lunedì 14 marzo 2011

IVAN REIS - intervista esclusiva

Ivan Reis a Lucca 2010
Cari lettori e care lettrici, appena terminata l’edizione 2010 di Lucca Comics & Games, Fumetti di carta vi offre un’intervista esclusiva a uno degli ospiti più prestigiosi della fiera: Ivan Reis, da anni disegnatore di punta della DC Comics, che mi ha concesso una bella chiacchierata la sera del primo giorno della manifestazione al tavolo di un bar della cittadina toscana.

Ivan è una delle persone più gentili e disponibili che abbia mai conosciuto nell’ambiente del fumetto, ed è dotato di un entusiasmo per i comics davvero contagioso, come state per scoprire anche voi in questa lunga intervista.
Buona lettura!

Francesco Vanagolli: Cominciamo dalle basi. Chi è Ivan Reis, e come ha iniziato la sua carriera nel campo dei comics?

Ivan Reis: Ho iniziato a disegnare a 14 anni in Brasile, il mio Paese, e a 19 ho cominciato a lavorare a delle serie di fumetti per l’infanzia di Mauricio De Sousa molto popolari laggiù, che però credo voi non conosciate.
Poi, a metà degli anni ’90, sono arrivati i primi incarichi per gli editori americani. Cominciai a lavorare a un titolo Dark Horse, GHOST, e lo disegnai per circa un anno e mezzo. Poi passai alla Chaos! Comics di Brian Pulido, dove mi occupai di Lady Death, che è uno dei personaggi che ho disegnato per più tempo.

FV: E poi arrivò SUPERNATURALS, il primo incarico Marvel, giusto?

IR:
Sì, SUPERNATURALS! Quella fu una cosa molto particolare, perché avevo delle scadenze molto strette… l’albo infatti usciva settimanalmente, non mensilmente come accade normalmente con i fumetti americani. Dunque dovetti disegnare quattro numeri molto velocemente, e fu faticoso, però fu una gran soddisfazione perché quella fu la prima volta che un mio fumetto entrò nella classifica dei cento albi più venduti. Tra i primi cento… e quando mai era successo?!


FV: Sai, ricordo che nel Bullpen Bulletins [una pagina con anticipazioni e news comparsa sui fumetti Marvel americani fino a una decina d'anni fa; ndF], quando fu annunciata quella miniserie, scrissero che era disegnata da Reiss, con due s… i nuovi autori spesso rischiano di non essere molto considerati e avvengono errori come questo, ma credo che oggi nessuno si sognerebbe più di sbagliare il tuo cognome!

IR: Hahaha, ti ringrazio! Sì, me lo ricordo, scrissero “Reiss” e io pensavo “ma chi è  questo Reiss, Reis si scrive con una “s” sola!”.
Sempre per la Marvel, mentre per la Chaos! continuavo a disegnare LADY DEATH, feci anche un numero o due di QUICKSILVER. Ora che ci penso fu quello il mio primo lavoro Marvel che fosse realmente Marvel, non un crossover [SUPERNATURALS era una miniserie con i personaggi horror Marvel, ma fuori continuity; ndF].
In seguito mi fecero fare anche dei numeri di CAPTAIN MARVEL, che vennero rifiniti da Renato Guedes, anche se non fu indicato nei credits.

FV: E poi anche dei numeri di AVENGERS.

IR: Sì, giusto, feci due o tre numeri di AVENGERS, in sostituzione del disegnatore regolare. Ora non mi viene il nome dello scrittore… aspetta…

