venerdì 6 novembre 2009

Gli Archivi di NEXUS - sett 2008


GLI ARCHIVI DI NEXUS Vol. 1 e 2 di Mike Baron | Steve Rude
2 vol. cartonati, vol. 1 - 112 pg. b/n - vol. 2 - 112 pg. colori - 15,00 euro cad. - Bottero Edizioni


Nexus ha senso, come ha senso opporsi alla deriva del gusto [...] Nexus ha senso perché esiste il Valido e il Non Valido, ed è compito del lettore riuscire ad operare il discernimento necessario a scoprire il primo ed evitare il secondo come la peste." -- Wu Ming 2481, dalla Prefazione a Gli Archivi di Nexus vol. 1


Concentrarsi per l’ennesima volta sulla modernità della saga di Nexus, capolavoro di quei geni assoluti che rispondono ai nomi di Mike Baron (testi) e Steve Rude (disegni), significherebbe riempire di già-detto-altrove (e certamente meglio) le prossime righe.
Ottime recensioni, brevi e lunghe, sono già apparse su alcuni dei migliori siti a tema fumettistico d'Italia.
Dunque perché parlarne, qui, ancora?
Perché fumettidicarta non rinuncia alla sua modesta "vocazione", che è quella di parlare di ciò che ci appassiona, che siano produzioni antiche o no, cool o decisamente demodé, con l'unico scopo di cercare di trasmettere a chi ha la pazienza di leggerci, almeno un po' delle belle sensazioni provate durante la lettura dei nostri fumetti preferiti. E Nexus è uno dei nostri fumetti preferiti.

...MA PRIMA: TOGLIAMOCI 'STO SASSOLINO!
Data l'esaltazione delle righe che seguiranno - e porca miseria: se Nexus non è un capolavoro, cosa altro lo è???!!! - sgombriamo subito il campo da (eventuali) equivoci: fumettidicarta parla di quel che vuole quando vuole e come vuole, senza nessun "vincolo di parentela" da rispettare. Dunque, per parlar chiaro, il fatto che Alessandro Bottero sia parte integrante di questa webzine, ne sia anzi uno dei cofondatori, non ha alcuna (alcuna!) influenza sulle scelte degli argomenti e delle opere di cui fumettidicarta parla. Avesse pubblicato Gli Archivi di Nexus il nostro più acerrimo nemico anziché l'amico Bottero, le righe seguenti non cambierebbero di una virgola.
Così è per Nexus, così è stato è e sarà per tutto il resto. Con buona pace di quei simpaticoni che van sussurrando di "parentele", sciocchini che non siete altro. (Ma poi, dico, dovessimo mai fare i mafiosi, non è che magari sceglieremmo una casa editrice un pochino più, come dire, remunerativa? Sciocchini parte seconda....)
Vualà, sassolino tolto.
Il primo volume italiano de Gli Archivi di Nexus - datato Novembre 2007 - vanta la prefazione di un Wu Ming: un'ottima prefazione perché stimola un sacco di pensieri, alcuni profondamente condivisibili.
Molte persone non leggono le prefazioni, o perlomeno non le leggono mai prima della lettura dell'opera oggetto della prefazione, e questo o per disinteresse o per il timore di avere in qualche modo la lettura "rovinata" (Bottero fa anche lui un accenno a questo argomento nella prefazione al secondo volume).
In generale, invece, le prefazioni possono anche aiutare, stimolare, persino arricchire la lettura che ci accingiamo a fare (così come potenzialmente possono farlo le recensioni), ma possono, in effetti, creare anche un eccesso di aspettative o condizionare la lettura.
Ad esempio una prefazione che esalta l'opera che stiamo per leggere, o una prefazione che porti fortemente avanti una tesi, potrebbe farci leggere l'opera con uno spirito troppo concentrato sulla verifica delle tesi portate avanti da chi ha scritto la prefazione. Questo meccanismo, di per se' non negativo - perché tutto ciò che stimola la riflessione male non fa - rischia però di distrarre, di guidare un po' troppo la lettura, di condizionarla, appunto, come si diceva poco sopra.

