lunedì 29 novembre 2010

TORINO COMICS 2010

La mia prima volta. (Scritta)

Non mi sono mai perso un'edizione di Torino Comics.
Di più: non mi sono mai perso un solo giorno di ogni edizione di Torino Comics.
Ricordo ancora perfettamente i tre (3) fumetti che mi comprai alla prima edizione, l'unica per la quale abbia pagato il biglietto d'ingresso (sempre che si pagasse, un biglietto d'ingresso). Per tutte le successive edizioni debbo ringraziare sentitamente l'organizzazione per avermi sempre fornito di accredito.
Nonostante io non abbia mai scritto una sola riga su Torino Comics.
Intendiamoci: su Fumettidicarta ci sono sempre stati dei reportage sulle varie edizioni di Torino Comics, ma mai scritti da me.

Sino a un paio di edizioni fa, Torino Comics per me era l'occasione annuale di spendere in una botta sola un sacco di soldi in fumetti, di incontrare persone che avevo la possibilità di vedere solo alle fiere, di bearmi come un saltellante turista-bambino della vista di tutta quella carta colorata intorno a me, che avrei voluto portare tutta quanta a casa mia, o meglio nel mio castello...
Non so se c'entra il fatto che tra poco compirò cinquant'anni, ma questa edizione della manifestazione torinese me la sono gustata da solo, da adulto, da turista sì, ma consapevole e spensierato alle stesso tempo.
Testa leggera e sorriso stampato in faccia, così mi sono goduto i tre giorni di Torino Comics e queste righe scritte non vogliono essere né un reportage né una cronaca critica né altro se non quello che sono: considerazioni sparse fatte da un "turista" del fumetto che non ha (avuto) voglia o intenzione di approfondire nulla, se non le personali e private sensazioni, alcune delle quali voglio qui condividere.

Per prima cosa voglio spezzare una dozzina di lance a favore dei Cosplayer, questa nutritissima cerchia di appassionati che si vestono come i loro personaggi preferiti e che è stata recentemente bersaglio di critiche, anche feroci, da parte di "serissimi" lettori di fumetti, editori di fumetti, critici di fumetti e quanti altri.
Durante questa edizione di Torino Comics ho chiacchierato con alcuni/e di loro, ho fatto loro molte fotografie, ne ho osservato i comportamenti, ne ho ascoltato - per quanto possibile - i discorsi e sono giunto alla conclusione che sono persone per la maggior parte gentilissime, sinceramente appassionate, quasi sempre sorridenti e molto disponibili.
L'esatto opposto del nerd obesocchialutobrufoloso - spesso cafone e maleducato - che fa ancora la parte del leone alle fiere di fumetti. E anche l'esatto opposto dei magrissimi supercolti"pat pat" sul testino.
appassionati di fumetti con varie puzze sotto il naso e una spocchia da far venir la voglia di far loro
Con i Cosplayer mi sono sentito perfettamente a mio agio e vestito della mia banalissima e grigia normalità mi sono sentito accolto con gentilezza e disponibilità e senza pregiudizi.
Sarà anche banale dirlo, ma in questo momento, in cui sono disvalori come l'ignoranza, la cafoneria e l'arroganza a dettare le regole e ad essere "vincenti", vedere così tante persone aiutarsi l'un l'altra generosamente e con gentilezza, e il cui scopo è quello di provocare gioia e allegria, mi ha rinfrancato l'anima.


Tre Cosplayer a Torino Comics 2010

Venerdì 9 aprile si è tenuto il primo degli incontri cui ho assistito durante la manifestazione: un omaggio a Ernesto Vegetti, una delle personalità più importanti della fantascienza in Italia, scomparso purtroppo all'inizio di quest'anno. L'incontro è stato condotto da Riccardo Valla, Maurizio Manzieri, Davide Mana e Fulvio Gatti (scoprite con un motore di ricerca e con i link lì sotto quante e quali meravigliose cose fanno questi ottimi signori!) per un pubblico non numeroso ma certamente affettuoso e interessato. Bello, un'ora volata in un istante e una voglia pazzesca di ricominciare a leggere fantascienza!

