mercoledì 8 dicembre 2010

VALENTINA MELA VERDE - TUTTE LE STORIE VOL. 2

VALENTINA MELA VERDE - TUTTE LE STORIE 2, di Grazia Nidasio
Tutte le storie parte 2, 1972/1973 Brossura, 21×28, 253 pag. a colori
Euro 24,00 – Coniglio Editore.
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“Ho appena finito di leggere il volume comprato la scorsa settimana in fumetteria, se ancora non l’hai letto te lo presto, è stupendo!”
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Cominciano quasi sempre così le letture a fumetti più interessanti di questo mio soggiorno torinese: una cena a casa del mio amico Orlando, risate su risate a fine pizza grazie all’alta demenzialità di entrambi, 4 chiacchiere davanti a you tube con relativi aggiornamenti musicali e infine, l’agognato momento dello scambio di “info” sui fumetti appena acquistati e letti o… da leggere! (n.d.a. tale situazione, per me, può rivelarsi ancora più succosa e gradevole se, insieme alle ciarle, aggiungiamo anche una bella tisana alle erbe digestive o alla malva più l’immancabile “micettina” sulla pancia che fa le fusa! Ihihi! Come potrei farvi meglio capire attimi di così alto rilassamento?)
Ed ecco che il momento perfetto si crea, ed ecco che riaffiorano vivide le letture a fumetti della settimana con i relativi protagonisti ed antagonisti, e la fantasia galoppa spensierata al pari di un raro unicorno bianco nelle foreste incantate di Legend.
Ma torniamo a noi: il volume che sto per recensire, difatti, altro non è che l’ennesimo fortunato prestito da parte del mio amico Orlando e, mi sento di aggiungere, mai prestito fu più azzeccato! Insomma, cercate di capirmi: come potevo – anche solo lontanamente – sospettare, io ragazza “moderna” cresciuta solo ed esclusivamente a Mediaset e cartoni animati giapponesi, che un fumetto per ragazzi pubblicato a fine anni ’60 sul Corriere dei Ragazzi, potesse coinvolgermi al punto da farmi credere di essere io stessa una mela verde in cerca dell’adeguato garage indispensabile alla creazione di giornalini, rappresentazioni teatrali, film e quant’altro??! Mai l’avrei detto!
Eppure così è stato!
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Fin dal primo meraviglioso volume pubblicato dalla Coniglio Editore, mi sono sentita letteralmente rapita dalle brevi storie (3 pagine, 4 al massimo) scritte e disegnate dalla sapiente mano della signora Grazia Nidasio. E questo secondo volume continua nello stesso modo a raccontarmi/raccontarvi le avventure dei miei (e non mi vergogno a dirlo) amici di carta, prima fra tutte, lei, Valentina una delle pochissime protagoniste che non strozzerei dopo 10 pagine come invece farei – volentieri – con Topolino, Superman, Dylan Dog… serie di cui ho sempre apprezzato le spalle o i cattivi più che i protagonisti.
Appena avuto in mano il secondo tomo di storie, ero quasi febbricitante di interrogativi: che avrà combinato Valentina nella sua nuova scuola sperimentale? A quali interessanti studi si dedicherà, ora e quanti stimoli nuovi riceverà dal mitico prof  Capanno? E il gruppo delle Mele Verdi, sarà sempre attivo e pimpante oppure anche loro avranno avuto dei momenti di stanchezza come spesso accade ai gruppi di amici? Ed il Miura con la sua polemica infinita, quale manifestazione studentesca starà animando?
Insomma, troppi interrogativi, gli stessi che tempo fa mi fecero finire la prima raccolta desiderosa più che mai di avere tra le mani il seguito!
Ma andiamo un attimo con ordine prima che la recensione diventi – definitivamente – un guazzabuglio infernale: quanti di voi non hanno -ancora- letto Valentina Mela Verde?

