lunedì 22 novembre 2010

Le VICENDE relative al CASO della SCOMPARSA di MISS FINCH

Le VICENDE relative al CASO della SCOMPARSA di MISS FINCH, di Neil Gaiman | Michael Zulli | Todd Klein - cartonato, 56 pag., col - euro 12,50 - Magic Press
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"Parlavamo dello stile di inchiostrazione di Ditko."
(Miss Finch, pag. 9)

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Commento n. 1
Il sabato mattina mi piace poltrire e andare a fumare una sigaretta nella stanza del computer, che sta perennemente acceso. Il clima fuori è dolce e dalla cucina ariva un delizioso odore di caffé.
Accendo il computer mentre aspiro una boccata di fumo. Il ronzio dell'hard disk disturba il cane che sonnecchia sotto il tavolo. Gli do una ciabatta da mordere, la accetta felice.
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Apro subito la posta: un'email mi avvisa che è online la recensione di un nuovo lavoro di Neil Gaiman. Lui è il mio autore preferito, da anni e anni, da quando l'ho scoperto per caso grazie a una rivista meravigliosa che ancora rimpiango... Bene, mentre aspetto che dalla cucina una voce dolce mi chiami avvertendomi che il caffé è pronto, mi metto a leggere la recensione.
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"...non è tanto - o meglio non è solo - la perfetta consequenzialità degli elementi a colpire il lettore: è tutta l'opera, il susseguirsi temporale, cadenzato e ritmico, con cui Gaiman descrive e si descrive, regalando momenti di profonda intimità che mai prima d'ora erano usciti dalla sua magica penna... pare quasi di ascoltare una salmodia celeste, un sacro elenco, un mistico, fantastico susseguirsi di bisogni, di cose che calmeranno i bisogni ancestrali dell'Autore, che alla fine sono quelli di ognuno... e così, leggendo e rileggendo, si entra in una sorta di ipnosi che ci guida all'interno di mondi di prodotti: un litro di latte, una dozzina di uova, il bacon per la colazione, fazzoletti di carta, carta da cucina, carta igienica, fagioli surgelati precotti, rasoi bilama usa e getta..."
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....ma cazzo, stanno recensendo estaticamente LA LISTA DELLA SPESA DI NEIL GAIMAN?!??!????
...sento che mi gira la testa e tutto mi si confonde intorno... l'odore del caffé sparisce e mi rendo improvvisamente conto che io non bevo caffé. Guardo attonito la sigaretta: ho smesso di fumare più di tre anni fa e Gaiman non è più il mio autore preferito! ...e non abbiamo nessun dannato cane!...
...Mi sveglio sudato, il cuore che batte forte... Era un incubo.
Leggevo un'estatica recensione della lista della spesa di Neil Gaiman!


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Dei del cielo (e anche della terra), che esperienza devastante... Certo la pizza ai peperoni della sera prima ha aiutato, bisogna dirlo.
Ne è passato di tempo da quando mi addormentavo la sera e sognavo gli Endless e parlavo con Loro. Mi sa che Sandman è proprio morto, devo rassegnarmi. Mi sa.
Una volta - come tutti gli "una volta..." anche questo è certamente retorico, me lo suggerisce la mia razionalità - ogni cosa uscisse a firma Gaiman era una festa, per me. Ogni volta era buttarsi dentro un Sogno, scoprire davvero parti di se stessi occulte sino a quel momento. Il tocco magico, o quel che era.
Adesso può davvero permettersi di scrivere la lista della spesa e troverà senz'altro legioni di ammiratori/trici pronti a giurare che quella Lista della Spesa, in quanto Sua, è come minimo Divina.
Magari è davvero così. Magari il tocco magico l'ho perso io. In effetti non è detto che solo all'Autore spetti la "colpa" dell'annoiamento. Ad annoiarsi bisogna essere in due. O era a far qualcosa d'altro che bisognava essere in due?...


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La prima impressione datami dalla lettura di questa Miss Finch è stata un bel "E allora?!?". La seconda impressione è stata di venerazione per i disegni di Michael Zulli, come sempre meravigliosi nella loro sempre più eterea (in)definizione, sorta di realismo magico, nebbioso, sorretto da una tecnica sulla quale non c'è nulla da dubitare - ma tutto da ammirare, invece. Uomini, donne, mostri, animali, stanze e angeli: tutto vibra come in una nuvola dai colori acidi, tutto quanto è come artigliato da un eccesso di fantasia... Ecco: come se tramite i magici disegni di Zulli il mondo si disvelasse per quello che davvero è, l'occulto di ogni cosa balzasse fuori, i veri colori dell'anima cancellassero il grigiore dell'esistenza a-un-solo-livello.
Da soli valgono pienamente l'acquisto del volume. Per non dire della copertina che ti ipnotizza, letteralmente, e devi distaccartene quasi con la forza, tanto è bella...

