mercoledì 8 dicembre 2010

ALLA RICERCA DI CALVIN & HOBBES

ALLA RICERCA DI CALVIN & HOBBES  La straordinaria storia di Bill Watterson e della sua rivoluzionaria striscia a fumetti, di Nevin Martell - saggio, brossura, 248 pag. euro 15,00 - Edizioni Raganella
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"E' il contenuto delle vignette che dovrebbe interessare alle persone, non il tipo di caffé che il disegnatore beve alla mattina quando si sveglia"
Bill Watterson
, 1987
In teoria siamo tutti daccordo con la perentoria affermazione di Bill Watterson riportata qui sopra. In teoria.
In realtà vogliamo sapere tutto sui nostri idoli, rockstar, scrittori, attori, calciatori o fumettari che siano. Vogliamo sapere tutto per divorarne l'essenza, nutrircene e illuderci di assimilare con essa una qualche parte della loro genialità. Sempre ammesso che i nostri idoli siano dei genii.
In questo caso abbiamo a che fare con un artista che ha creato una striscia a fumetti destinata a restare nella storia del nostro medium preferito, la striscia di Calvin & Hobbes della quale siamo rimasti orfani dal 1995.
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Su Calvin & Hobbes e sul suo autore è stato detto e scritto di tutto, e il volume delle cose dette e scritte è aumentato in modo esponenziale da quando Watterson ha scelto di non proseguire la striscia (concludendola in un modo dolcissimo e poetico, così come piena di poesia è sempre stata la sua produzione) e di ritirarsi a vita privata. Anzi: privatissima, come è o dovrebbe essere diritto di chiunque.
Nevin Martell, l'autore del libro Alla ricerca di Calvin & Hobbes, è uno dei molti che ha tentato di infrangere questa resistentissima barriera di privacy, andando a scartabellare schede scolastiche, anagrafi, uffici del comune e quant'altro sia riuscito a trovare per "avvicinarsi" a Bill Watterson.
Diciamo subito che non ce l'ha fatta.


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Forse non è un caso che moltissime delle persone contattate da Martell non abbiano risposto alle sue insistenti richieste di contatto: durante la lettura del libro non si sa se è maggiore l'interesse per le poche informazioni recuperate su Watterson oppure l'irritazione per la ficcanasaggine di Martell stesso. Che dà l'idea di essere il tipico "autore-da-scoop".
Intendiamoci: a prescindere da qualsiasi valutazione approfondita e critica, Alla ricerca di Calvin e Hobbes è un libro che si "beve" tutto d'un fiato: è leggero, in taluni punti persino divertente, aggiunge qualche minima informazione che non sapevamo su Watterson... Che poi queste informazioni siano interessanti o perfettamente inutili alla comprensione della poetica della striscia è questione aperta e soggettiva.
Martell, abituato a scrivere libri su personaggi celebri, quindi - opinione di chi scrive - abituato a tirar fuori qualcosa dal quasi-nulla, afferma che questa è la prima volta che scrive un libro su un personaggio che lui ama veramente, insomma dichiara che questo è il suo primo libro non-su-commissione... facendo evidentemente una pessima pubblicità ai suoi libri precedenti!
La sua scrittura è, come si diceva poco sopra, leggera e non scevra da punti controversi: ad esempio questo rivolgersi "direttamente" al lettore e "fare il piacione", l'equivalente del guardare direttamente in camera per chiedere l'appoggio e la complicità dello spettatore, sono atteggiamenti che novanta volte su cento ottengono sul lettore l'effetto esattamente contrario al loro scopo.
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O forse il pubblico americano, più generalista e affamato di qualsiasi cosa riguardi le celebrità, apprezza maggiomente questo tipo di letteratura.
Si diceva che le informazioni nuove che questo libro offre al lettore sono poche: la maggior parte delle citazioni - la quasi totalità a dire il vero - è tratta da introduzioni scritte da Watterson per alcuni volumi di raccolte delle sctrisce, come The Calvin & Hobbes Tenth Anniversary Book o Sunday Pages 1985 - 1995 (raccolte edite anche in Italia da Comix coi titoli Dieci anni di Calvin and Hobbes e Tavole domenicali 1985-1995) o alla famosa intervista di Watterson al Comics Journal.
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Dunque se lo scopo del libro era fornire all'appassionato nuove informazioni, curiosità, voci, dicerie... beh, esso non è stato raggiunto.
Anche l'intervista finale, che appare solo nell'edizione italiana del libro, circolava su internet già da qualche tempo.
Il libro di Martell fa apparire il suo eroe come un misantropo al limite della paranoia, una persona un po' "odiosa" che certo non si vorrebbe per migliore amico. Forse Watterson è davvero così. E dunque?...
Forse questo libro è stato scritto da un adoratore di Watterson - nonostante la misantropia di cui sopra: ma ai nostri eroi non si perdona forse tutto? - non da un appassionato di fumetti (sulla sua pagina facebook tra gli interessi di Nevin Martell non vi sono i fumetti), e la cosa di per sé non è un male: forse un non-appassionato, o ex-appassionato, possiede sull'argomento fumetti un punto di vista più sereno. A questo proposito non mancano cenni sul fatto che, Calvin & Hobbes a parte, i fumetti siano poi soltanto... fumetti, niente di particolarmente grandioso o pazzamente importante. Questo punto di vista potrebbe essere apprezzabile, specialmente in un comicdon come quello italiano, che spesso fa di tutto per apparire come una setta di invasati..
Ma la "controindicazione" è che durante la lettura del libro non viene mai meno quella non propriamente gradevole sensazione che l'autore, nonostante le sue enfatiche (fin troppo) dichiarazioni sulla "grande Arte" di Watterson consideri le strisce e i fumetti in generale come una cosa da bambini, o forse un qualcosa di cui si può temporaneamente fruire anche da adulti, ma solo per "ritornare bambini". Il mito dell' infanzia meravigliosa fa capolino spesso e volentieri nel libro ed è un mito che non condivido affatto, che anzi trovo negativo e falso.
Indichiamo infine, con modestia e umiltà, due correzioni/precisazioni:
1. Jules Feiffer è un uomo;
2. e i TV on the Radio sono una strepitosa rock-band newyorkese non un programma radiofonico (un loro meraviglioso brano lo trovate tra i link li sotto).
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"Questa nazione ha un morboso attaccamento alle persone che si trovano sotto i riflettori, ed è un altro dei motivi per cui Bill non vuole starci. Non gli piace proprio quel mondo" Kathryn Watterson, madre di Bill

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Collegamenti Esterni:
- Edizioni Raganella
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Collegamenti Esterni extra:
- i TV on the Radio live al Letterman Show (ALZA IL VOLUME!)

questa illustrazione non è di Bill Watterson

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