giovedì 17 marzo 2011

Marvel Zombi (rece doppia!)

Marvel Zombi
di 
Robert Kirkman
Sean Phillips

collana 
Super-Eroi 18

Corriere della Sera/Gazzetta dello sport

9,99 euro


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E’ andata così: per il nuovo anno volevamo regalare ai nostri lettori, una recensione doppia per un medesimo fumetto.
L’idea era che uno dei due doveva apprezzare il fumetto in esame, l’altro doveva detestarlo o giù di lì.


Ma è successo che l’albo in esame è piaciuto ad entrambi… e le recensioni sono entrambe positive, quindi o a Dario e Gennaro piace tutto quello che leggono, o Dario e Gennaro si sono imbattuti in qualcosa di inaspettatamente carino, trattandosi di  carne putrescente in calzamaglia, non  è poco.

…E comunque in tutta Italia sono iniziati i saldi e Fumetti di carta non voleva tirarsi indietro di fronte a questa occasione.
Così vi beccate due recensioni al prezzo di una.
Ehi ma dove andate? Prezzo si dice così per dire, tornate qua che è tutto gratis anche quest’anno (le spese le paga il Capo).
Son saldi di inizio anno, si smaltisce qualche fumetto uscito già qualche tempo fa ma la mini in questione veste ancora bene.
Dai che a scavare in fondo alle ceste qualcosa di buono si trova sempre.
Buon 2011 a tutt*!



Gli Zombi sembrano da qualche tempo tornati di moda e sono stati catapultati nuovamente sotto i riflettori dalle varie declinazioni dell’intrattenimento.
Il guru degli zombi al cinema, George A. Romero, si è rifatto vivo (si è rifatto vivo, bella questa!) con Diary of the dead prima e Survival of the dead poi; lo scrittore Seth Grahame-Smith ha rivisto il classico della Austen sfornando Orgoglio pregiudizio e zombi; anche i serial TV stanno attingendo al fenomeno con la trasposizione del fumetto The walking dead di Robert Kirkman.
Potevano rimanere al palo le due eterne concorrenti Marvel e DC Comics? Assolutamente no!

Ed ecco quindi le recenti La notte più profonda per la casa editrice di Supes e il recente Necrosha delle Casa delle idee.
Ma in ambito fumettistico l’omaggio più chiaro che ormai conta almeno quattro miniserie tradotte nel nostro paese è quello dei Marvel Zombi.
I Marvel Zombi nascono grazie al genio di Mark Millar sulle pagine della serie Ultimate Fantastic Four ambientata in un universo parallelo rispetto a quello classico che abbiamo imparato a conoscere dalla nascita dei Fantastici 4 nel lontano 1961.

Una versione giovanile del famoso quartetto si trova ad affrontare le prime esperienze relative a celebrità e azioni super-eroiche. Un Reed Richards geniale ma ancora giovane e inesperto scopre il modo di interagire con una nuova realtà parallela e, aiutato dalla sua controparte più adulta di quella stessa realtà, riesce ad accedervi.
Peccato che il primo impatto con questo nuovo mondo sia orribile. Una New York devastata, avvolta nel fumo nero degli incendi, disseminata di pezzi di cadaveri, corvi che banchettano in una doppia splash page resa in maniera magistrale dal solitamente statico Greg Land.

Quattro figure emergono dal fumo e si avvicinano al giovane Richards. E’ il quartetto di questa realtà. Morto. Vivo. Volti sfigurati, denti spezzati, carni marcescenti.
Il Richards adulto in tono canzonatorio: “Mai avuto la sensazione di essere stato fregato?”.
Sono tre gli episodi tratti da Ultimate F4 presenti all’interno del diciottesimo volume della collana Supereroi intitolato Marvel Zombi.

