sabato 13 marzo 2010

John Romita Jr.: l'erede delle meraviglie


Ha ragione Marco Lupoi, nell'introduzione al volume JOHN ROMITA JR. – TRE DECENNI DI MERAVIGLIE, pubblicato da Panini Comics, a dire che ai lettori Corno John Romita Jr. non piaceva.

Abituati all'originalità di Steve Ditko e Ross Andru, al dinamismo di Gil Kane e all'eleganza di John Romita padre, i fan italiani dei primi anni '80 non potevano chiudere un occhio davanti allo stile anonimo di un disegnatore dal cognome troppo importante.

Se poi aggiungete a questo il fatto che i disegni di Romita Jr. hanno accompagnato la seconda serie de L'UOMO RAGNO e tutta l'era Marvel Corno al tramonto del 1984, vi renderete conto di come il giovane figlio d'arte da noi avesse una pessima fama.

Ma questo era circa 25 anni fa.
OGGI, e non da ora, il nome John Romita Jr. è sinonimo (forse l'unico) di Marvel Style, una garanzia di professionalità e impegno.

Complice la sua recente visita in Italia per Lucca Comics and Games 2008, abbiamo pensato di offrirvi un lungo e dettagliato excursus sulla carriera di JRJr., dagli esordi ad oggi. Se siete fan dell'autore, rivedrete parecchie cose conosciute. Se invece ne sapete poco o nulla, avrete la possibilità di capire perché a noi Marvel fan Romita Jr. piaccia parecchio.
John Salvatore Romita, nato nel 1952, cresce a stretto contatto con i fumetti. Niente di strano, visto che è il figlio di John Romita, leggendario disegnatore Marvel e DC, l'uomo che assieme a Stan Lee ha firmato le pagine più memorabili di AMAZING SPIDER-MAN negli anni '60/70.
Proprio in quel periodo, tra l'altro, John Jr. ha la sua prima vaga esperienza nel mondo del fumetto: è lui infatti a suggerire a Lee e al padre il personaggio di Prowler, inizialmente "Stalker", che apparirà su ASM 78 (1968).

Le prime prove vere e proprie, però, arrivano intorno alla prima metà degli anni '70: si tratta di copertine per alcuni titoli della Marvel UK, filiale inglese della Casa delle Idee. Niente di importante, ma che gli permette di entrare con umiltà negli ingranaggi dell'editoria.

Pochi poi sanno che almeno in un'occasione è stato anche inchiostratore: il numero 146 di ASM (1975) è un racconto disegnato da Andru è chinato da "John Romita and the gang": la banda in questione è composta da Mike Esposito, Frank Giacoia, John Tartaglione e un ventitreenne Romita Jr., che si cimenta per la prima volta con l'Uomo Ragno. Una prova persa nel tempo, tanto che lui stesso, quando gliel'ho portata perché me la autografasse, non se la ricordava...!

La sua prima storia completa arriva nel 1977: si tratta di un breve racconto in appendice all'undicesimo Annual di ASM, scritto da Scott Edelman. Una prova appena passabile, in cui le chine di Al Milgrom hanno un gran peso. Nessuno scommetterebbe una lira sull'ultimo arrivato, ma la Marvel un anno dopo gli affida un titolo regolare: IRON MAN (dal 115). Sulle pagine di Testa di ferro JRJr. disegna le storie di David Michelinie che condurranno all'importantissima Il demone in bottiglia (IM 128), la celebre storia sull'alcolismo. Alle chine, il fondamentale apporto di Bob Layton, tra l'altro co-plotter, abbellisce e valorizza le matite ancora acerbe dell'artist.

Abbandonato Iron Man nel 1980, Romita Jr. ottiene un titolo prestigioso, alcuni diranno troppo, per un neofita del tavolo da disegno. Si tratta, l'avrete intuito, di AMAZING SPIDER-MAN (dal 208). Sì, proprio la serie che meno di un decennio prima era ancora illustrata dal padre, che ne fu il disegnatore più amato.

Accanto allo scrittore Dennis O'Neil Romita Jr. produce una sequenza di storie non memorabili, ma comunque godibili, che hanno il pregio di riportare Peter Parker al Daily Bugle dopo la parentesi Daily Globe, di introdurre tra i comprimari la veggente Madame Web e di ricreare la tensione sentimentale tipica dei tempi d'oro (il triangolo Peter/Debra Whitman/Biff Rifkin). L'inchiostratore è, praticamente in ogni numero, Jim Mooney. Già inchiostratore di Romita Sr., "Madman" Mooney tenta di far assomigliare lo stile del giovane Romita a quello del padre, creando involontariamente il "mito" che JRJr. si limiti a copiare il suo più famoso genitore. In realtà, basta leggere le storie chinate da altri, come Pablo Marcos o Klaus Janson, per notare come già allora Romitino cercasse di prendere una strada diversa.

