venerdì 29 gennaio 2010

AMAZING SPIDER-MAN di Howard Mackie | John Byrne


La volta scorsa eravamo rimasti a SPIDER-MAN: CHAPTER ONE, la miniserie di John Byrne del 1998/99 che ridefinì le origini dell’Uomo Ragno. Come anticipato nel precedente articolo, quella fu solo la prima fase del rilancio ragnesco voluto dalla Marvel sul finire del decennio scorso. La seconda fu la chiusura delle testate regolari del Ragnetto dell’epoca e la nascita di nuove testate.

Una breve premessa sarà utile per comprendere meglio il periodo.

Nel 1996, con la fine della saga del clone, la Marvel decise di rendere più accessibili le collane di Spider-Man, che nei due anni precedenti erano state collegate in maniera strettissima (il “crossover perenne” come accadeva con i titoli di Superman: 4 mensili, uno per settimana, con storie che andavano avanti in sequenza; era impossibile, insomma, leggere una sola serie) e avevano presentato storie abbastanza complicate, a volte poco chiare. E’ bene ricordare infatti che a un certo punto la saga del clone sfuggì di mano agli autori e alcune storie vennero prodotte senza la giusta pianificazione che avrebbero meritato.

NANAKO SOS di Hideo Azuma

NANAKO SOS [1 di 5] di Hideo Azuma
Bimestrale - 13x18 cm, brossurato con sovracopertina 208 pg. b/n + 16 pg. a colori, 5,90 euro - Magic Press - Collana MX diretta da Andrea Materia

"Certo che l'America è proprio eccezionale... Ha pure vinto la guerra!"
"Ma gli Americani non mangiavano le persone?"
[Nanako SOS - vol. 1]

Finalmente arriva anche in Italia, in un'eccellente edizione per i tipi di Magic Press, Nanako SOS, celeberrimo manga di Hideo Azuma.

Se il manga in edizione italiana è una (attesa) novità, il personaggio di Nanako gode già di una grande popolarità, grazie all'anime Nanà Supergirl, trasmesso e replicato dagli Anni 80 e sino ad oggi su svariati canali tv.

mercoledì 27 gennaio 2010

SVASTICA di V. Sergi - C.Spano'


SVASTICA di Valentino Sergi Cristina Spanò
2 albi spillati, 36 pg. cad. colore - 8,00 euro cad. - King Komix

I simboli sono oggetti molto potenti.
Ad essi sono legate in maniera indissolubile la maggior parte delle emozioni umane. C'è chi ha teorizzato l'esistenza di una sorta di "deposito universale" di simboli archetipici cui l'umanità intera attingerebbe continuamente. E in effetti si può constatare come moltissimi simboli abbiano assunto da tempo immemore valenze universali (labirinto, scudo, ali...).
Ma c'è un simbolo che, a seconda della latitudine, assume caratteristiche non solo diversissime, anzi opposte: la svastica.
Benefico simbolo solare e di rinascita nelle culture orientali fin dall'antichità; simbolo di orrore supremo, male assoluto, nell'occidente contemporaneo. La stessa parola "svastica" pone l'interlocutore in uno stato di tensione guardinga.


SPIDER-MAN: CHAPTER ONE di John Byrne

E’ tempo di rilanci per l’Uomo Ragno, e se siete fedeli lettori di Fumettidicarta saprete già tutto sull’ultimo revamp di Spider-Man, Brand new day, e su come la Marvel ci sia arrivata.

Accanto alla serie storica AMAZING SPIDER-MAN, che ora esce tre volte al mese ed è perfetta per i nuovi lettori, la casa editrice ha pubblicato anche una miniserie, che mentre scrivo è ancora in corso, intitolata SPIDER-MAN: WITH GREAT POWER..., che esplora i primi giorni di Peter Parker come Uomo Ragno, quando era ancora un lottatore e non pensava che sarebbe diventato un supereroe. E mi sembra anche giusto: ora che la serie storica è stata rilanciata, aggiornare le origini del personaggio è una mossa intelligente, utile per presentare lo Spider-Man degli esordi a chi si avvicina solo ora ad AMAZING.

L’ho presa in originale, questa mini, e sin dal primo numero mi ha lasciato insoddisfatto. La storia, scritta da David Lapham, è ambientata ovviamente in anni recenti, e questo mi sta anche bene... però è davvero fredda. Non mi emoziona, non mi fa sentire vicino al personaggio. Peter viene mostrato come un giovane che, grazie ai poteri appena ottenuti, può rifarsi dopo una vita da “secchione” usando il costume e il nome dell’Uomo Ragno per guadagnare un sacco di soldi e uscire con le più desiderate dive e divette del mondo dello spettacolo. In più, così preso da questa nuova vita fatta di divertimenti, trascura gli studi.

DAITARN 3


Non se la prenda Go Nagai. Lo so che viene considerato lui il padre del genere robotico che per anni e anni ha avuto successo in Giappone. Non se la prenda, però io, a differenza di molti suoi fan, alla parola “robottone” il primo nome che associo non è né MazingaGrendizer/Goldrake, ma... Daitarn 3!

Ideato da Yoshiuiki Tomino e Hajime Yatate, Muteki koujin Daitarn 3 (“L’invincibile uomo d’acciaio Daitarn 3”, in Italia semplicemente Daitarn 3) è un serial animato di 40 episodi prodotti dalla Sunrise tra il 1978 e il 1979 sull’onda del successo delle famose produzioni nagaiane.

E Daitarn 3 sembra ricalcare, a prima vista, il modello tipico di questo genere... Terra invasa dagli alieni, pilota addestrato che si erge come paladino del pianeta contro gli invasori, un robot gigante...

Ma in realtà, Daitarn 3 non è solo un altro anime col robottone. La serie di Tomino e Yatate è, anche, una geniale presa in giro del genere, che riesce a fondere la serietà tipica di questi cartoni animati (la Terra è davvero in pericolo, non è certo uno scherzo) con una comicità surreale.