lunedì 22 novembre 2010

Sacco amniotico

 Sacco amniotico, di Alan Moore | Eddie Campbell
 traduzione di Omar Martini - brossura, b/n, 48 pag. - euro 5,00 - Black Velvet Editrice
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Quando metti le grinfie su Sacco Amniotico, il brivido che senti principalmente è dato dal fatto che stai stringendo tra le mani un altro piccolo gioiello del creatore di Watchmen e The Killing Joke.
Ti senti come un tossico con una scimmia dietro la schiena a cui hanno arrestato il pusher, la roba manca da tanto e trova una dose di straforo.
Lo sfogli là, in piedi senza leggerlo, e le atipiche tavole di Eddie Campbell non fanno altro che aumentare la frenesia di leggerlo.
L'impulso è di fermarsi subito da qualche parte, isolarsi e cominciare a leggere, per soddisfare la fame, e la metafora con il tossico è sempre più azzeccata.

Sacco Amniotico non è un fumetto.
O perlomeno non nasce come fumetto, è una rappresentazione teatrale scritta ed interpretata da Alan Moore.
La leggenda vuole che il genio di V for Vendetta, abbia preteso una sola rappresentazione dell'opera, a Newcastle-upon tyne, all'Old County Court, una serata unica, con accompagnamento musicale di David J, bassista dei Bahaus e un altro che adesso non riesco a ricordare. Moore è convinto che nulla sia ripetibile, inscenare più volte la stessa opera non sarebbe fare effettivamente la stessa opera, così la pensa.
Ci sono molteplici variabili, cambia il pubblico, quindi cambia il feedback che si riceve dalla platea, cambia lo stato emozionale dell'artista, il tempo, l'atmosfera, insomma avete capito no?
Siamo sul mistico qua gente, quindi aprite l'Occhio di Agamotto ok?
Cinici pigroni.



Suppongo sia per questo che (fortunatamente per noi) la carriera di musicista di Moore si sia fermata, e mai quando l'avrebbe trovata una Major discografica contraria ai Tour promozionali?
Eccentricità che si perdonano agli esseri superiori, voglio dire Cobain era sempre fatto come una zucchina, ma a chi importava veramente quando alienati, ascoltavamo Penny Royal Tea?
Dio ha allagato il mondo intero secoli fa... eppure il papa fa ancora il tutto esaurito la domenica a P.zza San Pietro giusto?

Non si sa come, il monologo di Moore, poi di fatto è diventato un fumetto, immagino che se vivi di fumetti una vita intera, poi cominci a vedere tutto in prospettiva, magari vedi le espressioni della gente che incontri per strada e ti immagini i ballon che gli galleggiano sulla testa, con dentro incastrati i loro pensieri.

Fai il visionario di mestiere, e congeli tutto nelle illustrazioni delle pagine di un fumetto.
Avrà fatto così il genio, e avrà delegato al bravissimo Campbell il compito di illustrare il suo magico monologo.
E Campbell lo ha fatto in maniera fantastica.



L'amnio e una sottile membrana che ricopre la testa del neonato e in rari casi resta integra la momento della nascita, in Inghilterra gli si attribuiscono proprietà magiche, conservare "l'amnio" di un uomo, si dice, vuol dire preservarlo dal pericolo della morte per annegamento.
L'opera nasce dal ritrovamento da parte di Moore del suo "amnio", conservato dalla madre, morta in seguito alle complicanze di un tumore al fegato.
Questo "talismano" fornisce lo spunto per un monologo autobiografico, con una attenta e lirica riflessione sulle stagioni dell'uomo, il suo senso continuo di inadeguatezza, i tentativi goffi di realizzarsi di imporsi in questa vita, nel lavoro, nell'indipendenza dai genitori, il sesso come esigenza per completarsi, la scuola, una cronaca narrata a ritroso fino a ritrovarsi allo stato fetale, accompagnati da una prosa che da tutti sembra scritta fuorchè da un "fumettaro", direbbero gli scettici, e dalle studiate e riuscite immagini del signor Campbell, già collaboratore di Moore in From Hell.

Insomma
Sacco Amniotico è tra le cose in assoluto più belle lette negli ultimi anni e vivamente consigliata a coloro che riescono a vedere oltre, e riescono a scorgere la verità sull'affermazione che il fumetto è di fatto la nona arte.
Baci mistici ai pupi.


Collegamenti Esterni:
• Black Velvet Editrice
• il Blog di Eddie Campbell

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