venerdì 29 gennaio 2010

AMAZING SPIDER-MAN di Howard Mackie | John Byrne


La volta scorsa eravamo rimasti a SPIDER-MAN: CHAPTER ONE, la miniserie di John Byrne del 1998/99 che ridefinì le origini dell’Uomo Ragno. Come anticipato nel precedente articolo, quella fu solo la prima fase del rilancio ragnesco voluto dalla Marvel sul finire del decennio scorso. La seconda fu la chiusura delle testate regolari del Ragnetto dell’epoca e la nascita di nuove testate.

Una breve premessa sarà utile per comprendere meglio il periodo.

Nel 1996, con la fine della saga del clone, la Marvel decise di rendere più accessibili le collane di Spider-Man, che nei due anni precedenti erano state collegate in maniera strettissima (il “crossover perenne” come accadeva con i titoli di Superman: 4 mensili, uno per settimana, con storie che andavano avanti in sequenza; era impossibile, insomma, leggere una sola serie) e avevano presentato storie abbastanza complicate, a volte poco chiare. E’ bene ricordare infatti che a un certo punto la saga del clone sfuggì di mano agli autori e alcune storie vennero prodotte senza la giusta pianificazione che avrebbero meritato.

Con l’editor Ralph Macchio comunque la controversa storyline fu conclusa e, nell’autunno del ’96, l’universo narrativo dell’Uomo Ragno si presentò ai suoi lettori così: AMAZING SPIDER-MAN di Tom DeFalco, Steve Skroce e Joe Bennett; SPECTACULAR SPIDER-MAN di Jean Marc DeMatteis e Luke Ross; PETER PARKER, SPIDER-MAN (cioè l’ex SPIDER-MAN) di Howard Mackie e John Romita Jr., SENSATIONAL SPIDER-MAN di Todd DeZago e Mike Wieringo e SPIDER-MAN UNLIMITED, di autori vari (il disegnatore era, di solito, Joe Bennett).

Le trame principali di quei cicli erano le seguenti:
- Peter Parker e Mary Jane hanno perso la loro bambina, May, durante il parto, e cercano di ripartire da zero tornando all’università. Non sanno che la neonata, in realtà viva, è stata prelevata da Alison Mongrain, una donna sul libro paga di Norman Osborn.

- Norman Osborn, tornato alla fine della saga del clone, prende possesso di metà Daily Bugle e inizia una campagna stampa anti Uomo Ragno senza precedenti. Tutti i membri del cast sono in qualche modo schiacciati dall’ingombrante presenza e dalle manipolazioni dell’alter ego di Goblin, che grazie a potere e denaro riesce a fare più danni di quanti non ne abbia mai fatti in costume.

- Appare un nuovo Goblin, il quinto.

- Arriva a New York Arthur Stacy, zio di Gwen e detective, che porta con sé i figli, Jill e Paul. L’ombra di Gwen, mai dimenticata dai parenti, lega questi comprimari ai Parker in più modi (Arthur vuole scoprire cosa successe davvero alla ragazza, i figli odiano l’Uomo Ragno).

I team creativi, molto validi, per due anni diedero vita ad uno dei migliori periodi dell’Uomo Ragno moderno... ma le vendite, purtroppo, continuavano ad essere insoddisfacenti. Non bastavano le storie più che buone, non bastava il nuovo starting point... leggendo le pagine della posta americane di quel periodo si può notare come molti lettori volessero che il ritorno alle origini fosse ancora più radicale. Due richieste particolarmente significative erano il ritorno di zia May, morta nel 1995 sul numero 400 di AMAZING e la fine del matrimonio di Peter e Mary Jane, malvisto da molti appassionati che ritenevano che un uomo normale come Peter non dovesse avere una top model accanto.

Nel 1998, la soluzione: un taglio col passato, e un nuovo inizio che cercasse di accontentare tutti. Nel corso dell’anno la squadra di autori, insieme al group editor Macchio e all’editor in chief Bob Harras, dovette quindi chiudere le varie vicende sottotrame partite nel 1996 per consentire l’inizio del rilancio. Un rilancio affidato allo stesso autore che, contemporaneamente, avrebbe riscritto le origini del più popolare eroe di Casa Marvel: John Byrne.

