amante del calcio, mi dispiace. Lo so che non è questa la “vera Juventus”, come quella per la quale provo ancora tanto affetto non è la “vera Inter”. Sono fasi.
Qualcuno si sarà chiesto per tutto l'articolo perché ho parlato di calcio in questo sito, che si chiama Fumettidicarta e non Pallonedicuoio. Beh, perché forse... il calcio era un pretesto per parlare d'altro. E visto che il pubblico di Fumettidicarta è molto attento, non mi stupirei se qualcuno ci fosse arrivato...
Allora, cari lettori, voi l'avete capito di cosa parla realmente l'articolo, vero?

Inter 2009-2010

Giugno 2010

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