Millar crea una storia in tre parti davvero avvincente probabilmente inconsapevole che le sue creazioni avrebbero dato vita a una serie di uscite di buon successo dedicate alla versione non-morta dei supereroi Marvel.
Greg Land, disegnatore di indubbio talento e grande impatto visivo, pur non riuscendo sempre a dare grande espressività ai volti e particolare dinamismo all’azione questa volta centra il bersaglio.
I suoi eroi necrotizzati sono impressionanti, i volti sfigurati, le bocche grondanti sangue, la città allo sbando rendono lo scenario macabramente spettacolare.
Tutti i più grandi eroi sono stati zombizzati: Thor, Spider-Man, Ercole, Giant Man, Cap, Namor, Cage, Iron Fist, persino l’incredibile Hulk.
Il virus si diffonde, basta un morso, la carne lacerata e il gioco è fatto. Come potrà Richards affrontare da solo gli ex eroi non morti?

Sfruttando l’aiuto di Magneto, unico eroe ancora non contaminato, e l’arrivo del resto della sua famiglia: la Cosa, la Torcia e la Donna Invisibile dell’universo Ultimate.
Ma soprattutto riusciranno i nostri eroi, tornando al loro mondo, a non trascinarsi dietro gli infetti?

Il contagio è rapido, un supereroe infetto ci mette davvero poco a trasformarne un altro e la catena inizia. Tutto il mondo della realtà alternativa visitata da Richards è crollato in soli tre giorni.

Sarà Magneto a farsi carico del compito di impedire agli Zombi di migrare nell’universo Ultimate.
Dalla situazione sopra descritta prende il via la miniserie Marvel Zombie, scritta da Robert Kirkman e disegnata da Sean Phillips.
Il mondo è distrutto, gli zombi non trovano carne fresca, l’unico essere umano (mutante in questo caso) da divorare resta Magneto.


Gli eroi (ex ormai) sono in preda alla fame e non ragionano. Hanno sprazzi di lucidità solo quando riescono a placare la fame ingerendo un pezzo di carne fresca. Allora sembrano tornare, almeno nella psiche, le persone che erano un tempo. Piccoli sprazzi di lucidità per capire come uscire da questa situazione. Mangiato Magneto cosa succederà, le carni cedono, il cibo scarseggia, le carni degli altri non-morti sono disgustose. La fame torna.

La situazione sulla Terra è disastrosa ma cosa succede nello spazio? Usando un espediente utilizzato già da Vaughan in Y – L’ultimo uomo, Kirkman cerca la salvezza oltre l’atmosfera terrestre. Magneto riuscirà a contattare una squadra di alleati in orbita sull’asteroide M.
Il non morto Giant Man nasconde un macabro segreto, altri eroi arriveranno dallo spazio, araldi di una fame che farà impallidire quella dei non morti prospettando un epico scontro dalle inusuali caratteristiche gastronomiche.


Lo scontro si sposterà a un livello superiore, qualcuno sopravvivrà, qualcuno no. Nuovi scenari si andranno delineando in preparazione delle future miniserie dedicate ai Marvel Zombi.
Le matite di Phillips reggono bene il gioco alla scrittura di Kirkman. Le strade dell’apocalittica New York sono forse meno nelle corde del disegnatore rispetto ai vicoli bui sapientemente tratteggiati sulle pagine di Criminal ma il lavoro svolto risulta sempre appropriato.

Personalmente alcune atmosfere le preferisco realizzate da Land, Phillips ha dalla sua un migliore storytelling anche se non lesina certo in soluzioni truculente o grottesche.
La storia fila via liscia, pur senza toccare alti vertici di narrazione e offrendo talvolta soluzioni improbabili, riesce a divertire il lettore.
Marvel Zombie si rivela una mini divertente che riesce a creare curiosità per il suo seguito anche se in questo Millar, sulle pagine di Ultimate F4, era a mio avviso stato decisamente più in gamba dell’esperto di zombie Kirkman.



