venerdì 6 novembre 2009

Clerici Vagantes - voll. 1 e 2 - estate 2008

CLERICI VAGANTES e IL GIORNO DEL GIUDIZIO di Andrea Marchi | Gianluigi Giorgetti | Valentino Menghi - Brossurati, 64 pag, b/n cadauno 12 euro - Atuttotondo Edizioni


"Io la stampa la invento, ma se poi i
Clerici ci fanno un fumetto? Non potrei sopportare una simile responsabilità" [J. Gutemberg, 1450]

Sotto quegli innocui nomi da impiegati statali - "Andrea Marchi" e "Gianluigi Giorgetti", pensate un po'! - si celano in realtà i temibili Clerici Vagantes, duo comico-giullaresco con un'energia da vulcano in ebollizione.

Il fatto che il nome del duo cominciasse per "clerici" non deponeva a loro favore, in quanto l'estensore di queste righe non ha particolari simpatie per tutto ciò che inizia col prefissoide "cleric-"...
Anche se, in questo caso, la parola "clerici" poco o nulla ha a che fare con istituzioni chiesastiche: i clerici vagantes erano infatti quegli studenti che fino al XIII secolo, in Europa, girovagavano da un polo universitario all'altro per seguire le lezioni - e soprattutto gli insegnanti - più in voga; e per mettere in atto goliardate più o meno innocue. E, possiamo aggiungere, la loro condotta morale era tutt'altro che irreprensibile (thanx gooooooooooooogle).

Inoltre ci sono persone che s'immalinconiscono, quando addirittura non s'angosciano, al solo sentir parlare di circhi, clown e - per estensione - "artisti-di-strada" con giocoleria annessa... Eccomi qui.
Ma, come non fa male ripetere spesso (sovente per pararsi il sedere) solo gli sciocchi non cambiano mai idea.
Le righe introduttive qui sopra, oltre che la solita scusa autobiografico-esibizionista, servivano a far comprendere che la seguente "recensione", o le poche righe di modesto commento che dir si voglia, righe che per inciso saranno sostanzialmente positive, non hanno nulla di "gratuito"; il commento parte cioè dalle "peggiori premesse" - con tutto il rispetto, s'intende - e arriva a conclusioni che non sposano pienamente il pregiudizio iniziale.
Ma andiamo per ordine (si fa sempre per dire).
Dunque il Marchi e il Giorgetti, cioè il Paggio e il Saggio, cioè quello coi capelli e l'altro coi capelli senza, dimostrando buon gusto e classe contattano il nostro sitarello sui fumetti e cortesemente si presentano. Il responsabile del sito, casualmente coincidente con chi scrive queste righe, mette subito le mani avanti - vedi la premessina autobiografica qui sopra - ma poi alla fine i due volumi se li legge e ci si diverte, passando sopra al prefissoide "cleric-" e all'angoscia da clown.
E adesso parliamo finalmente di fumetti, che sarebbe lo scopo di questo sitarello.
E' interessante il fatto che un duo comico-giullaresco [tra parentesi: non fanno solamente i giullari-giocolieri, verificate sul loro sito] scelga proprio il fumetto come medium per allargare, potenziare la varietà della comunicazione della loro proposta. Per ora non abbiamo modo di sapere quali sono i motivi di questa scelta, se per gusto personale o per una precisa e ponderata strategia comunicativa. Magari una volta o l'altra glielo si chiede e vediamo un po' cosa rispondono.


I due volumi di cui si sta parlando, oltreché delle parole dei nostri Clerici Vagantes, sono frutto del lavoro del disegnatore Valentino Menghi, collaboratore del prestigioso Vernacoliere, ritrattista televisivo, pittore .
Diciamo subito che i suoi disegni sono caratteristici (cioè hanno anche del carattere) e lo stile non è propriamente "accattivante" per occhi che masticano quotidianamente fumetti.
Nel senso che i disegni di Valentino Menghi non sono "graziosi" o "carini", ma il suo tratto, in questo caso nervoso, sporco e dinamico, illustra in modo funzionale le situazioni arruffone, buffe e divertenti raccontate dal Saggio e dal Paggio. Un disegno oltre che funzionale e a suo modo interessante, ma di non semplicissima fruizione.
Per quanto riguarda il primo volume, la scansione delle vignette e la successione delle tavole sono lineari e soffrono un po' di una certa ripetitività - forse per scelta e non per caso. In questo primo volume pare che lo scopo primario, il vero e unico scopo da perseguire, sia la trasmissione delle battute del duo comico: veloce, senza soluzione di continuità, via una avanti l'altra. Lo storytelling quindi, in questo caso, non ha bisogno di chissà quali arzigogoli: è semplice - fin troppo ci si sentirebbe di aggiungere - lineare, diretto. Primi e primissimi piani abbondano perché ciò che conta è la suscitare la risata.

Le battute dei personaggi, sparate a raffica, sono esilaranti e per quanto alcune di esse (poche in verità) non siano esattamente nuovissime, bisogna dire che funzionano, cioè divertono, fanno sorridere. Alcune, anzi, fanno proprio sganasciare dal ridere: il Saggio e il Paggio, grazie al cielo scevri da qualsiasi velleità politically correctness, scendono spesso e volentieri nel crasso, nello scatologico e nel "volgare" ed è proprio in questi casi che la gag funziona di più e meglio (decisamente non è un volume adatto ai più piccoli, nonnonnò...).
Non è facile far ridere. Non è facile in nessun modo, tantomeno per mezzo di un fumetto.
I Clerici Vagantes ci sono riusciti, onore al merito.

Per quanto riguarda il secondo volume, uscito nell'aprile di quest'anno, pur non cambiando il discorso già fatto sullo stile di disegno, si entra maggiormente in una dimamica di racconto: c'è una trama, una vera e propria storia, quindi lo storytelling diventa più articolato. La costruzione delle tavole è più varia - vivaddio - prospettive e paesaggi fanno la loro timida comparsa.
Anche questo secondo volume si legge piacevolmente. Le battute a sfondo sessuale si alternano alla satira politico-religioso-ambientalista e la storia scorre e si fa leggere senza intoppi. Anche se i bersagli verso i quali si indirizzano gli strali satirici dei Clerici sono un po', come dire, abusati e risaputi; per quanto, anche questo bisogna dire, non si può che concordare con le frecciate lanciate dal duo.
Se i Clerici Vagantes capitassero nelle vicinanze per uno spettacolo li si andrebbe a vedere davvero molto volentieri. Sono due bravi comici, pieni di vitalità e tecnicamente sembrano davvero molto preparati.
Come fumettisti hanno ancora parecchia strada da fare.
Ma, come già detto poco sopra, onore al merito e all'impegno.