Sempre nel 1980 disegna i primi tre numeri di DAZZLER, serie dedicata all'allora più nuova supereroina Marvel e destinata, per la prima volta nella storia del fumetto USA, al solo circuito delle fumetterie. Nel 1982 invece disegna i quattro numeri di CONTEST OF THE CHAMPIONS, prima miniserie Marvel, in cui ha l'occasione di disegnare tutti i supereroi più importanti della casa editrice. Non abbandona però AMAZING, anzi, rimane a bordo anche quando nel 1981 O'Neil viene sostituito da Roger Stern. Insieme, i due realizzano un'eccezionale serie di racconti capaci di ricreare la magia delle storie migliori ma senza rinunciare ad una propria identità. 


Il ritorno di Mary Jane, l'approfondimento dell'Avvoltoio, la morte di Tarantula, l'arrivo di Hobgoblin e molto altro rendono queste storie dei veri classici del periodo. Soprattutto la lunga saga di Hobgoblin viene ricordata come uno dei momenti più alti di AMAZING, ed è un peccato che i suoi artefici non la portino a compimento lasciandola ad altri: nel 1983 la gestione Stern/Romita Jr. si conclude con il numero 251, e il disegnatore passa su un titolo che diventa man mano sempre più popolare, UNCANNY X-MEN (dal numero 175). Sulla serie degli Uomini X scritta da Chris Claremont, però, Romita non si trova del tutto a suo agio: il suo stile si sta evolvendo, e si trova in una fase di passaggio. 

Il cambio di testata, dunque, arriva in un momento particolare, e JRJr., assistito dal pesante inchiostratore Dan Green, produce uno dei suoi lavori meno riusciti. Mi viene da pensare che non sia un disegnatore adatto ai supergruppi. In ogni caso, rimane molto buona la sua interpretazione di personaggi come Wolverine e il Fenomeno, da lui giù rappresentato in un'amatissima doppia storia di AMAZING. Proprio quando Romita sta iniziando a "fare pace" con gli X-Men, nel 1986 Jim Shooter, l'editor in chief, lo chiama a disegnare un nuovo titolo, STARBRAND.

Scritta da Shooter in persona, STARBRAND è la serie di punta del New Universe, linea di testate collocate in un universo alternativo (il Nuovo Universo, appunto) in cui supereroi e superpoteri non sono mai esistiti. Sarebbe "imbarazzante" dire di no al capo, quindi Romita Jr. dice a malincuore addio ai mutanti e inizia questa nuova avventura, coadiuvato da un vero e proprio veterano dei comics, Al Williamson, autore di SECRET AGENT X-9, nelle vesti di inchiostratore. La serie dedicata alle disavventure del giovane Ken Connell, però, non ottiene il successo sperato, così come il resto della linea New Universe, e Jim Shooter viene licenziato dalla Marvel. Dopo 7 numeri, entrambi lasciano la serie, che rimane uno dei prodotti più interessanti e innovativi dell'epoca.

Nello stesso periodo, Romita Jr. disegna anche due episodi di AMAZING (290/291,1987), le prime due parti della saga del matrimonio. Un occhio attento noterà che diversi primi piani di Peter Parker sono inchiostrati da suo padre, inker non accreditato ma desideroso di prendere parte allo storico evento.


Dopo la brutta esperienza di STARBRAND (comunque utile per perfezionare il proprio stile), Romita ha in mente di lasciare i fumetti e di dare un senso alla sua laurea in pubblicità. E' proprio allora che gli viene offerto il lavoro in cui il suo stile, finalmente, esploderà, come lui stesso ammette: DAREDEVIL (dal 250), in quel periodo scritto da Ann Nocenti. Una lunga sequenza di storie (dal 1988 al 1990) che, secondo chii scrive, si salva proprio grazie ai disegni. Troppo piene di retorica le storie della Nocenti, veri e propri comizi a fumetti. Ma le tavole di Romita Jr., così piene d'energia, sono una gioia per gli occhi. Che disegni Matt Murdock e il suo alter ego mascherato, la folle Typhoid Mary (basata sulle fattezze della prima moglie...!), Kingpin, Ultron, Mefisto (sua la versione più mostruosa utilizzata per anni dai disegnatori Marvel) o Silver Surfer, il risultato non cambia: il mix tra gli stili di Frank Miller e Jack Kirby trova ben pochi detrattori, e JRJr. diventa finalmente uno dei nomi importanti della casa editrice newyorkese.

