domenica 2 gennaio 2011

Marvel Collection – Capitan America


Marvel Collection 1 – Capitan America – 144 pp., 6,00 euro Panini Comics
.
Giugno è stato senza dubbio il mese di Capitan America. Dopo il lancio del nuovo mensile dedicato al Capitano, un nuovo esordio targato Panini Comics lo vede assoluto protagonista.
.
A sostituire la compianta Spider-Man Collection, arriva nelle italiche edicole Marvel Collection, collana di ristampe di materiale classico dedicata ai principali protagonisti della casa delle idee che si avvicenderanno sulle pagine della testata. Si comincia proprio con le storie di Steve Rogers tratte dalla statunitense Tales of Suspense, la quale ospitava anche le avventure di Iron Man (che qui non sono pubblicate).
L’albo presenta una veste veramente “nostalgica”. La grafica richiama albi d’altri tempi così come l’editoriale nel quale si esordisce con un’inusuale per gli albi moderni “Caro lettore” virgola e a capo.
Segue un’introduzione alle storie scritta proprio dal sorridente Stan Lee, autore di quasi tutti i numeri di Tales of Suspense contenuti nell’albo.


Sui risvolti della copertina sono stampate le miniature di quattro dei numeri contenuti all’interno dell’albo pronti per essere ritagliati e collezionati. Nello specifico si tratta delle copertine di Tales of Suspense 80, 84, 86 e 88. Davvero una bella confezione, unico difetto la copertina rigida che risulta essere circa mezzo centimetro più corta delle pagine interne.
Veniamo ora ai contenuti. Le storie, datate 1966/67, risultano molto ingenue, figlie di quello che veniva prodotto per la corrente mainstream in quegli anni. La prima cosa che mi è venuta spontanea fare è paragonare queste storie a quelle dello stesso periodo pubblicate su Spider-Man Collection.
Le differenze sono molte. Le storie del Ragno dell’epoca presentavano storie con una tensione drammatica decisamente superiore, ad esempio gli scontri con Goblin e i problemi legati all’identità segreta, i problemi di salute di zia May, l’invito a far parte dei Vendicatori etc… Il cast di comprimari era nutrito e ben delineato: MJ, Flash, Gwen, Betty, Harry, J.J. Jameson e tanti altri. La vita di Peter era importante quanto e più di quella del Ragno.
Nelle storie del capitano presentate su queste pagine queste caratteristiche sono pressochè assenti.
.
Steve Rogers in abiti civili compare in pochissime tavole che nulla ci raccontano del personaggio, Steve è sempre assente, c’è solo il Capitano (non è un inno da stadio, tranquilli).
Stessa cosa per i comprimari. Jarvis, il maggiordomo dei Vendicatori e lo stesso gruppo di eroi sono protagonisti di fugaci apparizioni, per il resto c’è solo il Capitano (e non sto parlando di Del Piero o di Totti).
Insomma, storie decisamente più ingenue di quelle del Ragno anche nello sviluppo delle trame.
Un esempio: sono convinto che con un arma come il Cubo Cosmico anche Winnie the Pooh avrebbe sconfitto Cap. Invece il Teschio Rosso sul più bello blatera e blatera, vabbè situazione archetipica, clichè, quello che vi pare ma il nazista, cattivo quanto vuoi, un po’ la figura dell’imbecille la fa.
Abbiamo comunque la possibilità di imbatterci in alcuni dei classici nemici di Cap come il già citato Teschio Rosso, Batroc il Saltatore, lo Spadaccino e avversari quali l’Adattoide e la sua evoluzione in Super-Adattoide, organizzazioni criminali come l’A.I.M. e l’Hydra e il classico S.H.I.E.L.D.
.
Da tenere in conto che, condividendo la testata con Iron Man, le pagine a disposizione per sviluppare le trame erano la metà rispetto a quelle sulle quali poteva contare l’arrampicamuri.
Altro paio di maniche per quel che riguarda le matite. Pur non essendo Jack Kirby il mio disegnatore preferito per quel che riguarda quel periodo (ho sempre apprezzato di più Romita, Ditko e anche alcune cose fatte da Gil Kane su Amazing Spider-Man) come si fa a non apprezzare quell’estetica, quell’energia, quella potenza? Non a caso per alcune di queste immagini si parla di Pop-Art. Le pose plastiche, i balzi, i lanci dello scudo, le tavole con quelle ingombranti piacevolissime scritte onomatopeiche. Pura gioia per gli occhi.
Pur non avendo trovato queste storie particolarmente divertenti o avvincenti, l’albo ha comunque quel retrogusto che alla lunga lascia soddisfatti.
.


Nessun commento:

Posta un commento