Il biennio post saga del clone si concluse dunque con due minisaghe: La riunione dei cinque (SENSATIONAL 32/33, AMAZING 440, PETER PARKER 96 e SPECTACULAR 262; in Italia L'UOMO RAGNO 269/270, Panini Comics) e Capitolo finale (AMAZING 441, PETER PARKER 97/98, SPECTACULAR 263; in Italia UR 271/272). Nella prima Norman Osborn, stanco dell’Uomo Ragno, decide di compiere un rituale magico, la Riunione dei cinque, che consiste nel radunare cinque frammenti di un talismano, ognuno con il suo possessore, che distribuiranno a caso ai cinque partecipanti questi “doni”: morte, follia, potere, conoscenza e immortalità. Durante la saga, assistiamo ai tentativi di Osborn di ottenere i quattro pezzi che gli mancano e trovare quattro persone che partecipino volontariamente al rituale.

Capitolo finale, invece, che omaggia con il suo titolo una nota storia di Stan Lee e Steve Ditko, inizia con la cerimonia in cui all’apparenza è proprio Norman ad ottenere il potere, e prosegue con il lungo scontro tra il magnate, che torna a vestire i panni di Goblin, e l’Uomo Ragno, che ha scoperto che sua figlia è ancora viva e nelle mani del suo peggior nemico. L’inaspettato, però, è dietro l’angolo: Norman conferma che la bambina è morta, e Spider-Man scopre che prigioniera di Osborn era, ormai da molto tempo... zia May. Al suo posto era morta un’attrice modificata geneticamente, ennesima vittima di Osborn.

Questo lungo periodo narrativo si conclude con la sconfitta di Osborn, che in realtà durante la Riunione aveva ricevuto la follia (i doni non erano quel che sembravano). Peter, dopo aver salvato lo staff del “Daily Bugle” dal crollo della sede del giornale durante lo scontro finale con Goblin (in un'epica sequenza disegnata da John Romita Jr.), capisce che, qualsiasi cosa faccia, è sempre odiato dalla gente, e decide di smettere per sempre il costume dell’Uomo Ragno. Con accanto l’amata moglie e la ritrovata zia, forse è ora che pensi di più a se stesso. Osborn, rinchiuso in manicomio, viene prelevato dalla setta degli Scrier, suoi servitori.

Da segnalare che gli albi facenti parte dei due minicrossover furono gli ultimi delle quattro serie mensili. Con PETER PARKER 98 (UR 272), uscito nel settembre del 1998, si chiuse una fase non solo a livello narrativo, ma anche editoriale.

Questo finale fu abbastanza deludente per più di un lettore, compreso chi scrive. Non tanto per la qualità delle storie in sé (un po’ anonima La riunione dei cinque, ma più che dignitoso Capitolo finale), ma per la fretta con cui la narrazione fu interrotta. Due anni di storie conclusi di corsa, con alcune cose rimaste in sospeso (ma la bambina non era viva? E Kaine, clone deforme di Peter che sembrava dovesse riportarla ai genitori, dov’era finito?) e un ritorno, quello di zia May, un po’ assurdo. Intendiamoci, non che mi dispiacesse: zia May è un personaggio fondamentale per l’Uomo Ragno, e la sua assenza si sentiva, anche se gli autori avevano tentato di sostituire la vecchina con Anna Watson, zia di MJ. E poi non è che la storia dell’attrice modificata geneticamente fosse più strana di altre. Vogliamo parlare di come Miles Warren, professore universitario ma non un genio, riuscì a creare dei cloni? Vogliamo parlare della spiegazione che la Marvel cercò di dare alla cosa una quindicina di anni dopo dicendo che non esistevano cloni, ma solo persone “geneticamente modificate” (ecco, appunto)? Oppure dei genitori robot di Peter Parker? Insomma, il ritorno di zia May era in buona compagnia.

No, il problema per me era un altro... ho sempre fatto fatica a concepire le resurrezioni dei personaggi “civili”, cioè quelli senza poteri. Tornano un eroe o un criminale e penso “è riuscito a beffare la morte! E’ pieno di risorse!”. Torna un personaggio normale e penso “Mah.”. Limite mio? Forse, ma è interessante far notare che lo stesso John Byrne, che ha “eseguito l’ordine” della dirigenza Marvel di riportare in vita la donna (o meglio, di dire che non era mai morta), è da sempre contrario alle resurrezioni dei civili, e che se in questo caso ha accettato era perché zia May era troppo importante. Il paragone che fece a me in un’intervista fu con Alfred, il maggiordomo di Batman, e lo trovai piuttosto adeguato.

