giovedì 17 marzo 2011

ASSEDIO

ASSEDIO

di Brian Michael Bendis, testi
Olivier Coipel, disegni, 

+ AA.VV 

miniserie in 4 parti,
collana Marvel Miniserie nn. 109 – 111


Panini Comics
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“Assedio: il nuovo capolavoro di Bendis che cambierà per sempre l’Universo Marvel… di nuovo!”
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“Un prologo per pararmi la castagna”:
Lungi da me voler promuovere una nuova campagna di sfregi verso l’infante prodigio della Marvel, il signor Bendis, mi troverei con la macchina bruciata in poco tempo, visti i suoi numerosi ( e inspiegabili) fans.
Fine del Prologo.
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A mio parere però, sappiate che  resta solo uno nato al momento giusto, fa parte cioè di quella combriccola di autori, bravi, ma niente di più, resi famosi dal portentoso aiuto dei moderni media e della pubblicità.

Vi faccio un esempio: a volte una canzone non è che vi piace perchè vi piace, in realtà a voi sembra che vi piaccia, ma questo perchè l’avete sentita fino alla nausea, alla radio, alla tele, per strada, in spiaggia, al pub, e grazie alle suonerie polifoniche, magari la sentite anche quando squilla un cellulare.
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Vi faccio un’ altro esempio: quella piccola bionda in calze a rete e stivaloni casti, conosciuta come Lady Gaga, che qualche pazzo paragona pure a Madonna, è un’altra tipa nata sotto la buona stella della pubblicità, ha fatto due album, solo che però in pratica il secondo contiene tutto il primo album più qualche inedito, e la gente non solo lo compra, ma la adora pure.
Magia dovuta al fatto che oggi il bombardamento dei media sulle masse è decuplicato rispetto agli anni ’80, e alla fine ci  credete davvero alla favola della ragazza prodigio che ha smesso di scrivere per gli altri e si è messa in gioco, alla fine ci credete davvero che state osservando la nascita di una nuova icona, una carriera esplosa alla velocità della luce a cavallo delle innovazioni di oggi: l’adsl, youtube, 1000 canali musicali, altrettante riviste di gossip, i cd e la pirateria, mentre prima Madonna, doveva farsi il mazzo e contare solo sulla radio, il commercio dei dischi, le musicassette, e qualche rivista specializzata.
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Per Bendis è la stessa cosa: leggete sulla terza di copertina di un fumetto che “sta per uscire il nuovo capolavoro di Brian M. Bendis”, in rete, vi imbattete in una recensione scritta da qualche infatuato che non riesce a vedere la differenza tra il suo Devil (quello con Maleev) e le varie vaccate che ha fatto dopo, quando ha cominciato ad occuparsi di più personaggi, lo leggete in tutti i forum, e alla fine ci credete davvero anche voi, io stesso ci sono cascato, ed ho speso 3 euro per 48 pagine di cui però solo poco più (o poco meno?) di venti firmate dal “maestro”. L’altra storia, quella in appendice, fa parte di quell’ormai incalcolabile numero di storielle insipide nate alla scuola del “cross-over”.
Ebbene questo Assedio è una miniserie in 4 parti pubblicata dalla Panini sulla collana Marvel Miniserie.
Anche se a mio parere, la si potrebbe tranquillamente ribattezzare “Marvel Rapine”, visto il rapporto quantità-qualità/prezzo. Ricordiamoci che la Play Press vendeva 64 pagine a 3000 “maiabbastanzacompiante” lire.
Altri tempi? Sicuramente, e permettemi un’attacco di nostalgia.
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3 euro – 3mila lire, quante volte siete già incappati su questi mai ben giustificati aumenti di prezzi?
L’unica cosa che valga la spesa, a meno che i soldi non vi crescano in giardino, è la bellezza delle tavole di Olivier Coipel, ancora una volta il ragazzone francese, conferma di essere un talentuoso illustratore. Il suo ormai inconfondibile tratto è l’unica cosa piacevole di questi volumetti.
Ma lasciamo stare l’economia, se no divaghiamo troppo e divento pesante.
Dicevo appunto Coipel, punto e basta; i pro di questa saga cominciano e finiscono qua. Tutto il resto è muffa.
A volte penso che la vera “era Oscura” non la stanno vivendo i supereroi Marvel, ma noi.
A me sembra che, il mondo del fumetto in calzamaglia si stia avviando verso la sua seconda era di grossa crisi, e ne noi qui ad assistere ai suoi ultimi rantoli, e se la crisi non è economica, perchè sembra che su quel versante le cose vadano a gonfie vele, (dicono), sicuramente, la crisi è nei contenuti.
Si, una nuova era oscura, e pure noiosa, per uscire dalla quale abbiamo bisogno di sperare che esista al mondo, nascosto da qualche parte, un nuovo Alan Moore, per riportare la luce, perchè, per amor di Dio, se questa è la lezione che hanno imparato dopo Watchmen, allora gente, torniamo tutti a leggere Topolino, almeno quello non aveva troppe pretese.

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Ma in pratica che è questo Assedio?
Norman Osborne è un criminale, che per una serie di ragioni fortuite riesce ad arrivare a coprire un’importante carica politca e diventa una tra le persone più influenti sul panorama mondiale, cosa che porta ad un seppur momentaneo condono delle sue malefatte, sostituite “mondiale” con “italiano” e togliete “seppur momentaneo”, chi vi ricorda?
Dicevo, Osborne, sotto l’influenza di Loki
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E QUI TOCCA APRIRE UNA PARENTESI:
LOKI  è ridotto ad un villain piatto, eppure il Signore dell’Inganno non dovrebbe fornire qualche spunto più gustoso agli scrittori?

