mercoledì 24 novembre 2010

PUGACIOFF & DINTORNI 1963 - 1965

PUGACIOFF & DINTORNI 1963 - 1965 (2° Cofanetto), di Giorgio Rebuffi
 3 volumi brossurati + volumetto spillato dentro un cofanetto, b/n, covers a col., tante pagine - da richiedere a Annexia
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"Pugaciòff è vivo e lotta insieme a noi. E Giorgio Rebuffi, anche."
[Emiliano Pagani, Anomalie su "Pugaciòff Duemilanove"]

Come sempre, non è facile scrivere su questo secondo cofanetto che propone le avventure dell'epoca d'oro del Luposki della Steppa semplicemente perché il piacere provato e riprovato nel leggere, guardare e riguardare queste storie è immenso e intenso e non posso - e nemmeno ci provo a - trovare il "distacco necessario" per scrivere una "recensione" come-si-deve, non sono un professionista ne' un critico, ma solo un lettore estremamente soddisfatto che cerca di trasmettere una sensazione positiva.
Credo inoltre che certi maestri del Fumetto si meritino l'amore dei lettori più ancora che i saggi critici degli esperti e mi conforta pensare che uno dei miei maestri preferiti - proprio Giorgio Rebuffi - di amore dai lettori ne ha avuto molto, ancora ne ha e grazie alla meritoria iniziativa della Annexia e di Luca "Laca" Montagliani, ne avrà ancora.

Il secondo cofanetto Pugaciòff & dintorni 1963 - 1965, uscito sul finire dello scorso anno per l'Associazione Culturale Annexia comprende tre splendidi volumi più un volumetto spillato pieni zeppi di cose: storie innanzitutto e poi ricordi, commenti dell'autore, disegni-dedica... il tutto stampato ottimamente su di una bella carta.
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Le storie, si diceva: al di là di legittime e dolci nostalgie, è un errore pensare a queste storie "al passato", perché la magia più grande del fumetto, cioè della fantasia, è che le storie non sono mai "passate", ma sono sempre immerse in un fantastico e perenne presente, quel momento ineffabile in cui mentre leggiamo "siamo lì", dentro la storia, dentro le storie, dentro quell'universo apparentemente immobile. Ecco, una delle grandi capacità di Giorgio Rebuffi era ed è proprio quella di creare storie che seppur immerse nell'epoca della loro creazione, conservano ancora oggi, nell'attualità, tutta la loro modernità, aggressività (ironica, ma pungentissima!) e il loro incanto. 
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Leggendo le storie del Luposki, oltre all'immancabile divertimento, primo e sacro obiettivo ricercato e pienamente raggiunto dall'autore, ci si immerge in un'epoca che non c'è più, ma che riconosciamo, contemporaneamente si riconosce in quel passato il nostro presente, si riconoscono molte delle "icone" attuali, è un bagaglio di fantasia radicato nella memoria collettiva.
Non è giusto pensare a queste storie quasi-cinquantennali come a storie "datate", perché sono storie ancora freschissime e l'effetto che provocano, su grandi, medi e piccini è sempre il medesimo: godimento, divertimento, appagamento estetico e di fantasia, tutte nobili sensazioni che, ci sembra, di "datato" non hanno proprio nulla!
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Non stiamo parlando di macchie di inchiostro che riproducono forme stereotipate che la nostra mente decodifica e trasforma in immagini leggibili, ma un mondo che odora, rumoreggia, fa rabbrividire dal freddo o sudare dal caldo. E fa, soprattutto, ridere. Chi pensa che queste siano esagerazioni, beh: onestamente mi fa un po' pena, perché significa che la fantasia proprio non sa dove stia di casa e forse farebbe meglio a rinunciare a leggere cose che non siano trattati di meccanica (non quantistica, lì c'è già troppo da... sognare)
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Ma torniamo ai volumi: esilarante e oserei dire - e oso - eccezionale la... documentazione fotografica dell'incontro tra il Luposki della Steppaski e il suo papà Giorgio Rebuffi, incontro avvenuto in occasione dei reciproci compleanni (50 e 80 anni, rispettivamente)!
Avete capito bene: stiamo parlando di documentazione fotografica, niente fotomontaggi ne' fotosciòp, ma "pura realtà"! Non ci credete? Andate e vedrete. Guardo queste foto, rido e non perdo occasione di mostrarle ad amici e parenti illuminati e - giuro! - ognun si stupisce e strabuzza gli occhi per le incredibili somiglianze :-)


