lunedì 14 marzo 2011

Il Fan service onesto

Sono ancora piuttosto giovane, quindi nella mia vita di lettore di fumetti americani, molto spesso, il recupero di elementi dal passato, che fossero personaggi o persino trame intere, ha quasi sempre coinvolto cose che non ho vissuto in diretta per motivi anagrafici. 

Solo che, con il passare del tempo, prima o poi doveva pur succedere che assistessi a ritorni di cose che sono appartenute alla “mia epoca” (parentesi: ho conosciuto i supereroi con dei fumetti Marvel anni '70 e '80 comprati oltre vent'anni fa, ma solo 15 anni fa sono diventato un “lettore fedele”).

Nel mondo dei comics ci sono cose che sono fatte per durare, altre no. Le “no” appartengono a un certo periodo che le ha generate, sono figlie di mode effimere e necessità commerciali che prima o poi si tendono ad archiviare. Una cosa che già ai tempi sapevo non sarebbe durata all'infinito era la saga del clone apparsa sulle pagine dell'Uomo Ragno: succedeva di tutto, addirittura la sostituzione del mio eroe preferito con un suo clone, ma a quel tredicenne che spendeva le sue 3500 Lire per il quindicinale Marvel Italia sembrava ovvio e logico che non sarebbe durata in eterno. Prima o poi sarebbe tornato tutto a posto, e della saga sarebbe rimasto giusto il ricordo (per me abbastanza positivo, nonostante tutto). Quindi mi stupisce non poco vedere che oggi, dopo una quindicina d'anni, la Marvel abbia ripescato quella saga controversa. Su AMAZING SPIDER-MAN, la serie storica del Ragno, è riapparso il clone deforme Kaine e si è tornati a parlare di, pensate un po', Ben Reilly. In più, è uscita una miniserie “immaginaria” intitolata SPIDER-MAN: CLONE SAGA, scritta da due degli artefici della storia anni '90, cioè Tom DeFalco e Howard Mackie, che ci narra “come sarebbe andata la vicenda se la Marvel avesse permesso agli autori di scriverla come volevano”.
Di cosa vogliamo parlare? Della miniserie? Del ritorno di Kaine su AMAZING? Della storia di quindici anni fa?

 In realtà, di nessuna di queste cose in particolare. Proviamo a fare, invece, un discorso più ampio.
Il recupero dal passato, di per sé, è neutro: non è né buono né cattivo, dipende dall'intelligenza dello scrittore. E' buono se si riprende, che so, un elemento antico ancora "vendibile" e si fa in modo di renderlo familiare ai nuovi lettori: in questo modo si creerà un senso di appartenenza verso una creazione ormai vecchia, ma che “rinasce” per il pubblico odierno. E' cattivo quando si scrive pensando che i lettori siano tutti degli iniziati che non hanno bisogno di avere spiegazioni perché sicuramente “hanno fatto i compiti”. Ed è cattivo anche quando si va a toccare qualcosa che stava benissimo dov'era, che non serviva più... solo per fare un po' di hype e per risparmiarsi la fatica di creare qualcosa di nuovo.

Purtroppo per chi vorrebbe godersi i fumetti che legge (e intendo chi vuole goderseli per davvero, non per chi li trasforma in una malattia), buona parte delle volte i recuperi archeologici fanno parte di questa seconda, sciagurata categoria. E la spiegazione è chiara: la maggior parte degli autori di oggi sono dei fan, a volte dei veri e propri nerd, e si avvicinano ai fumetti pensando che sia tutto un gioco. Divertirsi nel proprio lavoro è una buona cosa, credere che sia solo divertimento no. La narrativa è una cosa seria, non è un gioco, quindi non basta essere “fan” per essere automaticamente bravi scrittori. Anzi, se pensate che molti autori del passato erano più che altro dei pubblicitari/scrittori senza lavoro, che facevano fumetti non per passione, ma per vivere, si potrebbe tranquillamente dire che non è necessario.

Quindi oggi ci ritroviamo con fumetti spesso autocelebrativi, impenetrabili, autoreferenziali, pieni di citazioni e strizzatine d'occhio in cui chi scrive è al livello di un fanfictionaro, pronto a scavare sempre più a fondo o, peggio, a “dare una scossa” allo status quo di questa o quella serie per rispondere alla domanda “ma non sarebbe troppo figo se...?”. I lettori con la stessa mentalità gioiscono, per loro cosa potrebbe esserci di meglio? Puro fan service.

Ora torniamo a CLONE SAGA, l'avevamo lasciata sola in un angolo. Diamole un po' di compagnia, una che da qualche giorno è arrivata anche in Italia: parlo di X-MEN FOREVER, recente serie Marvel scritta da Chris Claremont che risponde al quesito che molti X fan si sono posti per ormai quasi vent'anni: “e se Chris Claremont non avesse mai lasciato gli X-Men?”. Si sono lette dichiarazioni e interviste, ma erano solo parole. Piani incompiuti. Alla fine non tanto utili ai lettori (che hanno rimpianto le promettenti idee mai usate da Claremont dopo l'abbandono dei titoli mutanti nel 1991), quanto piuttosto a più di uno scrittore che le ha riciclate...

