giovedì 17 marzo 2011

L'altra metà del Cielo - Silver St. Cloud

Questo è il primo di una serie di articoli incentrati sulle donne dei fumetti, L’altra metà del cielo. Riflessioni che spero interesseranno sia il pubblico maschile, sia quello femminile.  Buona lettura.
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Si dice che dietro a ogni un grande uomo c’è una grande donna. Possiamo dire lo stesso nel mondo dei comics? Di fidanzate storiche, dopotutto, ne conosciamo più d’una. Dale Arden, Lois Lane, Minnie… difficile dire se si tratti di grandi donne o meno, essendo personaggi della finzione che mutano a seconda degli autori e delle epoche, sta di fatto che se Flash Gordon, Superman e Topolino se le sono tenute accanto per tutti questi decenni qualche buon motivo dovevano pur avercelo. L’eroe viene premiato dalla sorte con la presenza di una persona che lo ama… ma questo premio lo ricevono proprio tutti?
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Prendiamo Batman. Chi è la fidanzata storica di Batman? Nessuno lo sa? Non sforzatevi troppo: non lo sapete perché una fidanzata storica di Batman… non c’è. Magari vi ricordate di Vicki Vale grazie al film campione di incassi del 1989, ma sappiate che la giovane reporter, nei comics, è stata solo una delle varie donne di Bruce Wayne

Abbiamo avuto, oltre a lei, Julie Madison, la prima, Kathy Kane, cioè la Batwoman originale, Selina Kyle, alias Catwoman, Shondra Kinsolving, che lo aiutò a rimettersi in piedi dopo la sconfitta per mano di Bane (avvenuta, pensate, anche perché Batman era depresso per essere stato lasciato da Vicki), Jezebel Jet, una socia del Guanto Nero, più tutta quella schiera di attricette, modelle, dame di carità e arrampicatrici sociali senza nome che Bruce ha sempre tra i piedi, bello e ricco com’è. E non vorrete mica che la donna di Batman sia una di quelle? Vanno bene per una notte, o per farsi vedere a una di quelle feste alle quali il più ambito scapolo di Gotham non può sottrarsi perché il suo ruolo lo impone.

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La situazione quindi appare un po’ sconfortante, perché limitandoci alle più famose Julie non si sa dove sia, la Kane è oggi fuori continuity, la Kyle si diverte più che altro a provocarlo, con la Vale si è lasciato male quindi non parliamone più, la Kinsolving è morta, la Jet era una criminale e quindi da scartare.

Però, se avete buona memoria… ricorderete che una volta è comparsa nella vita di Bruce Wayne e del suo alter ego in maschera e mantello una donna che poteva capirlo e tenergli testa. Una donna che normalmente si definirebbe “quella giusta” (e se a pensarlo è Alfred il maggiordomo, chi siamo noi per dire di no?). Se con i fumetti di Batman avete scarsa dimestichezza, non mi costa nulla dirvi chi è: trattasi di Silver St. Cloud, coprotagonista del ciclo Strane apparizioni, pubblicato dalla DC Comics nel 1977 sulle pagine di DETECTIVE COMICS 469/479. E’ nel secondo albo della run, scritto da Steve Englehart e disegnato da un Walt Simonson ben lontano dai fasti di THE MIGHTY THOR, che debutta questo amore di Batman. Capelli platinatissimi, ricca, figura importante dell’alta società di Gotham City, Silver a prima vista non parrebbe tanto diversa dalle donne che vogliono mettere le mani sul patrimonio Wayne, ma basta un’occhiata più attenta per capire che va oltre lo stereotipo della classica “ochetta coi soldi”.
La signorina St. Cloud, tanto per cominciare, non è una ricca nullafacente. Al contrario, tiene moltissimo al proprio lavoro di organizzatrice di eventi, per il quale è piuttosto conosciuta e affermata. 

