mercoledì 17 novembre 2010

All-Star Superman

ALL-STAR SUPERMAN, di Grant Morrison | Frank Quitely
12 albi usciti negli USA dal 01/2006 al 10/2008 - DC Comics
In Italia: vol. brossura, 304 pag. col. 22 euro - Planeta DeAgostini

Ho sempre avuto una buona memoria. Per tutto, fumetti compresi. Ricordo particolari assurdi e dimenticati di fumetti che ho letto 15 o 20 anni fa, e penso sia normale quando si tratta delle letture fumettistiche a cui si è più legati. Ma è normale anche che a un certo punto non sia più così. La memoria buona ce l'ho ancora, ma ho letto così tanti fumetti, e soprattutto ne compro così tanti ogni mese, che ormai faccio fatica a ricordarmeli già il giorno dopo. E non solo perché il genere supereroisico in anni recenti mi ha dato sempre meno soddisfazioni... infatti tendo a dimenticarmi pure quelle letture che mi piacciono. E non posso nemmeno permettermi di rileggerle: cosa direbbe, se potesse parlare, la pila di volumi mai letti? C'è da sentirsi in colpa a tenere un fumetto in sospeso per un anno o due (o anche... cinque o sei. Possibile? Come no...) mentre se ne tira fuori dalla libreria uno già letto.

E qui arriviamo ad ALL-STAR SUPERMAN di Grant Morrison e Frank Quitely, pubblicato questo mese in Italia in un volume cartonato da Planeta DeAgostini. Mentre vedo i miei amici che lo comprano e gli utenti dei forum che ne discutono per pagine e pagine, ripenso a quando avevo letto quel bel ciclo di dodici numeri in albetti americani che ormai appartengono al passato. “Che fortuna”, penso, “hanno tutti quelli che non lo hanno mai letto: stanno per scoprire un bel fumetto; io l'ho già letto, quindi devo dedicare il mio tempo alle novità”. Colpo di scena: chi rende possibile a tutti voi di leggervi e godervi Fumettidicarta, mi chiede una recensione di ALL-STAR SUPERMAN. Ed è allora che mi rendo conto che di quei dodici albi non ricordo praticamente nulla. Le sensazioni provate quando la serie uscì me le ricordo, ma tanti particolari stati cancellati.. Allora di che dovrei parlare? Andrebbe bene a Orlando e ai lettori di Fumettidicarta se la recensione fosse questa?

