sabato 24 aprile 2010

BATMAN: HUSH



Questo articolo non era previsto. Per l'aggiornamento ormai “avevo già dato”, e gli altri argomenti che avevo in mente intendevo svilupparli in aggiornamenti futuri. E poi cos'è successo?
E' successo che Planeta DeAgostini ha ristampato da pochissimo, all'interno della collana BATMAN – LA LEGGENDA (numeri 19/20), una delle mie saghe preferite dell'Uomo Pipistrello. Ho comprato quei due volumi, li ho messi su uno scaffale, e poi li ho ripresi per sfogliarli... e il risultato è sempre lo stesso di qualche anno fa: Hush mi fa ancora impazzire. Quindi mi sono detto... “Perché non scrivi qualcosa per Fumetti di Carta su questa storia?”
E dunque eccomi qui, pronto a parlare di una delle storie batmaniane più importanti di questo decennio.

Breve premessa: al Batman moderno è successo di tutto. E senza andare troppo indietro, mi basta ricordare gli eventi avvenurti dalla fine degli anni '90 in poi... il terremoto, Gotham City dichiarata Terra di nessuno, il Joker che uccide la moglie del commissario Gordon, il ferimento e pensionamento di quest'ultimo, l'omicidio di Vesper Fairchild e il successivo arresto di un innocente Bruce Wayne, l'evasione. Dopo tutta questa serie di sconvolgimenti e tragedie (apparsi sui titoli di Batman tra il 1999 e il 2002), alla fine del 2002 la DC Comics decide di rilanciare ulteriormente uno dei suoi due personaggi di punta affidandolo a due autori famosi e popolari perché offrano ai lettori una storia “iconica”, che presenti cioè tutte le caratteristiche che hanno fatto la fortuna del Caped Crusader.
Con BATMAN 608 inizia dunque Hush, storyline in 12 parti (tutte pubblicate sulla stessa serie) scritta da Jeph Loeb e disegnata da Jim Lee. Ed è un successone. Sì, chiaro, “successone” se paragonato alle vendite di altre serie di questi anni. Ma andiamo avanti.

Loeb, quel Loeb che ora va tanto di moda considerare un demente (magie di Internet), è sempre stato un abile scrittore, uno di quelli che quando lavorano su un character storico non svolgono mai un lavoro meno che onesto. Lo aveva già dimostrato, per quel che mi riguarda, nelle miniserie “colorate” per la Marvel (ai tempi DAREDEVIL: YELLOW e SPIDER-MAN: BLUE) e in SUPERMAN FOR ALL SEASONS, tutti progetti disegnati da Tim Sale, nonché in un lungo e riuscitissimo ciclo di SUPERMAN, serie che aveva risollevato dopo anni di miseria sotto la guida dell'editor Eddie Berganza (e con l'aiuto di Joe Kelly sulla testata sorella ACTION COMICS).

Lee... beh, lui è anche più famoso. Diventato un divo durante la parte finale del ciclo di UNCANNY X-MEN scritto da Chris Claremont, Jim è uno dei fondatori della Image e il creatore di progetti sempre seguitissimi come gli originali WILDC.A.T.S. e parte di Heroes Reborn. Non è che io sia un fan dello stile Image, e se voglio essere onesto fino in fondo l'ho odiato a lungo, però non si può non riconoscere una cosa: Jim Lee fa vendere. Ovunque venga collocato.

Ricapitolando, abbiamo uno scrittore amato da pubblico e critica e un disegnatore che attira i lettori qualsiasi cosa faccia. E un personaggio popolare e conosciuto in tutto il mondo che ha giusto bisogni di vendere un pochino di più. Tre ingredienti che, sommati, danno Hush.
Dopo che qualcuno taglia una batfune all'Uomo Pipistrello mentre sta volteggiando, l'alter ego di Bruce Wayne se la vede brutta: la caduta gli provoca un grave trauma cranico, e solo l'intervento di un dotatissimo chirurgo amico di Bruce gli salva la vita. L'amico, Thomas “Tommy” Elliot, è come un fratello per il più noto miliardario di Gotham, poiché i due si conoscono sin da bambini.

Subito dopo il ritorno dell'amico ritrovato, nella vita di Bruce e Batman avviene un colpo di scena fondamentale: l'inizio di una relazione con Catwoman. Quante volte i due sono stati vicini alla nascita di un vero rapporto amoroso? Bene, stavolta la cosa va in porto, e ha effetti molto positivi su Bruce, che dopo i drammi dei mesi precedenti diventa più disteso e umano. E questo è un bene, perché se Batman in questo momento ha parecchi grattacapi, almeno Bruce dovrà pur svagarsi un po': apparentemente per caso, vari classici nemici dell'Uomo Pipistrello (Killer Croc e Poison Ivy) sono tornati in azione, e in più ne arriva uno nuovo, il misterioso e bendato Hush che dà il titolo alla saga. Come al solito torna anche il Joker, che uccide Tommy, e addirittura risorge Jason Todd, il secondo Robin, morto anni prima per mano del Joker.

