mercoledì 17 novembre 2010

Colora la tua Sailor Moon! [1997]

Retrocover di Speed Demon n. 9
[Lo scritto che segue comparve nel numero 8 della - splendida! - queer-zine SPEED DEMON n. 9 (autunno 1997), che realizzavo insieme a un piccolissimo ma agguerrito gruppo di persone (Flavio, Magou, Ango, Bartolomeo Migliore ecc.). Facevamo questa fanzine con carta, forbici, colla, scotch e fotocopiatrice, si era nell'epoca pre-personal computer. Collaborai a Speed Demon dal 1992 al 1997. La fanzine cartacea non esiste più da qualche anno; il sito web è "in costruzione" da qualche anno; esiste una pagina facebook che purtroppo non rende assolutamente giustizia a quella lussureggiante, meravigliosa fanzine! nda]


Sailor Moon è ormai un’icona gay. Alla manifestazione di Venezia per il Gay e Lesiban Pride [siamo nel 1997 – nda] c’era chi ostentava la sua immagine su t-shirt, bandiere o quant’altro. Con gran dolore di noi fans è anche finita la serie televisiva che per quasi tre anni ci ha raccontato le meravigliose avventure delle Guerriere Sailor, la loro lotta per ristabilire amore e pace in questa terra devastata, i loro amori, i loro problemi, le loro angosce. Naoko Takeuchi, l’autrice, ha fermamente dichiarato che non ci saranno deroghe né proroghe: la serie è davvero terminata.
Tsukino Usagi, la ragazzina delle scuole medie che ci ha stregati col nome di battaglia di Sailor Moon, continuerà a vivere la sua vita di futura Principessa Serenity in una dimensione parallela alla nostra, come archetipo collettivo, nuovo mito, divinità dell’immaginario, fatta della stessa materia di cui sono fatti i sogni… e senza spot pubblicitari intermedi!
Non è un caso, naturalmente, che questo cartone animato giapponese sia assurto alla gloria di icona gay: come in molte opere “destinate all’infanzia” anche questa si prestava a molteplici livelli di lettura e i milioni di fruitori adulti che in tutto il mondo hanno sintonizzato per 20 minuti al giorno i loro cuoricini con quello, immenso, di Sailor Moon, non hanno tardato a leggervi amore, tolleranza, rispetto per la ricchezza delle “diversità”, per l’amicizia. Il tutto condito da esilaranti gag, da esibizioni di performances soft -sadomaso e da un alone di sesso assolutamente stuzzicante.
Questa volta le censura mediasettiana, per quanto abbia agito come al solito con forbici affilate, non ce l’ha proprio fatta a snaturare completamente l’essenza del cartone, pena la cancellazione completa della serie. Una serie che è stata in assoluto la più seguita nel mondo da quando esistono i cartoni animati, con conseguenti risvolti commerciali da capogiro, non poteva essere persa da mediaset! Dunque, nonostante il continuo tentativo di stravolgimento, le scene tagliate – ne parliamo dopo – e l’abile lavoro di “mascheramento” eseguito in fase di doppiaggio, in Sailor Moon sono tuttavia rimaste intatte le potenzialità “trasgressive” del cartone. Questo ha mandato fuori di testa alcuni strizzacervelli sparsi per la Penisola, i cani da guardia del sistema fondato sulla “normalità”, folli di gioia per l’acquisizione di una nuova nemica, felici perché era da troppo tempo che non si scatenava una bella polemica sui cartoni giapponesi, quelli violenti, fatti col computer (ma quando mai, ignoranti!), quelli che “esaltano i valori dello scintoismo” - sentito in tv con le mie belle orecchie – quelli fatti da piccoletti gialli che han perso la guerra.
Santo Disney: salvaci tu! A proposito: la Disney da anni attinge, diciamo così, alle produzioni giapponesi senza sborsare una lira per eventuali diritti d’autore, ma chi se ne frega, lasciamo queste beghe industriali agli industriali.
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In Sailor Moon ci troviamo su territori ambigui, non tutto è così ben delineato come in Heidi, per esempio, e ciò genera brividi di libidine agli strizzacervelli. “Questo cartone animato può provocare devianze nel comportamento sessuale dei bambini; in essi la sessualità si sviluppa anche per imitazione e Sailor Moon, così forte e vincente, è diventata un modello di comportamento anche per i maschi. Ci sono stati ragazzini che hanno femminilizzato il loro modo di vivere chiedendo perfino di poter vestire come quest’eroina.”