“E' di Morrison. Troppo ganzo. Figo. Imperdibile. Superman mi fa schifo ma Morrison lo scrive bene non-lo-credevo-possibile-oddio-che-roba-bella-la-farò-leggere-a-tutti-perché-è-di-Morrison-e-deve-stare-alla-pari-con-i-più-grandi-capolavori-della-letteratura-mondiale”.
Più o meno ne parlano tutti a questa maniera...
Poi mi dico che no, a Orlando e ai lettori di Fumetti di Carta non andrebbe bene, e compio il gesto proibito: tiro fuori i dodici numeri di ALL-STAR SUPERMAN pubblicati dalla DC Comics tra il 2005 e il 2008 e me li rileggo tutti in fila.
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E, inutile nasconderlo... ne sono proprio contento. Perché il lavoro di Morrison e Quitely è stato uno dei pochi fumetti di supereroi che ho amato negli ultimi 3/4 anni, e ora non mi rimane altro da fare che spiegarvi perché. Che domande: perché “E' di Morrison. Troppo ganzo. Figo. Imperdibile. Superman mi fa schifo ma Morrison lo scrive bene non-lo-credevo-possibile-oddio-che-roba-bella-la-farò-leggere-a-tutti-perché-è-di-Morrison-e-deve-stare-alla-pari-con-i-più-grandi-capolavori-della-letteratura-mondiale”.
Premessa: amo Superman e i suoi fumetti, ovviamente quando sono fatti bene. Tanti anni fa non mi piaceva, poi iniziai a leggerne le storie migliori e ora non riesco a stare senza. Alla fine ho pure scritto una guida su di lui e ho visto il mio nome su edizioni italiane di diverse sue storie (e succederà ancora). Ma c'è un problema: in pochi anni ho letto decenni di fumetti di Superman, e quindi ora è difficile che un autore sappia stupirmi, perché ho già letto “tutto”, e le “mie” storie, cioè quelle che mi hanno reso un appassionato, ormai sono quelle che sono, e non se ne possono aggiungere altre. In più, negli ultimi 2/3 anni quasi nessuno è riuscito a scriverne delle storie davvero valide.
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Che situazione antipatica. C'è il rischio che la mia passione per l'Uomo d'Acciaio diminuisca, come è successo con l'Uomo Ragno quando a scriverne le storie erano braccia rubate alle fan fiction.
Ma questo Morrison... si mette lì al computer, fa un lavoro esemplare con il primo dei supereroi e il suo mondo e ci si diverte pure, e alla fine ti diverti anche te che lo leggi. Soprattutto se fino a un attimo prima ti viene lo sconforto perché credi che nessuno riuscirà a stupirti e sull'ultimo ACTION COMICS sprec... usano 22 pagine per spiegarti come coesistono tutte le versioni esistenti del Giocattolaio.
C'è tutto. Tutto quello che serve per ricordarmi come mai mi piacciono i fumetti di Superman.
La dolcezza e la risolutezza di Lois Lane, l'intraprendenza di Jimmy Olsen, l'arroganza di Steve Lombard, la leggerezza di Cat Grant, la tragica diversità di Bizarro, la cattiveria senza pari di Lex Luthor... e la semplicità di un uomo che può spostare i pianeti ma riesce a essere anche più umano di noi. Quel Superman che dalla copertina del primo numero ci guarda con espressione serena, seduto su una nuvola e ben lontano dalle miserie del mondo. Verrebbe da dire che nessuno è più felice di lui, anche se poi leggendo la storia scopriamo che preoccupazioni ne ha eccome: pare che stia morendo, quindi un po' di ansia ce l'ha.
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No, non vi dico come ne esce (o se ne esce). Preferisco parlare di come Morrison porta avanti la sua leggenda.
Esistono tante versioni di Superman. Golden Age, Silver Age, Bronze Age, post-Crisis, post-Birthright, post-Infinite Crisis... cambiano dei particolari, cambiano i periodi storici, ma la sostanza rimane sempre quella: più veloce di un proiettile, più potente di una locomotiva, capace di saltare i palazzi con un solo balzo... chi conosce il personaggio senza esserne un esperto non vi saprà dire cosa differenzia l'Azzurrone Golden Age da quello post-Birthright (anche perché neanche sa cosa siano, la Golden Age o BIRTHRIGHT, e vive bene anche così), ma avrà ben presenti le caratteristiche di base del personaggio. Ultimo figlio di Krypton, adottato da una coppia di contadini, giornalista per un importante quotidiano nei panni di Clark Kent, innamorato di Lois Lane, supereroe in costume rosso e blu. Le ha ben presenti anche lo scrittore scozzese: il suo Superman non appartiene a nessuna delle ere sopra elencate, diciamo piuttosto che è una somma del meglio di ognuna, con una certa predominanza di stile e tematiche Silver Age (gli anni '50/60). Per dirla in parole povere: è il Superman che leggevano mio padre e i suoi amici su GLI ALBI DEL FALCO della Mondadori, ma scritto con una sensibilità moderna.
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E' un Superman abituato a cose “grandi”, che per lui sono normali. Dimensioni alternative, viaggi nel tempo, tecnologie avanzatissime, civiltà aliene. Tutte cose che noi comuni mortali guardiamo con stupore, ma che per lui, l'Uomo del Domani, sono comuni, piccole. Come la chiave che apre la Fortezza dela solitudine, una chiave di dimensioni normali (che sostituisce la pacchianissima chiave gigante vista fino a metà anni '80), ma fatta di un materiale ultrapesante che solo lui può sollevare. Il fantastico come normalità: questi sono supereroi, può succedere l'impensabile. E' tutto magia, è tutto sogno. E a me va bene così, perché certe volte i fumetti per lettori “sofisticati” in cui il supereroe viene umiliato e decostruito li butterei tutti in mare, e pure quelli che esistono solo per accontentare chi vuole vedere ricucite tutte le falle della continuity con toppe che sono più assurde degli errori che vanno a correggere.
Oh, un'altra cosa. Morrison ha addirittura creato nuovi personaggi: l'eccentrico Leo Quintum, magnate e scienziato che avrà un ruolo importante nel corso dei dodici capitoli, e il “Bizarro alla rovescia” Zibarro. E' un evento: oggi la creazione di nuovi personaggi è rara, dato che gli autori sono troppo impegnati a usare il loro tempo per ripescare quelli vecchi.
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Cari lettori, qui su ALL-STAR SUPERMAN abbiamo un fumetto per chi ama i fumetti. E sarà meglio tenerselo stretto, perché in giro ce ne sono pochi. E questo mi fa riflettere su una cosa... ALL-STAR SUPERMAN è bellissimo, eccezionale. Bene. Ma non è un po' triste pensare che un fumetto così, bello, ben scritto, ben disegnato, che va avanti per la sua strada ignorando crossover e matasse di continuity, un fumetto che racconta una storia insomma... sia un'eccezione? Quello che oggi Morrison e Quitely ci hanno permesso di leggere in dodici albi, nel passato c'era chi me lo faceva leggere per anni, e in più serie diverse. Oggi invece sembra che un titolo per tutti e che “fa bene al fumetto” sia un lusso. E quanto ce lo siamo sudato... dodici numeri in circa tre anni non sono un po' pochini? C'erano una volta... autori che la qualità sapevano regalarcela ogni mese.
Non è che voglio sminuire la saga di Morrison e Quitely, eh... l'avrete notato che questa è una recensione positiva, no?