Dunque abbiamo una miniserie in cinque numeri che ci mostra come sarebbe stata la saga del clone se fosse andata come deciso all'inizio e qualche pezzo grosso del marketing non se ne fosse impadronito (in realtà, come vedrete quando sarà pubblicata sullo SPIDER-MAN italiano, ci sono alcune cose che non c'entrano molto con le idee originali... diciamo che sono riusciti a inserirle in maniera coerente) e una serie regolare (anzi, una “serie di serie”, essendo divisa in stagioni) che permette a Claremont di ricominciare a scrivere i “suoi” Uomini X sfruttando come punto di partenza il famoso Testamento di Magneto, l'ultima storia del suo storico primo ciclo sugli X-Men.

Vi faccio una domanda. Secondo voi a chi è diretta questa produzione? Risposta: a tutti quelli che c'erano e che ogni tanto hanno giocato a domandarsi “cosa sarebbe successo se”. Dubito che il lettore che inizia oggi possa conoscere certe trame e certi personaggi che appartengono alla memoria di una generazione di appassionati ormai cresciuti.

Domanda successiva: con tali premesse consigliereste questi fumetti a un nuovo lettore? Io no. E non nego che siano buone letture, anzi, CS mi ha divertito e XMF con alti e bassi è una lettura gradevole, solo che... sono fatte per me e quelli che, come me, conoscono la saga del clone e quei lontani X-Men di Claremont. Al nuovo lettore farei leggere l'attuale corso dell'Uomo Ragno, il rilancio di Flash, i Vendicatori della Heroic Age, cose che iniziano ora, per le quali non serve aver studiato.
Perché, non prendetevela, SPIDER-MAN: CLONE SAGA e X-MEN FOREVER sono a livello di fan fiction. Fan service.

Ora a questo punto chi mi legge penserà che questo articolo era contro le due serie citate, perché non è che io lo nasconda, il mio odio verso la fan fiction applicata al professionismo... credo proprio che ormai lo conoscano tutti.

Invece no. E' proprio il contrario: questo è un articolo per difendere progetti simili. Perché? Beh, perché come ho detto sono carini, anche se non faranno felice il pubblico che legge solo fumetti decompressi per sentirsi un lettore colto e raffinato. E poi perché, cosa davvero importante e che va oltre i gusti personali, sono fan service dichiarato, dunque onesto. Se sei un lettore abituale di comics e compri X-MEN FOREVER (cosa che consiglio di fare, almeno con il primo volumetto Panini Comics) sai benissimo cosa stai per leggere: una storia di quei personaggi legata a quel periodo e narrata da quello scrittore. Non hai scuse, l'hai presa perché a quei tempi c'eri e volevi sapere come sarebbero andate le cose. Nessuno ti ha venduto questo fumetto per quello che non è. Ti sei sentito nostalgico e hai voluto la lettura nostalgica. Magari hai anche cercato di pagarla in Lire.

Invece, se guardiamo tante uscite regolari... lì il fan per eccitare i nerd non solo c'è, ma non è nemmeno dichiarato, anzi, viene spacciato per innovazione e grandi idee.
Eh, sì, che innovazione, che grandi idee: su CAPTAIN AMERICA qualcuno ha avuto la brillante idea di far tornare Bucky Barnes e di renderlo il nuovo Cap dopo la morte di Steve Rogers, sulle testate di Superman si passa da storie dove cercano di mettere in ordine tutta la continuity del Giocattolaio ad altre la cui loro ragione di vita è cucire insieme tutte le versioni di Krypton. E anche le prossime promettono bene, con Lois Lane e Lex Luthor che, a sentire le dichiarazioni dell'autore, stanno insieme... e vogliamo parlare di FLASH REBIRTH dove il colpevole ovviamente è il Professor Zoom? Di un crossover di Lanterna Verde che ha avuto bisogno di due anni di preparazione? Degli X-Men regolari, con storie che girano sempre intorno a Fenice e al terzo fratello Summers? Tutta roba per lettori che seguono tutto, tutta roba che predica ai convertiti. Ma quanti nuovi lettori procurerà mai a Marvel e DC? Di tutta questa roba, al lettore casuale, non importa nulla.

Sono queste le cose che andrebbero criticate dai soloni intenditori di cui la rete è sempre piena, non fumetti che nascono già autoghettizzati e che sono di conseguenza innocui. X-MEN FOREVER, tanto odiata dagli araldi del buon gusto, è un qualcosa in più. Non è necessario comprarla se si è lettori degli X-Men moderni. Sono le serie regolari quelle che il collezionista non può evitare, con tutto il loro bagaglio di fan service fine a se stesso... Io ci avevo provato a rileggerli, un paio d'anni fa. Dopo un numero ho dovuto smettere. Il FOREVER, quel piccolo ghetto per nostalgici, continuo a seguirlo. E aggiungo: se un giorno annunciassero progetti analoghi per l'Hulk di Peter David o i Fantastici Quattro di John Byrne sarei il primo a comprarli. Non ho preso X-Factor e Nuovi Mutanti, da non lettore delle due serie... era ovvio che non erano per me. Forse ho sbagliato, chissà.

Ditemi, secondo voi non sarebbe l'ideale una situazione di questo tipo? Da una parte le serie regolari, adatte a tutti. Dall'altra dei “premi fedeltà” per i lettori più cresciutelli, quei lettori che vedendo il Ragno Rosso o Wolverine in costume marrone si emozionano pensando “io c'ero”.
Ma, chissà perché, ho l'impressione che non succederà mai...



Giugno 2010

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