Comunque, è bene tenere a mente una cosa: lo scopo di Capitolo finale era quello di chiudere un’epoca per fare spazio a un’altra. E in questi casi non è improbabile che la fine di un ciclo tradisca un po’ le aspettative. Conta quello che viene dopo, non come ci si arriva, e i fumetti di Spider-Man lo hanno mostrato in più occasioni. Nel 1987 l’editor Jim Salicrup chiuse in fretta e furia anni di sottotrame per rilanciare il personaggio con eventi come il matrimonio e la morte di Kraven; solo un anno fa la saga Soltanto un altro giorno ha messo la parola fine in fondo alla carriera dell’Uomo Ragno che conosciamo da decenni in modo abbastanza goffo perché il mese dopo iniziasse il rilancio tuttora in corso, Un nuovo giorno.

Dunque, pazienza se il desiderio degli scrittori dell’epoca di vedere Peter con una figlia fu osteggiato da Harras, e pazienza se zia May tornò tra i vivi. L’importante era quello che si sarebbe visto dopo, il rilancio vero e proprio. E finalmente, dopo questo lunghissimo ma necessario prologo, arriviamo a parlarne.

Nel novembre del 1998, a due mesi dalla chiusura delle collane ragnesche (e un mese dopo l’uscita di CHAPTER ONE 1), la Marvel varò le nuove testate che presentavano ai lettori il back to the basics del suo personaggio di punta.

AMAZING SPIDER-MAN ricominciava da 1 con John Byrne autore di storie e disegni, affiancato ai testi da Howard Mackie. Una scelta per me strana, perché consideravo Mackie buono ma, per un rilancio di questa importanza, avrei preferito Roger Stern o Tom DeFalco.

PETER PARKER, SPIDER-MAN, anch’essa ripartita da 1, restava nelle mani del team precedente, Howard Mackie e John Romita Jr.

WEBSPINNERS, TALES OF SPIDER-MAN era l’ultima nata, un’antologica che narrava storie avvenute nel passato (con qualche incursione nel presente), affidate a diversi autori. Il primo storyarc fu scritto da DeMatteis e disegnato da Michael Zulli.

A completare il gruppo, ovviamente, CHAPTER ONE.

Qual era, in sintesi, lo spirito di questo rilancio? Riportare l’Uomo Ragno alle radici, agli elementi che lo avevano reso popolare nei primissimi anni della sua carriera, ricreando lo stile delle storie di Lee e Ditko, ovviamente adattato ai tempi moderni e con un personaggio principale che ormai non era più lo studente di AMAZING FANTASY 15.

Il ciclo di Byrne (che in realtà forma un’unica storia con quello di Mackie e Romita Jr.) inizia tre mesi dopo Capitolo finale, con Peter tranquillo e felice grazie alla presenza della zia e della moglie, e ai soldi che quest’ultima guadagna grazie al suo ritorno sulle passerelle. Sono finiti i tempi bui per i Parker, che ora vivono in un lussuoso attico e non hanno nessuna preoccupazione. Peter inoltre inizia a lavorare con la TriCorp Research Foundation, una struttura scientifica in cui può finalmente mostrare che lo studio gli è servito a qualcosa (ragnatele e ragno spia a parte!).

New York è piena di eroi, eppure l’assenza dell’Uomo Ragno si sente... probabilmente qualcuno la sentiva più degli altri visto che AMAZING Vol. II 1 mostra ai lettori il debutto di un NUOVO Uomo Ragno! Un personaggio giovane, con superpoteri diversi da quelli dell’originale e la cui identità è un mistero per tutti. Non per molto, però: durante uno scontro con il criminale Shadrac il nuovo eroe viene ferito gravemente, ed è proprio Peter a salvarlo. Sorpresa: questo Uomo Ragno è una ragazza (!), Martha “Mattie” Franklin, una delle quattro persone che insieme a Osborn avevano partecipato alla Riunione dei cinque. I doni non erano quello che sembravano, e Mattie, che sembrava aver ricevuto la conoscenza, aveva invece ottenuto il potere e, da grande fan dell’Arrampicamuri, aveva pensato bene di prendere il suo posto. Ma si sa che Peter, quando abbandona la vita in costume, ci ripensa sempre. “Da grandi poteri derivano grandi responsabilità”... e così, il vero Uomo Ragno torna in azione. Con una novità: dopo aver promesso alla moglie che non avrebbe più indossato il costume, Peter preferisce tacere, e nasconde a MJ di essere tornato a tessere tele.

