domenica 27 dicembre 2009

L'UOMO RAGNO - Road to Brand New Day Pt. 3

L'UOMO RAGNO - Road to Brand New Day Pt. 3: L'ora più nera


Per chi segue solo in edizione italiana: non tutte le storie citate sono state già pubblicate dalla Panini Comics qui da noi, quindi in questo articolo potreste trovare qualche anticipazione indesiderata!

Il momento tanto temuto è arrivato: la scelta di smascherarsi è costata cara a Peter Parker, visto che almeno un criminale è riuscito a colpire la sua famiglia. Si tratta di Kingpin, che, come detto nello scorso episodio, ha ingaggiato un sicario che ha ferito gravemente zia May con un colpo di fucile.

E’ l’inizio di Back in black, che non è una vera e propria saga, ma un evento che tocca tutte e tre le collane dello stupefacente Uomo Ragno. A partire da AMAZING SPIDER-MAN 539 (L’UOMO RAGNO 471, Panini Comics) Peter, sconvolto per quanto è successo alla zia, decide di farla pagare ai responsabili e all’intero mondo criminale della città, e diventa più cupo e violento. E cosa c’è di meglio, per sottolineare il cambiamento, del ritorno del costume nero che negli anni ’80 sostituì il simbionte alieno trovato durante le Guerre Segrete?


Back in black si svolge sulle tre testate, con saghe diverse che si svolgono più o meno in parallelo; su FRIENDLY NEIGHBORHOOD Spider-Man ritrova l’Uomo Sabbia e diventa suo malgrado alleato del vecchio nemico in Insabbiato! (UR 473/474), in cui affrontano anche un personaggio apparso di recente sulla stessa serie, ovvero il Camaleonte del 2211, responsabile del disastro degli zii Ben alternativi. Sempre sulla stessa serie, arriva per il Ragnetto il momento di scoprire la verità su Ms. Arrow, una giovane che frequenta Flash Thompson da qualche tempo: la Arrow, come si scopre nella saga in due parti successiva (UR 479/480), è in realtà la creatura ragnesca nata durante gli eventi de L’altro, e vuole accoppiarsi con Flash per riprodursi e poi ucciderlo; a causa della totale inattività – per forza anche sessuale - dei mesi precedenti l’amico di Peter infatti è il miglior candidato per dare alla creatura dei figli... perché ha accumulato energia tantrica in eccesso! Viene da chiedersi sa sia davvero Peter David (con disegni di Todd Nauck) l’autore di una trovata tanto... bizzarra, diciamo pure così.

Su SENSATIONAL Roberto Aguirre Sacasa mostra che se vuole può scrivere senza fare il piccolo nerd, e lascia Spider-Man con Lo strano caso del... (UR 471/472), una saga con Mister Hyde e parecchi falsi uomini ragno (a qualcuno sarà venuta in mente la saga del clone!) e L’ultima tentazione di Eddie Brock (UR), racconto in due parti in cui l’un tempo letale alter ego di Venom affronta i suoi demoni interiori di ex criminale, folle persino alle soglie della morte. Disegni di Lee Weeks e Rick Hoberg.

David e Sacasa concludono le loro gestioni rispettivamente con un confronto tra l’Uomo Ragno e J. Jonah Jameson e una sorta di incontro tra Peter Parker e Dio.

Ma il cuore di Back in black è, ovviamente, su AMAZING.

Nei cinque capitoli apparsi sulla serie storica (scritti da Joe Michael Straczynski e disegnati da Ron Garney) vediamo un Peter più furioso che mai, che desidera non giustizia ma vendetta, e non vede l’ora di mettere le mani addosso a Kingpin. E quando arriva il momento... per il boss del crimine sono dolori, visto che stavolta l’Uomo Ragno non si tratterrà contro di lui e lo picchierà a sangue.

Umiliato Kingpin in un memorabile combattimento nel carcere di Ryker’s Island, Peter torna da Mary Jane per trasportare zia May in un altro ospedale prima che vengano scoperti dalle autorità. Ma ormai, il danno è fatto: la violenza, la fuga, l’illegalità, la frode... Peter Parker, che per tanti anni ha vissuto onestamente seguendo gli insegnamenti degli zii, ha fatto uso di mezzi che lo rendono, volente o nolente, quello che ha sempre combattuto: un criminale.

Che sia arrivata la fine per l’Uomo Ragno?

E’ ancora diffusa, nonostante tutto, l’opinione che i fumetti di supereroi nascano solo per esigenze narrative e creative. Come se gli scrittori fossero gli unici veri responsabili di quello che leggiamo e potessero mettere l’ultima parola su tutto.

In realtà non è così, e storie come Back in black sono lì a dimostrarcelo. Perché abbiamo letto Back in black, nel corso del 2007 americano di Spider-Man? Forse perché Straczynski e soci sentivano il bisogno di raccontare queste storie? Forse perché erano il naturale seguito di quanto letto nei mesi precedenti?

Beh, no.

L’unica, vera ragione dell’esistenza di questi archi narrativi è una sola, e si chiama Spider-Man 3. Sì, il terzo film dell’Uomo Ragno, uscito nelle sale la primavera dello scorso anno. Quel film (tra l’altro bruttino) in cui l’Uomo Ragno ha il costume nero, diventa violento, affronta l’Uomo Sabbia e Venom. Esattamente come succede in diversi albi di Back in black.

