mercoledì 17 novembre 2010

Ultimates

 Ultimates, ovvero come ho imparato ad amare i Vendicatori
.
Dunque ormai ci conosciamo da un pò, e sento di dovervelo proprio dire, non posso più nascondervelo: a me i Vendicatori non sono mai piaciuti tanto!
Sarà stato questo loro nome un pò del cavolo, sarà stato la presenza di Thor, fin da piccolo ho sempre ritenuto una stonatura, la sua “Supereroizzazione”.
Una forzatura per il mercato. Il Dio del Tuono membro fondatore dei Vendicatori, uhm non so a voi, ma a me, a vederlo mi dava la stessa sensazione di vedere una formina di legno a forma di stella infilata per forza nella sagoma destinata a quella a forma di quadrato sulle lavagnette di giochi per bambini da un bambino particolarmente ottuso.
O forse, può essere che semplicemente, sono incappato nelle storie sbagliate. Per esempio: dopo un po’, nemmeno le leggevo più, le loro storie in appendice al Capitan America della Star Comics, quelle con Gene Colan alle matite per capirsi.
E pure in futuro, quando ho cercato di apprezzare questo super-gruppo, accostandomi alle presunte pietre miliari come “Vendicatori contro i Difensori” o la saga della Guerra Kree - Skrull (entrambi ristampate sulla collana “SUPEREROI” e “MARVEL GOLD”), non ho avuto molto successo.
Oh mi sarò addormentato ogni tre pagine.

E’ andata un pochino meglio con i Nuovi Vendicatori, ho letto qualcosa durante la “Civil War” , ma poi mi sono incasinato: Nuovi Vendicatori, Potenti Venticatori, Vendicatori Oscuri, Vendicatori dell' Iniziativa, Vendicatori Segreti, e che diamine!
Eppure mi sono innamorato degli Ultimates di Mark Millar e Bryan Hitch.
La versione Ultimates dei Vendicatori.

Ora fermi un'attimo, due note tecniche sull'Universo Ultimate, immaginate che a questo punto della lettura salti fuori una finestra pop-up che spieghi in due righe la linea Marvel-Ultimate, poi proseguite nella lettura:

Nel Duemila, mese più mese meno, il mega-direttore-generale Quesada e Jemas inventarono la linea "Ultimate" che fondamentalmente faceva rinascere i supereroi della casa delle idee, ormai vecchi di 40 anni, nel nostro universo, (quello con Bush, internet e i cellulari) dando una duplice possibilità:
Ai vecchi lettori dava una valida alternativa alla continuity originale, il "What if" più succulento della storia dei fumetti, e ai nuovi lettori, giovinastri moderni, molto più smaliziati di noi alla loro età, dava la possibilità di avvicinarsi al mondo dei marvel-comics, senza doversi preoccupare della continuity e dei numeri passati, leggendo storie ambientate in un universo nuovo di zecca.

Ora continuiamo:
Oh amore a prima vista, all’istante, dalla prima pagina, proprio a me, che non ho mai creduto ai colpi di fulmine, sarà che qui Thor continua a dire che è un Dio Asgardiano, eppure però nessuno gli crede, per tutti gli altri è un infermiere pazzo barbone e probabilmente mutante che combatte le sue battaglie ecologiste con Green Peace e i No-global.
Sarà che il loro Capitan America è più credibile come uomo fuori dal tempo del Capitan America dell’universo Marvel ufficiale, Capitan America è un militare, "morto" durante una missione e al suo risveglio lustri e lustri dopo, l'unica cosa a cui può aggrapparsi è a ciò che sa fare meglio, il militare che esegue degli ordini.
Sarà che il loro Hulk è più divertente, la sua nascita meno nobile (non sta mica salvando Rick Jones) e mentre distrugge New York alla ricerca della sua ex Betty Ross (decisamente la classica stronzetta nata apposta per mandarci tutti in analisi) che flirta con un attore, urla: “Banner non è abbastanza uomo per te Betty? Allora è il momento che tu provi Hulk! Hulk ti prenderà chiunque mandino, Betty, Hulk è più arrapato di un…”.


Sarà che gli autori fanno passare G.W. Bush per quello che è stato, ossia il peggiore Presidente della storia degli Stati Uniti d’America, dopo gli attacchi dei mutanti infatti è Bush che preme per avere un super-gruppo governativo...che poi, chissà che non ci abbia provato per davvero.
Sarà il fatto che per quanto siano gli stessi eroi, qua sono decisamente più reali, Tony Stark è un capitalista alcolizzato donnaiolo, e nelle interviste dichiara che ha proprio bisogno di farsi qualche bicchiere prima di mettersi nell’armatura di Iron Man per vincere la strizza.
Anche qui Hank Pym (Giant-Man) e Janet Pym (Wasp) sono una coppia in crisi, solo che in questo universo, se ne danno di santa ragione durante le loro discussioni.

Sarà quel che sarà, ma il signor Mark Millar, è un sarto fottutamente bravo.
Taglia, ricuce e rinnova la calzamaglia del supereroe, una nuova calzamaglia in tinta con i nostri tempi, in un modo che forse solo Alan Moore aveva fatto con i suoi Watchmen.

Come sempre non vi anticiperò nulla sulle trame, visto che faccio sempre così, comincio a temere che chi legge, possa iniziare a pensare:
Ma questo li legge davvero i fumetti che recensice?!
Dannati scettici.
E' colpa mia forse, che se leggendo una recensione, mi si svela qualcosa, m' incazzo come un gorilla e presumo voi possiate fare lo stesso?
Tornando ad Ultimates, il nuovo cosiddetto "widescreen-comics", così chiamato perchè le inquadrature sono studiate per darvi la sensazione che stiate assistendo ad un film piuttosto che leggendo un fumetto, esce vincente da qualsiasi paragone con le altre serie dell'universo Ultimate.
Tanto il decantato nuovo Ultimate Spider-Man del "bambino prodigio" Brian Michael Bendis, con lo Zio Ben con quel codino oscenamente tamarro, così come anche gli Ultimate X-Men dei fratelli Kubert, (colpevole anche forse il fatto di un eccessivo turn-over degli autori) non reggono minimamente il confronto con il piccolo gioiello di Millar ed Hitch.

Dialoghi da fare invidia al grande schermo, e tavole dinamiche con campi lunghi e ricche di splash-page e vignette grandi durante i momenti di azione, alternate a tavole piene di primi piani in quelle diciamo più riflessive e tranquille.
Prendete quelle che aprono il secondo volume della raccolta, dove assistiamo ai funerali delle vittime della devastazione di Hulk, poi ditemi se no ho ragione.
Ultimates vale ogni centesimo speso, che vi compriate tutta la serie albo per albo (impresa ardua), o che vi fiondate (come ho fatto io) a recuperare le prime due raccolte della prima stagione, "Superuomo" nella collana Supereroi: le grandi saghe a dieci onestissimi euro e la raccolta Ultimates Deluxe Vol. 2 che raccoglie la seconda metà, con una "secret invasion" (e qui il mio personalissimo cerchio si chiude) tremendamente più godibile di quella dell'universo ufficiale.
Baci ai pupi

.

Nessun commento:

Posta un commento