Nel 1990, terminato l'impegno su DAREDEVIL, Romita Jr. torna al suo "primo amore", Iron Man, a partire da IRON MAN 258. Accanto a John Byrne, qui scrittore, produce la saga della Guerra delle armature II, in cui non solo ha la possibilità di cimentarsi nuovamente con l'alter ego di Tony Stark, ma ridefinisce anche il look di criminali come il Laser Vivente, rendendoli più letali che mai. Da notare il fatto che Byrne chiede agli editor di mettere nei crediti prima il nome di Romita Jr. e poi il suo: l'autore inglese, non sentendosi ferratissimo (ehm...) sull'argomento Iron Man, non si sente il "primo della classe" e preferisce che sia l'artist ad avere il posto più importante.

E' dello stesso periodo HEART OF DARKNESS, one shot con i personaggi "duri e cattivi" più popolari del periodo: Wolverine, Punitore e Ghost.


L'inizio degli anni '90 dà a Romita Jr. l'opportunità di lavorare con uno dei maestri indiscussi del fumetto moderno, Frank Miller. Miller ha per le mani un suo script inutilizzato per un film su Devil, e decide di trasformarlo in graphic novel: 64 pagine che dovrebbero rinarrare le origini di Cornetto per le nuove generazioni. La lavorazione, però, va avanti più del previsto, poiché i due autori non fanno altro che aggiungere pagine su pagine. Il risultato è, nel 1993, la miniserie in cinque albi THE MAN WITHOUT FEAR, che rivisita la nascita dello Scavezzacollo in chiave più hard boiled. Non è tanto Devil il protagonista (e infatti appare solo nel finale), ma il giovane Matt Murdock. La miniserie esce nel periodo dello speculator's boom, ed è fornita di copertine metallizzate. Non l'ho mai considerata uno dei migliori lavori di entrambi gli autori, ma rivedere JRJr. su Devil non fa mai male.

Mentre lavora a MAN WITHOUT FEAR, Romita trova anche il tempo per salire a bordo della nave del Punitore. E' dalla seconda metà degli anni '80 che Frank Castle è divenuto uno dei characters più amati dai lettori americani, e la cosa spinge la Marvel a dedicargli una gran quantità di materiale. Nel 1992 è la volta di PUNISHER WAR ZONE, scritta da Chuck Dixon, che John disegna per i primi 8 numeri. Il suo Punitore non è quello dallo sguardo lucidamente folle di Ross Andru, né il belloccio alla Dolph Lundgren di Jim Lee, ma un vero e proprio armadio umano, pericoloso sia armato sia a mani nude. Non è la mia interpretazione preferita del personaggio, ma per i tempi era davvero azzeccata. La rappresentazione romitiana del mondo della malavita, poi, era perfetta.

MWF è inchiostrato da Al Williamson, PWZ da Klaus Janson.
Il 1993 è anche l'anno del ritorno sulle pagine degli X-Men, ancora una volta sul titolo principale UNCANNY con il numero 299. Alle chine c'è nuovamente Dan Green, mentre le storie sono di Scott Lobdell. E' l'epoca dei crossover, dei mega eventi e dei mille spin off. Romita però non rimane a lungo: disegna numeri importanti come il 300, il 308 (in cui Scott Summers e Jean Grey annunciano il loro matrimonio) e parte del crossover del '93 Attrazioni fatali, ma poi per incomprensioni con l'assistente editor Kelly Corvese è costretto a lasciare dopo il 311 la serie nelle mani di Joe Madureira.

Nel 1994, dopo 12 anni, Marvel e DC tornano a far incontrare i loro personaggi di punta. Il ritorno dei team up tra casa editrici è sancito dall'uscita di BATMAN/PUNISHER (pubblicato dalla DC) e PUNISHER/BATMAN (Marvel). Il secondo albo è prodotto dal team creativo originale di PWZ e mostra per la prima volta JRJr. alle prese con un supereroe non Marvel, Batman. La sua interpretazione poderosa dell'Uomo Pipistrello è probabilmente l'unica kirbyana che si sia mai vista su un fumetto. Questa fu la mia prima storia firmata Romita Jr., e confesso che non mi piacque... troppo voluminosi quei personaggi, mi chiedevo come potessero muoversi.