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Ma ci va a letto con Bruce? Rispondi!
Eh? Non interrompetemi, per favore.
In secondo luogo, è dotata di un’intraprendenza degna della più battagliera Lois Lane. Quando il suo uomo scompare, non le rimane altro da fare che… chiamare la polizia? No. Andarlo a cercare di persona, rischiando la vita nella clinica del professor Hugo Strange, che lo tiene recluso in una buia e umida cella. E con il professor Strange, uno dei più antichi avversari di Batman, non si scherza.
Sì, ma il sesso? Parlaci del sesso!
Buoni…
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Terzo, e più importante punto, è intelligente. Molto intelligente. Tanto da capire che quel vendicatore mascherato leggendario, sfuggente, temuto, è anche il suo uomo. Quel Bruce Wayne sfaticato, che non si impegna mai, che passa da un party all’altro perché così è la vita dei ricchi playboy.
Ed è qui che vediamo l’umanità di Silver, che la rende così indimenticabile per i lettori di vecchia data. La donna passa lunghi momenti a riflettere su cosa voglia dire essere la ragazza di Batman, soffre, si tiene tutto dentro per paura di perdere l’amore della sua vita. Memorabile la scena in cui, dopo un colloquio con l’Uomo Pipistrello che, sospettando tutto, le è entrato in casa in piena notte, crolla a terra sconvolta, esprimendo finalmente quella tensione che non poteva far vedere al Cavaliere Oscuro per non tradirsi. cosa fareste voi donne all’ascolto se scopriste che siete fidanzate con Batman? Magari all’inizio la cosa vi ecciterebbe, pensereste al brivido, all’avventura, alla forza del vostro uomo. Ma queste emozioni lascerebbero presto spazio alla paura, alla preoccupazione. A un senso di perdita incombente. E questo Silver lo impara nella breve ma significativa sequenza scritta da Englehart.
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Bravo, ma ora ci parli delle loro notti insieme?
Ho un pubblico particolarmente fastidioso, oggi. Sarà una classe delle medie?
Silver scappa, come farebbe una donna normale, vera, sapendo che il proprio amato vive ogni giorno tra i pericoli più inimmaginabili. Ma poi torna indietro, arrivando persino a noleggiare un aereo per rivedere Bruce. Che nel frattempo non può permettersi la vita reale, ma deve cedere il passo a Batman, che affronterà uno dei suoi più pericolosi duelli con il Joker. La loro sfida sotto la pioggia termina con l’ennesima sparizione del pagliaccio del crimine, lasciando il posto a un confronto meno pittoresco, ma più umano, tra due innamorati.
E’ questa la vita di Batman? Combattere all’infinito contro dei pazzi mentre tutto quel che c’è di bello al mondo gli sfugge via? Gli basterebbe togliersi la maschera, buttarla nel fiume dove il Joker è apparentemente affogato, e Silver St. Cloud sarebbe sua per sempre.
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Ma anche a letto?
E invece Silver St. Cloud lascia Buce, Batman e Gotham, troppo grande è la tensione da sopportare, la paura che una notte non ci sia più un Bruce Wayne da amare.
Rinunciare a quello che vogliamo è un sacrificio, un atto di coraggio. Silver, coraggiosa fino all’ultimo, ce la fa, e lascia l’Uomo Pipistrello alle prime luci dell’alba.

