domenica 27 dicembre 2009

L'UOMO RAGNO - Road to Brand New Day Pt. 2

L'UOMO RAGNO - Road to Brand New Day Pt. 2: Venti di guerra (civile)
Proprio mentre negli USA escono i primi capitoli del rilancio Brand new day, continuiamo il nostro speciale su ciò che è avvenuto prima dell’evento.

Nella prima puntata avevamo lasciato l’Uomo Ragno rinato dopo gli eventi del crossover L’altro, con un nuovo corpo e nuove abilità. Tutto questo è solo un prologo ai successivi sconvolgimenti nella vita dell’eroe, che iniziano subito dopo con AMAZING SPIDER-MAN 529 del 2006 (in Italia L’UOMO RAGNO 451, Panini Comics). Tony Stark, ovvero Iron Man, dota Peter Parker di un nuovo costume, una corazza rosso-oro (i classici colori di Iron Man) piena di gadget tecnologici di ogni tipo. Zampe meccaniche, effetto camaleonte, ali per planare, radar interno... insomma, un bel cambiamento, per un personaggio che aveva quasi sempre utilizzato i suoi poteri e la sua intelligenza per sopravvivere.


Ma il costume corazzato fa parte di un disegno più ampio di uno Stark sempre più machiavellico e manipolatore: lo scienziato ha dato al collega supereroe questa nuova incredibile arma, ma in cambio... Spider-Man dovrà appoggiarlo in “qualcosa”. Qualcosa di grosso, che non sappiamo ancora, e che nessuno, neanche Capitan America (il più stimato tra gli eroi), dovrà sapere prima del tempo. All’insaputa di Peter Parker e di molti altri supereroi Marvel, Tony Stark si sta muovendo perché i supereroi vengano legalizzati. Inizia la strada che porterà a CIVIL WAR, l’evento Marvel del 2006.

E qui, c’è un problema. In questi anni la Marvel ha voluto suggerirci che Peter Parker è un adulto. Lo ha dichiarato trentenne, lo ha reso un insegnante. “Non è più il ragazzo di una volta” sembrava essere il motto di Straczynski e soci. Bene. E’ un adulto. E allora perché questo adulto si comporta come un ragazzino stupido? Abbiamo già parlato la scorsa volta del suo prestigioso ruolo di macchietta dei Nuovi Vendicatori. Ora, ecco un’altra occasione per ridere di lui: com’è possibile che un uomo come Peter Parker accetti senza fiatare l’accordo con Tony Stark? “Non ti dico cosa devi fare, però tu accetta e basta. E non lo dire a Capitan America!”. Non è una cosa un po’ sospetta? Eppure il Peter di Straczynski dice sì. Senza fare domande, senza avere dei dubbi. E questo perché? Perché Stark lo ha accolto in casa sua e gli ha regalato l’armatura nuova. Ma sono davvero motivi sufficienti per accettare un patto senza saperne nulla?

Con ASM 529, che segna l’arrivo del disegnatore Ron Garney sulla serie ammiraglia e l’inizio della saga Mr. Parker va a Washington, parte ufficialmente la “Road to Civil War” per l’Uomo Ragno, che si sviluppa sulle tre serie del personaggio (oltre che in vari titoli Marvel di inizio 2006).

Su SENSATIONAL SPIDER-MAN Roberto Aguirre-Sacasa, Angel Medina e Clayton Crain fanno tornare numerosi personaggi dimenticati o quasi in Ferocia (UR 452/453), minisaga in cui il nuovo, corazzato Uomo Ragno affronta aiutato dalla Gatta Nera il criminale Stegron, e gli impedisce di controllare il lato animale della gente. Una storia molto bizzarra, stile anni ’70, in cui Sacasa non riesce proprio a nascondere la sua natura di fanboy. A parte la scarsità di contenuti (sembrava il seguito del Torment di Todd McFarlane), Ferocia è la tipica storia fan fiction che serve ad uno scrittore fan per far sapere a tutti che si ricorda a menadito i personaggi della sua giovinezza. Per carità, può essere divertente mettersi a riconoscerli uno per uno, ma da un fumetto mi aspetto qualcosa di più.

