mercoledì 17 novembre 2010

Come conigli - Ralf Koenig

Come conigli di Ralf Koenig
brossura, 157 pag. b/n euro 16,50 - Baldini Castoldi Dalai


C’avete presente quella menata di vecchia pubblicità del detersivo, dove c’era quel tipo con la barba incolta, al supermercato che parlava alla tipa dondolandogli sotto agli occhi due confezioni dicendogli:
“Ma secondo te, cosa è meglio? Qualità senza risparmio o risparmio senza qualità?”
Ecco immaginatevi che quel tipo è con voi in fumetteria e vi sta chiedendo la medesima cosa.
Cosa rispondergli?
“Ma vai a cagare!”


Confesso che sbotterei così anche io, mentre sono piegato sullo scaffale dedicato agli arretrati dei Vendicatori, a cercare di mettere faticosamente insieme la Saga dei Vendicatori Divisi.
Ma se vi assecondassi adesso, finirei ad un punto morto, e avrei serie difficoltà a proseguire l’articolo là fin dove voglio andare a parare.
E si perché, cosa è che fa di un fumetto, un fumetto conveniente o un fumetto di qualità?
E’ fin troppo lampante che una menata del genere in fumetteria non può essere detta.
Un detersivo è oggettivamente un buon detersivo quando vi smacchia tutta la lordura che vi sbrodolate sulla maglietta preferita quando uscite la sera al pub.
Se poi lo pagate poco, allora l’orgasmo è doppio.
Ma un fumetto?
Come funziona la cosa con un fumetto?


Esempio: L’edizione di Watchmen da € 35, cosa è? Conveniente? O di qualità?
(Ammetto che l’esempio è audace, per me sarebbe stato conveniente anche se me lo avessero fatto  pagare 60 maledetti inutili euro.)
Ma allora è tutto a questo che si riduce?
Al prezzo? Ad una bieca venale questione di bigliettoni?
Allora tanto per fare l’avvocato del diavolo, torniamo in fumetteria, con un budget diciamo di 27 euro tondi tondi, il tizio barbuto (che non capisce un cazzo di fumetti, infatti apposta c’è venuto con voi)  vi sventaglia sotto il naso dua albi completamente diversi tra loro.
Nella mano destra impugna curioso il primo dei sei numeri di “Justice” di Alex Ross e Jim Krueger (in tutto circa € 27)  nella sinistra impugna altrettanto curioso, un volume di un certo Ralf Koenig,  “Come Conigli” l’editore Baldini&Castoldi  a circa €17 e vi dice:
“Secondo te cosa è meglio qualità senza risparmio o risparmio senza qualità?”
Alzando prima la miniserie di Ross, come per dire, anche io riconosco la qualità quando la vedo, e poi la Graphic Novel di Koenig, allo stesso modo di come nel supermercato tirerebbe sù il detersivo farlocco.
Ora si che potete mandarlo a cagare!
Eh si!

Il fatto è che Justice  è una miniserie, dalla qualità grafica indubbiamente superiore, grazie alle tavole iperrealiste di Alex Ross, ma è pur vero che leggerlo senza addormentarsi costantemente ogni due pagine è decisamente un lavoro per Superman.
E’ come quel film di Bergman, Fanny e Alexander, è indubbiamente un film di qualità ma potrete dirlo solo dopo un mese, in cui lo avrete visto a rate!
Quindi forse non è solo un questione di bigliettoni, ma volendo fare la scoperta dell’acqua calda la convenienza è data dall’appetibilità del fumetto nel suo totale.


E Konig diciamolo, è molto più appetibile di “Justice”, e non è una questioni di opinioni, non è riconducibile alla solfa: "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace" quello di Koenig è obbiettivamente un gran bel fumetto, potete dirlo al vostro discepolo con un tono di superiorità tipica dei professori stronzi.
Insomma a chi veramente serve l’ennesima miniserie fuori dalla continuity del DC-Universe, con protagonisti ancora una volta i Supereroi e i Villains della Silver Age?
A chi serve veramente l’ennesima miniserie con il classico schema narrativo, e cioè che i buoni per quanto nella merda sono vincono sempre?
A me no, a voi nemmeno e al pirla del detersivo tantomeno.

 La verità è che in questo caso, per quanto si presenti graficamente “povero” (sia chiaro… ad un profano) il geniale “Come Conigli” di Koenig, (ma più in generale tutta la sua produzione) è una delle graphic novel più divertenti, ironiche e irriverenti degli ultimi anni.
Lo stile grafico che ricorda i personaggi dei fumetti di Daniele Panebarco solo un pizzico più attento nelle espressioni.
I dialoghi è i contenuti della storia sono una cosa a parte.

Horst e Sigi sono compagni di scuola alle elementari…dopo una breve intro di poche pagine nelle quali ascoltiamo gli spassosi dialoghi dei due in una normale mattina mentre si recano a scuola…li ritroviamo adulti, vicini di casa.
Horst un etero, fidanzato e con un rapporto di coppia decisamente alla frutta,  Sigi un gay fidanzato anche lui, ma in qualche modo decisamente poco fedele al suo compagno.
Il primo viene piantato dalla fidanzata (un cesso, tra l'altro aperta e chiusa parentesi) dopo che lei ha scoperto che lui vede (ma sembra che sia ancora più grave che li compri) i porno di nascosto, il secondo alla vigilia del giorno in cui doveva presentare il suo fidanzato alla mamma progressista (che desidera vederlo addirittura sposato in uno dei primi matrimoni gay della storia della Germania) sputtana tutto dopo aver per l’ennesima volta cornificato il suo lui.

Come vi dicevo, la narrazione, lo svolgersi della trama è condito da dialoghi diretti, veloci e fantastici, i personaggi sono caricaturali, lo specchio di questa odierna società, e Koenig, attento osservatore della comunità gay, dipinge un quadro satirico e spiritoso di questa realtà che è tanto presente quanto ignorata, specie in questa retrograda Italiaccia di tronisti e veline.
Esilaranti i momenti intimi di coppia, sia quelli etero che quelli omosessuali, Konig prende tutte le debolezze umane e le descrive con il suo tratto minimalista e i suoi teatrini esilaranti.
Da morir dal ridere.


Insomma al barbuto alla fine ditegli così: "Fidati prendi Koenig, lascia perdere Justice, dei 27 ne spendi 17 e ti avanza anche qualche soldo per farti un kebab qua alla rosticceria a fianco, ora però aspettami in cassa e non rompermi più le palle...non hai idea della fatica che sto facendo per mettere insieme la saga dei Vendicatori Divisi!"
Baci ai pupi.

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