martedì 16 novembre 2010

MAJOR BUMMER

 MAJOR BUMMER di John Arcudi e Doug Mahnke
 .
Uno dei problemi di tutta questa tecnologia al cinema è che oggigiorno qualsiasi idiota può passare per un esperto di fumetti.
Uno va al multisala fuori città a vedere, che ne so, Watchmen, e poi può permettersi di dire Alan Moore è un genio.

Grazie al cavolo..ma che Alan Moore è un genio ormai lo sanno anche i muri, e lo sanno già da qualche decennio, (a proposito, avete per esempio mai letto "Sacco Amniotico"? No? Beh dovreste) non tutti sanno però, per esempio che il signor Moore è talmente un genio che si è potuto permettere di rifiutare che il suo nome comparisse nei titoli (sia quelli di testa che quelli di coda) dell'adattamento cinematografico della sua Lega degli Straordinari Gentlemen, e ti credo, in quel film, della Lega c'era solo l'idea iniziale, poi nient'altro, uno stupro.
Più o meno come è successo al povero Daredevil di Frank Miller adattato sul grande schermo con una sceneggiatura scritta a pene di segugio.

Ma non sono qui per fare polemica! (Giuro!)

Au contraire, sono qui per parlarvi di quei fumetti "minori", non di quelli che ormai sono sulla bocca di tutti, tipo Watchmen, V for Vendetta, Sin City o Hellboy etc. No, ma di quelli che, pur non essendo dei grandi titoli sono passati sotto al naso mio, e di altri lettori così, quasi in sordina, (forse anche grazie alla sporadica audacia di qualche temerario editore progressista), ed ho trovato geniali, titoli e pubblicazioni di tiratura più bassa, ma altrettanto godibili come per esempio:
Major Bummer (in Italia, chissà poi perchè oscenamente ribattezzato Lo Skatzato), ovvero "la Perla al Porco", ecco questo potrebbe andar bene come titolo di questo primo articolo, LA PERLA (Major Bummer) al PORCO (Lobo).
Il Porco, inteso come schifezza editoriale, è Lobo, oh ma sia chiaro, "Lobo" la rivista, non "Lobo" il personaggio, del personaggio non si può dire nient'altro che fantastico.


La rivista omonima fu pubblicata a partire dal 1994 credo, dopo che l' editore (la defunta e mai abbastanza compianta Play Press) notò il successo delle prime miniserie nelle edicole (leggi: un sacco di vendite).
Solo che, mentre le prime miniserie di Lobo erano state scritte e disegnate da autori di un certo spessore, tipo Keith Giffen e Simon Bisley, la serie regolare era gestita da autori assolutamente anonimi, in più a rendere tutto ancora più imbarazzante in Italia, era che il lettering, la traduzione e la gestione degli editoriali della rivista erano decisamente mediocri.

Presumo che il titolo italiano, "Lo Skatzato", sia stato coniato sugli stessi tavoli che, ospitavano le menti di coloro che riempivano di termini simili i baloon delle storie di Lobo (catz, stracatz, sfracatz e cose così...)
Major Bummer (la Perla) trovò posto in questa rivista, in appendice dall'agosto 1998 al settembre del 1999, insieme ad un altro fumetto, secondo me invece sopravvalutato "Hitman", ma de gustibus...
Prima che me lo chiediate...stranamente no, la serie non fu molto apprezzata. Nè in America (la testata chiuse con uno spettacoloso numero 15) nè qua da noi, i lettori dal "Palato Fino" di Lobo non colsero l'originalità della storia, le varie trovate geniali o l'alta qualità grafica...e vabbè ci sarà un motivo se ora vanno per la maggiore i reality no?

La serie era, anzi è, per chi ha voglia di andarsela a cercare tra gli scaffali delle fumetterie, (non credo possano definirsi pezzi da collezione i numeri di Lobo, quindi non dovrebbe essere una grossa spesa) ambientata in un universo come il nostro, cioè un universo senza super-eroi...uh?! Come dite?
No no belli, Berlusconi non è un super-eroe no...

Dicevo? Ah si vi dico un minimo di trama...cito Wikipedia:
"Zinnac e Yoof, due alieni studenti di college, (e già qua...) stanno facendo la loro tesi sui super-eroi nella cultura terrestre e selezionano alcuni individui a cui spediscono per posta (no dico state leggendo?) un congegno per uno "Sviluppo estremo modulare" (S.E.M.), che una volta aperto si attacca al cuore del soggetto donandogli dei superpoteri.

Un S.E.M. è indirizzato a Martin Louis, giovane avvocato e filantropo, ma viene recapitato per errore a Lou Martin, giovane fannullone, che riceve così una forza e un'intelligenza sovrumana" (la voglia però di sfruttare quei poteri come farebbe un perfetto super-eroe latita). "Gli altri S.E.M. vanno a creare un gruppo di supereroi, in realtà assai scombinati, (la nonnina con il potere di predire il futuro e l'alzheimer galoppante merita) che si affiancano come spalle al soggetto principale, nonché dei, cattivi anch'essi piuttosto inetti e inusuali (tipo il Tyrannosaurus Reich: un tirannosauro intelligente nazista, che spunta da una realtà alternativa!) che gli si oppongono. Così Lou si trova catapultato in un mondo di combattimenti tra supereroi neofiti, cercando in ogni modo di scamparne per vivere la sua vita come l'ha sempre vissuta (bighellonando dalla mattina alla sera)"

Gli autori di questo piccolo gioiellino sono Doug Mahnke (disegni) e John Arcudi (testi), per quelli tra voi (pochi spero!) a cui questi due nomi non dicono assolutamente nulla, vi dico solo che questa è la coppia che ha creato per la Dark Horse, THE MASK, altro geniale fumetto riportato mediocremente sul grande schermo.

Insomma credete a uno che di fumetti ne ha letti parecchi (ma parecchi) a differenza di come sia stato accolto dalla critica e dal pubblico, la miniserie "Major Bummer" edita dalla DC comics alla fine degli anni '90 è un "piccolo angolo di spassosa ironia" dove rifugiarsi quando si ha voglia di leggere qualcosa di valido e non particolarmente profondo, Lou e la sua filosofia e le sue avventure vi strapperanno non poche risate.
Poi mi dite.
Baci ai pupi.

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