Il meraviglioso
Todd Klein (Sandman, tanto per fare un nome...) si occupa del lettering, il quale essendo il volume - ovviamente - riletterato, possiamo soltanto immaginare.
La storia? Qui nel Commento n. 1 la storia sa di raschiatura del fondo del barile, una cosettina graziosa e nulla più, senza il pregio dell'originalità, un po' pulp ma più chic che shock, che la leggi e non ti cambia la vita (ne' la notte). Una cosetta scritta perché "tanto sono Neil Gaiman e posso scrivere anche la lista della spesa, mi osanneranno comunque"; una cosa - come accade spesso a Gaiman - in cui il debito con Ray Bradbury e il suo magnifico "Il Popolo dell'Autunno" è forte, anche se un eventuale paragone non reggerebbe.
... poi magari uno rilegge il volumetto (solo perché è di Gaiman, sia ben chiaro) e forse - forse - potrebbe scoprire che...


Commento n. 2
... che, come per tutte le cose, se sposti di un poco il punto di vista e provi momentaneamente ad accantonare i pregiudizi - uno dei quali consiste nella presunzione di aver capito tutto e subito - potresti scoprire qualcosa che ti era sfuggito poco prima...
Ciò vale la pena sperimentare nei confronti di chi, come Neil Gaiman, abbia dato prova di avere un valore intrinseco nella propria arte. La selezione a priori non avviene tanto per spocchia, ma perché non vivendo in eterno, il tempo per cercare di scoprire cosa c'è sotto i lavori di - per dire - Rob Liefeld, uno non è detto che non lo possa spendere assai meglio. [C'è da dire che Liefeld è cresciuto, artisticamente parlando, un bel po', ultimamente... ]
In Miss Finch forse Neil Gaiman parla (anche) di se stesso: è indubbiamente lui il personaggio narrante, la Voce; anche fisicamente: è proprio lui, solo con una barba e qualche anno in più.
"Tu scrivi romanzi fantastici. Ti inventi storie per lavoro. Nessuno ti crederà mai."
, dice la Signora, un po' Karen Berger, molto Dama di un quadro di Dante Gabriel Rossetti, mentre Jonathan - che è chiaramente Oscar Wilde - si preoccupa delle conseguenze che avrebbe la denuncia alla polizia della scomparsa di "Miss Finch".

Gaiman parla poi in prima persona, voce e volto narrante: "Per la cronaca, non mi aspetto che voi mi crediate. Dopo tutto, sono un bugiardo di mestiere... Anche se mi piace pensare di essere un bugiardo sincero."


Oh sì, non c'è dubbio, è lui. E parla di perdita, cambiamenti, paura.
Non sono infine questi i Tre Argomenti di cui parlano tutte le storie?...
Miss Finch, che non si chiamava Miss Finch ne' con un altro nome simile, sparì una notte di tanto tempo fa, dopo che "Neil Gaiman", la "Dama del quadro di Rossetti" e "Jonathan Oscar Wilde" andarono insieme a teatro. Più che un teatro off-off quella spelonca pare il Grand Guignol in cui Louis de Point du Lac e Claudia incontrano Armand, il capo della setta vampira parigina (parlo di Intervista col Vampiro, il film). In un luogo simile che ti succeda qualcosa di strano te lo devi anche aspettare, no?

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Nel Circo-Teatro ci sono tutti: da Zio Fester alla Moglie di Frankenstein, da Alice Cooper - vecchia conoscenza dell'Inglese - a... "pensai che chiunque li avesse abbigliati, aveva letto troppi fumetti..." e infatti "c'erano punk e monache e vampiri e mostri e spogliarelliste e morti viventi". C'era tutto l'immaginario occidentale, insomma. Angeli e demoni e supereroi compresi. E fachiri.

E' in questo bailamme psichedelico che "sparisce" Miss Finch. Sparisce o compie una scelta incomprensibile per gli animi razionali dei suoi compari di uscita.
Tutto ciò che accade in quel circo-teatro è vero e non è vero, accade e non accade, e questa sensazione dev'essere stata difficile da comunicare a me, lettore coi pregiudizi.
Bisogna scavare un po' e non fermarsi alla superficie e sotto il primo strato si trova Qualcosa. Perché può darsi che sia vero che ci sia del raschiamento di fondo di barile in questa storia a fumetti, ma potrebbe darsi che ciò accada perché il barile è ormai veramente vuoto. E allora bisogna ragionare sul Mito e la sua (ormai) "ovvietà" e si rende necessario fare delle scelte, anche narrative oltre che di vita.
Miss Finch la sua scelta, radicale, la fa. Forse in questo fumetto che si legge in mezzoretta Neil Gaiman parla della sua paura e quindi anche della nostra paura.
Comunque vada, ci sono sempre i magnifici disegni di Michael Zulli da guardare...
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