giovedì 17 marzo 2011

150° Storie d’Italia, Il lungo cammino 1, dalla Roma antica alla Prima Guerra Mondiale

2 Volumi brossurati a colori,
126 pag. Caduno –
euro 9,90 cad. –
Periodici San Paolo,
in collaborazione col Museo Italiano del Fumetto e dell’Immagine di Lucca
allegati a Il Giornalino
e a Famiglia Cristiana

Introduzioni ai volumi a cura di Stefano Gorla, direttore de Il Giornalino, e Angelo Nencetti, direttore del Museo Italiano del Fumetto e dell’Immagine di Lucca. 

150 anni raccontati dalla gente comune. Storie d’Italia che mettono in luce il costituirsi di una nazione. Sei episodi in cui gli eroi, i condottieri, i re e gli statisti sono figure distanti. Sulla scena ci sono uomini, donne e giovani, pronti a testimoniare e difendere il valore di quell’unità su cui si fonda un paese come l’Italia “.

Con queste parole sicuramente d’impatto (oltre che con le bellissime illustrazioni di Sergio Tisselli e Renzo Calegari ) si aprono le introduzioni ai volumi; frasi adatte a tutte le occasioni e incapaci di scontentare alcuno per festeggiare quella che dovrà essere LA ricorrenza ( per eccellenza! ) di questo nostro paesone tanto giovane quanto malmesso e dolorante. 

Premetto fin da subito che questa mia sarà una recensione costantemente sul filo della polemica per quanto riguarda i contenuti delle storie, forse perché ci tengo davvero alla mia Italia, forse perché per me unità, ha un significato profondo che va ben al di là delle manifestazioni incravattate, delle ricorrenze benedette dagli annoiati politici di turno, aldilà delle organizzazioni in pompa magna capaci di creare lavoro e -spesso- tanto utili per far girare quei “pochi” sghei rimasti nelle casse italiane.
Illustrazione di Sergio Tisselli


Preferisco, quindi, partire a recensire il primo volume per quella che è la sua parte più importante, e cioè le bellissime tavole a fumetti.
150°Storie d’Italia apre con un racconto autoconclusivo di Sergio Toppi dal titolo “Gli Invasori” , una storia dai contenuti sinceri e puliti, un insieme di bellissime diapositive che ci spiegano come siano sempre uguali nel tempo le vicende, le attese e le speranze degli uomini celate nel cambiamento.
Toppi è bravissimo ( se ne può forse dubitare?! ) nell’incollare il lettore alle sue pagine e nel disegnare volti di uomini scavati dal sole, sguardi fieri incapaci di arrendersi di chi troppe volte ha avvistato lo straniero alle sue porte. E i popoli sardi, come pure i popoli napoletani o i siciliani, vivendo vicino al mare in terre a dir poco meravigliose, tali dinamiche da sempre le conoscono molto bene.

Ma torniamo alle pagine dell’abile Toppi: distese di boschi, rocce e villaggi sono lo sfondo delle vicende umane da lui raccontate e, quando si arriva alla fine, si ha quasi quasi nostalgia di quella narrazione colta, elegante e diretta così tipica del fumetto italiano anni ’60 e ’70.
“Una giornata a Roma” è il titolo della seconda storia sceneggiata da Francesco Artibani e disegnata dalla sapiente mano di Carlo Ambrosini, una storia che ci catapulta nel 1870 quando l’esercito italiano sfonda le mura di Roma e, dopo una breve battaglia, conquista la città togliendola (o pensando di toglierla?!) così dalle mani della Chiesa e del Papa. 

Artibani racconta la sua storia usando i pensieri di un diretto interessato, il bersagliere piemontese Alessandro Barbero, un ragazzone fin troppo ingenuo per i piccoli “romanetti” di borgata che, per l’appunto, non perderanno occasione di divertirsi e raggirarlo con ingenui giochi di ragazzi.
Degni di nota (io vado matta per certe curiosità!) sono i particolari storici come il “pelo e contropelo con la meletta”, oltre che i costumi dei personaggi: gli abiti militari, gli atteggiamenti dei romani come pure le vesti ricercate delle donne romane in quelle posizioni tanto tipiche e coi cesti di vimini in testa, le ambientazioni pittoriche di quei piccoli scorci marcatamente romani… insomma, tutto lascerebbe pensare che Ambrosini non abbia portato avanti una tale ricerca solo per scopi lavorativi, ma più che altro per un divertimento personale!

Come potrei poi nascondere “l’effetto nostalgia” che hanno su di me i disegni di Ambrosini? E’ pur sempre il fumettista de “Il lungo addio” ed io sono contenta come una bimba quando posso avvicinarmi a qualcosa di suo!
“La cura”, infine, è il titolo della storia che chiude il primo volume, scritta da Artibani e disegnata, questa volta, da Ivo Milazzo, con delle caratterizzazioni dei personaggi e una delicatezza di colori che fa sempre piacere vedere e che ti permette di leggere una pagina dietro l’altra senza la minima fatica.

Illustrazione di Ivo Milazzo in "La cura"

Bellissimi disegni quindi, arricchiscono due volumi da collezione che sicuramente agli appassionati del genere non potranno sfuggire, anche se troppo spesso le storie cadono nella temibile trappola del Libro cuore con annessa facile lacrima più da fiction che da storia raccontata da persone comuni.
Non nascondo che mi sarebbe piaciuto leggere storie più audaci, caratterizzazioni più complesse dei personaggi (io ci spero sempre) e magari uno scambio di battute capace di mettere in discussione l’operato dei piemontesi e della successiva Unità d’Italia. Bisogna forse pensare che la gamma di maschere e di personaggi, sia esaurita così? Eppure eppure, Alberto Sordi ci ha abituati a ben altro con tutte le sue interpretazioni! 

Ma è col pensiero rivolto all’Unità d’Italia, perché è di questo che si parla e si continuerà a parlare fino ad Aprile, quando i festeggiamenti esploderanno come fuochi d’artificio impazziti per tutto lo stivale, che voglio concludere la mia recensione usando le parole polemiche, reali, tragiche, sottili, intelligenti e ironiche di Gaber nell’ultima strofa di “Io non mi sento italiano”, un modo di scrivere che vorrei davvero potermi gustare anche in una storia a fumetti.

Mi scusi Presidente
ormai ne ho dette tante
c’è un’altra osservazione
che credo sia importante.
Rispetto agli stranieri
noi ci crediamo meno
ma forse abbiam capito
che il mondo è un teatrino.
Mi scusi Presidente
lo so che non gioite
se il grido “Italia, Italia”
c’è solo alle partite.
Ma un po’ per non morire
o forse un po’ per celia
abbiam fatto l’Europa
facciamo anche l’Italia.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo lo sono.
Io non mi sento italiano
ma per fortuna o purtroppo
per fortuna o purtroppo
per fortuna
per fortuna lo sono.

.
Informazioni utili per l’acquisto dei volumi:
150° Storie d’Italia, volume 1 e 2, si può trovare in edicola, in parrocchia, nelle librerie San Paolo (qui si trovano gli indirizzi, per città, delle librerie).
I volumi si possono anche richiedere telefonando al numero: 02-48027575 o inviando un’e-mail a: vpc@stpauls.it

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