venerdì 6 novembre 2009

Lo Spettro, di John Ostrander - Tom Mandrake

LO SPETTRO di John Ostrander | Tom Mandrake
3 volumi brossurati, 544 pg. colori cad. - 22,00 euro cad. - Classici DC - Planeta DeAgostini Comics


"Chiunque lo legga può ben vedere che Lo Spettro è il fumetto che Tom Mandrake era nato per disegnare."

"The Spectre’s story is an old one, but John Ostrander and Tom Mandrake
told it in an entirely new way, treating readers to one of the greatest runs in
modern comics." - John R. Fultz
Lo Spettro è l'Ira di Dio ed è anche l'anima tormentata di un poliziotto - Jim Corrigan - ucciso orrendamente dalla malavita.

Un devastante potere divino, una potentissima entità ospite di un'anima agognante vendetta: niente di meglio per partire a raccontare storie dalle tonalità mistico-orrorifiche...
Forse il motivo principale cui imputare la grandezza della serie risiede nella sinergia tra scrittore e disegnatore e nella continuità della gestione della serie.
Oggi molti scrittori e disegnatori si occupano di dozzine di serie in pochi anni, saltellando dall’una all’altra, sempre giurando – peraltro – che la nuova casa editrice “ha i personaggi migliori”, “offre maggiore libertà creativa” e “la seguo assiduamente sin da quand’ero ragazzino e sognavo da sempre di scriverla/disegnarla”.
John Ostrander e Tom Mandrake scrivono e disegnano THE SPECTRE per 62 splendidi numeri, poco più di quattro anni (dal dicembre '92 al febbraio '97) nei quali, a parte rari e “fisiologici” fill-inn [1], dimostrano coi fatti quel tanto decantato - e non molto conosciuto - rispetto per il lettore che è sogno e utopia di ogni fumettofilo. Prendono in mano quel personaggio strano, meraviglioso e potente, spesso dimenticato e considerato un character di serie b, lo circondano di deuteragonisti altrettanto strani e meravigliosi e gli fanno vivere storie che sono contemporaneamente profonde e crudissime, avventurose e filosofiche, horror, noir e mistiche, supereroiche e "à la Vertigo".

Sanno il fatto loro, i due autori e sicuramente amano moltissimo questo fantasma dal mantello verde, e forse amano tutte le creature verdi, visto che l'anno successivo alla fine del ciclo de Lo Spettro saranno gli autori di un altra bellissima run che coinvolge
un altro personaggio verde della DC Comics...
IL SEGNO E L'OMBRALo Spettro, che è stato disegnato da artisti come Neal Adams e Jim Aparo tra gli altri, gode in questo lungo ciclo di un disegno tra i migliori e più suggestivi di sempre: pochi altri sarebbero stati capaci di segnare in modo così profondo e unico quelle atmosfere, come invece Tom Mandrake dimostra di essere in grado agevolmente di fare.
Mandrake è capace di descrivere magnificamente e con una grazia davvero rara le altezze del Paradiso come le profondità dell'Inferno; disegna superbamente le scene più crude e noir, nelle quali affiorano spesso persino inusuali tonalità brutalmente splatter, così come i mondi irreali e le dimensioni sconosciute e spirituali nelle quali si muovono Lo Spettro e i personaggi che lo circondano, che siano personificazioni di concetti filosofici, incantevoli streghe o disperati esseri umani.
Mandrake è insomma un maestro sia nelle scene terrene che in quelle oltremondane. La costruzione delle tavole, lo storyteller - dinamico e lontano anni luce dalla banalità e dalla noia - sono perfetti in questo lungo ciclo di storie. L'inchiostrazione, densa e cupa, è sempre perfettamente adatta alle atmosfere, ai luoghi fisici o spirituali che siano, alle tenebre come alla luce, alla disperazione come alla speranza.
Non è tanto, o meglio non è solo la grande perizia tecnica con la quale Tom Mandrake disegna questi quattro anni e mezzo di storie dello Spettro a provocare nel lettore godimento, immedesimazione e immersione in mondi pieni di ombre e colori cupi; è anche, e forse soprattutto, l'amore per il personaggio e per quel tipo di storie che, veramente, Mandrake sembra nato per disegnare: amore che traspare in ogni tavola, in ogni vignetta. Per qualcuno queste parole potranno sembrare esagerate... pazienza!
Qualche parola ancora - ma più che le parole valgono gli sguardi - per le magnifiche, sontuose, curatissime copertine che meritano un posto di rilievo nella storia del Fumetto.
Gotiche e cimiteriali oppure in stile crime-story o ancora pulp o grottesche e infine mistiche ed eteree, sono da guardare e riguardare per scoprirne ogni volta significati, simboli e bellezza oscura. Alcune sottintendono un lavoro certosino, tanto sono piene di cose (di teschi, per esempio... o di ossa, o di volti o corpi infernali...); altre sono più "spirituali" e giocano più sulle ombre. Ma in tutte, in tutte e sessantadue, il Protagonista è sempre raffigurato in modi diversi, anche diversissimi tra loro, come se già dalle copertine si fossero voluti dipingere i molteplici e contrastanti aspetti dello Spettro.
Alla fine, semplicemente una gioia per gli occhi e la mente.
PAROLE, CONCETTI
John Ostrander, più che un “ex-teologo” - come viene sommariamente definito da certe frettolose biografie internettiane - è un ex-studente di teologia e questa formazione culturale e spirituale non è certamente estranea al suo modo di scrivere fumetti e di delineare il carattere dei personaggi, si respira anzi un medesimo “spirito di fondo” nelle sue storie. E’ evidente che più domande uno scrittore si pone nel suo privato, e più – se è un bravo scrittore – profondi, toccanti, coinvolgenti e densi saranno i risultati nelle sue produzioni. Se poi lo scrittore è molto bravo allora riuscirà a scrivere dei fumetti che oltre che profondi sono anche divertenti e appassionanti.
Si diceva dello “spirito di fondo” che permea non solo queste bellissime storie dello Spettro, ma moltissime delle storie scritte da Ostrander: un senso di morte/vita/morte, di non-finito, nel senso che ogni mondo contiene in se altri mille e mille mondi, in qualche oscura e mistica maniera tutti connessi tra loro, nessuno di essi – come dire – completo e completamente definito. Soprattutto mondi spirituali, non tanto “terre parallele”, quanto piuttosto variegate “concezioni” di mondi paralleli, che spesso si incrociano tra loro.
Nulla si toglie a Ostrander ricordando che alcuni dei concetti presenti nelle sue storie, nello specifico in quelle splendide dello Spettro, non sono necessariamente “originali” – ad esempio la raffigurazione dei regni infernali come “stati spirituali” più che come realtà fisiche oltremondane – ma sono da lui sviluppati in modi, quelli sì, originali e anche coraggiosi.
Nei racconti dello Spettro contenuti nei tre preziosi volumi editi da Planeta-DeAgostini, Ostrander fa scontrare, o perlomeno mette a confronto, diverse e persino contrapposte concezioni (versioni, verrebbe da dire...) di Dio, mostrando dubbi e limiti presenti in ognuna di quelle versioni ed evitando coraggiosamente di prendere posizione, specie in senso moralista e moralistico. Addirittura fa spesso capolino la concezione femminile di Dio (la Dea). Non male per uno che ha studiato per diventare prete!
Spiegazioni teologiche, bibliche, vengono usate da Ostrander per narrare le "origini segrete" dello Spettro. Non è l'apparizione del presidente Bill Clinton che parla con Superman, ingenuo espediente per rendere il più realistico possibile l'universo narrativo in cui si muovono i personaggi DC Comics, a provocare quel salutare corto circuito, quel misterioso contatto tra fantasia e realtà che rende una storia più interessante e coinvolgente per il lettore. E', invece, il piegare una cosa che rappresenta in un certo senso, e per moltissime persone, il "massimo della serietà" - la Bibbia e i suoi racconti - ad esigenze narrative. Questo è creativo. Ostrander si serve liberamente di quel che gli pare, anche di qualcosa che viene considerato sacro da un bel po' di gente, per raccontare le origini segrete e divine dello Spettro.

