domenica 27 dicembre 2009

Ricordando JIM MOONEY


Il 30 marzo 2008 è venuto a mancare Jim Mooney, storico disegnatore e inchiostratore di tanti albi Marvel e DC dalla Silver Age in poi.

Una premessa: Mooney, in Italia, da tanti anni gode di una pessima fama tra i lettori.
Quando sul finire degli anni '80 i fumetti di supereroi tornarono nel nostro Paese con le testate Star Comics e Play Press, accanto ai vecchi lettori dell'epoca Corno e Cenisio comparvere molti nuovi appassionati pronti a scoprire un mondo nuovo. E tra i tanti autori che tornavano ad essere pubblicati c'era proprio Mooney, presenza fissa sulle pagine delle storie dell'Uomo Ragno come disegnatore e più spesso inchiostratore delle serie AMAZING e SPECTACULAR SPIDER-MAN fino a tutta la prima metà degli anni '80. La goffaggine del suo Uomo Ragno e di quello disegnato da Al Milgrom e da lui inchiostrato, l'evidente stanchezza/fretta del lavoro di Mooney e, già che ci siamo, la sfortuna dell'artist di ritrovarsi a lavorare su storie mediocri, contribuirono a rendere il nome Jim Mooney uno dei più odiati tra quei lettori che non potevano conoscere la sua produzione precedente insieme a quelli dei suoi collaboratori (il già citato Milgrom e lo scrittore Bill Mantlo).

L'onestà impone di dire che in effetti quelle prove erano a dir poco modeste, e che sfiguravano di fronte a molte delle uscite di quegli anni.


Ma impone anche, e soprattutto, di ricordare che il vero Mooney ha fatto ben altro, e che ha avuto una lunga e luminosa carriera come collaboratore delle più importanti casa editrici d'America.

Nato a Los Angeles nel 1919, Jim Mooney iniziò a lavorare nel campo dei fumetti nel 1940 a soli ventun’anni con la serie MYSTERY MEN COMICS della Fox Publications, in cui fece esordire l’eroe minore the Moth, per poi passare alla Fiction House e alla Timely (l’”antenata” Golden Age della Marvel), dove si dedicò a storie di “funny animals” (ovvero gli animali umanizzati come Topolino e Paperino).

La svolta più importante fu quando, nel 1946, approdò alla National (futura DC Comics) per fare da ghost artist di Bob Kane sulle storie di Batman e, dagli anni ’50,produrre alcuni dei suoi lavori più noti: i disegni di numerose storie di Superboy e soprattutto Supergirl, personaggio del quale disegnò le avventure per quasi un decennio, tra il 1959 e il 1968. Il suo tratto garbato e pulito era l'ideale per illustrare le avventure del giovane Superman e della Fanciulla d'Acciaio degli anni '60 (che in Italia si possono leggere in rari numeri de GLI ALBI DEL FALCO Mondadori e SUPERMAN Williams). Insieme a Curt Swan, Wayne Boring e Kurt Schaffenberger, il disegnatore californiano diventò un punto di riferimento nella redazione di Superman di quegli anni.

Con il passaggio alla Marvel, Mooney salì a bordo di AMAZING SPIDER-MAN durante l'era Lee/Romita. Ebbe quindi la fortuna di chinare le tavole dei grandi John Romita Sr. e John Buscema, valorizzandole non poco. Basta fare un confronto tra i disegni di Romita chinati da Mooney e quelli rifiniti dall'inchiostratore precedente, Mike Esposito, per vedere quando Romita è veramente “esploso”. Degni di nota i due numeri del magazine formato gigante SPECTACULAR SPIDER-MAN, in cui il tandem Romita/Mooney produsse alcune delle più spettacolari tavole mai viste sugli albi dell'Uomo Ragno fino a quel momento. L'atmosfera di quei disegni così precisi ed eleganti, così moderni per i tempi, non smette mai di colpirmi, anche se confesso che per me il miglior inker di John Romita sarà sempre Romita stesso. All'inizio fu strano per me, grande fan del disegnatore italoamericano, vedere le sue pagine chinate da un altro (ai miei occhi meno capace)... ma oggi notare la mano di Mooney in tanti storici racconti me li fa apprezzare anche di più.

Sempre come inchiostratore di Spider-Man, Mooney ha rifinito anche numerose pagine dei disegnatori successivi a Romita: Ross Andru, Keith Pollard e John Romita Jr. Un lavoro sempre di buon livello, che ha contribuito a mantenere una certa continuità grafica nei fumetti dell'Arrampicamuri. Mi piace ricordare soprattutto il periodo in coppia con Romita Jr., dato che il JR Jr. degli esordi aveva uno stile piuttosto acerbo, e furono proprio le coprenti chine di Jim “Il Matto” Mooney a rendere più che accettabili delle tavole forse troppo incerte per un titolo storico come AMAZING.

Sempre con il marchio Marvel va citata una serie da lui disegnata nella seconda metà degli anni '70, OMEGA THE UNKNOWN, che purtroppo non ho mai avuto la fortuna di leggere. Una lacuna che spero presto di colmare, visto che questo titolo, apparso in Italia su GLI ETERNI dell’Editoriale Corno, viene ricordato da pubblico e critica come il suo lavoro più importante.

Con gli anni '80, dopo l'infelice parentesi ragnesca già citata all'inizio dell'articolo, Mooney è uscito dai “giri che contano”, pur senza smettere di collaborare con Marvel, DC e persino la Awesome di Rob Liefeld. Senza contare, ovviamente, i tanti disegni fatti su commissione per i fan del suo lavoro.

Con la scomparsa di Jim Mooney abbiamo perso un autore che ha dato tanto al fumetto americano. Ricordarlo, ponendo per una volta l'accento sulle cose buone che ha fatto, era il minimo. Vista la scarsa reperibilità di tanto materiale anni '60/80, consiglio vivamente a chi legge di procurarsi almeno le storie dell'Uomo Ragno da lui inchiostrate durante il periodo di Lee e Romita, ristampate di recente su SPIDER-MAN COLLECTION (nei numeri 17, 19/20 e 23/28) della Panini Comics. Sarà l'occasione per conoscere la bravura di un professionista troppo spesso ingiustamente sottovalutato.

[Nota personale: il mio primo fumetto prodotto da Mooney l’ho letto vent’anni fa, sulle pagine dell’ormai antico numero 22 de IL SETTIMANALE DELL’UOMO RAGNO della Corno. Erano le chine del numero 196 di AMAZING, una splendida storia del 1979 scritta da Marv Wolfman intitolata Requiem!. Le matite erano di Milgrom (e, per la cronaca, alcune pagine erano inchiostrate da un altro noto inker, Frank Giacoia)... sì, Milgrom e Mooney, proprio quei due “incapaci” presi di mira tante volte nelle pagine della posta di fine anni ’80/inizio anni ’90. Vent’anni fa il loro lavoro mi sembrò davvero vicino alla perfezione. Oggi... è ancora così. Requiem! è la mia seconda storia preferita dell’Uomo Ragno, e se lo è, forse il merito è anche dell’inchiostratore. Mi sarebbe dispiaciuto scrivere un pezzo su Mooney senza avere la possibilità di ricordare quelle 17 pagine memorabili...]


Francesco Vanagolli - l'articolo su fumettidicarta con immagini

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