FV: Busiek. Ricordo che uscì una delle tue storie durante la saga della guerra di Kang, sostituivi Kieron Dwyer, e c’era questa tavola con Capitan America che minacciava Kang… quando la vidi mi dissi “Questo è uno bravo. Potrà fare grandi cose!”.
IR: Ah, grazie, grazie! Ma sai, io invece quando rivedo le cose più vecchie mi dico sempre “ma che stavo facendo?”, perché più vado avanti più cerco di migliorare, e i lavori meno recenti mi sembrano sempre brutti!
Dopo i Vendicatori passai alla DC Comics a disegnare Superman. Io avevo continuato con Lady Death per la Chaos!, ma la casa editrice fallì e passai alla Crossgen, dove disegnai qualche albo. Fu allora che appunto mi proposero Superman… proprio in quel momento la Crossgen chiuse, e quindi potei andare alla DC.
Ora ti dirò una cosa che non sa nessuno… oltre a Superman mi fu proposto, dalla Marvel, di disegnare il Daredevil Ultimate, eravamo nel periodo del film, ma poi non se ne fece nulla. Non so nemmeno se l’hanno fatto uscire o no. Alla fine pubblicarono una miniserie con Elektra e basta, credo.

FV: Sì, fecero ULTIMATE DAREDEVIL & ELEKTRA, la disegnò Salvador Larroca.

IR: Oh, allora era quella, sì. In quel periodo Superman stava per essere rilanciato, avevano chiamato nuovi autori tipo Lee e Azzarello, e a me fu affidata ACTION COMICS. Fu un onore, si trattava del più antico titolo di supereroi, come potevo rifiutare? Superman è un simbolo del fumetto, ci hanno lavorato i grandi, e se penso ai film con Cristopher Reeve…! Rimasi per circa un anno, in cui ho fatto una dozzina di numeri [e io me li sono fatti firmare tutti da lui; ndF].
Come inchiostratore avevo Marc Campos, mi dispiace di non lavorare più con lui, mi ci trovavo benissimo.

FV: Quando annunciarono che il nuovo team creativo di ACTION COMICS ero un po’ spaventato da Chuck Austen perché aveva una pessima fama. Però quando lessi che il disegnatore sarebbe stato Ivan Reis… feci dei festeggiamenti degni di una vittoria ai mondiali!

IR: Grazie!

FV: Comunque, anche se poi a me piacquero, le storie di Austen erano molto criticate…
IR: Sì, è vero, ma non ho mai capito bene perché. L’albo si chiama ACTION COMICS… e cosa ci dev’essere su ACTION COMICS? Azione, appunto [sfoglia uno degli albi che mi ha firmato; ndF]! Ecco, vedi, qui hai tutte quelle cose tipiche da fumetto di supereroi, hai Clark che si apre la camicia per mostrare la S, botte da orbi, splash page, pagine doppie… azione! Era roba divertente!

FV: Le ultime comunque non erano di Austen, ma di un nuovo scrittore, JD Finn.

IR: Sì, arrivò questo nuovo scrittore, ma non lo conoscevo, e concluse il ciclo di Austen in due numeri. Per farlo riprese tutte le idee di Austen e in più ci mise anche le sue. Tutto in due numeri…!

FV: Infatti ne venne fuori una storia abbastanza intricata, ma praticamente senza trama! E poi, dopo Superman, passasti a RANN/TANAGHAR WAR…

IR: Sì, con Dave Gibbons, uno dei miei idoli. Voglio dire, ha disegnato WATCHMEN, dovevo per forza fare bella figura con lui! Comunque fu abbastanza faticoso, perché Dave mi diede una sceneggiatura estremamente dettagliata.
Poi feci anche parte dell’albo COUNTDOWN TO INFINITE CRISIS… a quel punto mi vennero date due opzioni: potevo tornare a disegnare Superman, oppure andare su TEEN TITANS, che era scritta da Geoff Johns.

A queste due scelte se ne aggiunse però una terza… e finii col disegnare GREEN LANTERN!
In quel momento si trattava di un incarico davvero prestigioso, perché Lanterna Verde era stato appena rilanciato con una nuova serie, che era stata disegnata durante il suo primo anno da dei veri grandi: Carlos Pacheco, Ethan Van Sciver, Simone Bianchi. Io iniziai col 10, e venire dopo disegnatori del genere è stato un vero onore

Ivan Reis
Poi, andando avanti, la serie fu coinvolta nell’evento Sinestro War, che includeva tutto l’universo di GL. Fu un grande successo, e non perché fosse stata poi molto promossa dalla DC… semplicemente il passaparola tra i lettori fece sì che se ne parlasse e che la storia fosse molto letta e apprezzata! Da allora la serie è cresciuta sempre di più in preparazione all’altro evento, BLACKEST NIGHT (La notte più profonda).