Questa prima fase è molto introduttiva, e dura una manciata di albi (AMAZING Vol. II 1/3, PETER PARKER Vol. II 1, 3; UR 273/277). Storie dignitose, ma che mi infastidirono per un solo motivo: la mancanza del vero Uomo Ragno. Un titolo storico come AMAZING ricomincia da 1... senza il suo protagonista? Più che un numero 1, lo vedevo come il 442. Le storie comunque non erano male, e introducevano nuovi personaggi come lo staff TriCorp, Shadrac (trasformazione di Gregory Herd, alias Override, un nemico di Spider-Man che aveva partecipato alla Riunione divenendo una morte ambulante) e il misterioso mandante dello Scorpione, un criminale nell’ombra che su AMAZING 1 potenziava il vecchio criminale perché andasse a caccia di Peter Parker. Una trama interessante che, però, non venne mai risolta. Esatto, l’identità di questo personaggio non fu MAI rivelata, così come i suoi scopi, ed è un peccato.

Le storie successive, con il ritorno di Peter Parker nei panni dell’Uomo Ragno, sono migliori e possono finalmente andare avanti per la propria strada.

Gli eventi principali visti su AMAZING e PETER PARKER sono questi:
- Il senatore Stewart Ward, politico rampante, è il bersaglio di numerosi criminali (da PETER PARKER Vol. II 1; UR 274), e anche Arthur Stacy ce l'ha a morte con lui. Nasconde qualcosa, è ovvio, ma l’Uomo Ragno per un motivo o per un altro si ritrova sempre a proteggerlo.

- Il Dottor Octopus ritorna con la sua ultima creazione, una terza Donna Ragno che assale le altre che hanno usato quel nome e l’Uomo Ragno (AMAZING Vol. II 5/6, PETER PARKER Vol. II 5; UR 281/283). Mattie Franklin ottiene parte dei suoi poteri e inizia la sua carriera di quarta Donna Ragno, come si vedrà nei 18 numeri di SPIDER-WOMAN (1999/2001), di Byrne e Bart Sears.

- L’Uomo Ragno è coinvolto in due crossover: Il gioco degli dei (THOR Vol. II 8, PETER PARKER 2; THOR 6 e UR 278) e L’ottavo giorno (IRON MAN Vol. II 21/22, THOR Vol. II 17, PETER PARKER Vol. II 11, JUGGERNAUT: THE EIGHT DAY; IRON MAN & I VENDICATORI 51/52, THOR 15, UR 296). In entrambi i casi le vicende non influiscono più di tanto sulla vita del personaggio.

- Mary Jane è molestata da un losco figuro che le telefona in continuazione (da PETER PARKER Vol. II 5; UR 282), ma tiene nascosto tutto al marito per paura che riprenda a fare l’Uomo Ragno per proteggerla. Inevitabilmente, con entrambe le metà della coppia che tengono nascosto qualcosa all’altra, nasce una crisi matrimoniale.

- Mysterio rapisce tutti gli amici dell’Uomo Ragno (Peter compreso) e li intrappola in un mondo di fantasia in cui Flash Thompson è l’eroe più popolare e l’Uomo Ragno la sua spalla. Sarà Peter a risolvere tutto, poiché il criminale non aveva previsto che, tra i sequestrati, ci fosse anche l’Uomo Ragno (AMAZING Vol. II 7/8; UR 286/287).

- Mary Jane è spesso lontana per i servizi fotografici (da AMAZING Vol. II 1; UR 273), e Peter sempre più solo. Esclusa zia May, il suo maggior sostegno è Jill Stacy. Inconsciamente, i due sono molto attratti l’uno dall’altra.

- Qualcuno sta uccidendo coloro che sopravvissero all’incidente alla General Techtronics mostrato in CHAPTER ONE 1, l’incidente in cui le vite di Peter e Otto Octavius furono cambiate per sempre. Si tratta di Capitan Power, un essere simile a Superman come aspetto e movenze nato durante l’incidente. Si scoprirà che è una strana mutazione della dottoressa Christina Carr, assistente di Octavius ai tempi dell’incidente (AMAZING Vol. II 9/10; UR 290/291). La storia è un omaggio alla Supergirl post-Crisis, creata da Byrne stesso e portata avanti da Roger Stern.