Non va meglio su FRIENDLY NEIGHBORHOOD SPIDER-MAN, in cui Peter David e Mike Wieringo riportano in gioco l’Uomo Ragno del 2211 e il relativo Hobgoblin, in una trilogia intitolata Deragliamenti (UR 456/457) che, colpo di scena, presenta ai lettori il personaggio che nessuno avrebbe mai creduto (o voluto) di vedere: uno zio Ben proveniente da una Terra parallela. Una Terra in cui zia May è morta e Peter, rimasto solo con lo zio, è diventato un avido showman che usa i suoi poteri per arricchirsi. Mi dispiace che proprio uno scrittore intelligente come David sia l’autore di una trovata così trash... andiamo, uno zio Ben alternativo? Che alla fine viene ucciso... da un altro zio Ben? No, non ci siamo... Purtroppo questa storia rappresenta anche la conclusione della collaborazione tra David e Wieringo, visto che il disegnatore non era soddisfatto della direzione intrapresa dal personaggio.

Su AMAZING, invece, nella già citata storyline Mr. Parker va a Washington (UR 451, 457/458), Spider-Man deve vedersela con Titanium Man nella capitale degli Stati Uniti mentre il suo capo Stark discute sulla registrazione dei supereroi. Un argomento che diventerà attualissimo solo poche ore dopo, quando il supercriminale Nitro provocherà la morte di centinaia di innocenti durante un combattimento contro i giovani New Warriors.
E’ l’inizio di CIVIL WAR.

Il massacro, avvenuto nella cittadina di Stamford, solleva il problema: come limitare i danni provocati dai superesseri? Possibile che non esistano misure di sicurezza e che eroi e criminali mascherati possano fare quello che pare a loro tutto il santo giorno?

L’indignazione per ciò che è accaduto a Stamford provoca una vera e propria isteria anti supereroi, che arriva molto in alto e spinge il governo a creare un regolamento per gli eroi in costume. Non più, quindi, vigilantes privati, ma “soldati” registrati e approvati dallo Stato. Proprio come gli agenti di polizia. Da oggi, chiunque abbia dei poteri o sia intenzionato a combattere il crimine con un costume dovrà registrarsi. In caso contrario, dovrà o ritirarsi o essere incarcerato. Una legge saggia, secondo Iron Man. Una legge liberticida, secondo Capitan America.

E cosa succede quando due delle personalità più importanti della comunità supereroica si trovano in disaccordo sull’argomento che potrebbe cambiare le vite di tutti i colorati giustizieri del Marvel Universe? Scoppia una vera e propria guerra civile tra supereroi, narrata nella miniserie CIVIL WAR (CIVIL WAR 1/7, Panini Comics) di Mark Millar e Steve McNiven. Da una parte Iron Man e gli eroi a favore dell’Atto di registrazione dei supereroi. Dall’altra Capitan America e un gruppo di ribelli che, al di fuori della legalità, cercano di impedire che i loro diritti vengano calpestati. Le conseguenze sono ENORMI. Supereroi che si fanno la guerra tra loro, amicizie che finiscono, città semidistrutta, morti, tradimenti. E l’Uomo Ragno?

Peter Parker è con Iron Man. Gliel’ha promesso. Era questo ciò che voleva Tony quando gli dette l’armatura. Ormai è sempre più lacché di Stark, tanto da accettare un altro accordo, ancora più pesante: per far vedere agli altri giustizieri quanto il Registration Act sia cosa buona e giusta, l’Uomo Ragno si smaschererà in diretta tv. Se uno come lui, che ha sempre tenuto segreta la sua identità, dimostra che c’è da fidarsi, pensa Stark, allora anche gli altri capiranno.

