domenica 2 gennaio 2011

Squadron Supreme

Squadron Supreme, di Joseph Michael Straczynski e Gary Frank
Supereroi Grandi Saghe
n.74 – Corriere della Sera / Panini Comics
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Sei tra quelli che hanno letto Watchmen o Il Ritorno del Cavaliere Oscuro, oppure Ronin o magari Marshall Law, magari sei tra quelli che hanno letto anche qualche romanzo di Bret Easton Ellis o di Palahniuk, tra i tuoi registi preferiti figurano Nolan o Shyamalan o Del Toro, e pertanto ti ritieni, uno “navigato”, ti credi, di essere uno di quelli che hanno visto, vissuto e condiviso importanti momenti per quel che riguarda la letteratura, il fumetto o il cinema.
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Fai parte della generazione della prima trilogia di Guerre Stellari, della seconda apprezzi poco o niente, a parte qualche cosa del futuro Darth Fenner, sei tra quelli che dicono, che l’unico film su Predator degno di essere visto è il primo, sei tra quelli che pensano che il Director’s cut di Blade Runner sia di gran lunga inferiore all’originale, insomma sei tra quelli che se la tirano da morire, uno schifoso Nerd dell’arte visiva, sei proprio come me,  uno che dato che ne ha viste  (e lette) tante, pensa che ormai ci sia ben poca roba che possa stupirti,  manco c’avessi novant’anni, quindi quando apri Squadron Supreme di J.M. Straczinsky e Gary Frank, pensi ad un altro buon volume, pensi che sarà qualcosa che ti stupirà, ti piacerà, tutto lì, non pensi che stai per leggere invece qualcosa che ti colpirà.
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E invece lo Squadrone Supremo di Straczynsky, ti lascia impietrito,  fa molto di più che colpire, ti lascia un inquetudine, un senso di angoscia e ansia, lo Squadrone Supremo di queste pagine non si limita a spaventare i popoli dei paesi del medioriente che attacca sotto mandato del governo degli Stati Uniti, spaventa anche te.
Giorgio Lavagna
non esagera nella sua introduzione, i personaggi creati da Straczynsky mettono paura davvero, è proprio come con Alan Moore nel finale di Watchmen, si avverte il senso d’impotenza nel vedere quella montagna di morti a New York, dopo l’esplosione della creatura creata da Ozymandias, anche qua percepisci, avverti lo stesso azzeccatissimo senso d’inutilità, nel vedere i super esseri del governo americano farsi strada nelle vie degli Stati “canaglia” distruggendo e massacrando gli eserciti che tentano invano la resistenza.
Lo stesso senso di angoscia che avverti quando senti un tg, e senti, di nuovi attentati, di nuovi disegni di legge, nuove strategie, avverti passivamente il potere.
Ti ritrovi dalla parte sbagliata del coltello, quella della lama, e puoi solo sperare che non spingano verso te.

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Non esagerava Lavagna, quando dice che alcuni dei personaggi di Squadron Supreme spaventano, è vero,il “Tom Thumb” della linea MAX fa paura davvero, l’Hyperion di Straczynsky, il Superman di questo mondo, è il degno successore di quello ipotizzato da Mark Gruenwald nella famosa miniserie di quest’ultimo comparsa in Italia, sulle pagine di Iron Man
In quelle pagine, Hyperion con parte dello Squadrone, si fece carico della ricostruzione del pianeta, adottando a volte anche metodi discutibili e fascisti, un comportamento molto simile a quello fatto intraperendere poi al suo Superman, da Alex Ross nella bellissima Kingdom Come.
Qui Straczynsky, ne ricrea le origini e psicologia, dando vita ad un personaggio oscuro, che ispira tutt’altro che fiducia, al quale probabilmente si è ispirato poi anche Mark Waid per il suo Irredimibile.

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Dunque ricapitolando:
-  abbiamo una storia molto coinvolgente, anche se è un termine che quasi nessuno usa più.
- abbiamo dei dialoghi da cinema.
- abbiamo delle tavole di  Gary Frank, stupende, e  se questo fumetto colpisce ,è anche per la sua bravura nel disegnare la follia sui visi e nelle gesta di questi “supereroi”, occhio a Power Princess.
Insomma una gran bella riproposta della Panini sulla sua ormai leggendaria collana “Supereroi – Le Grandi Saghe”.
Da non perdere.
Baci ai pupi.
della Play Press.
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