martedì 16 novembre 2010

Valentina Mela Verde - 1 - Tutte le storie

VALENTINA MELA VERDE - 1 - Tutte le storie 1969, 1970, 1971
di Grazia Nidasio - Introduzione di Tiziano Sclavi
brossurato, 256 pg. colore - 24,00 euro - Coniglio Editore
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Valentina "Mela Verde" Morandini e io siamo coetanei.
Chissà se lei si è sposata, che lavoro fa oggi, se ha avuto figli - se sì saranno ormai grandi - se ha nipoti. E cosa farà il "Miura", suo fratello? Ultracinquantenne, avrà ancora la passione per i motori? E la "piccola" Stefi, ormai quarantenne, che strada avrà scelto?
E la Colnaghi, Concettina, la Anna Rossi, Sylvie, Mariolino, Gianluca?...
Lo so, sono solo fumetti, non esistono nella realtà.
Quando un racconto, con qualsiasi mezzo sia narrato, riesce a far sentire il lettore "all'interno" di esso, o più realisticamente riesce a farlo sentire un osservatore "partecipante" (affettivamente parlando), ecco che il racconto è riuscito, i personaggi diventano "persone" e si imprimono, spesso indelebilmente, nel cuore e nella mente del lettore.
Se poi le "persone" in questione non vengono più pubblicate da oltre trent'anni, ecco che viene meno quel processo di "eterna gioventù" cui vengono perennemente sottoposti, per esigenze editoriali, i personaggi dei fumetti, seriali o semi-seriali che siano. Diabolik ha poco più di trent'anni da quasi cinquant'anni e lo stesso vale per Tex, Paperino, Alan Ford ecc. ecc. L'invecchiamento, quando c'è, è minimo e minimamente percepibile.

Valentina Morandini, invece, è sparita dalla carta stampata nell'ormai lontano 1976. Non è dunque così assurdo fantasticare che, cessate le pubblicazioni, lei e il suo mondo abbiano continuato a "vivere" la loro vita. Naturalmente stiamo solo fantasticando, siamo ancora - più o meno - nel regno della "sanità mentale" (o, più verosimilmente, di una "normale nevrosi")...
I fumetti "servono" anche a stimolare la fantasia, la vita interiore fantastica, altrimenti nessuno li leggerebbe.
Il fenomeno dell'affezione al personaggio del fumetto è nato col fumetto stesso, con la sua diffusione di massa: non sono solo i piccoli lettori a "volere bene" a Superman, a Mickey Mouse, ad Archie, a Paperino... Sono anche gli adulti, lettori o ex-lettori che siano, a provare sentimenti di affezione, di affetto, anche forte per i personaggi dei fumetti.
A chi non è capitato di parlare con persone, adulte e anche molto adulte, che messe al corrente della nostra comune passione hanno subito manifestato uno strano luccichio negli occhi e fatto la fatidica domanda: "Ma... Capitan America [sostituire pure Cap con un qualunque altro personaggio dei fumetti] esiste ancora? Che fa, che fa? Ha sempre lo stesso costume? Cooooosa???? E' mortoooo?????? Ma noooooo!!!!!" e via chiedendo.
Non lo sapevano, ma in tutti questi anni in un angolino del loro cuore hanno continuato a voler bene a Cap. America.
Valentina "Mela Verde" ha una specifica particolarità che la differenzia da Capitan America, oltre al costume naturalmente, e cioè il profondo realismo di cui è permeato il suo personaggio, i comprimari e le situazioni/storie all'interno delle quali si muove.

Chi era ragazzino/a allora - e smentiamo una volta per tutte la leggenda che vuole Valentina un fumetto esclusivamente a target "femminile" - non poteva non identificarsi profondamente con le sue avventure, che avevano tutte la caratteristica di contenere oltre a una massiccia dose di realismo, anche quel pizzico di fantastico che oltre a piacere moltissimo a lettori e lettrici, stuzzicava fortemente la fantasia e il desiderio creativo.
Non si trattava di un banale "fumetto educativo", anche se una componente "edificante" era spesso presente (erano pur sempre i primi Anni 70 e il contenitore era pur sempre quel Corriere dei Piccoli moralista e un po' bacchettone), ma di un fumetto che aveva davvero la Vita dentro di se': i problemi venivano rappresentati in modo ovviamente edulcorato, ma venivano comunque rappresentati, anche problemi delicati. E le soluzioni proposte, quando venivano proposte, non erano necessariamente quelle della morale comune dominante, ma talvolta mostravano anzi la necessità di andare (almeno un po') "controcorrente".
Inoltre Valentina seminava benefici dubbi. Proprio così: spesso i problemi non avevano soluzione! Non arrivava il deus-ex-machina a risolvere tutto, tanto è solo un fumetto. E questo, per l'epoca, era discretamente rivoluzionario.