Queste "sante parole" sono di Vera Slepoj, presidente della federazione italiana degli psicologi. Non mi stupisce che un cane da guardia faccia il suo mestiere, però mi incuriosisce che, per esempio, gli aspetti lesbici di Sailor Moon non siano neanche stati presi in considerazione dagli strizzacervelli. Forse non ne hanno veduta neppure una puntata? Forse il comportamento “deviante” (?) delle bambine non è nemmeno da prendere in considerazione in quanto potenzialmente non esistente?
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 “L’amore non esiste solo tra sessi diversi” dichiara candida Naoko Takeuchi, sempre lei, l’autrice, e infatti due delle Guerriere Sailor sono una coppia lesbica, profondamente innamorate l’una dell’altra. Si tratta di Haruka Tenou/Sailor Uranus (“Il mio nome è Sailor Uranus e vincerò con la forza!”) e Michiro Kaiou/Sailor Neptune (“Sono Sailor Neptune e vincerò con la grazia!”). Mascolina e zazzera corta la prima, dolce – ma micidiale in combattimento – e dai lunghi capelli verdi la seconda. Le due amanti sono le Guardiane del Sistema Solare Esterno e il loro primo incontro con le Guerriere Sailor della terra tra cui Sailor Moon, ha provocato divertentissime gag all’insegna dell’ambiguità (anche se per me era tutto così chiaro…): tutte le Sailor si sono immediatamente innamorate di Haruka Tenou, scambiandola dapprincipio per un ragazzo, cosa che la stessa all’inizio – molto divertita e stuzzicata dalla cosa – si è ben guardata dallo smentire. Quando il gioco si è fatto più pesante, e pressante la gelosia di Michiro, è stato chiarito che loro due stavano insieme, dunque per le altre ci sarebbe stato spazio per l’amicizia e l’ardore per la comune missione di difesa della terra, non per l’amore erotico e romantico.
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Altri episodi che avrebbero fatto sbavare di lussuria la psicologa-per-famiglie di turno, e l’intero stuolo di psico/psycho, se soltanto avessero avuto la decenza di visionarli, appartengono all’ultima stagione del cartone, quella intitolata “Sailor Stars”, vera miniera di “perversioni” per le menti innocenti. In quest’ultima serie le forbici della censura hanno fatto scempio e strazio del cartone, snaturando la vera essenza della narrazione, stravolgendo senza pietà il senso dei fatti accaduti, ma salvando i piccini e le piccine da sicure turbe mentali… e facendo spendere fortune a quelli come me che dovranno procurarsi gli originali in giapponese, per poter gustare almeno le immagini finali senza la “mediazione” di mediaset.
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In uno di questi episodi, non censurato, una ragazzina recapita timidamente un messaggio d’amore a Tsukino Usagi ( l’identità umana di Sailor Moon); quest’ultima – dispiaciutissima – le comunica con dolcezza ed estrema delicatezza che il suo cuore è già impegnato, ma che può offrirle comunque tutta la sua amicizia. Non so se ci si rende conto delle potenzialità positive del messaggio contenuto in tutto ciò… e la cosa non risulta essere per nulla sminuita dal fatto che si è trattato di un equivoco (la ragazzina infatti voleva che Usagi recapitasse la lettera a un ragazzo… di che “ragazzo” si tratti lo vediamo tra un attimo!).
Le Sailor- amiche di Usagi la sfottono moltissimo per la gaffe commessa accusandola, affettuosamente, di presunzione: crede forse di essere così bella da fare innamorate tutti (tutte!) di lei?!?
