mercoledì 17 novembre 2010

CHIRON

CHIRON nn. 1 e 2, di Filippo Messina testi e disegni
spillati, 40 pagine b/n - 3,00 euro cad.- Freak Show
.
E' un progetto ambizioso quello di Chiron, serie della quale ad oggi sono usciti i primi due volumi: Mali estremi ed il séguito La sindrome di Pandora disponibile da poche settimane.
I
l suo autore Filippo Messina costruisce un universo coerente, con leggi e regole proprie, e proprie storia e geografia, nel quale fa muovere i suoi personaggi. E' un universo simile al nostro, anche lì è esistita, per esempio, la cantante Sarah Vaughan ed è stato girato il film Woyzeck e ciò ci fa comprendere che forse ci troviamo in un luogo che è il nostro stesso universo come avrebbe potuto essere.

E' su Jarva, un'isola dell'emisfero australe, che si trova la metropoli di Pazzorre, il luogo con la maggior concentrazione di attività metaumane, registrate massicciamente dall'inizio degli Anni 60. A Pazzorre si trova il Chiron Center, particolarissimo ospedale specializzato nella cura dei metaumani - o "numi metropolitani", come vengono anche chiamati in tv - e degli umani rimasti vittime degli scontri tra vigilantes e criminali in costume. Il Chiron Center è però anche il luogo nel quale si celano misteri e segreti pericolosi e molte delle persone che vi lavorano sembrano avere dei segreti da nascondere. Inoltre l'ospedale è anche il centro della morbosa attenzione di ambigui individui che ne vorrebbero la chiusura, se non la distruzione...
Il filo conduttore dell'intreccio sono dunque i metaumani: supereroi e villains, che riempiono il cielo e la città sottostante con la loro numinosità la cui connotazione "buona" o "malvagia" non è sempre così netta, com'è giusto che sia in ogni fumetto supereroistico revisionista.
La storia è ricchissima e il tempo di lettura ne è uno degli elementi di conferma, ci si perde piacevolmente tra esseri metaumani, intermondi [dei quali, per inciso, non si vede l'ora di saperne di più...], omicidi, complotti, magia, alieni. 


da Chiron vol. 1 'Mali estremi' di Filippo Messina.

L'unica cosa che grazie al cielo manca è la noia.
I personaggi di Chiron hanno tutti un certo spessore (non solo inteso come abbondanza fisica, che certo non manca nel fumetto), sono dotati di intensità e vita propria, sono ben costruiti e sono in grado di suscitare affetto o repulsione, simpatia o compassione.
L'urgenza di raccontare può produrre talvolta un po' di confusione: è giusto che non ogni lettura scorra via senza nulla lasciare, ossia benvengano narrazioni complesse come Chiron che richiedono un certo impegno e concentrazione da parte del lettore, ma nel caso specifico il grande numero di balloons manca di un po' più di ordine, in certe tavole, che risultano quindi deficitarie in quanto a scorrevolezza. Piccolo difetto che l'autore saprà certamente evitare in futuro.
.
Il disegno di Filippo Messina non è "realistico", non è "cartoonesco", è una efficace via di mezzo nel senso che tra oggetti, ambienti e prospettive di tipo realistico agiscono personaggi che presentano spiccate stereotipie grafiche cartoonesche, che "esagerano" per così dire le caratteristiche fisiche e psicologiche.
Una particolarità molto interessante è che diversi personaggi di Chiron, quasi in opposizione alle stereotipie cui si è accennato più sopra, escono decisamente dai classici... stereotipi fumettistici. Cioè donne e uomini non riproducono il "falso realismo" tipico delle storie supereroistiche, nelle quali le donne sono tutte splendide top model e gli uomini potenziali Mr. Universo e dove l'alterità e la diversità estetica sono esclusivo appannaggio dello straordinario. In Chiron vediamo donne che hanno nasi e sederi "troppo grossi" (secondo i canoni estetici imposti), travestiti obesi e affascinanti, infermieri e medici dall'aspetto bear, poliziotti calvi e criminali iperirsuti... 


.da Chiron vol. 2 'La sindrome di Pandora' di Filippo Messina

L'impatto visivo risulta in questo modo vivacissimo, interessante, ben lontano dalla banalità e dall'estetica "consolatoria" e spesso piatta dei fumetti di supereroi.
Pochissimi sono gli spazi lasciati vuoti: Messina ama riempire di dettagli le vignette; dettagli che aggiungono piccole storie alla storia principale e aumentano il divertimento del lettore, piccole gag di sottofondo, tracce disseminate con disinvoltura.
E' divertente scoprire i mille dettagli e i simboli sparsi ovunque, persino negli spazi bianchi tra una vignetta e l'altra, talvolta con ironia, talvolta con ammiccamenti ad altri famosi universi fumettistici che l'autore prende come riferimento sia per la narrazione che per una sorta di destrutturazione, appunto "revisionista", del fumetto supereroistico.
Per chi scrive Chiron ha rappresentato una felice scoperta, l'immersione in una lettura coinvolgente e il conseguente desiderio di continuare quanto prima a leggerne il seguito.
.

                   


Nessun commento:

Posta un commento