- L’Uomo Sabbia rivela di non essersi mai davvero pentito (AMAZING Vol. II 4; UR 279) e rifonda i Sinistri Sei per eliminare Octopus (AMAZING Vol. II 12, PETER PARKER Vol. II 12; UR 297/298). Verrà spiegato che il criminale ha lasciato la retta via a causa di Wizard, suo ex compagno nei Terribili Quattro, che gli ha fatto il lavaggio del cervello.

Storie come tante altre, non profondamente innovative ma che non hanno niente di meno rispetto a tante altre viste sulle testate ragnesche. Molta azione, interessanti sviluppi nella vita privata di Peter, nuovi personaggi... una fase relativamente tranquilla nella vita di Peter e Spider-Man.

Fino ad AMAZING Vol. II 13 (UR 299).
Ho detto in precedenza che l’obiettivo di Byrne e soci era quello di riportare il personaggio alle radici, ai tempi di Lee e Ditko. Ricreare quell’epoca in cui Peter Parker era molto sfortunato (ma ottimista) e il costume da Uomo Ragno era l’unico modo per sfogarsi. Nei mesi precedenti al suo arrivo su AMAZING, Byrne fece notare che il costume non poteva più essere una via di fuga dalla vita di tutti i giorni, se quella vita era molto buona. Peter era un fotografo di successo, sposato con una top model bella e famosa. Da cosa doveva scappare?
AMAZING 13 fu l’albo della svolta. Mary Jane prende un aereo, Peter non riesce a raggiungerla prima che parta e il suo proposito di fare pace va a farsi benedire. L’aereo, misteriosamente, esplode. Opera, si direbbe, del molestatore, morto nella storia precedente... ma si sa che nei fumetti, se non si vede il corpo...
A questo punto la vita di Peter va in pezzi, e ogni numero delle due collane principali, per alcuni mesi, mostra la discesa all’inferno del povero Parker. Dopo la moglie perde il lavoro, i soldi, la casa. Aggrappato alla speranza di ritrovare la moglie (con tutte le resurrezioni che ha visto, perché non la sua?) si allontana da tutti, e come unica consolazione ha il suo costume, la possibilità di fermare dei crimini.
Ecco il Peter Parker di Lee e Ditko. Sarà cresciuto, ma è sempre lui. Una persona normale, con problemi normali, che per dissociarsi da una realtà soffocante e infelice può solo fare il supereroe.
Una cosa che si era persa, nel corso degli anni, era la normalità nella vita di Peter Parker. Un’identità segreta dovrebbe servire agli autori per scrivere anche le vicende di una persona normale, e separarle da quelle del supereroe. Da molti anni, però, molto spesso Peter Parker era solo “l’Uomo Ragno senza maschera”. Il suo migliore amico torna ad essere Goblin, torna il suo clone, un ricco industriale lo perseguita. Questi sono problemi che può avere un supereroe, ma non una persona comune.
Byrne, che le storie di Lee e Ditko le conosce bene, l’ha capito, e ha riportato Peter in un mondo simile al nostro. Un mondo dove la perdita degli affetti e dei beni è un po’ più comune della clonazione umana o del vicino di casa che diventa il tuo peggior nemico.
Byrne lasciò AMAZING con il numero 18, ma questa run non si concluse con la sua partenza. Toccò a Howard Mackie (su AMAZING) e al nuovo arrivato Paul Jenkins (su PETER PARKER dal numero 20) dirci come e se Peter sarebbe riuscito a cavarsela vedovo e povero, e se Mary Jane era davvero morta.
Ma ora, visto che bisognerà pur concludere, iniziamo a parlare di come questo ciclo è stato accolto.
Ovviamente le storie sono piaciute a chi sperava di vedere annullati i due eventi “senza soluzione” che avevano appesantito Peter Parker, ovvero matrimonio e morte di zia May e desiderava un ritorno a tempi più semplici, in cui i megacrossover e gli eventi attira speculatori neanche esistevano.

