sabato 13 marzo 2010

New York, di Will Eisner


NEW YORK di Will Eisner
Brossura, pg. XII di introduzione, 428 pg. b/n 24,00 euro - Einaudi

Einaudi ha pubblicato nella collana Stile Libero il volume New York di Will Eisner, un grosso tomo di più di quattrocento pagine che raccoglie quattro distinte opere realizzate dall'autore americano fra il 1981 e il 1992.

I quattro fumetti, intitolati New York: La Grande Città (1986), Il palazzo (1987), City People Notebook (1989) e Gente invisibile (1993), hanno come tema comune l'ambientazione a New York, città cara all'autore che non si limita a fare da sfondo ma spesso diventa la vera protagonista delle storie.

E' quello che succede nella prima graphic novel del volume, intitolata non a caso New York: La Grande Città. Nei brevi racconti che la compongono Will Eisner sceglie di volta in volta degli elementi tipici della città - la grata di aerazione della metropolitana, la scalinata di un palazzo, il bidone della spazzatura, la metropolitana, l'idrante, il suono e la finestra - e da oggetti anonimi e insignificanti li trasforma in osservatori, depositari di storie e catalizzatori di piccoli grandi avvenimenti delle vite dei newyorkesi.



City People Notebook invece è un'indagine su come la città incide su abitudini, modi di fare e stili di vita dei suoi abitanti. Eisner osserva in silenzio i suoi concittadini e fissa su un immaginario bloc notes dei brevi flash in cui mostra quanto le persone siano influenzate da tempo, odore, ritmo e spazio.

I due lavori sono complementari. In entrambi Eisner ha un approccio da archeologo delle vite umane, sbucciate per mostrare le scorze che la gente si costruisce attorno per sopravvivere nella giungla di cemento, e da antropologo delle costruzioni cittadine, nelle quali riesce a cogliere l'anima.

Ed è proprio l'anima racchiusa nei muri della città il tema della graphic novel Il palazzo. Dall'introduzione: "Oggi so che quegli edifici, pieni di risate e macchiati di lacrime, sono qualcosa di più di semplici architetture senza vita. Avendo fatto parte di tante esistenze, devono per forza aver assorbito le radiazioni dei rapporti umani."

In Gente invisibile il ruolo della città diventa molto marginale ed emerge una galleria di personaggi eisneriani che si consumano in esistenze tragiche e grottesche.

La tragedia tocca le vite di tutti i personaggi delle quattro opere, persi in esistenze che spesso valicano i limiti della tollerabilità. Per esempio in New York: La Grande Città una madre povera si vede sigillare dal comune l'idrante sotto casa, unica fonte per nutrire il suo bimbo in fasce. Eisner però ama la sua città e i suoi cittadini ed allevia e rende sopportabili e poetiche le loro vite grazie a dei piccoli tocchi di grottesco, dati sia ricorrendo talvolta a idee fuori dal comune (il personaggio di Gente invisibile che viene tagliato fuori dalla società perché un giornale ha pubblicato per sbaglio la notizia della sua morte) sia disegnando i personaggi con fattezze poco realistiche e molto teatrali.