E’ proprio vero che siamo ciclici, a turno tutto riciccia fuori.
“Riciccia” è un neologismo, e se non lo è direi che me lo sono inventato adesso: letteralmente significa, risbucare, rispuntare, ricomparire.
E si riciccia fuori tutto, proprio tutto, vi ricordate il periodo dei Dinosauri?
Dopo Jurassic Park, dovunque posavi gli occhi c’era un triceratopo o un tirannosauro che ti faceva l’occhiolino. O uno di quei “velociraptor” che non ho mai capito se sono esistiti davvero o se li è inventati Crichton..
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Poi qualche anno fa è stato il turno dei vampiri, solo che per il vampiro, c’è stato un restylin’, per farci sopra un pò di marketing, che non guasta mai.
E quindi si è passati dal Nosferatu di F. W. Murnau, calvo, ratichito, brutto come la fame, che poteva sperare di lasciar tremendi succhiotti sulle  gole di avvenenti provincialotte giusto grazie al suo potere ipnotico, dicevo si è passato ai vampiri della serie Twlight, tutti griffati, giovani, che se ne sbattono della luce del sole, dell’aglio e delle croci, e sono talmente fighi, a parte sto pallore da “emo”, che potere ipnotico o meno, le ragazze gliela tirano letteralmente dietro… la gola, che avevate capito?
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Ma si diceva del riciclo, ora son tornati di moda gli zombi, i morti cannibali, da un pò ripopolano il mondo dei media, e come tutti i recuperi, a volte sono gradevoli, altre volte decisamente no.
Per esempio la prima miniserie televisiva The Walkin deads trasmessa su Fox non è stata affatto male (tratta tra l’altro da un fumetto); in campo fumettistico, la puzza di morto era molto forte sia in Blackest Night della DC, [miniserie maxievento con contorno di crossover, conclusasi da poco qui da noi,  che ha come merito di essere riuscita a tener desta l'attenzione dei lettori fino alla fine, con una buona appetibilità, nella quale un nuovo corpo di Lanterne, le Lanterne Nere, composto da supereroi deceduti, ha infestato lo spazio e la Terra, questi zombi, però erano definibili come tali solo perchè erano dei morti ritornati alla vita, ma di riconducibile all'immaginario collettivo non avevano altro, prima di tutto non mangiavano carne umana, per lo più si cibavano di emozioni, mirando simbolicamente al cuore delle proprie vittime.] sia in Necrosha, risposta Marvel alla nuova moda, che ha resuscitato i vecchi mutanti morti, di cui però lascio parlare il buon Lopez.
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Eppure quello di Necrosha, non è stato il primo tentativo di necrofilia della Marvel, qualche tempo fa ci avevano già provato con la miniserie Marvel Zombie di Kirkman disegnata da Sean Phillips. Idea nata a sua volta da una storiella di Millar sugli Ultimate Fantastic Four, dove Reed Richards veniva a contatto con la sua controparte non-morta e malvagia di una terra parallela, terra nella quale, l’infezione si era trasmessa solo ai superesseri, che in meno di tre giorni avevano praticamente mangiato quasi tutta la popolazione. Ultimo Baluardo contro i mostri, ironia della sorte, Magneto il terrorista mutante, scampato all’infezione, e autoreclamatosi difensori degli ultimi umani rimasti vivi nella ormai deserta, devastata e puzzolente New York.
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Ricorda la prima terra parallela che vediamo cadere in Crisis, quella dove tutti i supereroi erano cattivi, e l’unico eroe buono era Lex Luthor, come dicevo tutto riciccia fuori, ma è Millar, colpa sua se è nato solo adesso e le idee migliori le hanno già usate?
No, comunque questo è l’incipit che fa da cappello, alla saga dei Marvel Zombies, miniserie fuori continuity, che narra le gesta degli Eroi della Marvel, dopo che si sono trasformati in zombi affamati di carne umana, e la loro ricerca febbrile di carne fresca da fagocitare, in un mondo ormai desertificato e distrutto, background grigio e devastato tipico insomma dei film sul genere.
