lunedì 29 novembre 2010

House of M

HOUSE OF M, di Brian Michael Bendis | Olivier Coipel
collana Grandi Saghe n°53, 9.90 euro vol. brossur. 230 pag. - miniserie completa

Da buon napoletano amo riconoscermi nella lezione di vita del nostro caro professor Bellavista.
Il noto filosofo di Via Petrarca dice di guardarsi bene da quelli che hanno le certezze e di fidarsi delle persone che hanno i dubbi.
Questo perchè il "dubbio è il bene".
Forse non lo sapete, ma quando incontrate una persona che ha dei dubbi, potete stare tranquilli, è una brava persona, perchè è tollerante e perchè è democratica, quando invece vi imbattete nelle persone che hanno le certezze, la fede incrollabile, allora dovete fare attenzione, perchè la "fede è violenza", la fede in qualsiasi cosa è sempre violenza. E a correr dietro le certezze prima o poi si arriva sempre a qualche casino.

Qualche tempo fa ho voluto vestire i panni di uno di quei inquietanti personaggi che hanno le certezze, nell'articolo "Intervista con lo Skrull" pure io ho fatto una violenza, ho detto, sicuro e lucido come in pochi altri momenti della mia vita, che Brian Michael Bendis, come autore di fumetti era una delusione e che non avrei mai letto nient'altro di lui.
Ero convinto delle mie idee, e poi, dopo aver letto la scadente "Vendicatori divisi", ero certissimo delle mie affermazioni assolutistiche, ho comprato House of M, ed ho cominciato a leggerla, solo per avere un ulteriore riscontro per la mia teoria, l'ho letto sicuro che avrei avuto la prova definitiva per il mio "diktat".
Ebbene, sono rimasto letteralmente come un coglione quando, due ore dopo, ho alzato gli occhi dal volume e mi sono accorto che lo avevo letto tutto, divorato.


'House of M' di Bendis - Coipel, Panini Comics/Marvel Comics

Bendis, mi aveva fregato, ma mi aveva anche salvato, mi aveva riportato alla mia natura, mi aveva riportato alla democrazia ed alla tolleranza verso il nuovo e il diverso.

Dopo House of M ho smesso di avere certezze, sono tornato ad essere uno di cui ci si può fidare.
Che bello.
E parlando di cose belle, House of M è bella, sotto certi aspetti geniale, sotto certi altri un pò ingenuotta (come Laya Miller), ma comunque nell'insieme, una di quelle cose che non dovrebbero mancare sugli scaffali di casa di un decente lettore e/o collezionista di fumetti.

Alle illustrazioni il miglior Olivier Coipel che possiate pensare di trovare in giro, disinfettato da quel tratto che poteva farlo erroneamente etichettare come uno dei mille cloni di Jim Lee (vedi il suo lavoro su Moon Knight).
House of M è l'unica cosa che si dovrebbe leggere se si vuole capire per quale motivo, Brian Micheal Bendis è diventato uno dei perni sui quali ruota il nuovo universo Marvel.


I pro:
1 - Dialoghi inquietantemente realistici, gli unici che finalmente restituiscono a Peter Parker la dignità del super-eroe con super-problemi,da troppo tempo e da troppi autori trascurata.
2 - Soluzioni narrative di una originaltà disarmante.
3 - Un epilogo che congela il lettore, e ammicca agli autori per spunti narrativi nuovi ed infiniti, dei quali però nessuno o quasi nessuno ha saputo veramente approfittare.
Questi sono solo tre dei 100 buoni motivi per comprarla (o leggerla).

Ciò che più lascia basiti sono le idee che Bendis sforna nel suo nuovo universo.
Scarlet è impazzita, lo abbiamo visto tutti (o quasi tutti) in Vendicatori Divisi, dove in preda ad una incontrollabile follia ha attaccato i suoi colleghi Vendicatori e ne ha uccisi tre, tra cui Visione, suo marito. In "House of M" la ritroviamo a Genosha affidata alle cure del padre Magneto, del fratello Pietro e del telepate Xavier. Le cure della vecchia guida degli X-Men non danno alcun risultato, Scarlet nelle attuali condizioni è pericolosa per se stessa e per l'intero pianeta, la sua natura mutante, e le sue capacità di maga, senza i freni della ragione possono causare danni inimmaginabili.
Bisogna deciderne il destino.


'House of M' di Bendis - Coipel, Panini Comics/Marvel Comics

Ma prima che se ne compia alcuno, Scarlet plasma una nuova realtà, plasma un nuovo mondo, e in questo nuovo mondo, dona ai suoi amici supereroi la vita che avrebbero sempre voluto vivere.

Ed è esattamente a questo punto della storia che mi sono dovuto ricredere su Bendis.
Nel nuovo mondo di Scarlet, i mutanti non sono più dei perseguitati, anzi rappresentano la maggioranza della popolazione mondiale, il loro leader, nonchè leader mondiale è Magneto, nel nuovo mondo tutti hanno una nuova vita, il tempo che Scarlet schiocchi le dita e i supereroi si ritrovano a vivere la vita dei loro sogni, che però, è qui si deve riconoscere il genio, non è per nessuno la vita che vivevano prima.
Peter Parker addirittura non è nemmeno sposato con Mary Jane Watson, ma ha una famiglia con Gwen Stacy, mai morta, come del resto non è mai morto nemmeno suo zio Ben.
Capitan America è un vecchio novantenne, nel nuovo mondo, non è mai stato ibernato, ma è stato un uomo del suo tempo, vivendo e invecchiando, in pace e senza i Vendicatori.
Non si può restare indifferenti a tutto questo, e Bendis, bravissimo, non ci permette nemmeno di provarci, il dramma di Parker è dannatamente vero, se questa è la vita che ha sempre voluto, allora quella che ha costruito cosa è? Quale delle due è la menzogna?
Tremendo. Davvero.

In questo mondo troppo perfetto, però rinasce anche Logan, e il desiderio di Logan è sempre stato vivere la vita, conoscendo tutto il suo passato, padrone di tutti i suoi ricordi, eccolo il serpente che cammina in questo Eden, Logan rinasce a capo dello S.h.i.e.l.d., (è questo il suo desiderio?) ma conserva tutti i ricordi adesso, e per quanto allettante sia la nuova vita, sa che è una bugia, perchè ricorda tutti gli eventi, ricorda la realtà prima che questa fosse distorta, stravolta.
Su di lui graverà il peso della missione di far recuperare a tutti gli altri i ricordi, con l'aiuto di quella che sembra essere l'unica leggerezza di questa appetibilissima opera, la piccola mutante Layla Miller, che sembra avere la sola e peculiare capacità di far ricordare agli altri come era il mondo prima che Scarlet lo cambiasse,
Unica nota stonata, unica forzatura, (eppure come altro fare?) di una miniserie viva, che non vi permetterà di staccarvi da lei, fino al finale, che vi lascerà di stucco.
Insomma vivamente consigliata a tutti, anche ai più scettici (come il sottoscritto) verso la nuova generazione di autori Marvel.
Baci ai Pupi e fatemi sapere

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