Loki invece sembra un disco rotto, tra i cattivi è quello che si è evoluto di meno. L’unico, stucchevole e monotono obbiettivo del figlio dei Giganti sembra quello di tentare continuamente di distruggere Asgard o Thor o Odino o tutti e tre insieme.
CHIUSA PARENTESI
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…dicevo, decide di muovere guerra ad Asgard, sì Asgard la dimora degli Dei, non l’Iraq o l’Afganistan o Cuba che so io, ma Asgard patria degli Dei Nordici, con tanto di Jet, truppe dell’Hammer, Iniziativa e Vendicatori “Pezzotto” (pezzotto a Napoli sta per Fasulli).
Con il pretesto di un nuovo incidente, tipo quello che si era visto in Civil War con Nitro, (sic!), che coinvolge stavolta il povero Volstagg, Osborne approfitta per decretare fuorilegge la nuova ubicazione di Asgard, (vi ricordate il Thor di J.M. Straczynski vero?) e ne attacca gli abitanti, che, non dimentichiamo il piccolissimo particolare, sono Dei, gente che esiste da ancora prima che gli uomini si mangiavano le bacche e camminavano curvi, è come se tutti noi adesso, ci mettessimo delle calzamaglie appariscenti e andassimo a muovere guerra al Padreterno, già qui l’idea generale, che prevede la fusione del genere fantasy e del supereroistico stona di brutto, riducendo il tutto ad una una scazzottata tipo “Altrimenti ci arrabbiamo”.
No perchè non vi aspettate chissà cosa, per lo più si menano, ma dialoghi che accompagnano la rissa sono di Bendis, volete mettere?
Assedio è il preludio all’Heroic Age, e si vede. La tavola si sta apparecchiando.
Quell’era lucente che seguirà la Dark Age di Osborne, e si vede. E l’ottimo Bendis recupera tutti, in un ostinato revisionismo, che fa del Marvel Universe, qualcosa di sempre più pesante da seguire, Bendis riabilita la figura di tutti, e stavolta non ci sono dubbi, non ci sono grigi, ci sono i buoni e i cattivi, e gli americani, rinsaviti, fanno il tifo, presidente compreso, e tanti saluti ai vari spunti narrativi nati con la guerra civile di Millar.
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Dimenticatevi per esempio dell’odioso Iron Man, Balilla ipertecnologico che perseguitava per conto del governo americano  i supereroi che si rifiutavano di registrarsi. E nel farlo si arricchiva, macinando contratti miliardari per la difesa.
Evidentemente si sposava poco con il personaggio cinematografico.
Lo ritroviamo quindi qui in coma, moribondo, (forse avrà mangiato troppe insalate di matematica), e perseguitato da Osborne che lo ha privato di tutto, gli ha pure fregato il posto di capo della sicurezza nazionale (finale di Secret Invasion, ricordate? Sempre Bendis), ed affidato alle amorevoli cure di Donald Blake/Thor e di Maria Hill. Due dei personaggi che più di tutti non ti saresti aspettato in tali caritatevoli vesti.

E sì perchè però per amor di coerenza, io ricordo che altri autori avevano descritto rapporti tutt’altro che amichevoli. Il primo, (e cioè Thor) appena tornato sulla terra (sempre con Straczynski) si era preoccupato di far notare a Testa di Ferro il suo disappunto su come si era comportato durante  la faccenda della registrazione e sulla faccenda del clone rompendogli  il sedere, l’altra pure (Maria Hill), alla quale lo stesso Stark fregò la poltrona di nuovo capo dello SHIELD da sotto il sedere, alla fine di Civil War.
Ora da acida ed ottusa direttrice dello Shield (versione Millar) la ritroviamo a fargli  da amorevole balia.
Tony Stark/Iron Man comunque nel frattempo già ripulito dallo stesso Bendis, in alcune storielle becere post Civil War, nelle quali si faceva capire ai lettori che in realtà aveva fatto tutto quello che aveva fatto (ossia tradire, menare, ingannare, cacciare, e imprigionare), per accollarsi le colpe e le responsabilità di quelle che poi sarebbero state le conseguenze di Civil War, proprio perchè lui, genio inascoltato, aveva in realtà previsto tutto (negli Illuminati, sempre Bendis).
E’ come se io vengo da voi adesso e vi piglio a calci, ma poi in realtà dico che sono io la parte lesa, che non c’era altro modo, l’ho fatto tenervi al sicuro. Bah!
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Chissà il povero Golia Nero come avrebbe preso ‘sta cosa se nel frattempo non fosse morto.
Bendis c’avrà pure il dono di costruire dei dialoghi geniali, ma in quanto a trame direi che sono più le volte che non ci coglie che quelle in cui riesce.
Ma tranquilli, anche solo per citare Stark, sono più che sicuro che entro il quarto volumetto si rimetterà in piedi, e sarà pronto per mettersi in posa, per farsi la foto insieme a Cap e Thor alla fine dell’ennesima vittoria contro il male.
Cheeese!
Si potrebbe continuare (e siamo solo al numero 2), e parlare per esempio della morte di Ares (altro dio, in teoria immortale) per mano di Sentry, personaggio che definire mina vagante e dire poco. Al quale nessuno è capace di dare una identità che sia coerente per più di due storie di fila.
Io ahimè, finirò di comprarlo  (tra l’altro ad un prezzo pure maggiore, 3, 30 euro) ma solo per amor di collezionismo, perchè come storia non è certo meglio della catastrofica Secret Invasion.
Insomma miniserie che si può tranquillamente lasciar perdere, sopratutto se non comprate periodicamente tutte le testate collegate. In tal caso beh, condoglianze.
Baci ai pupi.

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