Non che io ci veda qualcosa di male: mi sembra giusto che film e fumetto si incontrino. Era solo per ricordare che ormai, di ragioni puramente narrative, in questi fumetti ce ne sono poche. Molte di più sono quelle editoriali, quelle per cui gli autori hanno l’obbligo di parlare di determinate cose perché (nel nostro caso) fumetto e derivato cinematografico non siano prodotti troppo diversi.

Quindi, mi pare ovvio che né il costume nero né l’Uomo Sabbia siano elementi reintrodotti spontaneamente nelle storie dell’anno passato, ma non è certo questo il difetto della storyline di cui ho appena parlato.

No, il vero difetto, ben più grave, è un altro, ed è la mancanza di coordinamento tra le serie.

Come detto più in alto, tutto inizia quando zia May viene ferita. Peter perde la testa, si rimette il costume nero e diventa un durissimo vigilante. A questo punto, chiunque penserebbe che con tali premesse la storia possa andare avanti in modo lineare, anche se in tre serie diverse... e invece no! Perché quel Peter Parker che guarda male tutti, cammina a braccia larghe e picchia chiunque gli passi davanti, quel Peter Parker che ho soprannominato “il Ragno Kenshiro” (e il nostro eroe, disegnato da Garney, una certa somiglianza con il maestro di Hokuto ce l’ha), appare solo su AMAZING. Su FRIENDLY NEIGHBORHOOD e SENSATIONAL appare il solito Uomo Ragno buono e simpaticone, che potrà anche indossare il costume nero e avere la zia all’ospedale, ma rimane ancora il Peter che tutti conosciamo.

Se pensate che le storie apparse sulle tre testate si svolgono tutte in un periodo di tempo abbastanza breve, e che quelle di FRIENDLY NEIGHBORHOOD e SENSATIONAL andrebbero lette tra i capitoli 1 e 2/5 di quella di AMAZING, il nostro Peter fa la figura del vero schizofrenico. Qual è il vero Uomo Ragno? Quello della testata principale che va a caccia di Kingpin e poi lo massacra di botte (a petto nudo... come Kenshiro!) o quello delle collane sorelle che trova il tempo di stare con Flash Thompson o Mary Jane come se nulla fosse? E non solo, c’è tempo anche per altre “deviazioni” (strano, non era la vendetta contro Kingpin il suo unico scopo?), tipo la partita a carte con altri eroi in lutto per la morte di Capitan America in FALLEN SON, l’obbligatoria partecipazione alla saga WORLD WAR HULK e, ovviamente, la presenza fissa su NEW AVENGERS.

La cosa si nota ancora di più in italiano, visto che la Panini Comics sta pubblicando queste storie cercando di dar loro una logica.

Editor e autori hanno svolto davvero un pessimo lavoro di coordinamento editoriale, rovinando l’impatto che queste storie avrebbero potuto avere sui lettori. E’ chiaro che la saga principale è quella di Straczynski, e volendo uno può leggere solo quella, ignorando ogni altra storia apparsa sulle due collane parallele. Eppure, se persino in un evento così importante il team creativo non riesce a produrre delle storie coerenti, allora qualcosa non va. Era tanto difficile fare in modo che Peter non avesse strani cambiamenti di personalità e che dedicasse tutto il suo tempo alla ricerca di Kingpin?

A quanto pare, sì... E questa disorganizzazione che dura ormai da anni è, forse, uno dei motivi per cui la Marvel ha deciso di cambiare radicalmente la struttura delle uscite ragnesche con Brand new day. Ma ne parleremo la prossima volta...



[Piccola divagazione personale: ho sempre seguito l’Uomo Ragno in italiano, recuperando ogni tanto anche degli originali, ma mai con regolarità. Unica eccezione, il ciclo di FRIENDLY NEIGHBORHOOD SPIDER-MAN di David e Wieringo perché volevo leggerlo subito.

Il caso ha però voluto che, nella mia fumetteria, nell’ultimo anno circa arrivassero sempre due copie di AMAZING... e così, spinto dalla voglia di “vedere cosa succede” ho iniziato a prendere la testata storica dal numero 539. Ovviamente, leggendo solo quella, le cose avevano più senso. Ma a parte questo... ricordo ancora bene quel pomeriggio di settembre all’aereoporto con la mia copia di ASM 543 (finale della saga), che sfogliavo in attesa di un mio amico che sarebbe partito poco dopo. Ricordo bene che sentivo che stava per succedere qualcosa di grosso. In quelle pagine disegnate da Garney c’era la classica atmosfera da “orario di chiusura”... One more day non era ancora iniziato, ma si sa che su Internet basta poco perché anche solo una voce faccia un rumore assordante, e sulla sorte dell’Uomo Ragno cominciavano a farne tanto. Non sapevo bene cosa sarebbe successo, non conoscevo i dettagli... però sapevo che stava per finire tutto. Mi sembrava ovvio che la saga appena conclusa fosse il prologo della fine, e avevo capito che il mio fumetto preferito stava per subire una svolta epocale... ora bisognava solo vedere cosa sarebbe successo, e come.]

E cosa sarebbe successo all’Uomo Ragno sarà ciò che vedremo nel prossimo ed ultimo capitolo di questo speciale... Peter Parker potrà davvero risolvere tutto?

Thwip.

...continua...