domenica 11 ottobre 2009

Showcase Presents: Flash e Green Lantern - gen 2008


Le ristampe dei classici della DC Comics

Seguendo l’esempio della concorrente Marvel, anche la DC Comics ha ultimamente lanciato una collana di ristampe classiche in bianco e nero a prezzi contenuti. Tale linea riprende il nome di una delle classiche antologiche della DC degli anni ’50: Showcase (con l’aggiunta del suffisso “Presents”). L’occasione di riscoprire i classici della Silver Age a prezzi modici (17 dollari circa, per oltre 500 pagine di materiale) è veramente ghiotta; oltretutto, carta, rilegatura e stampa sono decisamente migliori di quelle degli Essential Marvel, e ne fanno una vera chicca per gli appassionati che non possano permettersi i ben più onerosi (e lussuosi) Archives.

Da questo aggiornamento di Fumetti di Carta, cominciamo una rubrica semi-fissa dedicata proprio agli Showcase. E quale miglior modo di iniziare, se non con i due eroi che hanno segnato la nascita della Silver Age of Comics, permettendo il definitivo rilancio dei supereroi dopo l’oblio post-bellico?

Sto parlando ovviamente di Flash/Barry Allen e Green Lantern/Hal Jordan. Eccovi due brevi e non spoilerose recensioni dei loro primi volumi a marchio Showcase Presents.


Showcase Presents: Flash vol. 1

512pg. | B&W | Softcover | $16.99 US

Correva l’anno 1956. Nel numero 4 dell’antologica “Showcase”, la DC decideva di ritentare la carta dei supereroi, dopo anni in cui i personaggi in calzamaglia erano stati messi in soffitta, con le uniche eccezioni di Superman, Batman e Wonder Woman, i soli capaci di sopravvivere alla fine del periodo bellico. E lo faceva con una formula semplice quanto geniale: il completo rilancio di un concept che già aveva avuto successo nella Golden Age, ma adattato per incontrare il gusto dei propri contemporanei.
Nacque così Barry Allen/Flash, il primo di una serie di eroi nuovi di zecca che riprendevano il nome di battaglia e i poteri di personaggi dei ’40 ormai dimenticati, ma con un look radicalmente nuovo e, soprattutto, in un nuovo contesto, decisamente fantascientifico.

Proprio in quegli anni, la science-fiction cominciava a diventare un fenomeno importante: come diremmo oggi, era “cool”, e la scelta di legare i propri nuovi character a certe suggestioni, da parte degli editor DC, si rivelò vincente. Flash fu un successo immediato, e di lì a poco, come dicevamo, la stessa formula sarebbe stata applicata a tanti altri, da Green Lantern a Hawkman, passando per Atom.

Detto dell’importanza storica di queste storie, è bene chiarire subito che non è l’unica cosa per cui vale la pena di leggerle. Certo, per un lettore abituato ai ritmi e agli schemi dei comics del 2000 il primo impatto con la Silver Age DC non è semplice. Storie figlie di un’altra epoca, dove era soprattutto l’idea, la trovata bizzarra, a contare, più che le trame intricate. Storie che nascono e si concludono in poche pagine, laddove oggi pare che nessuno possa raccontare una vicenda in meno di 100 tavole (Morrison e Cooke a parte, e che Dio li benedica). Continuity blanda che significa soprattutto “non contraddiciamo gli episodi precedenti”, ma senza sottotrame a lunga gittata né continui riferimenti incrociati. Però, per chi ha la pazienza di perseverare e superare lo straniamento iniziale, si dischiude un mondo meraviglioso, dove veramente tutto può accadere, e dove una certa ingenuità di fondo diventa elemento di fascino, di atmosfera, perché ci parla di un mondo dal quale ormai ci dividono 50 anni di storia e cambiamenti, e non tutti per il meglio.

Nello Showcase di Flash troverete tutto questo e anche di più. Troverete gli esordi di Wally West nei panni di Kid Flash; la nascita dei membri principali della “Rogues Gallery” del velocista, una sfilata di supercriminali tra i più bizzarri e originali mai creati, secondi solo a quelli di Batman per varietà e fantasia; troverete i “Flash fact” con cui gli autori cercavano di dare della basi scientifiche (per quanto fantasiose) ai poteri e ai trucchi dell’uomo più veloce del mondo. Soprattutto, troverete tanta avventura, divertimento puro, una lettura di escapismo come oggi, purtroppo, non esistono quasi più, presi come sono gli autori moderni a mostrare il lato sporco e cattivo dei supereroi.

