mercoledì 17 novembre 2010

The Punisher - Ennis | Dillon

Il Punitore: Bentornato Frank, Lavoro Sporco e Senza Limiti
di Garth Ennis e Steve Dillon
Panini Comics
 .
Ieri avevo voglia di Ennis.
Ieri l’altro avevo voglia di Alan Moore.
E’ così che faccio. Leggo fumetti da così tanto tempo, ne ho letti così tanti, che ormai non posso star dietro alle serie regolari, con i loro inevitabili alti e bassi dovuti all’avvicendarsi dei vari autori.
Il logo di copertina non mi interessa, quello che mi interessa è chi scrive, per darvi un’idea il mio eroe non è Devil, è Frank Miller.

Capito come funziona?
E per l’appunto ieri avevo voglia di Garth Ennis, avevo voglia di sconci dialoghi tarantiniani, situazioni estreme, di parolacce e pallottole.
Lo so non storcete il naso, lo so che è riduttivo dire “avevo voglia di parolacce e pallottole”, ma rende l’idea.
E poi, scusate, ma chi è che ha la penna in mano? Chi è che sta scrivendo il pezzo?
Io, bravi, quindi non vi lamentate, se siete qua a leggere non è certo perché vi piaccio, volete solo un altro parere su come spendere i vostri sudati soldi, sacrosanto diritto, quindi zitti e statemi a sentire.

Avevo voglia di Ennis, dicevo, e visto che tanto dovevo andarci comunque per prendere un pò di roba, sono andato in fumetteria.
Qui, la prima cosa su cui ho messo le mani era una Mega-Antologica-Extra-Lusso-Ciuccia-soldi:
Storie di Guerra”, poi vedo il prezzo: 35 euro.
E, l’ultima volta che ho speso una tale cifra per un fumetto, è stato per Watchmen.
Il volume era sì molto fico, cartonato e tutto, all’interno, recitava la copertina, avrei trovato disegnatori del calibro di Lloyd e Gibson, grande, ma “ho voglia di Ennis” non vuol dire che mi faccio sodomizzare il portafogli dal primo editore, quindi lo metto via.
Vado allo scaffale MARVEL 100%, e riprendo, per l'ennesima volta tra le mani “Bentornato Frank”, lo giro, lo rigiro, voluminoso, ne leggo persino le prime due o tre pagine, giusto l’incipit.
Bello, non siamo certo ai livelli di Preacher o Barracuda, ma funziona, sento la scarica, immagino si sentano così i tossici a cui gliela fanno assaggiare prima di comprarla, ho tra le mani il numero 4 di Hero Squared e il volume di Gaiman sul funerale di Batman, posso permettermelo, rietro ancora nel budget economico auto-imposto.


“Posso ancora uscire di qua, senza sentirmi in colpa” penso.
Vedo pure i volumi successivi, “Lavoro Sporco” e “Senza limiti”, se Ennis non delude potrei pure farci un pensierino, potrei regalarglieli a 'sta Panini Comics questi 40 Euro e rotti, poi invece per una volta la Panini fa un regalo a me, li vedo, poco più in là, le costine di tre volumetti, immediatamente dopo i suddetti, con gli stessi titoli.
Non sono a colori, sono più piccoli, e ovvio, sono privi di qualsiasi editoriale, ma che mi frega?
Tanto dentro non ci scrivono mai “E’ una cagata non comprarlo”.
Vedo il prezzo 3 euro, lì per lì penso sia uno scherzo, qualcuno sa di cosa avevo voglia oggi e mi vuole prendere per il culo, invece no questa sconosciuta edizione del Punitore di Ennis fa esattamente al caso mio, li prendo tutti e tre.


E' un quadrimestrale si chiama COMICS U.S.A. (è del 2006) direi che per formato è simile ad un Dylan Dog, a parte il fumetto, solo pubblicità ed info sul servizio arretrati, ed è stampato in scala di grigi.
Fuori in strada cambio i miei programmi lascio perdere Batman e Hero Squared e in metro mi sparo subito il primo volume dei tre , proprio il “Bentornato Frank” col quale sto flirtando da mesi, da quando ne ho appreso l’esistenza nell’editoriale del numero “Supereroi le grandi saghe” dedicato al PunitoreBarracuda”.

Pochi discorosi sconci, poche parolacce, mi piace pensare che Ennis appena arrivato in casa Marvel, non vuole farsi subito riconoscere e ci va piano, ma le pallottole, al contrario non si contano, i morti nemmeno, e il signor Garth trova anche un buco per infilarci un po’ di inaspettata gradevole umanità, nell’immenso buio dell’anima di Castle.
Il fumetto è semplice, fluido, godibile.
Un Punitore ripulito del superfluo.
Libero da tutto quel contorno Hi-tech, da James Bond impazzito, libero dalla sua spalla, quell’improbabile “Robin” informatico che era Microchip (…che poi che nome stronzo Microchip).

Libero da tutto quello che gli serviva per competere con gli altri Super-eroi sugli scaffali delle edicole. Ma Frank Castle non è mica un eroe.
Il Punitore è un bastardo, sociopatico, assassino ossessionato, e uno così, nelle mani di Ennis può dare solo il meglio.
Tutto appostamenti e mitragliate, è così che te lo immagini un killer sbroccato, ed è così te le lo serve Ennis.
I personaggi funzionano tutti, Ma’ Gnucci, il Russo, il Detective Soap, tutti ingranaggi ben oliati che fanno il loro lavoro, e la macchina di Ennis va come un bolide.

Leggo gli altri due nelle successive 12 ore, se contate che un essere umano lavora, dorme e mangia anche, oltre che leggere fumetti, potete farvi un idea di come siano appetibili queste trecento e più pagine.


Steve Dillon fa la sua parte, ha già giocato in squadra con Ennis, sarà per questo che le sue tavole, come sempre glaciali e pulite comunicano perfettamente tutta la cattiveria ed il cinismo delle vittime e dei carnefici di questa magnifica mattanza.
In definitiva vi consiglio caldamente tutti e tre i volumi:
Bentornato Frank, Lavoro Sporco e Senza Limiti, sono raccomandati per tutti i fan del genere Charles Bronson e Quentin Tarantino.
Non so se avrete il mio stesso culo, e troverete questa economica edizione del 2006.
Ma direi che se siete fan di Castle e vi ritrovate un pò di filigrana in più, potete pure farci un pensierino sulle edizioni lussuose dei Marvel 100% Garth Ennis Collection, (comunque qualitativamente superiori, a cominciare dal fatto che sono a colori e non in scala di grigio),
Questo è il miglior Punitore che io abbia mai letto, e a me non ha nemmeno fatto mai impazzire più di tanto il Punitore.
Baci ai pupi.

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