venerdì 6 novembre 2009

Ballata per Fabrizio De Andre'

BALLATA PER FABRIZIO DE ANDRE' di Sergio Algozzino
Cartonato, 112 pg. b/n - 15,00 euro - BeccoGiallo Editore

Non una biografia, ma un omaggio: questo forse è il primo significato del lavoro fatto da Sergio Algozzino su Ballata per Fabrizio De Andrè. Credo che proprio al cantautore genovese, purtroppo scomparso l'11 gennaio 1999, sarebbe piaciuta l'idea, lontana da ricostruzioni apolegetiche e sensazionalistiche o dalle tentazioni del culto della personalità, cose che lui rifiutò sempre.
Nel fumetto, Algozzino sceglie di non far apparire il destinatario di questa dimostrazione di affetto e rispetto, preferendo invece organizzare un incontro virtuale fra i personaggi delle sue canzoni, dai più celebri Tito, Marinella o Bocca di Rosa fino a figure "secondarie" come Il Gorilla o Il Bombarolo. Fabrizio, dunque, nel racconto non appare e non parla, anche perchè Algozzino immagina, per la sua "Ballata", che i protagonisti nati dalla fantasia del cantautore si incontrino proprio per dare il loro ultimo e personalissimo saluto al proprio creatore, appena dopo la sua scomparsa.

Non so se colgo nel segno, ma in questa scelta vedo un altro omaggio di Algozzino, forse inconscio, a uno dei lavori più celebri di De Andrè. Nel 1970 Fabrizio scelse di raccontare la vita di Gesù in un album (La Buona Novella) attingendo, con scelta certamente non semplice e coraggiosa, nonchè ricca di significati, solo ai vangeli cosiddetti apocrifi e non ai quattro testi riconosciuti come "ufficiali" dalla Chiesa Cattolica. In quel disco De Andrè seppe ricostruire la parabola umana del protagonista, mantenendo una rispettosa lontananza da identificazioni mistiche o propriamente di fede, e soprattutto senza fare mai sentire direttamente la voce del protagonista. Così, ne La buona Novella conoscemmo non tanto la storia di Gesù o una sua biografia "ufficiale, ricostruita secondo un'iconografia ormai consolidata, e nemmeno la sua figura di filosofo precursore dei tempi, ma la sua dimensione umana, e questo tramite le parole di Maria, Giuseppe, Tito (uno dei due ladroni che condivisero con lui la condanna a morte), persino del falegname addetto alla costruzione delle tre croci, ma mai di quello che, per i cristiani, è considerato il Messia. Così pure, Algozzino sceglie di utilizzare Marinella, Andrea, Il Pescatore, per raccontare, più che la vita del loro creatore, la sua sensibilità. Lo fanno ognuno con parole proprie, seguendo l'approccio che all'autore pare il più adatto all'inclinazione dei singoli attori. Così, alla timida ritrosia di Marinella risponde la pacata saggezza da "donna vissuta" di Bocca di Rosa, alla ruvidezza di Tito o di Sinan fa da contraltare la malinconia di Piero. Il loro racconto, più che spiccare per l'originalità del punto di vista, risalta per una sorta di "coralità di differenze" e per la passionalità.
Devo dire che l'autore di questo fumetto fotografa molto bene la varia umanità dei personaggi, creati da De Andrè in quasi quarant'anni di carriera. Credo sia naturale che canzoni così complesse abbiano provocato un'immedesimazione diversa negli ascoltatori, ma personalmente non ho avuto problemi nel ritrovare "la mia" Bocca di Rosa o "il mio" Giudice nelle figure tratteggiate in Ballata per Fabrizio De Andrè. Uniche, modestissime, perplessità, l'Angiolina di Volta la Carta l'avevo interpretata inizialmente come Nina, protagonista di una delle ultime canzoni di De Andrè (Ho visto Nina volare), e avrei voluto trovare nel libro anche il padre che piange straziato la morte del figlio in Sidun, una delle figure più toccanti nel ricco panorama umano disegnato dal poeta genovese (del resto impossibile da riprodurre completamente nel libro).
Il fumetto è strutturato come una piece teatrale, in quattro atti, in cui se la scenografia è assente a livello palese (l'ambientazione onirica del racconto prescinde dalla costruzione di fondali) è invece presente nella scelta della cornice delle tavole, diversa per ognuno dei quattro atti ma sempre richiamante Le Nuvole (album di De Andrè datato 1990), che vanno diradandosi di atto in atto, dalla cupa cornice dell'incontro fino al sereno della catarsi finale.
Nulla da dire sulla confezione del libro. Cartonato, con sovracoperta, prezzo competitivo, dotato di una buona sezione di approfondimenti, anche sotto il punto di vista della mera presentazione la BeccoGiallo ha fatto un ottimo lavoro, proseguendo nella sua filosofia di fumetti che sappiano abbinare, nel prodotto finale, una pregevole ricerca grafica e artistica al rigore di operazioni storiche e filologiche mai banali.


 
Collegamenti Esterni: • BeccoGiallo Editore