Ma le cose si fanno ancora e ben più succulente quando, nel liceo di Usagi, si iscrivono i tre componenti dei Three Lights: il gruppo musicale “idol” del momento. Seya Kou, Taichi Kou e Yaten Kou – evidentemente fratelli – fanno letteralmente impazzire tutto il paese, vendono milioni di album e fanno concerti i cui biglietti vanno sold-out in pochi minuti. Contemporaneamente  al loro arrivo nel liceo di Sailor Moon appaiono in azione tre nuove misteriose Guerriere Sailor, dallo splendido look succinto e sadomaso, cuoio/pelle/borchie a volontà…
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Ed è qui che il cartone affronta un argomento narrativo mai trattato prima da un serial “per bambini”: le tre nuove Guerriere Sailor altri non sono che i Three Lights!!! E non si parla di semplice travestitismo ma di vero e proprio fenomeno transex/transgender: durante la trasformazione infatti, i tre fratelli Kou subiscono una mutazione di sesso e diventano le potenti Sailor Starlight. “Abbiamo attraversato l’oscurità della notte, abbiamo percorso i cieli più liberi, siamo le tre sacre Stelle Cadenti: Sailor Star Fighter, Sailor Star Maker, Sailor Star Healer! Le Sailor Starlight sono qui!”
I/le tre combattenti transex sono state trasformate dalla censura italica, tramite il doppiaggio, in entità separate: i tre fratelli Kou si “ritirerebbero” per lasciare entrare le loro “sorelle gemelle” e il loro cambio di sesso, con scene di completa nudità durante la trasformazione, è stato evitato col fermo immagine da parte di mediaset, che ha eliminato così i fotogrammi “incriminati”. Ma la storia originale non è assolutamente così, la storia prevede un continuo cambio di sesso delle/dei tre, e questo è stato dichiarato senza mezzi termini dall’autrice.
Seya/Sailor Star Fighter si prende anche una fortissima sbandata affettiva per Sailor Moon e i suoi sentimenti non cessano a trasformazione avvenuta, anzi! Commovente, anzi straziante, è poi l’addio che in punto di morte si danno Sailor Uranus e Sailor Neptune: le due amanti si sono sacrificate per permettere alle altre guerriere di prendere tempo nella lotta contro Galaxia – l’incarnazione del Caos.
Anche un importante tabù cristiano verrà messo in discussione in questa splendida serie animata: tutte le guerriere morte risorgeranno infatti al termine della battaglia, consolandoci così della lacrime spese in precedenza.
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.Nelle scene finali dell’ultima puntata – la duecentesima  - durante la lotta di Sailor Moon contro la regina Galaxia, la censura si è abbattuta come un maglio. E’ stato tutto un fermo immagine (operato certamente da Alessandra Valeri Manera, incubo di tutti i fan di cartoni animati giapponesi trasmessi da mediaset) condito da una voce narrante che ha reso tutto un guazzabuglio quasi incomprensibile. Ciò è stato necessario, a detta dei responsabili mediaset, in quanto durante le fasi finali della battaglia – e stiamo parlando di parecchi minuti –  Sailor Moon combatte completamente nuda. Lo strazio operato dal togli-e-taglia non ha impedito ai fruitori più adulti di godere di duecento puntate di un cartone animato di una bellezza e di un’importanza direi storica nel mondo dell’animazione “esportata” ad uso televisivo.
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Fortunatamente , per i fan più accaniti, continua ad uscire in edicola ogni mese – per i tipi della Star Comics – il manga (il fumetto) di Sailor Moon. Sebbene il manga sia più indirizzato a un target di bambine e ragazze dai 5 ai 14 anni, esso riproduce però con moltissime differenze sia contenutistiche che di stile (infinitamente più raffinato quest’ultimo nel fumetto), le avventure della nostra eroina, senza tagli né censure né banali “traduzioni” italiane nei nomi delle protagoniste e mantenendo intatta, soprattutto, la forte carica sensuale ed erotica. Esistono in Giappone molte produzione animate gay e lesbiche, non dsetinate alla televisione ma al mercato dell’home video, e la stessa cosa vale per moltissimi fumetti. Di tutto ciò parlerò nei prossimi numeri di Speed Demon.
“Posso chiederti una cosa, Marta?...”
“Dimmi, che cosa c’è?”
“Per te Sailor Moon esite davvero?”
“Mmm… mi dispiace, è una domanda a cui non so rispondere.”
“…allora è solo un personaggio inventato?...”
“Dimmi la verità: tu sei convinta che esista veramente?”
“Eh? Beh… sì!...”
“Bene. Allora esiste! La cosa più importante è esserne convinti,. Lisa.”
“Evviva!!!”



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