lunedì 22 novembre 2010

LA MINISTRONZA

LA MINISTRONZA, di Alessio Spataro
brossura, b/n, 64 pag. - euro 12,00
GRRRzetic Editrice
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 ."E' uno sporco lavoro, ma qualcuno deve pur farlo."

...Sono rimasto allibito: trovo assurdo prendere una persona, tra l'altro una persona per così dire "pubblica", conosciuta - anche se non certo con fama da rockstar - e renderla un bersaglio per le proprie meschine crudeltà, vendettine, volgarità per nulla divertenti...
...voglio dire: è ridicolo e patetico dare addosso ad Alessio Spataro in modo così insensatamente moralista, bacchettone e il più delle volte vigliacco, solo perché ha scritto e disegnato un fumetto satirico, divertentissimo, volgare, scurrile e catartico (ma sottolineo soprattutto il "divertente") come La Ministronza.
Oltretutto Spataro ci ha messo la faccia, a differenza della maggior parte dei neo-bacchettoni - che a destra e a "sinistra" (...?!?...) hanno pontificato, sentenziato, scandalizzatamente decretato i loro giudizi aut-aut spesso senza nemmeno essersi degnati di aver letto il volume (o il blog) in questione. 

Intendo sprecare giusto qualche parola per parlare dei ridicoli, attacchi cui è stato sottoposto Alessio Spataro: voglio solo sottolineare che la maggior parte dei giudizi che ho letto - compresi quelli di chi non ha letto una sola riga del fumetto - mettevano insieme una serie di obiettive scemenze da far accapponare la pelle. Si andava da "vuol solo farsi pubblicità" a "non c'è differenza tra l'attuale pres del cons che insulta la Bindi a Spataro che insulta una ministra"... 

Ora, non è questione di "non rispettare" le idee altrui - che oltretutto non sono mica tutte da rispettare! Che: adesso le idee del kukluxklan sono da "rispettare"?!?... - è che quando uno dice cretinate, sempre cretinate restano, che siano "da rispettare" o meno. Bene, basta così, ho già usato troppe parole per la faccenda e non credo ci sia bisogno di spiegare (a chi, poi?!?) perché le due frasi citate sono delle scemenze inaudibili, anche se purtroppo non inaudite. A tutti, una bella cura di satira, de Il Male, di Cuore, di Luttazzi, del Vernacoliere. Per gli altri, i puri di cuore, resta sempre il bagaglino... ops, pardòn, ha chiuso...
Bisogna dire che ci sono stati anche (pochissimi) commenti negativi circostanziati e serenamente motivati, a quelli e solo a quelli va il mio rispetto, anche se non condivido le motivazioni espresse.


Ma basta, parliamo finalmente del volume La Ministronza, 64 pagine di scurrile, volgare, volgarissima satira, molto più satirica della maggior parte delle vignette "satiriche" che innocuamente ci tartassano i cabbasisi spuntando dai vari quotidiani di regime o apparentemente-non-di-regime.
Mi spiace - non è vero, non mi dispiace per niente! - contraddire i vari neo-bacchettoni, ma la cacca, la piscia, tutti i liquidi e le secrezioni corporee, i peti, i rutti, le puzze e tutto ciò che esce dalle regole del "vivere civile" comunemente e ipocritamente inteso, FANNO RIDERE! Tutto ciò che nell'antichissimo Carnevale era permesso per un giorno soltanto all'anno, FA RIDERE! Come dimostra un'intera categoria di "filmacci", osannati proprio dalla stragrande maggioranza dei neo-bakkettonz, i quali film proprio sul volgare e lo scurrile (e le scoregge) basano la loro stessa essenza.

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NON fa ridere prendersela con categorie deboli, OGGETTIVAMENTE deboli e oppresse; non fa ridere prendersela con le minoranze (ma anche qui, con dei bei distinguo: una bella, franca e divertente - e magari originale - battuta omofoba, mi fa ridere; l'importante è che non diventi pretesto per andare a "menare un po' di froci", mi spiego?), non fa ridere prendersela con chi non è in grado, non ha la possibilità di reagire. Ecco cosa non fa ridere.
Qualcuno dei neo-bacchettons mi spiega a quale minoranza o categoria debole o categoria di persone che non sono in grado di reagire fa parte il personaggio de La Ministronza?
La Ministronza fa ridere perché dentro c'è cacca, piscia, sesso, vomito e soprattutto perché tutti questi fluidi e gas prendono per il naso il potere, il neo-potere e chi questo volgare e scurrile neo-potere appoggia, chi ne appoggia e finanzia associazioni di persone che vorrebbero sfasciare la testa al 90% della popolazione, chi ipocritamente si fa il segno della croce ma in croce - magari uncinata - ci vorrebbe mandare materialmente, tutti i negri e i froci e i comunisti e i poveracci e le lesbiche e gli atei e i rom e chiunque non si allinei a questo potere per il quale l'incultura e la violenza sono "valori"...
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La satira ci deve andar giù pesante, sennò non è satira, è comichetta da sorrisetto.
Così come il testo, anche il segno di Spataro è densissimo e sporco, non c'è quasi nulla di non descritto - satiricamente, s'intende - di quelle che sono le idee di questa nuova, volgare e violenta classe dirigente; e ce n'è anche per la ex-"sinistra", non a caso incazzatasi a bestia anch'essa con l'Autore.
Il tratto è grasso e buffo e si capisce che dietro c'è una bella tecnica, che peraltro l'Autore non manca di esibire solitamente nei suoi lavori.
Le vignette, e conseguentemente le tavole, sono molto dinamiche, veloci e il fatto che sia un fumetto prevalentemente descrittivo, senza cioè una trama lineare vera e propria, non appesantisce affatto la lettura, anzi da' ad essa un ritmo sgarzolino niente male.
Non ci sono patimenti, proprio nessuno, per la trasposizione di mezzo, cioè da blog a volume: anzi, direi che a volume il fumetto rende meglio (e lo si può portare al cesso). Sulla cura del volume poi, essendo a marchio GRRRzetic, direi che nulla di può ne' si deve obiettare: perfetta semplicemente. 


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Oh, intendiamoci: Spataro ha fatto e farà di meglio, è un bravo fumettista; La Ministronza non è un capolavoro che rivoluzionerà il Fumetto, ma è un volume che grida forte e chiaro e da' fastidio a destra e a (ex)manca, quindi funziona e certamente fa satira dura in un modo che mancava da tempo e al di là delle necessarie esagerazioni comiche e satiriche, non s'inventa poi molto per quel che riguarda le vere posizioni e idee di questi neofascisti al potere che, quelli sì, satira ne fanno ben poca, ma violenza ne mettono in atto tanta, in mille modi e con mille mezzi.
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"Be', anche 'sticazzi." (Alessio Spataro)


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