Davide Mana, Riccardo Valla, Maurizio Manzieri, Fulvio Gatti - Torino Comics 2010

Sempre venerdì, un paio d'ore dopo, ho partecipato all'incontro che ancora sta sortendo effetti meravigliosi sul sottoscritto (più sotto spiego il perché): la presentazione del nuovo volume di ALIA, antologia di narrativa fantastica, edita da CS_libri.
A condurre, così come vedete nella foto qui in basso: Massimo Citi (l'editore), Silvia Treves, Davide Mana, Fulvio Gatti e Massimo Soumaré.
La presentazione è stata vivace, appassionata e convincente, e la prova è stata che - sottoscritto in primis - terminata la presentazione le persone presenti si sono precipitate a sfogliare e acquistare un bel po' di copie della rivista (i cui numeri hanno le dimensioni di un libro, ma col prezzo più basso di un libro), allettati tutti quanti anche dalle splendide copertine disegnate appositamente da artisti orientali e occidentali. Così come giapponesi - ed estremo orientali in genere, anglofoni e italiani sono gli autori presenti nei numeri sin qui usciti di Alia
Dalla fine di Torino Comics è ormai passato qualche giorno ed io sono ancora a divorare compiaciuto i racconti presenti sui numeri di Alia che ho felicemente acquistato, confermando il giudizio di "alta qualità" dei lavori e degli scrittori presenti. Una pubblicazione imprescindibile per la letteratura fantastica, un'esperienza di immersione totale e a tutto tondo nel fantastico in tutte le sue declinazioni e latitudini. Per me, la scoperta più felice di questa edizione di Torino Comics!


Massimo Citi, Silvia Treves, Davide Mana, Fulvio Gatti e Massimo Soumaré - Torino Comics 2010

Ultimo incontro della prima giornata di Fiera: la presentazione del volume numero 7 di "Guida pratica al collezionismo", di Salvatore Taormina, noto anche come "il Tao".
Incontro non particolarmente felice come orario, ma ciò non ha impedito a Taormina di raccontare ed illustrare appassionatamente il risultato della sua ultima fatica editoriale, chiacchierando con franchezza coi non moltissimi partecipanti e spiegando la sua posizione riguardo le nuove tecnologie inerenti il fumetto e la sua fruizione (letture online, fumetti digitali, fumetti per i-pod etc.), che non lo trovano accanito sostenitore, ma anzi fortemente critico e dispiaciuto per la progressiva perdita del contatto, anche fisico, con la carta e la sua fisicità.
Taormina ha infine accennato al prossimo volume 8 della Guida pratica al collezionismo, sul quale ha già cominciato a lavorare.


Salvatore Taormina

Sabato 10 aprile comincia con l'incontro più ghiotto di Torino Comics: in Sala Rossa, la sala più capiente della Fiera, viene intervistato l'ospite d'onore del 2010: Scott McCloud.
Il famoso fumettista bostoniano (mio coetaneo... oh, potrò gloriarmi di avere qualcosa in comune con lui?!?) definito da Frank Miller come "la mente più brillante del fumetto internazionale", autore di "Capire il Fumetto", "Reinventare il fumetto" e "Fare il fumetto" (tutti editi in Italia da Vittorio Pavesio), oltre alle sue doti fumettistiche e saggistiche è anche fortunato possessore di qualche altra invidiabile dote: simpatia, modestia e gentilezza.
L'incontro è stato condotto da un frizzantissimo Gianfranco Goria, che lo ha introdotto al numeroso pubblico e gli ha posto domande non banali e interessanti, domande e risposte tradotte per gli astanti da un non meno frizzante e brillante Fulvio Gatti.


Gianfranco Goria

L'intervista ha assunto presto la dimensione di una piacevole - e profonda - chiacchierata tra persone amiche ed accomunate dalla medesima passione, coinvolgendo il pubblico (molto sorridente quando non ridente per le divertenti battute a raffica sparate da Goria, Gatti e infine anche da McLoud) che ha dimostrato di gradire moltissimo. Si è ovviamente parlato di fumetto, dei formidabili incontri fatti da Scott McLoud (Will Eisner in primis), delle difficoltà incotrate nella stesura dei suoi famosissimi volumi, del suo metodo di lavoro, della sua enorme voglia di fare fumetti, della concezione del fumetto in USA e anche di numeri, di vendite.

