mercoledì 8 dicembre 2010

VALTER BUIO n. 1

VALTER BUIO n. 1 (di 12)  'I MORTI', di Alessandro Bilotta | Sergio Gerasi - cover di Paolo Martinello - brossurato, 96 pagine b/n - euro 2,70 - Star Comics
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Quando ho saputo della prossima uscita di Valter Buio ammetto di aver immaginato una specie di clone del "detective dell'incubo" più famoso d'Italia... Il rischio era forte: (maxi)serie ad argomento soprannaturale, protagonista giovane uomo affascinante e in qualche modo "maledetto" che indaga su questioni metafisiche, nello specifico psicanalisi di entità disincarnate, roba da incubo, quindi l'aldilà e il suo compenetrarsi con la nostra realtà... 

Inoltre il suo scrittore, Alessandro Bilotta, è uno degli autori di Dylan Dog: eravamo oppure no un pochino legittimati a temere che si trattasse di una ennesima dylandoggata?
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E invece smentendo i (miei) pregiudizi questo primo numero di Valter Buio - I morti - è costruito in modo originale, la storia è avvincente, i personaggi sono vivi ...beh, in realtà alcuni dei personaggi sono morti, ma insomma, ci siamo capiti...
Un primo numero in cui non solo vengono gettate le basi per le storie future e presentati i primi personaggi - tra cui il protagonista, ma che racconta una storia che si legge e si regge benissimo da sola.
La storia comincia con una seduta spiritica, prosegue con la presentazione di Cecilia, una deliziosa futura assistente (questo è l'unico personaggio che suscita qualche dubbio: sembra davvero un po' troppo stereotipato), quindi facciamo finalmente conoscenza col protagonista, il signor Valter Buio, psicanalista di fantasmi...
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Il primo fantasma non tarda ad arrivare: comincia così il faticoso lavoro di Valter per il quale non sarà certo facile convincere chi di dovere che lui può vedere e sentire le anime dei morti ancora intrappolate in questo piano dell'esistenza, per essi dolorosissimo.
Valter Buio dunque svolge un lavoro "molto particolare" e si trova egli stesso in una condizione di disagio affettivo - una separazione - non facile da affrontare e da gestire, e infatti alza spesso il gomito e si lascia andare ad azioni patetiche (sebbene umanissime...) che non gli fanno granché onore. Aiuta gli altri, sia i vivi che i morti - in questo consiste sostanzialmente il suo lavoro - ma è egli stesso ad aver bisogno di aiuto e sarà per questo che si comporta in maniera tutt'altro che sbruffona o da "eroe dei fumetti".
'Valter Buio', di A. Bilotta e S. Gerasi - n. 1 - Star Comics - 2010
Valter Buio appare come una persona emotiva, empatica, concentrata sul suo lavoro e molto umana allo stesso tempo, per certi versi timorosa ma s'intuisce che possiede una grande forza interiore, anche se al momento, come dire, piuttosto arruffata...
Personalità che per contrasto si sposa assai bene con quella del Conte Balestra, simpatico "nobile" viveur e senza un soldo (anzi, pieno di debiti), amante delle belle donne e pieno di energia e vitalità. Un medium anch'egli, ma ben lontano dalle sovrannaturali capacità empatiche di Valter Buio.
La storia prosegue e senza addentrarci in sgraditi spoiler diciamo solo che lo psicanalista si troverà ad affrontare una delle sue più grandi e radicate paure generata da quella che potrebbe essere la sua personale nemesi.
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A mio parere questo primo numero di Valter Buio è, per quanto riguarda la storia, un lavoro riuscito e bilanciato e potrebbe guadagnarsi un posto di rispetto nell'ambito del fumetto popolare italiano.
I disegni di Sergio Gerasi assolvono la loro funzione anche se non hanno incontrato particolarmente il mio gusto soggettivo. Mi è parso di notare certe differenze tra tavole, alcune delle quali sembrano soffrire di una minor cura esecutiva. Precisamente alcune delle tavole centrali, visto che invece le tavole iniziali e quelle conclusive risultano essere migliori e più efficaci, generalmente più incisive. Inoltre una certa sovrabbondanza di "rughe d'espressione" che affligge, in centro storia, qualche personaggio, non ne facilita la leggibilità.
Piacevole la caratterizzazione grafica del personaggio che si rende subito simpatico anche per quella sua zazzera scombinata e per i lineamenti un po' infantili ma che sembrano aver vissuto e sofferto molto nella vita.
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Orlando Furioso

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