Dall'altra parte, però, il partito degli scontenti se la prese a morte con alcune delle idee del ciclo, criticandole aspramente.
La lamentela più diffusa aveva a che fare con la mancanza di “evoluzione” del personaggio. E questo, mi dispiace per chi ha poco tempo, mi porta a fare altre riflessioni.
E' inutile nascondere quel che appare evidente leggendo le storie: la cosiddetta “evoluzione” non c'è. Peter è sempre il solito Peter, quello che conoscono tutti, dal primo all'ultimo numero. Lo stesso vale per i suoi comprimari e i nemici. Però... prima di iniziare a lapidare gli autori dell'epoca per questo terribile peccato, bisognerebbe fare un piccolo ragionamento: stiamo parlando di fumetti. FINZIONE. In questo caso particolare, di un fumetto seriale andato avanti per decenni, e in mano ad autori diversi. Questo ha fatto sì che non sempre le cose andassero bene, con idee a volte assurde e serie che facevano solo presenza (qualcuno ha detto WEB OF SPIDER-MAN?).
Detto questo, si può dire che, nella sfortuna, siamo fortunati: è vero che la Marvel i suoi errori narrativi e editoriali li ha fatti e pubblicati, ma è anche vero che grazie a Dio nel mondo dei fumetti è sempre possibile voltare pagina. Un errore di valutazione di autori e editor può far nascere una brutta storia, ma chi viene dopo può sempre fare in modo di limitare i danni. Magari non citando più certi avvenimenti, o pensando a qualche stratagemma per annullare lo sbaglio.

Che piaccia o no, Byrne e la sua squadra hanno fatto proprio questo. L'Uomo Ragno vendeva quanto doveva? No. Erano stati fatti degli errori? Sì. Perché non provare a risolverli, allora? L'iniziativa della Marvel era più che comprensibile: dopo un periodo narrativo lunghissimo (quasi tutti gli anni '90), in cui a Spider-Man era successo di tutto, era necessario andare avanti e ricreare un punto di partenza per lettori vecchi e nuovi, anche a costo di andare a toccare delle cose che sembravano destinate a restare com'erano. Parlo ovviamente di certi cambiamenti che, forse non così necessari, furono rinnegati: la già citata morte di zia May, la conversione dell'Uomo Sabbia, la nascita della bambina... la cosa che mi lascia perplesso è il fatto che tutto questo sia motivo di risentimento di certi lettori da un decennio. Capisco l'iniziale sbigottimento per certi dietrofront, ma dopo un po' uno potrebbe anche farsene una ragione se la Marvel ha pensato che la vecchia zia doveva tornare o che un Peter con figlia sarebbe stato troppo vecchio.
E invece no, per quell'assurda “regola” del “ma io l'ho già visto!” invocata dai vecchi fan in queste situazioni. Abbiamo già visto zia May che assiste il nipote oppure l'Uomo Sabbia criminale. Certo che sì. Ma non per questo devono essere cose di nostra esclusiva proprietà. Questa non è vita reale, non c'è vera evoluzione, ma illusione del cambiamento: i comics di supereroi tendono a ripetersi ciclicamente, in modo che più generazioni leggano la stessa (eppure diversa) storia. E' chiaro che se uno ha letto l'Uomo Ragno per venti o trent'anni certe trovate saranno stravecchie, ma per chi non ha mai letto una pagina di Spider-Man OGNI COSA sarà nuova. Anche quella che per noi è la più banale. Ma questo, alcuni vecchi fan, non lo capiscono e forse non lo capiranno mai. A dimostrarlo per l'ennesima volta, la freddissima accoglienza riservata a Un nuovo giorno, “brutto” perché cancella il passato. Il cerchio si chiude: l'idea alla base del rilancio del 2007/2008 riprende quella, mai utilizzata, proprio di Byrne: Peter, infelice per le sue troppe disgrazie, avrebbe attirato l'interesse del Modellatore di mondi, essere cosmico noto ai lettori di Hulk, che lo avrebbe riportato a “tempi più semplici”, riscrivendo quasi quarant'anni di continuity e facendo ripartire la storia di Spider-Man quasi da zero. Una soluzione ancor più drastica di quella scelta l'anno scorso, ma non troppo diversa.
Che tristezza: queste storie sono state considerate brutte non per ragioni qualitative, ma solo perché a qualche lettore più rumoroso degli altri (e Internet ha l'abitudine di far loro da casa) non andava bene che Byrne, Mackie e il resto dello staff riproponessero delle situazioni per loro “vecchie”. La stessa sorte toccò anche alle storie precedenti, per la cronaca.