Nel mentre è uscito anche Secret origin (Origini segrete), sulla serie regolare. Ci siamo detti “Dovremmo creare uno starting point per i nuovi lettori, per chi non ha mai preso in mano un fumetto, in modo da ‘abituarli’ alla lettura dei comics attuali”. [mi fa vedere un numero di GL facente parte di Sinestro Corps; ndF] Vedi, questo qui è il tipico comic book moderno, ha questa costruzione di pagina molto libera, anche un po’ caotica, e con Origini segrete abbiamo voluto fare una storia che invece somigliasse a quei vecchi fumetti di una volta, guarda la struttura della tavola, regolare, puoi vedere i bordi bianchi del foglio. Anche i neri li ho collocati in modo diverso nelle figure.

FV: Sì, avevo notato il tentativo di fare qualcosa dall’aspetto più classico, tanto che anch’io, quando ho tradotto la saga, ho cercato in quell’occasione di usare un italiano un po’ più vecchio.

IR: Forte!

FV: Per disegnare Origini segrete hai riguardaro vecchi lavori di Gil Kane?

IR: Uh, no, ho voluto fare una cosa mia. Poi è arrivato La Notte Più Profonda, e lì il disegno è cambiato ancora. Hai visto com’è la storia, ci sono i morti che tornano in vita, tante scene violente, momenti drammatici… c’è un’atmosfera così…

FV: Soffocante?

IR: Sì, soffocante, esatto! [prende il numero 1; ndF] Guarda, qui hai tante piccole vignette, danno l’idea di qualcosa di opprimente, di una situazione senza uscita… e quando compare Nekron il bordo della pagina l’ho fatto molto spesso, una cornice nera. E’ l’avvento della morte, e andava sottolineato anche graficamente.
Sai, con La notte più profonda devo riconoscere di aver avuto qualche problema in certi momenti. Questo evento è nato sulla serie di Lanterna Verde, ma dato il successo di Sinestro War è poi divenuto un evento per tutto il DC Universe, con tanti albi correlati. 
Dunque non potevo saltare una scadenza, o avrei bloccato il lavoro di tutti. Solo che gli albi della miniserie erano più lunghi degli albi standard da 22 pagine… ce n’era uno da 24, uno da 25, due di lunghezza doppia… ed era l’evento più importante della DC recente, perciò sentivo molta pressione su di me. 
Quindi mi sono messo a capo chino sul tavolo da disegno e mi sono impegnato… ho cercato di mantenere sempre una qualità media costante, magari non altissima, nelle tavole normali, per fare però cose spettacolari nelle splash e nelle doppie. L’ho fatto anche in previsione del volume, dove hai tutto insieme e quindi dei salti di qualità lungo la storia si noterebbero e sarebbero sgradevoli per chi legge. Invece guarda, qui hai delle pagine normali, e poi… là!, delle doppie come questa, in cui ho dato proprio tutto me stesso perché il lettore rimanga ad ammirarle.
Ora, finito il crossover, sto lavorando al suo seguito, BRIGHTEST DAY, dove mostriamo le vicende dei supereroi risorti in BLACKEST NIGHT.

FV: Non lo disegni tutto tu, giusto?

IR: No, io lavoro alle parti su Aquaman e Deadman.

FV: Puoi anticiparci qualcosa sui tuoi progetti futuri? C’è  la possibilità che tu disegni ancora Superman?

IR: Ora devo finire BRIGHTEST DAY, che è una maxiserie, e poi sempre con Geoff Johns abbiamo in programma un Origini segrete anche per Sinestro. Sono cose che mi terranno impegnato a lungo, e quindi è presto per pensare al futuro.

FV: La storia di Sinestro è una miniserie a parte o appare nella serie regolare?