Passando ai difetti, se proprio voglio trovarcene qualcuno: il capitolo più celebrato, il sesto, non è mai riuscito ad emozionarmi troppo. Forse per via di quei Superman alternativi che rendono troppo cosmica quella che poteva essere una vicenda più umana; e il finale del 12 è un po' troppo “santino”.
Preferisco senza dubbio il terzo capitolo, dedicato al compleanno di Lois Lane, oppure il quinto, sull'inquietante figura di Lex Luthor. E che dire dei numeri 7/8, con Bizarro e Zibarro?
Passiamo ai disegni: quando fu annunciato Quitely a me non sembrò una buona scelta... a mio parere non aveva lo stile adatto per disegnare l'Uomo d'Acciaio. E invece sbagliavo, perché il suo stile è adatto, sì... è adatto per un Superman garbato, calmo, che più che combattere parla e ragiona. Come quello Silver Age, figura patriarcale accantonata da decenni nelle serie regolari, ma che in ALL-STAR SUPERMAN funziona alla perfezione.
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Ad essere onesti, negli ultimi numeri mi sembra che abbia tirato un po' via... facendo comunque un lavoro da lodare.
In America ALL-STAR SUPERMAN è iniziato nel 2005 ed è finito nel 2008, portandosi a casa nel frattempo qualche premio della critica. Purtroppo gli speciali che Morrison desiderava scrivere, ognuno con un disegnatore diverso, sembrerebbero finiti nel dimenticatoio, ma nonostante questo la bella serie di Morrison e Quitely ha lasciato un'eredità più o meno evidente nelle testate mensili di Superman. Geoff Johns, Greg Rucka e James Robinson hanno cercato di riprendere alcuni elementi di questa perla, anche se per ora il loro lavoro rimane molto, molto al di sotto di quello dello scozzese. Pazienza. Magari un giorno affideranno tutti a Grant e i fumetti di Superman mi renderanno di nuovo felice...
Voi nel frattempo se non lo avete ancora fatto andate a leggervi ALL-STAR SUPERMAN: se amate Superman, lo amerete ancora di più. Se lo odiate, inizierete ad amarlo.
Di sicuro non resterete indifferenti.

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Collegamenti Esterni:
• DC Comics
• Planeta DeAgostini

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