Per chi non lo sapesse, Valentina Morandini è una ragazzina milanese di 11 anni quando fa la sua prima comparsa sulle pagine del Corriere dei Ragazzi nel – lontano, ormai – 1969; abita a Milano in una famiglia piccolo borghese composta da: mamma Maria, perfetta donna di casa sempre in bilico per l’esame della patente da passare e papà Amedeo, uomo all’apparenza burbero ma vicinissimo ai figli; un fratello maggiore di nome Cesare detto “il Miura”, grande appassionato di motociclette, batterista in un gruppo jazz e contestatore DOC, una sorellina piccola di nome Stefi cintura nera di tecnica “origliatoria” sempre pronta a fantasticare di storie romantiche grazie anche all’inseparabile amica e consulente del palazzo la sig.na Liberata e, infine, uno strambo cane di nome Popoff che, ahimè, in questa seconda raccolta di storie appare meno frequentemente rispetto al primo.
Insomma, tutto delle storie mi induce a pensare che la fantasia della sig.ra Nidasio non abbia confini!
Già dalla narrazione delle prime pagine la vita quotidiana di Valentina scorre fluida, tanto da non farmi accorgere dell’interruzione intercorsa tra la pubblicazione del primo e del secondo tomo, ed il patto di tacito accordo* tra autrice e lettore ricompare da subito, alle prime battute di pagina 1.
La famiglia Morandini si prepara al Natale: Vale pensa ai regalini da fare a mamma e papà, la piccola Stefi impazzisce per la troppa attesa della festa mentre il Miura ed suoi altri amici, si recano davanti ai grandi magazzini, cartelli in spalla, a manifestare l’assurdità del consumismo natalizio. Le sorprese non mancheranno perché di lì a poco arriveranno la nonna e lo zio per la consueta festa da passare in famiglia e, inaspettatamente, dall’Inghilterra si unirà ai nostri pure Donald, l’amico “figlio dei fiori” sempre in viaggio per il mondo.
E queste sono solo le prime 4 pagine e l’autrice non smette di sorprendere con l’introduzione di nuovi personaggi, e nuove situazioni sempre raccontati/e con quel suo modo leggero e accattivante: come la presentazione della ricca e bellissima signora Fortuny coi suoi due figli, Vanessa e Tom, e di come la prima sia sfacciatamente capace di intrufolarsi nel gruppo delle mele verdi origliando dal piano superiore e comunicando attraverso messaggi scritti su una lavagnetta nera e poi fatti penzolare dal balcone! Poi ci sarà il meraviglioso viaggio del Miura a Venezia, il soggiorno inglese a casa della zia di tutti e tre i fratelli Morandini e le vacanze irlandesi dello stesso Miura insieme a Donald e Grand Mà Jole… E a tal proposito: quanto è adorabile Grand Mà Jole?

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Credo sia impossibile per me descrivere tutti i personaggi di questo volume senza rischiare di diventare noiosa, l’elenco sarebbe troppo fitto ma fidatevi quando vi dico che ve ne innamorerete anche voi.
Altre piccole considerazioni riguardo gli articoli interni a corredo dei racconti: il volume della Coniglio apre con un’introduzione di Alfredo Castelli, alcuni dati tecnici e un articolo di Laura Scarpa, pagine che a mio avviso potevano essere più approfondite, soprattutto da Alfredo Castelli che al Corriere dei Ragazzi in quegli anni lavorò, oltre che come fumettista, come redattore. Il libro chiude con un saluto “un po’ melò ai lettori del tempo delle mele” scritto dalla sig.ra Nidasio in persona, una conclusione fiabesca che meglio di qualunque altra poteva chiudere tale “sortilegio a fumetti”.
Infine, da disegnatrice, cercherò di descrivervi a bellezza e l’eleganza del tratto della Nidasio, fatto di linee all’apparenza semplici, ma pieno di particolari e sempre divertente, arricchito da un’acquerello fresco e mai invadente, un acquerello che aiuta il lettore nella comprensione di ciò che sta leggendo senza intralciarne il resto. In parole povere, un colore che aggiunge sempre senza mai appesantire.
Le vignette in questione sono il frutto del lavoro di anni, un lavoro che ha permesso all’autrice di maturare una sintesi tutta sua e perfettamente riconoscibile, che risulta un tutt’uno con la narrazione anch’essa originale, giovane, capace di attirare lettori di tutte le età. Insomma, ciò di cui vi sto parlando è, per me, la perfezione narrativa che rivedo anche nelle storie di Bonvi per esempio, di Magnus o nel tratto di Bruno Bozzetto, quella capacità sincera e “rotonda” che non passa per nessun filtro editoriale, che non usa sotterfugi o scorciatoie, magari discusse a tavolino durante le interminabili ore di riunioni di redazione al fine di “vendere di più”, ma che arriva al lettore forte e inalterata al pari di una sberla in faccia. Ed io sono letteralmente affamata di questa sincerità tante volte ammazzata dal prodotto aziendale di massa.
Insomma, cari lettori e care lettrici, godetevi le pagine di Valentina Mela Verde, godetevi le linee di un disegno sinuoso ed i dialoghi divertenti e lasciate che il vostro cervello respiri un po’ di ossigeno puro e sincero derivato da queste belle pagine, non potrà che giovarvi!
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Ecco, amici, il mio viaggio è finito! Vi ho raccontato tutte le mie avventure. Valentina, Mariolino e Stefi direbbero che molte cose sono state esagerate o addirittura inventate! Ma, credetemi, in un paese fantastico come l’Irlanda, sotto questo cielo fiorito di arcobaleni, tutto, ma proprio tutto, può accadere!”– il Miura.
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Laura Spianelli
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* Per patto di tacito accordo tra autrice/autore e lettrice/lettore, intendo quel singolare patto che si raggiunge quando il lettore arriva a fidarsi incondizionatamente dell’autore prendendo per veritiere le avventure e le soluzioni ai problemi che lo stesso autore propone. E’ grazie a questo tacito accordo che io credo nell’indistruttibilità dell’adamantio delle lame di Wolverine o nella pericolosità della kryptonite per Superman.



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