Chi ha tagliato la Batfune?
Chi potrebbe aver spinto i rogues batmaniani a colpire?
Perché il Joker dice di non aver ucciso Tommy?
E soprattutto... possibile che sia tornato persino Jason Todd?
Molte domande, mentre sullo sfondo continua la relazione tra Bruce e Selina Kyle, alla quale l'eroe rivela persino la sua doppia identità.
Alla fine dei dodici episodi, la complessa vicenda viene risolta, e non si può dire che fosse semplice: sia il Tommy morto sia il Jason Todd adulto erano Clayface, e dietro a tutti gli attacchi diretti al Cavaliere Oscuro c'era l'Enigmista, che ha scoperto la sua identità segreta. Ma la verità sconvolgente è quella riguardante Hush: il criminale è infatti Tommy Elliot, che odia Bruce da quando erano piccoli. Tommy, folle sin dall'infanzia, aveva manomesso l'auto dei genitori perché morissero e l'eredità toccasse subito a lui, ma il padre di Bruce, il Dott. Thomas Wayne, riuscì a salvare almeno la madre di Tommy. Questo impedì al bambino di avere quello che voleva, e gli fece venire in mente la folle idea di farla pagare a Bruce. Le “colpe” dei padri...

E' stato quindi Tommy a far cadere Batman, e quando lo ha operato ha inserito nel suo cranio un dispositivo che ne offusca la ragione.
Roba da matti, direte voi. In effetti sì. Ma non c'è da stupirsene, visto che la galleria dei nemici di Batman ha sempre ospitato personaggi non proprio sani di mente!
E per finire, dopo aver capito che la sua mente è stata manipolata, l'eroe non sa più se i suoi sentimenti per Catwoman sono autentici e la lascia.
Ancora una volta, Batman è solo.
Una storia lunga, complessa, in alcuni punti intricata, di certo non geniale. Epure la amo proprio come quando l'ho letta per la prima volta. Non è un capolavoro, e qui qualcuno dirà “si dice sempre così quando si vuole difendere una storia mediocre!”. In realtà, io dico “sempre così” quando voglio difendere una storia normale dalle critiche di chi non riesce a concepire questi fumetti come uno svago e non come letture colte da esibire con chi vuole solo il “fumetto d'autore”.


No, Hush non è un capolavoro, non è un fumetto d'autore, non è una pietra miliare, non decostruisce il mito di Batman, è solo... una storia di Batman. Ed era proprio quello che volevo quando ho cominciato a leggerla.
Rimasto ai tempi gloriosi di Dennis O'Neil e Neal Adams, ho sempre tollerato a stento il Detective mascherato del dopo Frank Miller coinvolto in situazioni sempre più nere e sempre meno supereroistiche. Anche quando le storie non erano niente male. Invece Hush ha recuperato e riproposto molti temi storici del personaggio, e ricordando che certe cose, quando sono ben scritte, funzionano ancora. Un Batman detective ed eroe, acrobata e lottatore. Dei nemici colorati ma letali. Degli amici fidati. Un Bruce Wayne che ha una vita anche senza la maschera.

Con tutti gli eventi luttuosi dei quindici anni precedenti sembrava che queste cose non fossero più importanti, e che l'unica cosa che andava mostrata fosse un musone in costume che si muove nell'ombra.
Per me è stato come se la vita del personaggio ricominciasse da zero, peccato che subito dopo sono tornate le solite storie deprimenti (e pure bruttine), e solo Grant Morrison è riuscito a farmi divertire ancora (poi è arrivato Batman R.I.P., e allora lasciamo stare...). Tutto merito di Loeb, che ha saputo sfruttare molto bene decenni di tradizione di Batman e non solo i soliti cliché post Milleriani.
Da parte sua, Lee ha svolto un lavoro spettacolare. Non sono un suo grandissimo fan, ma le sue tavole sono davvero potenti... unico grosso difetto, la sua Gotham è forse troppo luminosa, quasi solare. Esagerata, come la rappresentazione di certi personaggi un po' troppo post Image. E nel 2002/2003 la Image prima maniera andava già considerata morta e sepolta.


Che dire di più? Che se volete leggerla avete diverse possibilità, visto che in Italia Hush è stata pubblicata per ben tre volte. La prima edizione è su DC UNIVERSE 1/12 della Play Press, la seconda su BATMAN MAGAZINE 1/12 sempre della Play e la terza è quella citata all'inizio.
Emozionatevi per il bacio tra Batman e Catwoman, esaltatevi per gli scontri tra Batman e i suoi peggiori nemici, chiedetevi chi sia la mente criminale dietro a tutto questo... se succederà, significa che questa storia ormai vecchia ha ancora qualcosa da dire. Già, “vecchia”... perché nel mondo dei comics americani, dove eventoni su eventoni si susseguono senza sosta e gli autori cambiano ogni sei mesi, persino quella che solo sei anni fa era una delle storie più chiacchierate tra i fan ci mette poco ad invecchiare e a non essere più cool. Poco male: io continuerò a ricordarla, ripensando ai giorni in cui BATMAN era l'albo americano che aspettavo con più impazienza.
“Non sarà un capolavoro”, ma... quanto divertimento!