Lo stesso accadde con il suo ritorno sulle pagine dell'Uomo Ragno, avvenuto nel 1995 in piena saga del clone prima su un numero di SPIDER-MAN (il 54, storia di Howard Mackie, chine di Williamson) e poi sulla miniserie SPIDER-MAN: THE LOST YEARS (storia di Jean Marc DeMatteis, chine di Janson). Non riuscivo proprio a farmi piacere quei personaggi così massicci, quasi rocciosi.

Ma avrei avuto presto l'occasione per imparare ad amare l'Arrampicamuri di Romitino...

Sempre nel 1995 John entra nella squadra di autori regolari del Ragno prima con il numero 2 della miniserie SCARLET SPIDER, poi con la serie regolare SPIDER-MAN (dal numero 64). Siamo nella seconda metà della saga del clone, e la star degli albi è Ben Reilly, con un nuovo costume. Non è proprio come disegnare il vero Uomo Ragno sulla testata principale come un tempo, ma Romita Jr. svolge un buon lavoro, migliorando numero dopo numero, anche grazie alle chine di inchiostratori leggendari come Dick Giordano e il "solito" Williamson. 


Per la prima volta dall'addio di Todd McFarlane, che la varò nel 1990, SPIDER-MAN ha grazie al nuovo team creativo un'identità narrativa e grafica stabile. Non c'è da stupirsi dunque se, con la fine della controversa storyline del clone, i due autori rimangano a bordo. Con il numero 75, capitolo conclusivo della lunghissima saga, la testata diventa PETER PARKER: SPIDER-MAN, e mostra il lato più cupo, quasi noir delle avventure dell'Uomo Ragno. In quelle storie, disegnate da uno spettacolare JRJr. in piena maturità artistica e completamente a suo agio con le vicende cagnesche (anche grazie all'inker Scott Hanna), Spider-Man ha spesso a che fare con la malavita, rappresentata da tizi poco raccomandabili come Testa di martello e Don Fortunato, ma non mancano scontri con villains più potenti come Morbius, il Fenomeno, Shocker e Trapster, più un epico testa a testa tra Peter Parker e la sua nemesi Norman Osborn.

Nel 1997, inoltre, Marvel e DC ripetono l'esperimento Amalgam Comics (con le fusioni dei loro eroi più famosi), e Romita può cimentarsi con le atmosfere kirbyane disegnando THORION OF THE ASGODS, one shot che mostra l'unione tra i pantheon di Asgard e del Quarto Mondo.

Proprio questa storia, scritta da Keith Giffen, sarà il suo biglietto di ingresso nel team creativo del rilancio di Thor nel 1998. Con THOR Vol. II 1 Dan Jurgens, JRJr. e Janson danno il via a un epico periodo dal sapore kirbyano in cui Thor è nuovamente legato a un umano (l'infermiere Jake Olson), riconquista una Asgard dominata dagli Dei Oscuri e ferma il folle piano di conquista di Thanos. 25 numeri davvero eccezionali, con i quali il disegnatore dimostra di essere l'unico vero erede del Re Jack Kirby.


Come fu per la saga del clone, nel 1998 tocca nuovamente a Mackie e Romita Jr. chiudere un'epoca: con PETER PARKER 98 termina la saga di Norman Osborn, e i titoli ragneschi vengono rilanciati.
PETER PARKER riparte da 1, ancora una volta con Mackie e Romita Jr., che affiancano John Byrne nel suo rilancio di Spider-Man.

Sulle pagine di PETER PARKER Romita Jr. ha la possibilità di disegnare dei veri pesi massimi come Bullseye, Morbius, i Sinistri Sei e Hulk, finché lui e Mackie non lasciano la serie rispettivamente con i numeri 17 e 19 per passare su AMAZING Vol. II con il numero 22.

Finalmente John torna sulla serie principale, ma il sodalizio con Mackie sta per terminare: lo scrittore lascia con il numero 29, e dal successivo la testata passa nelle mani di Joe Michael Straczynski, scrittore di provenienza televisiva per la prima volta su un titolo importante.


Con Straczynski, Romita lavora alla discussa saga totemica, in cui viene stabilito che Peter non è divenuto l'Uomo Ragno casualmente, e vengono introdotti l'anziano Ezekiel, altro possessore di poteri ragneschi, e Morlun, "vampiro psichico" che vuole consumare l'eroe. L'episodio più ricordato rimane comunque quello apparso sul numero 36, la storia dedicata all'11 settembre 2001.

