mercoledì 17 novembre 2010

Gon

 GON di Masashi Tanaka
sette num. brossurati, b/n, collana Storie di Kappa
+ uno Speciale Gon colore (Kappa Extra) - Star Comics
 .
Saranno stati gli inizi degli anni '90, e correva l'anno della dinomania, e se non era più l'anno della dinomania, di sicuro ne cavalcamo ancora l'onda.
Se non era già più l'anno dei dinosauri, è sicuro allora che ne stavamo assistendo agli ultimi rantoli, al colpo di coda, prima che, presi da qualche altra assurda passione, li lasciassimo estinguere di nuovo, per la seconda volta.



Non ricordo di preciso, in concomitanza di quale dei tre capitoli di Jurassic Park pubblicarono questo fumetto, ma è certo come l'inferno, come direbbe il nostro Tex, che finì in edicola proprio grazie al successo di cui godevano i lucertoloni in quel periodo.
Dunque siamo nel 1993, e i Kappa-Boys, sulla collana della Star Comics, Storie di Kappa, ci rifilano, da veri furbacchioni, un fumetto con protagonista un dinosauro, di uno sconosciuto (perlonemo a quei tempi) autore chiamato Masashi Tanaka.
Gon.
Una specie di T-Rex super-deformed sopravvissuto chissà come fino ai giorni nostri.

Eh si, chissà come, perchè nessuno, a cominciare da Tanaka, si prende la briga si spiegarci chi è Gon e da dove viene.
Quello che si sa di questo cucciolo di dinosauro, lo si apprende leggendo, anzi beg your pardon, "guardando" le sue avventure.
Già perchè Gon è un fumetto muto. Non c'è una didascalia, non c'è una sola onomatopea.
La genialata è che si lascia l'interpretazione della storia solo ed esclusivamente alle immagini, più che leggere un fumetto si ha la sensazione di guardare un documentario con l'audio staccato.


Lo stile di Tanaka è unico, una riuscita unione di oriente e occidente.
Il tratto realistico, tipico europeo, con cui vengono rappresentati gli scenari e gli animali, ben si sposa con le inquadrature cinetiche tipiche dei manga e con le soluzioni grafiche del fumetto umoristico giapponese.
(Notare le espressioni che assumono gli sfortunati animali che incappano in Gon.)
Ma torniamo un attimo alla storia:
Dicevo quel che si sa, lo si apprende man mano che guardiamo le sue avventure.
Gon è un piccolo cucciolo di dinosauro, come detto, una via di mezzo tra un T-Rex e Godzilla, in versione caricaturale, super-deformed.
E' fortissimo, invulnerabile, capace di vivere in qualsiasi ecosistema, che sia il deserto o l'artico, in cielo e persino negli abissi del mare.
E' un cucciolo e quindi i suoi bisogni sono semplici: mangiare e dormire, a volte cerca coccole, a volte una famiglia in cui riconoscersi, e in tutto ciò a pagarne lo scotto sono gli animali che si trovano sulla sua strada, dai grizzly agli squali, dai criceti ai pinguini, nessuno escluso.
Come se una mattina qualsiasi, sia uscito allo scoperto, abbia risalito la millenaria rampa della scala alimentare e arrivato in cima si sia girato verso noi, mammiferi e non, ed abbia ruggito (in silenzio si capisce) "E mò so cazzi vostri!"


Gon è indubbiamente uno dei fumetti più originali degli ultimi 15 anni, le storie sono esilaranti, date un'occhiata a quella in cui va a funghi con i suoi amici del bosco, quella in cui ha a che fare con una zecca, o ancora quella in cui, imitando un castoro decide (a modo suo) di costruirsi una casa.
Vi risulterà difficile non amare questo piccolo bastardo, nonostante ne combini di tutti i colori mentre si immedesima ora aquilotto,  poi tartaruga o persino lupo della steppa.

A dirla breve Gon è un fumetto strepitoso, vi proibisco categoricamente pertanto di farlo sparire nel dimenticatoio, vi proibisco di permettere che i sette volumetti brossurati che raccolgono la serie, più uno speciale spillato chiamato "Gon a colori" si fossilizzino tra strati e strati di fumetti anonimi nelle fumetterie d'Italia.
Perciò orsù, indossate il casco con la lampadina e prendete il picconcello, e cominciate a scavare, se c'è qualcosa che merita di rivedere la luce a basso consumo energetico di questo confuso presente, beh quel qualcosa è sicuramente Gon.
Baci ai puposauri.

Nessun commento:

Posta un commento