Una breve descrizione di Valentina e del suo mondo per chi - ahilui/lei - non avesse mai letto le sue storie: Valentina Morandini è una undicenne milanese del 1969; frequenta le scuole medie quando era ancora obbligatorio il grembiule e le classi erano solo femminili o solo maschili. Fa parte di una tipica famiglia della piccola borghesia: ha un fratello più grande di lei, il Cesare detto "Miura" appassionato di motori, al quale è legata da un rapporto di odio-amore; ha una sorellina - la Stefi (che è possibile vedere, in versione più grandicella, nei cartoni animati trasmessi quotidianamente sul canale digitale Rai Gulp o nelle vignette del CorSer), una mamma severa ma affettuosa, un papà tipicamente... papà, un cane parecchio strano di nome Popof e amiche e amici, vicini di casa, insegnanti, zii, nonna... e una magnifica zia Dina, la mente creativa della famiglia e alter ego dell'autrice Grazia Nidasio.
Eccola, finalmente!, l'autrice: la meravigliosa Grazia Nidasio, la vera mamma di Valentina. E anche un po' - non s'offenda - la mamma di tutti noi lettori e lettrici del Corriere dei Piccoli (e poi del Corriere dei Ragazzi) che ogni settimana aspettavamo con ansia il nuovo episodio.
 
Grazia Nidasio - la cui lunga carriera, iniziata nei primi Anni 50, non si limita ovviamente a Valentina "Mela Verde" - è una donna di grande cultura, "feroce lettrice", come lei stessa si è qualche volta definita e, per quello che riguarda l'argomento di cui parliamo, finissima fumettista, vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti, sceneggiatrice, disegnatrice e illustratrice in possesso di una tecnica sopraffina e di una classe infinita.
L'autrice milanese ha contribuito in modo determinante a svecchiare il concetto stesso di "illustrazione" e di "fumetto" in Italia, rendendo Valentina un Classico del Fumetto Italiano e i classici sono tali perché hanno sempre qualcosa da dire, non "invecchiano" nell'accezione ordinaria del termine, mantengono una loro eterna freschezza perché sono scritti usando un linguaggio universale.
I suoi straordinari disegni, complessi pur nella loro apparente semplicità ed essenzialità, sono ancor oggi vivi e hanno la capacità di raccontare tanto quanto le sue sceneggiature un po' sbarazzine e così intense... Rivedere, finalmente, il suo segno in certi frangenti quasi "liberty", i suoi acquarelli con quegli splendidi colori che riportavano le tendenze vivaci e un po' optical dei primi Anni 70, quel lettering strabordante, fatto a mano, che entrava nei disegni e li seguiva con onde e forme inusuali... è una vera gioia per gli occhi, oltre che per il cuore!

Per me e per molti/e ragazzini/e dei primi Anni 70 è stata anche una gioia poter leggere una lettera di Grazia Nidasio nella rubrica della posta di Animals n. 2, la nuova rivista della Coniglio Editore il cui numero 1 è uscito a maggio di quest'anno: una lettera come solo la Nidasio poteva scriverla, una lettera illustrata, in cui le parole della grande autrice sono affidate alla Stefi - la sorellina di Valentina - la quale parla ad Animals e ai suoi redattori e dichiara il suo amore per il fumetto, che "andrà sempre avanti".
Questo primo volume di Valentina Mela Verde è un dono meraviglioso da fare a se stessi, sia che i capelli, se ancora ci sono, siano imbiancati dalla fatica della vita, sia che si sia pieni di piercing e tatuaggi, purché si ami il bel fumetto, quello che non tramonterà mai e che "andrà sempre avanti".
Grazie signora Nidasio per tutto quello che ci ha regalato negli anni e che non ha prezzo.
Grazie alla Coniglio Editore per aver restituito a noi ciò che ardentemente desideravamo e per aver dato una possibilità a chi all'epoca ancora non c'era. 

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