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La ritroviamo anni dopo, per concessione di Archie Goodwin, James Robinson e, dal team creativo di Strane apparizioni, Marshall Rogers, che ai tempi sostituì un legnoso Simonson.
La collana è LEGENDS OF THE DARK KNIGHT, numeri 132/136, del 2000. Buona parte di voi saprà che le Leggende erano spesso collocate in vari periodi della carriera di Batman, dunque Goodwin decide di ambientare la saga in questione, Assedio, un anno dopo le vicende narrate da Steve Englehart.
Silver torna a Gotham per fare affari con tal colonnello Brass, e chiaramente lei e Bruce si incontrano, ma c’è poco da festeggiare, visto che lei viene gravemente ferita dall’antagonista di turno di Batman, che guarda caso è proprio Brass.
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Ed è inutile sperare in un lieto fine: fuori pericolo, Silver si lascia nuovamente alle spalle Gotham, afflitta per l’apparente disinteresse con cui Bruce ha affrontato la vicenda del suo ferimento, non andando mai da lei in ospedale. Batman ha paura di amare, e alla giovane non bastano le parole del fedele servitore di villa Wayne, Alfred, per farla stare meglio.
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Dovrebbe farla stare meglio Bruce sotto le lenzuola!
La storia di Silver St. Cloud si direbbe giunta al capolinea, ma ci pensa il suo creatore, Steve Englehart, a riportarla in gioco. E’ del 2005 BATMAN: DARK DETECTIVE, che riunisce sulle pagine del Cavaliere Oscuro il trio Steve Englehart/Marshall Rogers/Terry Austin dopo quasi trent’anni e reintroduce il rapporto tra Bruce Wayne e l’indipendente Silver St. Cloud.
Ma stavolta, più che un triangolo amoroso (con l’Uomo Pipistrello a guastare la festa), abbiamo un quadrato: a Batman si aggiunge Evan Gregory, il nuovo fidanzato della donna, che non sarà né un miliardario né un supereroe ma, manco a dirlo, è un così brav’uomo. Un politico, perdipiù, uno di quei giovani candidati che sognano di cambiare il mondo grazie alla loro onestà e alla loro perseveranza. E il fatto di avere dietro una grande idea non guasta. Non vi stupisca la somiglianza con le vicende sentimentali di Batman nel blockbuster Il Cavaliere Oscuro, arrivato sul grande schermo tre anni dopo. I contatti tra fumetto e altri media, soprattutto in casa DC, non sono certo infrequenti, essendoci la Warner Bros. di mezzo.
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Per noi lettori sono passati 28 anni, per Bruce e Silver non ci è dato saperlo. Comunque sia, la scintilla non ci mette molto a divampare, e i due si ritrovano innamorati come la prima volta, se non di più. Silver è riuscita a rendere felice Bruce Wayne, sebbene a spese del fidanzato, che deve rassegnarsi alla perdita della donna.
Proprio come ai tempi di Strane apparizioni, è Silver a completare Bruce, a ricordargli che l’uomo deve venire prima del pipistrello. Se Batman è condannato a una vita di solitudine e sofferenza, può Bruce invece concedersi di avere qualcuno accanto? Ancora una volta una scelta coraggiosa, stavolta da parte di lui: non puoi essere un uomo completo se non ti apri a qualcuno, rischi di privarti di qualcosa che nessuno ti potrà mai più dare. Ma forse per una come Silver vale la pena di cambiare e di essere prima uomo e poi Batman, no?
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Certo, chissà cosa ci fa di notte…! Diccelo, dai!
Quello che potrebbe essere il momento più felice della vita di Batman è destinato a essere, appunto, un momento.
Il Joker sequestra Silver credendola ancora la donna di Gregory, del quale vuole essere avversario politico. Il tipico piano assurdo del Joker.
Batman va a salvarla, spinto non più solo dalla sete di giustizia contro “una razza superstiziosa e codarda”, ma anche dall’amore, però, colpo di scena, non è l’unico che parte alla ricerca della donna guidato da nobili sentimenti.
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Evan, vero bersaglio del Joker, si arma di coraggio e va a salvare Silver pur sapendo che lei tornerà comunque da Wayne, un’impresa che pagherà il modico prezzo di un braccio e di una gamba, amputati da una delle folli trappole del criminale.
L’idillio è finito, non si può più voler essere felici quando gli altri soffrono. Batman spinge la donna amata tra le braccia dell’ex fidanzato perché è lui ad avere davvero bisogno di lei, lui che per salvarla, senza poteri né gadget hi-tech, è diventato un invalido. All’opposizione di Silver, che abbiamo visto non essere un pacco da consegnare, ma una donna libera, l’unica risposta di Batman è la fuga tra le ombre.

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La morte di Marshall Rogers e l’ostracismo più o meno dichiarato nei confronti di Steve Englehart in DC ci impediscono di leggere il terzo atto della storia tra Silver St. Cloud e Bruce Wayne, quindi li lasciamo così, nel bel mezzo del discorso, senza sapere cosa sarebbe successo.
Ovviamente siamo nel campo della narrativa seriale, perciò qualsiasi scrittore può decidere di narrare la sua storia con questi personaggi, ma non sarà mai la stessa cosa. Troppo indelebile è negli appassionati di Batman il ricordo della Silver scritta da Englehart perché un successivo capitolo non venga bollato come apocrifo. La stessa Assedio direi sia stata ignorata da Englehart, poiché in DARK DETECTIVE non si fa menzione di questo loro incontro.
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Sì, va bene, ma ora ce lo vuoi dire o no se andavano a letto o no?
Oh. siete ancora lì? Ve lo siete chiesto per tutta la durata dell’articolo?
Va bene, voglio soddisfare le vostre richieste. Sì, facevano sesso. Contenti?
Ora però vorrei porvela io una domanda. Avete letto quattro pagine word sul rapporto tra uno dei più amati eroi della cultura popolare e la più umana tra le sue donne. Era davvero questa l’unica cosa che vi interessava?

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