L’evento è mostrato in CIVIL WAR 2, albo che prevedibilmente ha fatto parlare molto di sé. L’Uomo Ragno smascherato... qualcosa che nessuno avrebbe mai pensato di vedere, ora è realtà. L’identità segreta è l’ennesimo elemento di base del personaggio eliminato dagli autori di questi ultimi anni.

Come Peter gestisca il suo nuovo status quo viene mostrato da Sacasa e David in due saghe intitolate rispettivamente I letali nemici di Peter Parker (UR 462/463) e Io odio i misteri (UR 463/464). Nella prima, com’era prevedibile, molti nemici del Ragnetto decidono di prendersela con Peter e famiglia dopo aver scoperto il suo segreto. Nella seconda PAD reintroduce Mysterio, anzi, più versioni del classico criminale, che provocano danni a non finire nella scuola dove Peter insegna. Ma è questo che succede se sveli la tua identità, no? Tutto il tuo mondo privato rischia grosso ad ogni ora.

Su AMAZING, invece, JMS e Garney ci fanno vedere come se la passa il nostro eroe durante la guerra tra supereroi. Nei sette episodi de La guerra a casa (UR 458/459, 461, 465/467, 470), prima Spider-Man combatte al fianco di Iron Man, ma poi capisce che è ancora una volta Capitan America l’esempio da seguire, e si unisce ai ribelli. Via l’armatura (che tra l’altro era piena di sensori spia inseriti da quel benefattore di Stark), riecco il costume rossoblu. Senza più l’appoggio di Iron Man i Parker lasciano la Avengers Tower e si trasferiscono con un’identità fittizia in un misero motel (da notare che, nelle storie di David, Parker continuerà a lavorare a scuola nei panni di “Ben Reilly”; dove ho già sentito questo nome?).

Ma questo non basta a mantenere al sicuro moglie e zia, visto che Kingpin ha mandato un killer a colpire la famiglia del suo vecchio nemico: il sicario spara un colpo di fucile, che Peter evita con facilità. La stessa fortuna, purtroppo, non l’avrà zia May, colpita in pieno dal proiettile; inizia così un periodo ancora più nero per i Parker.

Piccola premessa: Fumettidicarta ha già ampiamente parlato di CIVIL WAR, quindi mi limiterò a dire che storie come quella, che vogliono rendere l’universo dei fumetti troppo simile al nostro (“nel mondo reale sarebbe così!”), per me sono semplicemente aberranti.

Passando al coinvolgimento di Spider-Man nell’evento... che dire? Lo smascheramento, idea geniale per alcuni, è l’ennesimo colpo di scena fine a se stesso che ci riporta indietro di 15 anni, all’epoca degli eventi e degli speculatori. Una storia che non sta in piedi, e in cui Peter fa la figura del fesso. Che senso ha smascherarsi in diretta tv, se l’importante è che sia il governo ad avere i dati sui supereroi? E non era ovvio che tutte le persone vicine a Peter sarebbero state messe in pericolo da questo gesto sconsiderato?

E poi l’identità segreta è qualcosa di fondamentale; eliminarla vuol dire togliere troppo ad un personaggio come l’Uomo Ragno. Si accontentano quei fan che si sono stancati degli elementi basilari del personaggio... e per cosa? Per fare un po’ di rumore?

Comunque, all’epoca iniziai a pensare che, dopo un cambiamento simile, la Marvel avrebbe fatto qualcosa di ancora più grosso. Non era concepibile che tutte le novità riassunte in questi primi due capitoli di Road to Brand new day durassero in eterno. Doveva esserci sotto qualcosa di più... e, col passare dei mesi, i fatti mi avrebbero dato ragione.

Ma non è ancora arrivato il momento di parlarne: dopo la Guerra Civile Peter vivrà la sua ora più nera... ed è di questo che ci occuperemo la prossima volta.

Thwip.


...continua...