[Fa davvero piacere, e tanto!, quando un'autore, competente ai massimi livelli e facente parte delle superstar del comicdom internazionale, dimostra una tale disponiblità, gentilezza, modestia e simpatia. Tra l'altro ho avuto il piacere di poter fare quattro chiacchiere con lui il giorno prima dell'incontro, da soli a tu per tu, e mi ha colpito quanto sembrasse addirittura imbarazzato quando gli ho espresso la mia ammirazione per il suo lavoro. Mi ha anche detto, mentendo spudoratamente, che non parlo poi un così pessimo inglese!]
Al termine dell'incontro di sabato, Scott McLoud ha ricevuto dall'avvocato Domenico Vassallo la tessera di "Complice" dell'Anonima Fumetti (di cui Vassallo è appunto vice-presidente)
Qui sotto vedete McLoud, insieme a Vittorio Pavesio, che esibisce orgoglioso la tessera onoraria!
Scott Mcloud e Vittorio Pavesio - Torino Comics 2010

Il resto del sabato il sottoscritto l'ha passato a girare per gli stand, a fare (pochi e mirati) acquisti, a chiacchierare amabilmente con persone conosciute o anche no, tra una gran massa di folla che ha letteralmente preso d'assalto la fiera.

Ho inoltre guardato le varie mostre in esposizione e a tal proposito mi ha colpito enormemente la qualità delle tavole esposte dei partecipanti al Premio Pietro Miccia! Non solo le tavole dei vincitori - tra i link più sotto si trova quello che porta ai vincitori del Premio - ma la totalità delle tavole esposte dimostrava un livello qualitativo come minimo "molto buono" (ma proprio come minimo) e mi sono trovato a pensare che avrei letto volentieri - e spero di poterlo fare realmente in un prossimo futuro - le storie a fumetti prodotte da quei ragazzi e ragazze. Le tavole esposte non comunicavano solo una notevole perizia tecnica, ma anche il possesso del know-how del fare fumetti oltre a un'enorme voglia di narrare, al di là del concorso. Brave/i tutte/i, ma sul serio!
Altre mostre presenti: quella di Massimiliano Frezzato - che, dato il target e l'obiettivo del lavoro esposto non è riuscita a entusiasmarmi troppo. Mi è piaciuto moltissimo, invece, vederlo all'opera mentre dipingeva direttamente con le mani su un grande foglio bianco appeso al muro. Una grande folla ha assistito, e abbondantemente fotografato, l'evento, e tutti eravamo incantati nel vedere macchie di colore assumere lentamente le forme di splendidi dipinti.
Accanto a Frezzato, Lucio Parrillo (si possono vedere entrambi nella foto qui sotto) anch'egli apprezzatissimo dal pubblico presente.


Massimiliano Frezzato e Lucio Parrillo dipingono a Torino Comics 2010

E arriviamo all'ultimo giorno di Torino Comics, domenica 11 aprile, una giornata gelida e funestata da una pioggia battente, che non ha però impedito a una numerosissima folla di accalcarsi negli spazi della manifestazione. La pioggia ed il freddo intenso sono stati una brutta notizia per i/le Cosplayer, che però non hanno rinunciato a esibirsi nei loro bei - e spesso succinti - costumi, a costo di battere stoicamente i denti e rischiare di ammalarsi.
Il primo incontro della giornata cui partecipo è quello con il mangaka e illustratore Ryo Kanai.
Prima dell'incontro mi ero gustato la mostra di tavole originali, illustrazioni e tavole a fumetti dell'artista giapponese e ne ero rimasto molto favorevolmente colpito. Padrone di una gran tecnica e dotato di una marcata espressività del segno, pur rispettando gli stilemi tipici di molti dei manga giapponesi, Kanai sta per uscire in Italia con un'opera a fumetti da lui disegnata e scritta da Massimo Soumaré, scrittore, traduttore, insegnante di giapponese, intitolata Kitsukiba - Storia romantica di code e di canini, con protagonista un particolare vampiro sui generis.


L'incontro con Ryo Kanai è introdotto/condotto da Fulvio Gatti e Massimo Soumaré, quest'ultimo anche traduttore delle domande fatte dal numeroso pubblico presente e delle risposte del mangaka.
Kanai, abbigliato in stile gothic-punk, si mostra disponibile a rispondere a tutte le domande, anche a quelle meno "facili".
Viene sviscerata ad esempio la questione dei manga visti come "teste parlanti", ossia dell'assoluta predominanza dei primi piani dei visi dei protagonisti a scapito degli sfondi e dell'ambiente.