L'incontro di cui sopra è contenuto nel volumetto spillato allegato ai tre-volumi-tre, e contiene scritti, omaggi al Luposki e al suo autore, bibliografie, storie inedite. L'incontro tra "Pugaciòff" e Rebuffi è occasione per Luca "Laca" Montagliani di lanciarsi in un severo e toccante editoriale - Ballo coi Lupi - che va a titillare delicatissime corde e nervi scoperti e che certamente non incontrerà i favori dell'Establishment del Fumetto Italiano. E' piaciuto invece in questi lidi e piacerà a tutti gli estimatori di certo fumetto comico pubblicato in passato in Italia (e all'estero) e da tanti anni non più presente in edicola per una serie di motivi una parte dei quali Luca Maltagliani analizza nell'articolo.
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Nello stesso volumetto, intitolato Pugaciòff duemilanove, troviamo anche una storia inedita, letterata da Annabella Bottaro, figlia del grande maestro rapallese Luciano Bottaro, in vita grande amico di Giorgio Rebuffi. La storia, intitolata Spettri e Demoni, porta il Lupo in terribili luoghi oltremondani che mantengono le promesse fatte dal titolo; è una bella storia, altamente simbolica e che non manca della corrosiva ironia caratteristica delle storie rebuffiane.
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Difficile, tornando al complesso dei tre volumi, trovare "la storia più bella", difficile fare classifiche in tal senso perché tutte le storie, e sono davvero moltissime!, presenti nella raccolta sono fresche e divertenti, e spesso ferocemente ironiche: non c'è moda o fenomeno sociale che non venga messo alla berlina, rivoltato come un calzino, visto da inusuali e coraggiosi punti di vista. I personaggi, da Pugaciòff a Beppe e Cucciolo al mitico Bombarda (ma che vita d'inferno gli ha fatto fare il Rebuffi a questo povero delinquentello sovrappeso?!?) allo squalo Geraldo a Tassas Bulba a tutti gli altri, sono oramai delineati e conosciuti e si muovono agevolmente nel loro mondo (che è anche il nostro l'abbiamo già detto, vero?) e perciò l'autore può cominciare a permettersi, ad esempio, storie in continuità, come il ciclo della vernice al silicone o quello dei Bombarda-robot.
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Non dimentichiamo che oltre alle storie, agli schizzi, agli omaggi di altri disegnatori e agli imperdibili e spassosi - e talvolta malinconici - interventi scritti dello stesso Rebuffi (i "Ricordo im...perfettamente"), in questi "tre volumi + uno" troviamo molti articoli, molto interessanti, alcuni divertenti, altri struggenti, altri colti e altri ancora ironici, di Luca Boschi, Giancarlo Berardi, Alfredo Castelli, Jean-Yves Guerre, Davide Barzi ecc. ecc.
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Sui disegni del maestro Rebuffi credo che si possa essere tutti daccordo: stupendi e pieni di ironia e poesia, con la solita, gradevolissima, originale cura per gli interni, decisamente inusuale per l'epoca e per il genere; disegni che possiedono una vis comica naturale: le facce con le espressioni affrante o disgustate o inferocite sono fonte di inesauribili risate, oggi come a distanza di 50 anni, come tra 50 anni.
Nel frattempo qui si aspetta il terzo cofanetto, mi raccomando!

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"Già, Giorgio, se siamo quello che siamo e facciamo quello che facciamo, lo dobbiamo anche a te e al tuo lupo. E te ne saremo grati in eterno"
[Davide Barzi su "Pugaciòff Duemilanove"]

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