giovedì 17 marzo 2011

Il Libro della Genesi illustrato da R. Crumb

Il Libro della Genesi Illustrato da R. Crumb,

di AA.VV. [e per la maggior parte ignoti],

e Robert Crumb
testi e disegni 

volume brossur. con alette,
pp. non numerate
[sono 228], b/n,

euro 19,00

Mondadori collana
Strade Blu
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Mesi or sono sull’ottimo blog di Luca Boschi avevo letto dell’esistenza del Libro della Genesi illustrato da Robert Crumb e da quel momento ne ho aspettato con ansia l’uscita italiana.

.Non ho intenzione di “parlare della Bibbia” se non per chiarire a larghissime linee la mia personale posizione in merito: non sono cristiano né ebreo, anch’io come Robert Crumb non credo che la Bibbia sia “parola di Dio”, ma non sono tra i firmatari di quella sciocca iniziativa facebookiana del: “nelle biblioteche mettere la Bibbia tra i romanzi fantasy” perché credo che, così come i Veda, il Corano, il Tao Te Ching, il Tripìtaka, le Upanishad, il Mahabhàrata, il Ramàyana e ogni altra antica opera letterario-religiosa, la Bibbia sia un testo importante, storicamente e letterariamente importante e che, come le opere appena citate, sia un grande patrimonio storico-letterario.

JHWH soffia la vita in Adamo

La Bibbia, insieme agli altri “libri sacri-sapienziali” dell’umanità, è degna di uno studio serio e scientifico che può essere condotto in modo laico e completamente scevro da dogmi o religioni organizzate.
Nulla di male a non esserne interessati o a non coglierne l’importanza e la potenza, anche solamente letteraria. Ma paragonarla a un romanzo fantasy dimostra un’ignoranza che potrà anche far ridacchiare gli amici di facebook, ma non servirà certo alla causa di un sano anticlericalismo che – quello sì – sono il primo ad appoggiare.

Adamo e Eva

La Bibbia contiene parti molto belle e parti pesanti e francamente noiose, parti poetiche stupende (Qohèlet, ad esempio), anche commoventi, e freddi – ma evidentemente essenziali – elenchi interminabili; anche il libro del Genesi soffre e gode delle stesse caratteristiche: a parti decisamente avvincenti alterna descrizioni oscure e tassonomiche che evidentemente avevano anche uno scopo mnemonico.
E dato che Robert Crumb dichiara da subito la sua estrema fedeltà al testo, il suo fumetto – capolavoro, lo dichiaro subito così non c’è bisogno di scorrere in fondo a veder le stelline – non può certo considerarsi un piacevole intrattenimento, magari un po’ “fantasy”.

JHWH scaccia il Serpente.
Robert Crumb, per inciso uno dei più grandi fumettisti viventi, sceglie la letteralità, o meglio quel che più si avvicina ad essa, perché l’assenza di interpretazione, oltreché non auspicabile, è impossibile: come esempio esplicativo si veda la (magnifica, ovviamente) vignetta del Capitolo 6 dove sceglie di illustrare il testo che recita “…Tutti avevano corrotto il loro comportamento sulla terra” con un sacrificio umano, tipo azteco. La mera, pura letteralità è semplicemente impossibile, con buona pace dei fondamentalisti di qualsiasi tipo.
Ma al di là del particolare, diciamo che Crumb sceglie di intervenire il meno possibile con idee e preconcetti propri, cerca in tutti i modi di non interferire in modo banalmente ideologico.

Tamar
Quanto detto finora fa capire che ci troviamo di fronte a un fumetto “tra virgolette”, descrittivo, didascalico, letteralmente didascalico: le didascalie sono preponderanti sui balloons. In effetti nel titolo si dice “illustrato da R. Crumb”, che non è esattamente la stessa cosa che dire “La Bibbia a fumetti”.
Di “Bibbie a fumetti” ne sono uscite diverse nel corso del tempo, ma nessuna di esse aveva le caratteristiche di cui si può fregiare questa edizione – che ricordiamo – riguarda solamente il Genesi, cioè il primo dei libri di cui è composta la Bibbia – ossia integralità assoluta, niente “semplificazioni”, nessun addolcimento né cancellazione delle parti “sgradevoli” (fa fede la scritta in copertina: “Si raccomanda ai minori la lettura accompagnati da un adulto”) e soprattutto i disegni di un maestro assoluto come Robert Crumb.
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Da tutto ciò si deduce che l’opera di cui stiamo parlando è tutt’altro che un “fumetto per tutti” o un’opera “di intrattenimento”. La lettura è invece molto complessa e in diversi passi, anche di una certa lunghezza, è richiesta passione e grande interesse per fruirne e goderne al meglio. Il linguaggio, come si può immaginare parlando della Bibbia, è arcaico e denso di ripetizioni (talvolta apparentemente in contraddizione tra loro), ma l’eccelso lavoro di Robert Crumb permette di superare ostacoli altrimenti insormontabili, come ad esempio i lunghi elenchi di discendenze: in questi casi l’autore riesce a disegnare innumerevoli volti dando ad ognuno di essi caratteristiche diverse e precipue trasformando un mero elenco in un piacere per gli occhi e la mente del lettore attento.

JHWH separa il giorno dalla notte
“Eccelso lavoro” non è un’esagerazione: Robert Crumb disegna, al solito, da dio e i personaggi sono da lui resi veramente vivi, pieni di passioni e sentimenti, tutti i sentimenti di cui l’essere umano è dotato. Crumb rende vivi non solo le donne e gli uomini della storia, ma anche gli animali, il paesaggio, il deserto persino. Rende con una perfezione assoluta lo scorrere del tempo, vediamo donne e uomini invecchiare davanti ai nostri occhi e sentiamo su di noi il peso di quelle vecchiaie, di quella spaventosa caducità. Donne e uomini e bambini che hanno calcato questo pianeta migliaia di anni fa e che per la magia della narrazione, e in questo caso dei disegni di un grande maestro, possiamo quasi sentire respirare.
Chi conosce Crumb sa già che rende al meglio nel disegno delle donne e anche qui non fa eccezione: le donne bibliche sono le lontane antenate delle donne formose, burrose, sensuali che Crumb disegnava negli Anni 60 e che più di qualsiasi altra cosa rappresentano un’inconfondibile marchio crumbiano.
Infine, i meravigliosi disegni di Robert Crumb rendono l’opera godibile anche a chi non fosse interessato alla storia del Libro della Genesi.

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Prima di assegnare virtualmente cinque stellette su cinque a quest’opera, permettetemi un’ultima considerazione a margine, uno sfogo, niente di serio: “complimenti” al/la responsabile della grafica italiana del Libro della Genesi illustrato da Robert Crumb per aver coperto, con un codice a barre, il volto di uno dei personaggi più rappresentativi del libro, Giuseppe. Naturalmente c’erano altri spazi (a destra e a sinistra del volto di Dio per esempio)  sopra i quali apporre il codice, ma perché togliersi il gusto di rovinare in modo così sistematico un retrocopertina?! I grafici americani si sono privati di questo divertimento, visto che hanno trovato il modo di apporre il barcode senza rovinare il disegno, buon per loro.
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Collegamenti Esterni:
- Robert Crumb
- Luca Boschi
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"Barcode", una new entry della Bibbia

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