John nello stesso periodo (2001/2002) trova anche il tempo di lavorare prima con Paul Jenkins (numeri 24/25) e poi con Bruce Jones (34/39) alla serie THE INCREDIBLE HULK, anche se è il Tessiragnatele la sua priorità: a differenza di quanto accaduto in passato, durante il ciclo con JMS il disegnatore non salta nessun numero di AMAZING.
Durante la run di JMS AMAZING riprende la vecchia numerazione: al posto del numero 59, i lettori trovano un ben più prestigioso 500. Con il 508 (2004), comunque, dopo 9 anni JRJr. si allontana nuovamente dai lidi di Spider-Man per dedicarsi ad altri progetti. Non aveva mai lavorato così a lungo sullo stesso personaggio.

Negli ultimi anni, dopo quasi un decennio passato ad illustrare l'Uomo Ragno, John Romita Jr. si dedica a varie testate, ma senza mai restare troppo a lungo, anzi.

Dopo una parentesi dedicata al suo primo progetto non Marvel, ovvero la miniserie THE GRAY AREA, scritta da Glen Brunswick pubblicata dalla Image

Nel 2004 disegna i primi sei numeri di BLACK PANTHER scritti da Reginald Hudlin, che ridefiniscono il personaggio di Pantera Nera aggiornandone le origini. Tra il 2004 e il 2005 è la volta di Wolverine: con lo scrittore Mark Millar, crea una storyline in 12 parti (da WOLVERINE 20) in cui Logan affronta mezzo universo Marvel.

Nel 2006 affianca di nuovo Paul Jenkins nella miniserie SENTRY, che rivela nuovi particolari sulla vita del supereroe più potente (e nevrotico) della Marvel, e torna ad occuparsi di personaggi e atmosfere kirbyane con la maxiserie in 12 numeri ETERNALS, scritta da Neil Gaiman.

Nel 2007 disegna un episodio della miniserie FALLEN SON, dedicata all'impatto che la morte di Capitan America ha avuto sugli altri supereroi, e soprattutto l'evento Marvel dell'anno: WORLD WAR HULK, miniserie che riporta Hulk sulla Terra dopo l'esilio nello spazio, e in cui può disegnare ancora una volta tutti gli eroi principali del Marvel Universe. E' inoltre lui l'artist scelto per illustrare THE LAST FANTASTIC FOUR STORY, albo scritto da Stan Lee in cui viene narrata una possibile ultima avventura dei Fantastici Quattro.

Per finire, torna a lavorare a progetti propri, stavolta in coppia con Millar: il fumetto in questione è KICK ASS, pubblicato quest'anno dalla linea creator owned della Marvel, la Icon. Un vero e proprio film su carta, tanto che è già in produzione una sua versione cinematografica.
Tutti questi suoi ultimi lavori sono caratterizzati da uno stile più essenziale rispetto al passato, ma sempre di grande impatto. E' questo uno dei segreti del successo di John Romita Jr.: non avrà un "bello stile", non sarà elegante, non sarà realistico… ma le sue pagine hanno sempre una potenza incredibile, sanno colpirti. Non è forse quello che succedeva con Jack Kirby?

Attualmente, dopo un'assenza sembrata interminabile a noi appassionati, Romita Jr. è tornato su AMAZING SPIDER-MAN, com'era giusto: ripensate agli eventi ragneschi degli ultimi 10 e passa anni… la saga del clone, la saga di Norman Osborn, il rilancio, il ciclo totemico. E lui era sempre lì, a prestare le sue capacità alle serie del Ragno Poteva dunque mancare in Brand new day? La sua prima saga, New ways to die, scritta da Dan Slott e apparsa nei numeri 568/573 di quest'anno, è un vero spettacolo, il definitivo ritorno dell'Uomo Ragno più classico. Rivedere le sue matite chinate da Klaus Janson mi ha fatto tornare ai tempi della saga di Hobgoblin!
E chissà quante altre incredibili tavole ci farà vedere nei prossimi anni...
Che dire di più? Che questo articolo voleva essere anche un ringraziamento a una di quelle persone che hanno reso immortale la Marvel dopo l'epoca dei "padri fondatori"… e spero che sia servito a far conoscere meglio la lunghissima carriera di quello che è, oggi, il miglior erede della tradizione Marvel.
Buon lavoro, JRJr.!