La prefazione di Wu Ming 2481 esalta - giustissimamente! - l'opera di Mike Baron e Steve Rude, dà l'aggettivo "comunista" alla suddetta opera e si schiera per l'oggettiva validità di Nexus.
Una prefazione che crea subito aspettative alte che fortunatamente per il lettore non vengono disattese.
Non appena si comincia la lettura della storia sembra di trovarsi davanti ad un'avventura del 1965 di Iron Man: un crudele dittatore e i suoi orribili sgherri, facce sudamericane (e lombrosiane...) in primo piano, prigionieri torturati... ma, al contrario di una qualsiasi storia di Iron Man del 1965, i "comunisti" sono quelli che stanno per giungere dallo spazio come salvatori.
La partenza di Nexus, del Grande Nexus, dalla sua luna di Ylum è accompagnata da una variegata folla che a pugno chiuso saluta l'eroe! Quella folla segue Nexus e i suoi sogni (il sogno, inteso soprattutto in senso di speranza e utopia, è una delle chiavi di lettura importanti in questo fumetto), ma non in modo acritico e succube. L'eroe che si erge a giudice, giuria e boia non raccoglie solo consensi tra i salvati, ma anche odio e complotti.
Nexus è uno dei fumetti più immediatamente e intelligentemente coinvolgenti che si possano leggere, e questo senza essere un "picchiaduro" tutto botte e azione, visto che il coinvolgimento non è solo visivo ed emotivo ad un livello superficiale, ma è anche intellettivo.

Merito della storia e della prosa secca e perfetta di Mike Baron, della sequenza degli avvenimenti, incalzanti e intersecantesi gli uni con gli altri, in una sorta di "continuity" interna gestita egregiamente; merito dei colpi di scena che si susseguono senza essere stucchevoli. E, naturalmente, dell'incredibile fascino sprigionato dal personaggio, da Nexus, oltre che dall'ottima resa di tutti gli altri comprimari, e delle comprimarie.
Merito dei bei disegni di Steve Rude e della sua costruzione della tavola, con quelle vignette fitte che sembrano sovrapporsi le une alle altre, descrivendo l'azione con un realismo e, contemporaneamente (e contraddittoriamente, e questo è il bello dei fumetti riusciti), una straordinaria epicità.
 
Se si pensa che durante la prima pubblicazione di Nexus (1981) il mondo anglosassone, e quindi il mondo occidentale, era sotto la guida della Lady di Ferro in Gran Bretagna e del Cow-boy reazionario negli Stati Uniti, si può meglio comprendere la grande enfasi che Baron e Rude pongono sulla ribellione e sul concetto di autodifesa.
Questo però non basta a definirlo un "fumetto comunista", anche se in effetti si potrebbe discutere a lungo sul (reale) significato di "comunista"...
Certo è che è un fumetto che oltre a divertire immensamente provoca senz'altro riflessioni sui temi dell'ingiustizia e della sperequazione delle ricchezze, ma lo fa appunto senza essere un "fumetto di regime" (di un regime morto o mai esistito, peraltro) o un fumetto pedagogico.

In un mondo ideale Gli Archivi di Nexus dovebbe essere in classifica, ai primissimi posti - magari proprio al n. 1, che se dobbiamo sognare facciamolo in grande - nelle classifiche dei fumetti più venduti in Italia e la Bottero Edizioni - o l'editore nostro peggior nemico che sia - dovrebbe essere in crisi per il fatto di non riuscire a soddisfare in tempi strettissimi tutte le richieste dei distributori.
Nel real world i volumi stanno solo "andando bene". La speranza è che questo scritto possa convincere qualche lettore/lettrice a investire ottimamente il proprio denaro nell'acquisto dei volumi de Gli Archivi di Nexus: se è un appassionato/a del buon fumetto, non se ne pentirà assolutamente.

"Dimmi... chi ti ha eletto giudice, giuria e boia? Chi ti ha nominato 'Dio'?"
"Non faccio finta di giudicare. Le mie visite non riguardano la vendetta.
Ciò che faccio lo faccio perché devo. Agisco per autodifesa"
- M. Baron - S. Rude GLI ARCHIVI DI NEXUS vol. 1


Orlando Furioso - l'articolo su Fumetti di Carta con immagini