sabato 26 marzo 2011

My Name is Palmiro - 2

My Name is Palmiro 2, di Sauro Ciantini, 11 euro – DOUbLe SHOt

Ho ricevuto il secondo libro di Palmiro per regalo, mentre il primo lo avevo comprato a Lucca, l’anno scorso. E’ accertato che una metà del pianeta conosce Sauro Ciantini per aver pubblicato le strisce umoristiche del suo Palmiro, sul mai dimenticato Comix (e sulla sua agenda scolastica), all’altra metà dell’umanità che ancora non ha avuto il piacere di un incontro ravvicinato con l’anatroccolo piccolo brutto e nero, e la sua terribile Fidanzata Lontana, Ciantini ha dedicato il My name is Palmiro 1, edito nel 2009, da Double Shot. Prima mattone di un lungo progetto intitolato À la recherche du temps perdu composto da ben nove libri.
Mi sono letto questo numero 2 in treno, tra Bologna e Ancona, e devo ammettere che le prime 30 pagine sono volate via in un attimo. Ho perso la dimensione del tempo e questo, quando succede, devo dire che è una delle cose più belle che possano accaderti con un libro in mano.

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La prima storia intitolata “La ragazza dei biscotti” è la mia preferita. Visionaria, “piena di nuvole minacciose e basse” come ho letto da qualche parte, e ricca di continue sorprese. Devo dire che tutti gli eventi e i personaggi di questo racconto sono presentati in maniera così semplice, che perfino l’idea di svuotare gli oceani per ripulirne l’acqua, appare come una cosa possibile e naturale.
Inoltre la trama, all’apparenza una storia d’amore adolescenziale tra una lei decisamente particolare e un lui duro di comprendonio come tutti i ragazzi, nasconde al proprio interno molto più di quello che uno immagina a una prima lettura. Mi è capitato infatti di discuterne il giorno dopo con una mia amica, un essere dolce e comprensivo, che mi ha spiegato diverse cosette che a me erano totalmente sfuggite!
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Anche i disegni di questa storia sono di grande effetto ma la loro caratteristica principale è che non ti chiedono mai di rallentare il ritmo della storia per guardarli. Procedono assieme. Come in genere succede con la colonna sonora in un film.

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Tutto il libro è ricco di citazioni più o meno velate. Come la civetta di pagina 51, un evidente atto d’amore verso un grande come Sergio Toppi, o il tratteggio delle nubi o dell’onda di fango di pagina 34, ricorda Jean Giraud “Moebius”. A me, in alcuni momenti della prima storia, è venuto alla mente un altro grande immortale: Hayao Miyazaki. Col dovuto rispetto.
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Le altre storie sono una short story all’americana: scrittura veloce senza troppi fronzoli con finale demenziale, e una storia horror. Un esercizio di stile dove Ciantini sembra essersi divertito a sguazzare nell’inchiostro nero. Una storia tratta da un racconto di Massimo Cavezzali, altro autore importante, che giura di averlo scritto usando proprio una penna appartenuta ad Edgar Allan Poe!
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In conclusione: un libro che sinceramente mi ha sorpreso e di questi tempi non è cosa da poco. Divertente quando serve ma anche scritto con amore e molta cura, la solita attenzione che Ciantini ha sempre messo nei sui disegni.
Una vera prova d’attore per questo suo anatroccolo, davvero impegnativa, dalla quale mi sembra che Palmiro ne sia uscito vincitore.
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Una bella vacanza, una fuga dalla gabbia rigida della striscia umoristica dove i ritmi di vita sono scanditi da un metronomo, alla libertà apparente della graphic novel.
A questo punto mi chiedo dove la voglia di divertirsi a disegnare di Ciantini porterà il povero anatroccolo piccolo brutto e nero?
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Un libro sicuramente fuori dal coro che vale assolutamente la pena di leggere.
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Collegamenti Esterni:

- DOUbLe SHOt
- Palmiro.it






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