E poi, è semplicemente innegabile la perizia tecnica di scrittori come John Broome e Gardner Fox, capaci di fornire lavori impeccabili e interessanti nonostante le fortissime restrizioni della censura di quegli anni, scatenata contro i comics dalle farneticazioni di psicologi come Frederic Wertham.

Ai disegni, il mitico Carmine Infantino segna un’epoca, con il suo tratto elegante e pulito ma al tempo stesso dinamico. La sua rappresentazione della supervelocità, con Flash che lascia una scia di immagini residue dietro di sé, è un classico immortale, e per anni è stata considerata il modo di disegnare i velocisti nei comics. Le tavole di Infantino non hanno la stessa forza dirompente di un Kirby o di un Colan, né il tocco "michelangiolesco" di un John Buscema, ma per certi versi ne anticipano la modernità, perché cominciano a mostrare un primo distacco dalla classicità impeccabile, ma ormai un po’ ingessata, dei vari Wayne Boring e Curt Swan.

Una lettura consigliatissima, oserei dire indispensabile, per tutti coloro che amano la storia dei comics. Per gli altri, può essere un’occasione per cominciare un viaggio di riscoperta di un passato mai troppo lodato.


Showcase Presents: Green Lantern vol. 1
528pg. | B&W | Softcover | $9.99 US

E’ sempre sulla rivista Showcase che, a tre anni di distanza dal secondo Flash, fa la sua comparsa un nuovissimo Green Lantern. Anche qui, come nel caso del velocista scarlatto, al di là dell’omonimia e di poteri molto simili, il nuovo personaggio non ha nulla a che fare con il vecchio.

Laddove la Lanterna Verde della Golden Age era Alan Scott, un ingegnere improvvisatosi vigilante, il cui potere nasceva da una lanterna magica, il nuovo è Hal Jordan, pilota collaudatore, che viene scelto per far parte di un corpo di polizia intergalattico. L’idea stessa dei Green Lantern Corps è una delle più innovative, poiché toglie all’eroe della collana i caratteri di unicità e irripetibilità che sono uno degli stilemi classici del genere, e non lo fa con l’introduzione di un sidekick, ma di una vera e propria squadra di alieni che ne fanno una parte di un tutto ben più vasto.

Inutile dire che, in un contesto del genere, l’elemento sci-fi risulta ancora più marcato in GL che in Flash, e diventa un vero e proprio marchio di fabbrica per la serie, facendone la prima vera rappresentante del filone “cosmico” che sarà, qualche anno dopo, una vera miniera per i comics, e non solo alla DC ma anche (se non soprattutto) in casa Marvel.

Tutti i discorsi appena fatti sulle storie di Flash valgono anche per Green Lantern, e non a caso, visto che gli scrittori sono gli stessi, Broome e Fox. Forse, però, laddove il Flash degli anni ’50 è un po’ più “denso” e pseudoscientifico, Green Lantern risulta più scorrevole, grazie all’impostazione ancora più avventurosa e “caciarona”, giustificata anche dalla diversità del protagonista. Hal Jordan è un pilota di caccia piuttosto spaccone e sicuro di sé, piuttosto diverso dal ben più posato agente della scientifica Barry Allen. Purtroppo, GL non ha, in questi primi episodi, degli avversari dotati della stessa personalità e carisma di quelli di Flash, con l’unica eccezione della Lanterna Verde rinnegata, Sinestro, con il suo anello del potere giallo.

I disegni sono a cura di un giovane Gil Kane, ancora acerbo e ben diverso dall’artista che avrebbe segnato alcune delle pagine più significative nella storia di Amazing Spider-Man con i suoi chiaroscuri e le sue ombreggiature “nervose”. Nondimeno, sempre di un ottimo disegnatore si tratta, e dal punto di vista grafico c’è poco di cui lamentarsi, sfogliando questo Showcase.

In definitiva, anche questo volume è consigliato, e anzi, può rappresentare un ideale punto di partenza visto il prezzo di lancio (fu uno dei primi due volumi della collana a essere pubblicati dalla DC) di soli 9,99 $.

Dario Beretta