giovedì 17 marzo 2011

Lo-Fi


Lo-Fi, di Simone Lucciola – volume brossurato 96 pp. b/n + col. – € 15,00 – GRRRzetic

 
Simone Lucciola è un geniaccio e io un po’ lo “odio”.
Ha un curriculum sterminato: oltre che disegnatore e fumettista, è anche l’animatore del portale Lamette e della sua “costola a fumetti” Lamette Comics, scrive racconti e poesie (fuori da poco, e già quasi esaurito, il suo ultimo libro di poesie Disulfiram), è anche giornalista musicale, suona in una punk band e produce dischi.

Il mio pochino di “odio” per lui è dettato nient’altro che da bieca invidia. Evidentemente perde poco tempo in cazzate preferendo realizzare concretezza. In realtà non lo odio affatto: lo invidio  e lo stimo. Alla fine lo stimo proprio, anche quando capisco che il suo punk e il mio punk sono quasi agli antipodi, o almeno così dannatamente diversi tra loro. Lo stimo perché ogni – ogni! – segno che lascia sulla carta mi dà l’impressione che abbia in se stesso il germe di una specie di perfezione. So benissimo che detta così pare esagerata. Un po’ è che non riesco a non parlare per iperbole (se leggete le scemenze che periodicamente scrivo su fumettidicarta lo sapete benissimo [1]) e un po’, al 70% direi, è che nelle cose ci entro con parecchia anima, bene o male che questo mi faccia.


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Richard Hell

Nei fumetti di Simone Lucciola ci entro con il 98% di anima e quando dico che l’impressione che mi dà ogni suo segno è che contenga in sé almeno un’oncia di perfezione, intendo dire esattamente quello che ho detto. Normalmente nelle discussioni nerd in cui spesso sprofondo, alla voce “il mio autore preferito” non compare Simone Lucciola, ma è soltanto perché sono anch’io vittima del mainstream, un po’ mio malgrado e un po’ no. Perché, invece, a leggere/guardare LO-FI sono entrato in una specie di estasi ansiogena che non accade molto spesso, perché oltre al suo segno bellissimo, un segno sinuoso che alterna durezze graffiate a morbidezze che non m’aspetterei di trovare in quelle situazioni, Simone mi parla direttamente e gratta via croste che a grattarle via fanno male, parecchio.

Ma lasciamo perdere, queste son cose troppo personali.
Parliamo dei disegni, quei disegni da staccare e appendere al muro (alcuni di essi avevano originariamente proprio questo scopo: trattasi di volantini/manifesti che pubblicizzano concerti punk; inutile dire che vorrei che i miei concerti li avesse disegnati/li disegnasse/li disegnerà lui), quei disegni che ti guardano dritto negli occhi, pieni zeppi di inchiostro nero che sembrano tentacoli messi lì per ghermire pezzetti di anima.
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Quei disegni suonano! Emettono rumore! Cristo, io li ho sentiti, mica me lo sto a sognare!
Guardi Stiv Bators in bianco e nero e ti sembra di sentirlo cantare dall’aldilà, perché secondo me Simone Lucciola disegna cogliendo l’essenza. E l’essenza non è mai qualcosa da sottovalutare, non è una cosa che puoi far passare sottogamba e non è nemmeno una cosa che puoi fare se non hai abbastanza tecnica, e cuore, e rabbia ed ego.
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Parliamo dei contenuti: LO-FI è un sontuoso scrap-book che ci aiuta a penetrare nel sordido e magnifico mondo del Rock’n’Roll; è un pezzo di sentiero mal illuminato che il Lucciola ci indica (poi, se vogliamo percorrerlo o meno, è affar nostro: il lettore è sacro); è punk rock, depressione, abuso e anche, toh!, risate a crepapelle: la disamina degli ultimi trent’anni di Sanremo è quanto di più divertente abbia letto negli ultimi tempi!

Ma sto parlando solo di bianco-e-nero manco ci trovassimo tra sfigati fanzinari: voglio accennare ai ritratti a colori, anche se la cosa mi imbarazza un po’, perché ricasco nell’abuso di aggettivi tipo “splendido” o “bellissimo”. Però è proprio così che sono i ritratti delle Leggende del Rock’n'Roll di Simone Lucciola [2].
In Lo-Fi l’autore affronta anche un discorso doloroso e scomodo (“scomodo” è un eufemismo): il rock e/o il punk-rock di estrema destra e, ancora una volta, lo affronta senza paraocchi ideologici o moralisti, ma  con idee. basate su fatti concreti e non su leggende urbane. Io personalmente, nonostante sia qualche anno che cerco di informarmi su questo fenomeno, ho avuto più “illuminazioni” e stimoli da questa “storia illustrata” contenuta nel volume.
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Johnny Thunders

Chiedo scusa ma non me la sento di rovinare la mia copia di LO-FI per passarne allo scanner una selezione di immagini. Accontentatevi di ciò che ho trovato in rete oppure, che è meglio, procuratevi il volume.
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Simone è una presenza indispensabile per l’underground italiano e l’aggettivo “indispensabile” non è usato a caso: la sua energia e la sua creatività sono un antidoto alla merda che ci sommerge, la visione della realtà che emerge dai suoi lavori è una virtù rarissima di questi tempi, perché comporta autenticità, lucidità, intelligenza. Stesso discorso per la casa editrice che pubblica LO-FI, la GRRRzetic: tenetela d’occhio – io per conto mio lo faccio eccome – perché pubblica cose che o trovate lì o non trovate da nessun’altra parte.
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P.S. Se vi siete persi i due volumi “Guida illustrata al frastuono più atroce”, a cura e  con partecipazione del Lucciola e usciti per Lamette Comics, cercate di porvi rimedio ché anche quelli son da avere.
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[1] Vedi? Invece di parlare di lui, sto di nuovo parlando di me! Se non è invidia questa…
[2] E che mi ero riproposto di limitarmi con l’enfasi, neh…
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Collegamenti Esterni:


Jerry Nolan

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