Se poi a questo aggiungiamo che il ciclo Mackie/Byrne/Romita Jr. non andava incontro ai “gusti sofisticati” di chi è rimasto legato al revisionismo di metà anni '80, si capisce ancora di più perché criticare questa run va tanto di moda.
Magari non ci saranno state vette qualitative particolarmente elevate, ma da qui a dire che le storie erano orrende o che si tratta del peggior periodo mai vissuto dalle serie dell'Uomo Ragno significa mentire sapendo di farlo. Un po' più di onestà nei giudizi sarebbe utile.
Vogliamo dedicare un breve spazio ai disegni? Byrne, su AMAZING, non ci ha dato alcune delle sue tavole migliori. Per forza: non so chi abbia avuto l'idea di affidargli come inchiostratore lo spigolosissimo Scott Hanna, ma è stata proprio un'idea infelice. Lo stile dell'autore inglese, così rotondeggiante e solare, fu completamente ricoperto delle chine spigolose di Hanna, molto bravo invece sulle tavole di Romita Jr. in PETER PARKER. Le copertine di AMAZING e le tavole di CHAPTER ONE, che Byrne inchiostrava da solo, sembravano l'opera di un altro disegnatore!

Hanna fu l'inker di Byrne su AMAZING 1/8 e 10. Molto meglio le prove di Ray Krissing (ASM 9), Byrne stesso (ASM 11), John Beatty & Rodney Ramos (ASM 12) e Al Milgrom (ASM 13/17). Menzione speciale per John Romita Sr., coprente rifinitore del diciottesimo ed ultimo albo del ciclo.

Qualche riga sul dopo Byrne.

Andato via l'autore chiave del rilancio, come anticipato poco fa la Marvel lasciò AMAZING a Mackie e Romita Jr. e PETER PARKER a Paul Jenkins e Mark Buckingham. A questi si aggiunsero Roger Stern e Ron Frenz per una miniserie di tre numeri strettamente legata alle trame dei titoli principali, REVENGE OF THE GREEN GOBLIN. Nell'arco di un anno, i due team creativi mostrarono Peter alle prese con la vita da vedovo, riportando tra i comprimari Randy Robertson, figlio di Joe “Robbie” Robertson nel ruolo di compagno di appartamento del nostro eroe, e fecero tornare Norman Osborn, guarito dalla follia (si fa per dire!) e deciso a rendere l'Uomo Ragno il suo erede. MJ tornò alla fine del ciclo, e si scoprì che era stata rapita da un folle mutante che aveva scoperto i segreti di Peter e voleva sostituirsi a lui. Con la decisione della ragazza di prendersi una pausa di riflessione lontana dal marito sull'Annual AMAZING SPIDER-MAN 2001 (UR 334) si chiuse definitivamente un'epoca, quella dell'editor Ralph Macchio e dello scrittore Howard Mackie, colonne dello Spider office per anni ed eredi dell'eredità byrniana.
E per concludere, stavolta davvero?
Mi dispiace che in America e in Italia questo ciclo così innocuo sia stato criticato così tanto. Paragonato a certe cose viste prima e dopo non era certo terribile, e meriterebbe di essere riletto. Perché ho il sospetto che chi volesse leggerlo senza badare a quel che c'è stato prima non lo troverebbe male? Ah, già: perché non è un sospetto. Conosco persone che hanno letto queste storie e non ci hanno trovato nulla di strano... si vede che esiste ancora chi sa godersi un fumetto senza farsi tanti problemi per nulla.
Chi volesse provare a leggerlo per la prima volta non deve fare altro che cercare (ma sarà difficile, essendo albi esauriti) L'UOMO RAGNO 273/311 (per i soli episodi di AMAZING, UR 273, 275/276, 279, 281, 283, 286/287, 290/291, 295, 297, 299, 301, 303, 305, 307, 310). Chi volesse leggere anche le storie seguenti, dovrà arrivare fino al numero 334. Vi ricordo, per facilitare la ricerca, che con il numero 273 anche la Marvel Italia rilanciò la propria testata, usando una doppia numerazione: UR 273 uscì come L'UOMO RAGNO NUOVA SERIE 1, e fino a UR 444 del 2006 ogni uscita del quindicinale ha sfoggiato in copertina entrambe le numerazioni.
Buona lettura!

Francesco Vanagolli - settembre 2008