mercoledì 17 novembre 2010

Marshal Law

 Marshal Law, di Pat Mills e Kevin O'Neill

"Dicono che non prego per i miei nemici. Non è vero. Prego perchè vadano all'inferno."
 
Non vorrei che erroneamente questa webzine fosse scambiata per una setta di nostalgici adoratori delle Edizioni Play Press.
Siamo solo gente ragionevole, democratica ed obbiettiva, che sanno dare a Cesare quel che è di Cesare.
L'attento Francesco Vanagolli ha già eccellentemente parlato di questa casa editrice nei suoi articoli, tuttavia aggiungo solo che la Play Press, vuoi forse, chissà, per conquistarsi una fetta di mercato indipendente rispetto ai rivali più conservatori della Star Comics, non si limitò solo a riportare i supereroi in Italia, ma ampliò il parco testate introducendo personaggi che non ci saremmo mai sognati di vedere parlare italiano, vedi Wolverine in una testata tutta sua.


La prima volta che lessi di Marshal Law fu sulla rubrica Focus On della vecchia Star Magazine.
Poche righe, ma mi incuriosì molto. Eppure mi abbandonai, con un nodo in gola, a pensieri da jettatore: "Mi sa che qua non lo vedremo mai sto' Marshal"
Qui Capitan America e suoi ideali e i suoi stereotipi  la facevano ancora da padrone, non eravamo pronti per cose del genere.
Chi se la sarebbe mai presa la briga di pubblicare in Italia un fumetto così?
La Star Comics, per esempio, no davvero, troppo John-Byrneana per pubblicarlo.
Troppo conservatrice, troppo legata al concetto classico dei supereroi.
No no, non esiste, tra le pagine della diretta discendente della Corno, uno come Marshal Law stonava, stonava di brutto.


La satira spietata di Pat Mills male si sposava con il politicamente corretto delle storie pubblicate a quei tempi dalla Star, dove il bianco e il nero, il bene ed il male erano ben delineati, intuibili, visibili, dove anzi a volte persino il male diventava bene, (e che palle!) come in quella storia dei Fantastici Quattro (di chi? ....ovvio di John Byrne) in cui il quartetto aiuta il Dottor Destino a ritornare sul trono di Latveria, perchè lì a Latveria, la democrazia aveva miseramente fallito (!!) Azz... a pensarci bene 'sti due volumi dei Fantastici Quattro hanno un non so che d'inquietante... ma va là non divaghiamo.

Dicevo, chi si sarebbe presa 'sta briga?
Ma ovvio, gli stessi che sugli scaffali delle edicole c'avevano piazzato Alien, PredatorDeathlok, ovvero la Santa Play Press.
"Ma chi è sto Marshall Law, ma è possibile che 'sto Cardillo recensisce solo roba che a ritrovarla bisogna farsi un mazzo così?"
Già mi par di sentirvi...
Che mazzo e mazzo... e-bay.
Piccoli ingrati.


Forse è mia la colpa che i vostri genitori si siano decisi solo da pochi lustri di mettervi in cantiere?
E' forse mia la colpa che voi giovinastri state vivendo la misera Naruto-Age?

Marshal Law è un fumetto...(zitti ora!), scritto dal signor Pat Mills: un signorotto inglese con le tendenze ignobili a scrivere genialità.
E disegnato da Kevin O'Neill: un altro indisponente signore dell'oltremanica con il feroce vizio invece di illustrarle (superbamente in quelle sue tavole nevrotiche) le genialità (vedi per esempio la "Lega degli Straordiari Gentleman" di Alan Moore)

Fu pubblicato nel 1987 sotto il logo EPIC, un'editore "satellite" che orbitava attorno al grande pianeta Marvel.
In una San Francisco devastata non dalla solita esplosione atomica ma bensì da un terremoto, e ribattezzata nella ricostruzione San Futuro, opera il fascistissimo Marshal Law, un cacciatore di eroi, come recita stesso lui nel suo tormentone:
"Sono Marshal Law, bracco gli eroi, non ne ho ancora trovato uno."