IR: Dovrebbe essere una miniserie del tipo prestige, che uscirà in concomitanza con il film di Lanterna Verde l’anno prossimo.
Ora non posso dire nulla di preciso sul film, è tutto top secret, comunque sono stato a vedere il set e ti assicuro che il costume è bellissimo, nelle foto pubblicitarie non si vedeva praticamente nulla, quindi non si capiva quanto fosse venuto bene.

FV: Niente effetto gommoso alla Superman returns?

IR: No, no, vedrai!

A questo punto fa una domanda anche un mio amico, Andrea Pachetti, lettore di Fumetti di Carta e attento appassionato di fumetti americani, che è rimasto al tavolo del bar con me, Ivan e sua moglie. La domanda è interessante, quindi la riporto…

AP: Che ne pensi della decisione della DC di diminuire il numero di pagine degli albi da 22 a 20?

IR: La trovo azzeccata, porterà  vantaggi a tutti. Noi disegnatori potremo faticare meno e dedicare più  cura alle tavole restanti. Voi lettori invece pagherete meno e avrete più sostanza. Non cambia poi molto con 2 pagine in meno… basta diminuire il numero di splash. In questo modo possiamo usare le splash solo per le scene davvero importanti, quelle che meritano di essere mostrate in grande stile. Le splash  e le doppie sono bellissime, ma se ne fai troppe  il fumetto si legge troppo alla svelta, e tu hai speso tre o quattro dollari per qualcosa che non ti godi completamente.

FV: Quali sono i disegnatori che hanno maggiormente influenzato il tuo stile? Immagino Hitch…

IR: No, non Hitch. John Buscema, soprattutto. In particolar modo quello chinato da De Zuniga, Alcala, Nebres…

FV: La scuola filippina, insomma.

IR: Sì, ma quella vera, quella di una volta! Buscema ha avuto un’influenza enorme sul mio stile, e vedi, io amo Davis e Hitch, sono disegnatori eccellenti, ma penso che se vuoi davvero imparare non segui gli allievi, ma il maestro. E il maestro è John Buscema!

FV: Sai, oggi in te vedo il massimo esponente dello stile classico DC, quello stile che esalta dinamismo e potenza degli eroi, quello per intenderci di Neal Adams e Josè Luis Garcia-Lopez.

IR: Garcia-Lopez è uno dei miei preferiti! Non è una delle mie influenze, però  quel tipo è davvero la DC! Praticamente tutto il merchandising DC porta la sua firma, e le sue figure sono davvero dinamiche e potenti. E’ questo il fumetto di supereroi!

FV: Con quale scrittore ti sei trovato meglio in questi anni?

IR: Alla fine non ho lavorato con moltissimi scrittori, comunque direi senza dubbio Geoff Johns. Abbiamo fatto già molte cose insieme in questi anni, e poi è uno che sa valorizzarti, ti permette di dare il tuo contributo all’albo.

FV: Lascia molta libertà.

IR: Sì, proprio così, con Geoff puoi sentirti libero di esprimerti per mettere anche qualcosa di tuo.
Ai tempi in cui lavoravo in Dark Horse amavo moltissimo Eric Luke, lo scrittore di GHOST. Quando leggevo le sue storie non sentivo il bisogno di leggere altro!

FV: Ricordo che eri sul forum di John Byrne, ma poi non ti ho più  visto. Sei poco presente in rete?

IR: Eh? Io non ci sono mai stato!

FV: Quindi era un falso!

IR: Mi sa proprio di sì, perché  io non frequento molto Internet, e non sono iscritto ai forum. E’ una cosa che toglie tanto tempo, e quel tempo passato davanti al computer è tempo tolto al lavoro. Questo è un lavoro che richiede impegno, a volte puoi essere malato o avere una giornata storta, ma questo non deve fermarti, se devi consegnare una storia la devi consegnare!

*  *  *

Ringrazio Ivan Reis per il tempo passato insieme, per la bella chiacchierata e, ovviamente, per lo splendido Superman che mi ha disegnato!

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