Quella sorta di vertigine iper/realistico-fantastica che coglie durante la lettura è provocata dall'inserimento dello Spettro, cioè un personaggio di fantasia creato per intrattenere, in una cornice narrativa biblica, cioè in una serie di racconti (qualcuno può dire con certezza se anch'essi fantastici o no?...) che nella realtà vera dominano interi millenni di civiltà occidentale.
Certo, Ostrander non è il primo ne' l'ultimo a utilizzare questa strategia creativa. Ma è comunque uno dei pochi, perlomeno nel campo dei fumetti.
In un'ottica a-cristiana cosa impedirebbe di considerare da oggi lo Spettro come appartenente alla continuity biblica ufficiale?
Si fa per scherzare, naturalmente...

Forse anche Ostrander scherza, visto che gioca con un melange irresistibile e divertente di tutte le mitologie terrestri (non solo, quindi, di quella ebraico-cristiana) in una sorta di riscrittura sincretistica dei miti primordiali nei quali lo Spettro gioca una parte importante, se non fondamentale.
Altro che Asgard: qui siamo in un felice territorio, appunto sincretico, di rara potenza ed efficacia. una vera Magia! Lo Spettro si muove agilmente - o meglio: con sempiterna sofferenza - tra mondi, dimensioni e mitologie, è proprio lui il trait-d'union tra i Miti e tramite lui l'arcangelo Michele dialoga di reincarnazione con Kali e il demone arciduca Belial si picchia con l'avatar di Shiva il Distruttore... sì, questo fumetto sarebbe piaciuto da pazzi al vecchio doc. Carl Gustav Jung :-)
CONCLUDENDO...
Chi non fosse interessato a tutte queste noiosissime “dissertazioni” mistico-religiose potrebbe semplicemente godersi delle bellissime e avvincenti storie di uno dei personaggi più fascinosi, e fino a poco tempo fa sottovalutati, del panorama fumettistico americano. Ma non è azzardato pensare che cedendo al fascino delle speculazioni che possono nascere dalla lettura della serie… in realtà si rischia di divertirsi ancora di più. Anche perché John Ostrander, al di là di tutte le noiose considerazioni sciorinate sin qui, sapeva molto bene cosa volevano davvero leggere i lettori: storie oscure di violenza e sangue, l'eterno scontro tra Bene e Male... e tutto ciò che sta tra queste due cose e spezza il cuore e lo riempie di dubbi e paure.

"This incarnation of The Spectre is a priceless old-school treasure, and one that every comic fan should seek out and enjoy." - John R. Fultz

 

nota:
[1] "A “fill-in” in the comics world usually refers to a series where guest creators step in to work on an issue to keep the production schedule moving forward." [
www.readaboutcomics.com - 2007]