L’autore di Walking Deads, si districa bene sia con i morti gozzoni, che con i vivi con i superpoteri, sua infatti è anche l’ ottima Invincible, serie fumettistica di genere supereroistico, che ha rinfrescato per un pò l’aria nell’ambiente, di cui chissà, magari si parlerà in futuro.
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Il super-problema dei supereroi-zombi di Kirkman è unico e imperante: ed è  mangiare, non per niente il primo tomo si chiama Fame insaziabile. Come detto il volume comincia, dove era terminata la miniserie di Millar, con la caccia a quello che sembra essere l’unica persona rimasta viva su tutto il pianeta, Magneto, e senza anticiparvi nulla della storia (vi ho già detto troppo per i miei gusti) diciamo solo che i puristi del genere Horror, troveranno degli zombi un pò diversi, da quelli che conoscono, non più silenziose, affamate e ciondolanti sagome dall’andatura biascicata ed abiti lacerati, ma Superesseri dal corpo necrotico, che conservano però gran parte dei loro poteri (sarà per questo che il mondo è durato appena tre giorni) e del loro intelletto, votato però all’unico bisogno: cacciare e nutrirsi.
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Soluzione obbligata evidentemente, visto che i veri protagonisti della storia non sono il solito gruppo di umani che deve salvarsi, ma al contrario sono proprio gli zombi, (e qui è il vero tocco di classe di Kirkman che fonde i generi in maniera eccellente), zombi che sembrano ritrovare solo un minimo di umanità quando la fame si placa, un paradosso mica da niente.
Immaginatevi per un attimo la situazione, i superoi devono salvare gli uomini da una nuova minaccia, la più temibile, loro stessi, ma per salvarli hanno bisogno di tornare a pensare lucidamente, senza la “fame” che li tormenta,  e per placare la fame devono mangiare chi in teoria dovrebbero salvare… Detto così è da mal di testa, ma è tra le cose più geniali potreste sognarvi di trovare tra gli scaffali in fumetteria.
Pensare di buttare giù una miniserie tutta incentrata su un gruppo di morti in calzamaglia che non dicono una parola e vagano per le strade alla ricerca di qualcosa da mangiare, conservare cioè  intatte le caratteristiche degli zombi di Romero, su un fumetto sui supereroi, era un vero e proprio suicidio editoriale, quindi ecco il classico ribaltamento dei ruoli, buoni-cattivi, qui indorato da una trama “Horror- Splatter” che lo rende così appetibile.
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Anche il disegnatore Phillips, si destreggia bene, e i ritocchi grafici di decadimento che opera nelle sue tavole, sui personaggi e sugli sfondi in cui si muovono, si sposa più che bene con  la storia grottesca di Kirkman.
Nessuno parla mai dei coloristi di solito, eppure, per Marvel Zombies, bisogna spendere due parole di encomio anche per Chung, il colorista, che sceglie opportunamente toni scuri, quasi a stendere un velo grigiastro sull’intera tavola, sui personaggi e i paesaggi, donandole un’ efficace atmosfera mortifera, che esprime al meglio la tragica situazione in cui si trova il genere umano, ormai sull’orlo dell’estinzione.
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Insomma se ne raccomanda caldamente l’aquisto, o quanto meno la lettura, vi consiglio l’acquisto del volume “Grandi Saghe” che per dieci euro “regala” anche la miniserie introduttiva di Millar di cui sopra.
Ma Marvel Zombies quindi non ha un difetto?
Si che ce l’ha. Il difetto tremendo di questa opera è stata la sua “serializzazzione”, il primo volume è un gioiellino, gradevole persino nell’epilogo, ma purtroppo la dura legge del capitalismo non perdona mai, trovato un filone d’oro si tende a sfruttarlo fino a che non si esaurisce, nel nostro caso, alla Marvel hanno pensato bene di dare dei seguiti a “Marvel Zombies”, ma per quelli, che sono veramente ma veramente pessimi, l’acquisto è raccomandato solo ai maniaci ossessivi e autolesionisti.
Baci ai pupi.


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