Andiamo con ordine, avrete capito che il mondo dove opera il nostro "eroe" non è la nostra solita dimensione dei fumetti, ma anche questa, è come una soluzione chimica, satura di gente con i superpoteri, anzi azzarderei a dire che in pratica tutti i più famosi eroi delle case editrici maggiori americane hanno un clone dissacrato qui nella San Futuro di Marshal Law.
Pronti per essere appesi al chiodo, un pò come i cattivi dei videogiochi shoot'em up.
Qui i Super-eroi vengono creati in laboratorio, commissionati dal governo, frutto di esperimenti genetici,  di un certo dottor Shocc, un medico dal preoccupante accento tedesco, quel tedesco tipico dei cattivi dei film di guerra o di quelli della Strumtruppen.
Sono loro il nuovo efficace deterrente, sostituiscono la bomba atomica.
Tanto efficaci che anche gli altri paesi ne tentano la produzione... in Sudamerica l'intera popolazione è sottosposta ad innesti genetici con l'intento di creare una generazione di super-geni con il compito di risolvere problemi come la povertà e la fame, il problema (almeno per l'America) è che questi piccoli geni vedono l'unica soluzione possibile nel marxismo, allora i capoccia U.S.A. decidono di impedire la sovietizzazione del loro vicinato sud-americano.
E come? Invadendola.
E con chi... con i Supereroi per l'appunto.



Direi che Supereroi a parte, non è molto inverosimile la cosa no?
Ma passiamo oltre, anche questa guerra, chiamata la Zona, produce come ogni buona guerra che si rispetti i suoi reduci fuori di testa, ma questi reduci qua hanno superpoteri, non sono esattamente "innocui" come quel Tom Cruise capellone sulla sedia a rotella in quel bellissimo film del quale adesso mi sfugge il titolo e il nome del regista. ["Nato il 4 Luglio", Oliver Stone, 1989 - ndO]
Ecco allora che Marshal Law, entra in scena...date un occhiata alle immagini.
Non è inquietante?
A tratti mi ricorda il solito bullo che in qualche modo evitavate sempre di incontrare per i corridoi della scuola da piccoli.
Mascella quadrata, pantaloni di pelle aderenti, stivali da cowboy con tanto di sperone, e una maschera... una maschera che... Gesù... chiusure lampo e borchie in ogni dove, in altre parole cattivo, cattivo 'na cifra.
Nero e incazzato.

O'Neill, lo illustra in maniera eccellente e Mills lo scrive in maniera divina.
E sapete? Il bello è che anche lui è un supereroe creato dal Dottor Shocc. Anche lui vittima della propaganda dell' Idolo Del Popolo.
Anche lui è un reduce della "zona", odia i supreroi per non odiare se stesso.
Si sente imbrogliato, privato di una vita normale, è l'unica cosa che può fare è detronizzarli tutti, umiliarli, e il primo della lista è il papà di tutti i super-eroi, l'Idolo del Popolo, in pratica, il Superman propagandistico della Golden Age.

Nella prima miniserie pubblicata in Italia sulla vecchia collana Play Book, le antologie della Play rilegate con la colla più scema del mondo, Marshal è impegnato nell'indagine e nella cattura di un certo Batterio, un serial killer dotato di superpoteri che stupra e ammazza le donne, stranamente tutte quelle che vanno in giro con il costume di Celeste, una supereroina fidanzata e promessa sposa dell'Idolo.
Ora, come è mio solito, non ho la minima intenzione di rivelarvi alcunchè della storia, sicuramente ricca di colpi di scena e satira estrema, quindi tirate fuori il bastone rabdomante (ma che state a fà? richiudete quei pantaloni luridi porcelli!) e cominciate la ricerca, questa miniserie è bella tutta, dall'inizio alla fine, da destra a sinistra, da sopra a sotto, davanti e da dietro, ma come la stragrande maggioranza delle cose che vi propina il sottoscritto è roba "d'essai" 
E se riuscite a trovare una copia che non vi si sfascia tra le mani alla prima apertura....sarete stati anche più fortunati del sottoscritto...e se magari cercando trovate anche l'altro volume (sempre Play Press) chiamato MARSHAL LAW TAKES MANHATTAN, dove il nostro eroe fa irruzione in un manicomio per supereroi che in pratica ospita tutto il parco testate Marvel... prendetelo, fidatevi sulla parola, se poi addirittura riuscite a trovare anche lo speciale THE MASK & MARSHAL LAW, ma questo che io sappia non è mai arrivato in italia...allora chiamatemi: lo pago oro per quanto pesa.
Baci ai pupi. 


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