giovedì 17 marzo 2011

DAGO Collezione Tuttocolore

DAGO Collezione Tuttocolore N. 1

Lo schiavo di Venezia

di Wood - Salinas
258 pp. colore, euro 6,90

Editoriale Aurea




Quando mi sono seduto davanti al computer l’intenzione era quella di parlare della miniserie Sebastian O scritta da Grant Morrison. Una storia di vendetta ambientata in un’epoca vittoriana dai risvolti Steampunk. Un protagonista lascivo, in piena opposizione alla morale dell’epoca tradito da un amico e imprigionato a causa dei suoi comportamenti. Un assassino brutale che evade per compiere la sua vendetta, un dandy che dà poco valore alla vita umana e molto all’estetica.

Le parole però non venivano fuori, non c’era verso. Per distrarmi ho preso in mano il primo numero della collana di ristampe Dago: Tuttocolore. Anche qui, curiosamente, mi trovo davanti a una storia di vendetta, una storia dal respiro molto più ampio e decisamente più epico rispetto alla prima. Ambientazione completamente diversa: siamo a Venezia nel sedicesimo secolo, decisamente distanti dall’ucronia vittoriana descritta da Morrison. Avventura classica invece di una decadente fantascienza (appena accennata a dire il vero).


Man mano che leggevo le avventure di Dago, Sebastian O veniva inesorabilmente cancellato dalla mia mente, il genio visionario di Morrison sbeffeggiato dalla solida scrittura di un Robin Wood in stato di grazia che sembrava dirmi: “Guarda, è così che si scrive una storia”.
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“E, tra l’altro, così la si disegna” aggiunge Alberto Salinas, e chi può dire nulla.
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Certo il paragone è impari, Dago ha una storia pluriennale alle spalle mentre Sebastian O una miniserie di tre numeri. Però io Dago non l’avevo mai preso in mano prima d’ora e alla fine del terzo capitolo (il volume ne raccoglie ventuno) il protagonista di questa storia è già un personaggio vero, con le sue disgrazie, le sue motivazioni, il suo carattere e con in tasca una vendetta da compiere.
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Invece Sebastian O cominciava a sembrarmi un disegnino vuoto, Sebastian O… ma chi è questo Sebastian O. Così ho deciso di scrivere di Dago.
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Per fare una citazione di bassa lega potremmo dire: “Com’è dura l’avventura”. Per il protagonista di questa collana è dura davvero.
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Cesare Renzi
, questo il vero nome di Dago, è il rampollo di una nobile famiglia veneziana ai danni della quale è in atto una congiura. Della stessa fanno parte un aspirante doge, il finanziere Kalandrakis che ha da guadagnarci denaro e prestigio, Ahmed Bey che manovra per fini politici mandato dal Sultano stesso e il migliore amico di Cesare, il conte Barazzutti, che mira a ricchezze e alla mano di Ginetta, l’amata di Cesare.

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Le manovre di questi loschi figuri portano allo sterminio della famiglia di Cesare, madre, padre e sorella uccisi senza pietà. Cesare finisce in mare con una daga (da qui il nome Dago) conficcata nella schiena.
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Da Venezia al mare, dal mare alla flotta del temuto pirata Barbarossa, da lì ad Algeri fino al deserto, schiavo al remo e nelle paludi di sanguisughe.
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Traversie che svuotano l’anima di Cesare che è sempre meno Cesare e sempre più lo schiavo Dago. Consumato dal desiderio di vendetta vive per esso con molto orgoglio, poco amore e grande determinazione.
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Avventure calate perfettamente nello scenario storico dell’epoca in un caldo e temibile Nord Africa, tra beduini e tuareg, deserto e mare, schiavitù e amicizie virili, atti d’incoscienza e prove di coraggio. Il coraggio e la determinazione di chi deve riguadagnare la libertà per la vendetta.
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Wood
scrive una storia di classica avventura, di quelle che non ve n’è mai abbastanza. La curiosità di vedere cosa succede all’ex nobile veneziano è forte e forti sono anche i meriti di Salinas, maestro in grado di rendere al meglio qualsiasi tipo di ambientazione.

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Perfetta la ricostruzione di ambienti, costumi d’epoca, animali e personaggi. Non ho mai letto il Dago in bianco e nero ma questa versione a colori soddisfa pienamente.
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Sempre più spesso mi capita di apprezzare il ritorno al classico rispetto a opere che vogliono essere innovative e non ci riescono. Per chi può fare a meno di calzamaglie, astronavi volanti, viaggi nel tempo e cose del genere Dago è sicuramente un’ottima lettura.
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