Kanai risponde sinceramente che è sì, questo, uno stile, un modo per concentrare l'attenzione, e quindi l'affezione, dei lettori sui singoli personaggi e sui loro sentimenti, favorendo così l'identificazione, ma è anche una questione di ritmi massacranti - e per noi occidentali forse un tantino "disumani" - imposti dal colossale e redditizio mercato fumettistico nipponico. Meno sfondi = maggior velocità di esecuzione della tavola.
Si parla anche di numeri (e a questo punto vediamo un po' di bocche spalancarsi per lo stupore): a un/a mangaka giapponese vengono richieste trenta tavole al mese oppure venti
Stesso discorso per i romanzieri, perché anche la letteratura ha cifre da capogiro in Giappone: affinché un/a romanziere/a non venga scaricato dalle case editrici e di conseguenza dimenticato dal pubblico, deve produrre almeno cinque o sei romanzi all'anno!
Sorge spontanea la domanda: e la qualità?


Massimo Soumaré risponde che la qualità è, e dev'essere, sempre medio-alta, perché in Giappone gli editor sono severissimi e il pubblico è molto esigente.
Non ci si stupisca a questo punto se capita che qualche mangaka o romanziere muoia a 35 anni...
tavole a settimana!

Viene chiesto a Ryo Kanai se ci sono mangaka che desiderano uscire, superare questo tipo di "gabbia" delle "teste parlanti", e l'artista risponde che un certo gruppo di autori e autrici giapponesi vorrebbero ardentemente curare molto di più gli sfondi, le storie, vorrebbero pubblicare storie a colori (ci viene confermato che in Giappone non esistono manga a colori), rallentare i tempi di produzione per aumentare la qualità...
Lo stesso Kanai ha dovuto mettere molta più cura del solito - ed è stato felice di farlo - negli sfondi per il manga che uscirà in Italia e in Francia e si ritiene soddisfatto del risultato ottenuto.
Si parla ancora di assistenti - e dei loro costi; qualche altra chiacchiera col pubblico, qualche gustoso aneddoto raccontato da Soumaré e l'incontro giunge al termine.
Subito dopo saremo in molti a precipitarci allo stand Pavesio per sfogliare e magari acquistare il libro The Art of Ryo Kanai.


Fulvio Gatti, Ryo Kanai e Massimo Soumaré

Ultimo incontro cui partecipo, dopo essermi gustato con attenzione, e un po' di commozione, la mostra-omaggio al recentemente scomparso Claude Moliterni, è quello con Giuseppe Peruzzo sulle novità Q Press.
Due dei pochissimi acquisti che ho fatto quest'anno a Torino Comics sono produzioni della Q Press, casa editrice che seguo da anni e per la quale nutro grande stima (e anche un po' di soggezione...): si tratta di Amare Stagioni di Étienne Schréder e Blotch, di Blutch, di cui presto si parlerà da questi schermi.
Incontro non superaffollato, ma è normale che così sia stato: i prodotti della Q Press mantengono sempre un livello qualitativo molto alto, se non altissimo, e non sono esattamente per tutti i palati.

Giuseppe Peruzzo è una persona che certamente non invade la rete con strilli e proclami sbraitati, e quando afferma che la maggior parte dei libri a fumetti pubblicati dalla Q Press spesso "sortiscono un cambiamento dentro il lettore", non fa un'affermazione presuntuosa o ad effetto, ma dice semplicemente le cose come stanno, con rispetto e senza inutili false modestie.
Peruzzo, coadiuvato dall'altro ospite dell'incontro, il disegnatore Giorgio Bellasio, racconta le novità della casa editrice, tra cui la storica ristampa di Un fascio di bombe di Manara, Castelli e Gomboli e Due cuori una capanna di Diamante, Bacilieri, Bellasio, Fenoglio, Talia e Tirana.

Vengono inoltre presentate le altre novità edite dalla Q Press, delle quali potete avere ulteriori informazioni con un semplice click lì in basso, in corrispondenza del link della casa editrice torinese.
Si tratta in tutti i casi di opere a fumetti di grande profondità e, come già detto, di grande qualità e "spessore".


Giorgio Bellasio e Giuseppe Peruzzo, patron della torinese Q Press - Torino Comics 2010

Finisce così la mia partecipazione a Torino Comics, il freddo si è fatto intensissimo e la pioggia fuori aspetta impietosa di bagnare i miei sudati acquisti (non ce la farà: avvolgerò tutto in un doppio sacchetto). Come ogni anno mentre mi avvio alla fermata dell'autobus mi prende un filo di tristezza. Mi sembra inutile spiegarne il perché...

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